In questo speciale

America marziana

Il mito di Marte nella fantascienza, dai canali di Schiaparelli al "Marte blu" di Kim Stanley Robinson. Scoprendo perché gli autori americani amano tanto questo pianeta.

Difficile capire dove si comincia e dove si finisce quando si parla di un tema come Marte. Volendo compilare una sia pur breve storia di questa immagine onnipresente, consulto il CD della Encyclopedia of Science Fiction curata da John Clute e Peter Nicholls e per quanto "enciclopedica", la voce su Marte lascia inevitabilmente fuori molto. Lo stesso vale per gli articoli contenuti nel numero "marziano" della rivista critica inglese Foundation (n. 68, Autumn 1996), a partire da quello del romanziere Stephen Baxter. Come fare selezione, come scegliere le opere più rappresentative?

Allora fidiamoci, semplicemente, dell'istinto del lettore. Per pratici motivi di maggior reperibilità dei volumi inglesi negli scaffali di casa, le citazioni saranno tradotte direttamente dai testi originali, e i titoli italiani sono quelli dell'edizione rimastami impressa in mente (non posso che rimandare al Catalogo online a cura di Ernesto Vegetti, www.fantascienza/com/catalogo/). Alcune scelte saranno ovvie, insieme ad altre proveremo a comporre un profilo della storia americana di Marte.

Ci proveremo: perché Marte ha significato cose diverse in periodi e autori diversi, che come sempre nella SF scritta hanno finito per correggere, rivedere, sovvertire le versioni date da antecedenti e contemporanei. Parleremo di una storia centrifuga, a cui è difficile dare un filo conduttore: c'è l'utopia (ciò che "noi" vorremmo o potremmo essere), la distopia (ciò che rischiamo di essere), il realismo scientifico (il deserto, i paesaggi, l'ecologia) e il romanticismo esotico (in molti tentativi di immaginarne gli abitanti). La storia americana: perché se esistono tante versioni di Marte, in tante tradizioni nazionali (Italia compresa), quella degli Stati Uniti porta con sé il fascino e i rischi di tante storie sul viaggio straordinario, sull'esplorazione, sulla Frontiera, di cui l'immaginario letterario popolare si era già fatto portavoce raccontando il West. E naturalmente ci sono due tipi fondamentali di incontro con Marte: noi che andiamo su Marte, i Marziani che arrivano sulla Terra. Parlare di Marte significa giocare fra tutte queste versioni, a volte complementari, a volte contraddittorie, che continuano e continueranno ad accompagnarci.

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Autore: Salvatore Proietti - Delos Science Fiction 88 - Data: 20 marzo 2004

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