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Grasso - INTERVISTA CON BEPI VIGNA di F. Grasso - INTERVISTA CON SERGIO FANUCCI di L. Pachi' - FANCON 96 - SINKHA DI MARCO PATRITO di M. Manzieri - L'ASPIRANTE SCRITTORE di F. Grasso - MICROSHOCK quattro microracconti ---------------------------------------------------------------------------- [VIEWS] ******************************************************************** ---------------------------------------------------------------------------- D O S S I E R D U N E di Francesco Grasso ---------------------------------------------------------------------------- A beginning is a very delicate time. Know then that it is the year 10191. The known universe is ruled by the Padishah Emperor Shaddam IV, my father. In this time, the most precious substance in the universe is the spice melange. The spice extends life, the spice expands consciousness, the spice is vital to space travel. The Spacing Guild and its navigators, who the spice has mutated over four thousand years, use the orange spice gas which gives them the ability to fold space. That is travel to any part of the universe without moving. Oh yes, I forgot to tell you, the spice exists on only one planet in the entire universe : a desolate, dry planet with vast deserts. Hidden away within the rocks of these deserts are a people known as Fremen who have long held a prophecy, that a man would come, a messiah, who would lead them to true freedom. The planet is Arrakis, also known as... DUNE. -- Princess Irulan 1. Introduzione. 2. Dune: le trame. 3. Dune: le fonti. 4. Dune: interrogativi e polemiche. 5. Dune: il film. 6. Dune: i giochi di ruolo ed i PC-Games. ---------------------------------------------------------------------------- Introduzione Le classifiche dei migliori romanzi di SF di tutti i tempi, che periodicamente vengono stilate nel mondo degli appassionati, in genere differiscono notevolmente l'una dall'altra. Tuttavia, esiste almeno un'opera che ogni volta, invariabilmente, viene posta dagli interrogati nelle primissime posizioni. Si tratta, inutile dirlo, del capolavoro di Frank Herbert, Dune. Ma quali sono le ragioni dello straordinario ed inesauribile successo di questo romanzo, e della saga che esso ha generato? Il punto, forse, e' che non si tratta solo di un romanzo. Herbert, oltre che ideare una trama eccelsa e dei personaggi affascinanti, ha creato un vero e proprio mondo, ha descritto con incredibile profondita' ed accuratezza l'ecologia di un pianeta, ha definito i riti e la cultura di un intero popolo, ha tratteggiato una religione, una mitologia, un sistema filosofico, il tutto all'interno della cornice di una civilta' futura, perfettamente delineata, che si estende per l'intera galassia. Un'opera immane, che trascende i confini di un semplice romanzo, che e' divenuta giustamente un mito. Le Trame La saga di Dune comprende sei romanzi, pubblicati in Italia dall'Editrice Nord. Essi compongono, a parte qualche lavoro minore, l'intera opera di Herbert. Come avviene a quegli attori che entrano troppo nei loro personaggi e non riescono a liberarsene, lo scrittore non seppe o non volle produrre nulla al di fuori dell'universo letterario che aveva creato. E tuttavia, se non fosse stato per questa dedizione, forse Dune non avrebbe goduto della cura e della ricerca del particolare che ne hanno fatto un autentico capolavoro. Dune: Romanzo vincitore del Premio Hugo e del Premio Nebula. La trama, come riassunta dalla principessa Irulan nella scena d'esordio del film di David Linch, e' la seguente: Anno 10191. La galassia e' retta da un sistema feudale, con a capo l'imperatore Padisha' Shaddam IV. Arrakis, detto anche Dune, pianeta delle sabbie, spazzato da tempeste e popolato da creature gigantesche, e' il luogo piu' importante dell'universo, in quanto unica fonte della sostanza piu' preziosa conosciuta, il melange, la Spezia, che consente di distorcere lo Spazio e di viaggiare tra le stelle. In un turbine di cospirazioni, tra Gilde Spaziali, sorellanze religiose, intrighi e tradimenti, Paul Atreides, il protagonista, diventa il leader politico messianico dei Fremen, la popolazione di Dune, e li conduce alla guerra santa per la liberta' del loro pianeta. Messia di Dune: Paul Atreides, il Qwisatz Aderach, l'essere supremo, prodotto dai millenari piani genetici delle Bene Gesserit, e' diventato imperatore della Galassia, acquistando il controllo di Dune e sposando la figlia di Shaddam IV, la principessa Irulan. Il suo potere, pero', spaventa le Bene Gesserit, che si illudevano di poterlo controllare. Viene cosi' organizzato un complotto tra la sorellanza, gli scienziati del Bene Tleilax, ed i dissidenti di Arrakis. Ma non e' facile sconfiggere chi, bevendo l'Acqua della Vita, ha la capacita' di vedere il futuro. Figli di Dune: Arrakis, una volta pianeta deserto, subisce un evoluzione ecologica sotto la guida dei figli di Paul Muad'dib Atreides, morto di sua volonta' al termine del "Messia di Dune". Parallelamente, un mutamento genetico si compie sugli abitanti stessi di Arrakis. L'imperatore-dio di Dune: A duemila anni dalle imprese di Paul Muad'dib, il pianeta Arrakis e' governato da Leto Atreides II, figlio di Paul, divenuto immortale grazie ai poteri della Spezia. Arrakis non e' piu' un pianeta deserto, bensi' un mondo fertile, trasformato grazie ai piani dell'ecologo imperiale Liet-Kynes. L'immortalita' di Leto, pero', comporta per lui la graduale trasformazione in qualcosa di non umano, in un ibrido uomo-verme. Gli eretici di Dune: Il pianeta Dune e' noto adesso, millenni dopo il regno di Leto II, con il nome di Rakis. Il miracolo ecologico che lo aveva riportato a mondo fertile si e' ribaltato, ed i vermi delle sabbie dominano di nuovo sul pianeta. La rifondazione di Dune: Dune e' stato distrutto, e con esso l'impero degli Atreides. Le sorelle delle Bene Gesserit, uniche ad opporsi alle Madri Onorate, le violente e sanguinarie donne a capo di una cultura aliena nata alla morte di Leto II, progettano di ricostituire l'impero, costruendo sul pianeta della Casa Capitolare, il loro mondo d'origine, un deserto popolato dai vermi della sabbia, in grado di produrre il melange. Le fonti dell'ispirazione Cosa puo' aver ispirato Herbert nella genesi del suo Dune? Le citazioni contenute nel romanzo sono precise e molteplici, e portano ad identificare i Fremen con i popoli arabi che negli anni Sessanta lottavano contro le multinazionali petrolifere per il controllo e lo sfruttamento dei giacimenti. Vediamo in dettaglio queste citazioni: 1. Il melange e' un liquido prezioso celato tra le sabbie, indispensabile per viaggiare: un riferimento neppure troppo velato al petrolio. 2. L'immagine suggestiva dei vermi che emergono dalle sabbie e' con ogni probabilita' figlia della visione degli immensi oleodotti che percorrono i deserti, a volte ricoperti dalle dune, altre volte affioranti appunto come enormi vermi sotterranei. 3. Le tute da sabbia dei Fremen sono una citazione degli abiti dei Tuareg, anch'essi studiati per ridurre al minimo le perdite d'acqua e proteggere dal calore. Questo aspetto e' molto piu' evidente nel libro di Herbert che nel film di Linch. Nel romanzo, viene detto esplicitamente che "a causa del sistema di riciclaggio delle feci e dell'urina, e' impossibile resistere in una stanza chiusa in presenza di un Fremen in tuta da sabbia". La scena che dimostra magnificamente in qual modo la scarsita' d'acqua abbia plasmato la cultura Fremen e' purtroppo assente nel film: al primo incontro tra il duca Leto Atreides ed i capi delle tribu' Fremen, uno di costoro si avvicina al duca e con solennita' gli sputa ai piedi. Le guardie Atreides, irate per l'offesa, stanno per aggredirlo, ma il duca li ferma, spiegando che il Fremen gli ha reso il piu' grande omaggio che su Dune un uomo possa fare ad un altro, poiche' gli ha donato la sua acqua. 4. I termini ed i nomi usati da Herbert sono evidenti distorsioni di vocaboli arabi: Muad'dib (topo-canguro che diventa nome di battaglia di Paul Atreides), Inshi'ah (guerra santa), Shaj'ulud ("creatore", ovvero il verme), Feddaynkin (chiaro riferimento al Fedayn palestinese), Sayaddhina (la sacerdotessa), e molti altri. 5. Il fatalismo, la religiosita', l'attesa messianica da parte dei Fremen sono caratteri tipici della cultura araba. Cosi' come le tribu' arabe, sotto la guida del profeta Maometto, furono capaci di unirsi, di sconfiggere ogni altro popolo e di creare un impero, cosi' i Fremen attendono il Qwisatz Aderach, l'essere supremo, un leader politico e spirituale che li guidi alla conquista dell'universo. Dunque la sanguinosa lotta per la nazionalizzazione dei pozzi petroliferi fu la fonte cui Herbert attinse per creare l'epica vicenda del suo romanzo. Non bisogna dimenticare comunque le citazioni medievali contenute in Dune (le Gilde Mercantili, le sette religiose, il feudalesimo), e neppure gli accenni al mondo classico (come viene evidenziato nei seguiti di Dune, la nobile casa degli Atreides discende direttamente dagli Atreidi di Omero: risalendo nei ricordi dei suoi antenati, Paul Muad'dib si imbatte nientemeno che in Agamennone!) Interrogativi e polemiche Perche' Dune e' un deserto? Nonostante l'assenza di precipitazioni, su Arrakis l'acqua non e' assente, com'e' dimostrato del resto dalle ingenti riserve sotterranee dei Fremen. Eppure il pianeta e' quasi completamente costituito da deserti sabbiosi. Come mai? Secondo l'ecologo imperiale Liet-Kynes, l'origine dei deserti di Arrakis e' anche parzialmente organica: in qualche modo la sabbia e' un sottoprodotto del ciclo vitale dei vermi giganti. Lo Shaj'ulud ed il deserto hanno un legame profondo: l'esistenza dell'uno dipende strettamente da quella dell'altro. E' dunque la presenza stessa dei vermi ad imporre al pianeta l'ecologia da deserto: questa e', probabilmente, anche la ragione per la quale i Fremen si riferiscono al Verme delle Sabbie col nome di Creatore (come recita la preghiera Fremen: "benedetto il creatore e la sua acqua..."). Che relazione c'e' tra la Spezia ed i vermi? Il film di Linch non chiarisce affatto questo punto, e del resto lo stesso romanzo di Herbert lascia una zona di penombra sull'argomento. Il melange indiscutibilmente e' un prodotto organico dei vermi (ancora analogia col petrolio, prodotto dalla decomposizione di organismi preistorici). Tuttavia, sembra che sia possibile ottenerlo anche dal verme vivo. In realta', i vermi producono piu' di una sostanza: solo i gas del melange in evaporazione sono usati per distorcere lo Spazio. La bava che i vermi neonati secernono quando vengono affogati (Occorre catturare un verme neonato e raccogliere acqua a sufficienza per affogarlo! Basta questo per capire quanto dovesse essere preziosa questa sostanza.) viene chiamata "Acqua della Vita". Questa bava ha un potere terribile: velenosa per gli uomini, rende le sorelle Bene Gesserit capaci di risalire indietro nei ricordi delle loro antenate, di leggere la mente, di soggiogare la volonta' altrui. Un solo uomo puo' bere l'Acqua della Vita e sopravvivere: il Qwisatz Aderach. Egli sara' in grado di raggiungere il luogo dove le Bene Gesserit non possono penetrare, ovvero i ricordi degli antenati maschi. Inoltre, egli riuscira' a vedere il futuro. Infine, nel romanzo e' citata anche una forma solida della spezia, commestibile per l'uomo (Paul Atreides se ne ciba in una scena del film di Linch). Come fanno i Fremen a sopravvivere su Dune? Parallelamente ai tuareg del Sahara, che sfruttano le oasi e le valli del massiccio montuoso dell'Atlante, i Fremen raccolgono ingenti depositi d'acqua nelle zone rocciose di Dune, in particolare nella regione del Polo Sud. Ivi essi praticano l'agricoltura, la pastorizia, l'allevamento, e sostengono una popolazione numerosa, completamente al di fuori dal controllo imperiale. Il circolo antartico di Arrakis e' un luogo misterioso per i dominatori stranieri: gli Atreides, e prima di loro gli Arkonnen, avevano richiesto inutilmente alla Gilda Spaziale l'uso di un satellite per il controllo del territorio. In realta' la Gilda mantiene un accordo segreto con i Fremen, e si e' impegnata a non fornire mai agli imperiali una simile possibilita'. Come si domano i vermi? Mediante l'uso di un particolare rampone metallico, detto "Amo da Creatore". I vermi hanno un'epidermide segmentata, ed i tessuti sottostanti molto sensibili: conficcando il rampone alla congiunzione tra due segmenti e lacerando la pelle del verme, i tessuti interni vengono a contatto con la sabbia rovente del deserto. Per il verme tale contatto e' doloroso, per cui esso, istintivamente, tende ad allontanare la zona ferita dalla sabbia, contorcendosi e ruotando sul proprio asse. Il Fremen, mantenendo la presa sul rampone, viene cosi' portato "a cavallo" del verme, a decine di metri dal suolo. A questo punto, per evitare che il verme si immerga di nuovo, l'uomo dovra' bloccare in posizione aperta gli sfiatatoi del gigantesco animale, orifizi analoghi a quelli dei cetacei terrestri. Agendo sugli sfiatatoi e mantenendo aperte le ferite con i ramponi, un gruppo ben addestrato di Fremen puo' costringere il verme a portarlo ovunque, vera e propria "nave del deserto". Perche' la tecnologia dell'universo di Dune e' cosi' arretrata? In stridente contrasto col futuro ipertecnologico di "Guerre Stellari" e di altre opere SF ambientate in cosi' remoto futuro, l'anno 10191 di Herbert e' penosamente primitivo. Primitivo sia dal punto sociale (in definitiva un sistema feudale), sia dal punto di vista scientifico (e Linch ha reso bene questo concetto con scenari low-tech per il suo film), privo com'e' di computer, di robot, di tecnologie futuribili. Herbert imputa tale status-quo ad avvenimenti antecedenti le vicende del romanzo. Sembra che, secoli prima la nascita di Paul Atreides, sia avvenuta una sorta di crociata politico-religiosa contro le macchine. Conseguenza di tutto cio', nel mondo di Dune e' quasi un sacrilegio servirsi di strumenti tecnologici, e si preferisce addestrare computer umani (i Mentat), viaggiare nello spazio per mezzo di una sorta di "magia" che nessuno comprende, combattere con soldati in carne ed ossa, addirittura sfidarsi in duelli all'arma bianca. Prima di scoprire la Spezia, come si viaggiava tra le stelle? Poiche', come dice Herbert, il melange si trova solo su Dune, e' ovvio che i navigatori spaziali non potevano conoscerlo prima di scoprire il pianeta deserto. Pero', in qualche modo, su Dune devono esserci arrivati, altrimenti... Sembra un problema ricorsivo: l'unico modo di raggiungere Dune e' usare la Spezia, ma la Spezia si trova solo su Dune. La risposta a questo paradosso e' la stessa della domanda precedente: prima della crociata anti-macchine, probabilmente gli umani conoscevano altre tecniche per viaggiare (l'iperspazio, l'ibernazione, ecc.). Essi hanno colonizzato la galassia mediante queste tecniche, per poi perderne conoscenza nei secoli bui del nuovo medioevo. Se Dune e' cosi' importante, perche' l'imperatore non lo controlla direttamente? In realta' il potere dell'imperatore Shaddam IV e' piu' apparente che reale: egli comanda le terribili truppe Sardaukar, ma non le potrebbe impiegare se la Gilda Spaziale non gli fornisse le astronavi per portarle da un capo all'altro del suo impero. Dunque il vero potere e' nelle mani dei navigatori della Gilda. Ma anche costoro hanno un punto debole: hanno un continuo bisogno di Spezia, dalla quale sono fortemente dipendenti. E' facile capire che, se l'imperatore controllasse direttamente l'estrazione della Spezia, egli potrebbe ricattare la Gilda Spaziale e liberarsi dal suo giogo. In conclusione, i navigatori della Gilda non possono permettere che Shaddam controlli Dune: per questo l'imperatore e' costretto a servirsi dei suoi poco fidati feudatari. E, nello stesso tempo, Shaddam deve mettere i suoi vassalli l'uno contro l'altro, in modo che nessuno di loro diventi abbastanza forte da minacciarlo. Si tratta di un delicato equilibrio di poteri, magistralmente descritto da Herbert, un sottile castello di carte che l'avvento del Qwisatz Aderach fara' crollare rovinosamente. Dune e' un romanzo razzista? Diciamo che Herbert fa di tutto per dimostrarlo. Le trame genetiche che le Bene Gesserit tessono al fine di creare l'essere perfetto rimandano (neanche troppo sottilmente) ai deliri hitleriani sulla "razza superiore". Tra le righe del romanzo si scorge senza alcuna fatica un pensiero, se non proprio nazista, certo non particolarmente moderno: Herbert, dopotutto, sembra approvare il sistema feudale; inoltre elogia Dune perche', ambiente aspro ed inospitale, forgia un popolo di guerrieri ben piu' aggressivo e virile dei decadenti imperiali. Come dice Paul Atreides: "Dio ha creato Arrakis per addestrarvi i suoi fedeli; nessuno puo' andar contro il volere di Dio." Linch ha ben colto il sentore razzista della vicenda presentando nel suo film le dinastie degli Atreides e degli Arkonnen ben riconoscibili dai tratti somatici. Feteci caso: gli Arkonnen hanno tutti i capelli rossi, ispidi, il colorito malsano; sono, inutile dirsi, brutti e cattivi. Il loro capo, il Barone Harkonnen, e' addirittura omosessuale (riprovazione massima!). Gli Atreides, viceversa, sono bruni, virili, le chiome liscie e curate, bellissimi eroi senza macchia e senza paura. Il razzismo e' fin troppo evidente sulle pagine di Dune: c'e' piuttosto da chiedersi se non sia un effetto voluto. Dopotutto, Herbert avrebbe potuto mettere in luce tali aspetti proprio per condannarli... Tuttavia, proprio il rifiuto della tecnologia presente in Dune porta ancora acqua al mulino della tesi "Herbert-reazionario", in quanto lo scrittore sembra preferire un futuro popolato da servitori e schiavi umani piuttosto che da macchine che svolgano lo stesso lavoro. Il film Portare sul grande schermo una trama complessa ed intricata come quella di Dune, densa di particolari e di vicende parallele, e' impresa non da poco. Dopo qualche tentativo abortito, il regista che accetta la sfida e' David Linch. Corre l'anno 1984; Lynch ha al suo attivo il successo di "Elephant Man", ed e' finanziato da un colosso come Dino De Laurentis. Il cast. Linch, grande ammiratore dell'opera di Herbert, investe particolare cura nella ricerca dei protagonisti per il suo film. Per la parte principale, quella di Paul Atreides, Linch sceglie Kyle MacLachlan, giovane attore praticamente al debutto cinematografico. Regista ed interprete instaurano un rapporto di lavoro eccellente, al punto che Linch decide di portare MacLachlan con se' praticamente in tutti i film successivi (Velluto Blu, Twin Peaks, Fuoco cammina con me). Peaks, Fuoco cammina con me). MacLachlan racconta che il provino per la parte fu sorprendentemente facile: si trattava di recitare la scena del Gom Jabbar, la prova durante la quale Paul, in pericolo di morte, si salva ricorrendo alla litania per il controllo mentale insegnatole dalla madre (Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura e' la piccola morte che porta con se' l'annullamento totale. Guardero' in faccia la mia paura, non permettero' che mi calpesti...). Poiche' MacLachlan era all'epoca un fanatico di tecniche Yoga, la cosa fu lui del tutto naturale. Un giornalista accuso' un giorno MacLachlan di essere soltanto una creatura di Linch. - Non una creatura! - ribatte' lui - Io sono il suo "totem cinematografico"! La parte di Chani viene affidata a Sean Young, nota agli appassionati SF come la replicante di cui si innamora Harrison Ford in "Blade Runner". Per il ruolo di Feyd Rautha, l'acerrimo nemico di Paul, viene chiamata la famosa rock- star Sting, che offre una prova inaspettatamente all'altezza. famosa rock- star Sting, che offre una prova inaspettatamente all'altezza. Altra vecchia conoscenza per il pubblico, l'attore scelto per interpretare Gurney Halleck, maestro d'armi di Paul. Si tratta di Patrick Steward, che sarebbe in seguito diventato il capitano Jean-Luc Picard di Star Trek The Next Generation. Curiosamente, Steward nasce come interprete shakespeariano, ed approda al cinema di fantascienza in modo del tutto casuale, come egli stesso racconta. Dopotutto, pero', gli intrighi e le passioni epiche di Dune sono quanto di piu' shakespeariano si possa trovare nella SF moderna: la caduta dei grandi uomini e' difatti un tema costante nelle tragedie del commediografo inglese. nelle tragedie del commediografo inglese. La composizione della colonna sonora, grandiosa e vibrante come richiesto dalla vicenda, viene affidata ai Toto. Particolarmente riuscito, il brano di Brian Eno, il ben noto ed orecchiabile "Tema della profezia". I "mostri" del film, indubbiamente impressionanti, sono opera di Carlo Rambaldi. Da ricordare il disgustoso "navigatore di terzo stadio", pilota della Gilda Spaziale reso deforme dagli effetti della Spezia, e gli immensi vermi delle sabbie, capolavori di ingegneria meccanica prima ancora che di effetti speciali. Perche' il film non ha successo? Nonostante l'impegno, il film di Linch non decolla. Non si tratta di un fiasco, e' vero, ma i ricavati del botteghino non giustificano gli alti costi di produzione. Pubblico e critica sono concordi nell'imputargli una certa pesantezza: le atmosfere della pellicola, in particolar modo quelle degli interni, sono fosche, oppressive, in qualche modo "barocche". Linch ha un tocco del tutto personale, che affinera' nelle opere successive, ma che per il momento non sembra adeguato. Chiunque abbia letto il romanzo non rimane soddisfatto dalla visione della pellicola. Tra i numerosi rimproveri mossi a Linch, quello di aver introdotto un elemento del tutto estraneo al romanzo, le mirabolanti armi soniche degli Atreides: ideate da Linch per riannodare qualche filo sciolto dopo gli indispensabili tagli di trama, le armi soniche smentiscono pero' l'assunto "niente high-tech" sottolineato da Herbert. Anche le tute da sabbia, che Herbert pensava simili agli abiti Tuareg, sono troppo evolute e futuribili nel film di Linch. Il loro design, opera di Jean-Gir, fa pensare piu' ai mondi di Flash Gordon che al pianeta deserto di Herbert. Infine, il gusto dell'orrido: in alcune sequenze, Linch sembra compiacersi nel disgustare gli spettatori. In particolare, nei primi piani del viso del Barone Harkonnen e del Navigatore di Terzo Stadio, nelle morti raccapriccianti di Beast Rabban e di Feyd Rautha; la "valvola cardiaca" degli Harkonnen, invenzione gratuita di Linch, gli consente di girare un paio di scene orride assolutamente non funzionali alla trama, utili solo per sottolineare al pubblico quanto il cattivo sia carogna e malvagio. In conclusione, Linch vince solo parzialmente la sfida di portare l'opera sul grande schermo: per l'appassionato di SF, Dune rimane sempre e solo il romanzo di Frank Herbert. I giochi L'opera di Herbert ha ispirato la nascita di una vasta ludoteca, a dimostrazione di quanto questo romanzo sia entrato nel mito. MUD: Esistono almeno cinque MultiUser Dungeons&Dragons incentrati sulla saga di Dune. Essi sono: 1. Dune MUD, 2. Dune MUSH (entrambi ispirati al primo romanzo), 3. Dune II MUSH (ispirato a "Figli di Dune"), 4. Heretics MUSH (ispirato a "Gli eretici di Dune"), 5. Revenant MUSH (ispirato a "Rifondazione di Dune"). Pc Games: Primo computer game ispirato al romanzo, Dune I per PC, commercializzato dalla Virgin Games. Si tratta di un adventure-strategico, dotato di una buona grafica, di suoni e parole digitalizzate. E' un prodotto di ottimo livello, dotato di stupendi scenari rasterizzati (eccezionali i voli sul deserto di Arrakis). Abbiamo poi Dune II, per PC e SegaCD, prodotto dalla Westwood Studios. Si tratta di uno Strategy Game: l'utente puo' prendere le parti degli Atreides, degli Harkonnen, o di un'altra nobile Casa, e lottare per il predominio di Arrakis. Esiste infine un gioco da tavola ispirato alla saga di Herbert. Si tratta di "Dune", prodotto dalla Parker Bros. ---------------------------------------------------------------------------- Il presente testo puo' essere letto in linea o scaricato, e puo' essere diffuso per via telematica senza limitazioni. Il testo e' pero' di proprieta' dell'autore e non puo' essere utilizzato per scopi commerciali, pubblicato su riviste commerciali o inserito in CD-Rom, senza la previa autorizzazione dell'autore. ---------------------------------------------------------------------------- [VIEWS] ******************************************************************** ---------------------------------------------------------------------------- Cronologia di Dune ---------------------------------------------------------------------------- Tratta dall'Enciclopedia di Dune PRIMA DELLA GILDA 19000-16500 Prima civilizzazione della Terra. 16500 Alessandro Magno crea il Primo Impero. 16400-16000 L'Impero Romano sorge e conquista il mondo conosciuto, e accezione della Cina. 15800 La sede imperiale e' trasferita a Bisanzio, per sedare le provincie ribelli e piccoli jihad. 14700-14608 La Grande Lotta: Il secolo senza imperatore. 14608 La scoperta dell'America permette a Madrid di diventare la Sede Imperiale. 14512 La Battaglia della Manica. La Sede dell'Impero e' trasferita a Londra. L'Eta' d'oro delle Invenzioni: lo sviluppo della radio, della 14500-14200 televisione, dell'energia atomica, dei razzi, della genetica e del computer. 14255 La prima bomba atomica viene usata in una guerra fra provincie. La Sede imperiale e' trasferita a Washington. La Piccola Diaspora: viene colonizzato il sistema solare e la 14100-13600 popolazione della Terra e' ormai solo un ventesimo del totale dell'umanita'. 13402 Cerere diventa Sede dell'Impero quando un planetoide colpisce la Terra. 13402-13399 Il salvataggio dei Tesori della Terra. 13360 La Terra viene ripopolata e per editto imperiale diventa Parco Nazionale. 13004 Viene scoperto l'effetto Sospensione-Nullificazione. 12200 L'Impero dei Dieci Mondi. Le comunicazioni diventano difficili. 11200 L'Impero dei Mille Mondi. Impero solo di nome, perche' il potere imperiale era cosi' diffuso da essere inesistente. Era dei Pretendenti. Comincia quando Cerere viene distrutto 11105 da una ribellione, e la Sede Imperiale cessa di esistere come singola entita'. 11100-7562 Era dei Diecimila Imperatori. Chiamata anche La Grande Era Oscura. 7593 I.V. Holtzman nasce su Liesco II. 7565 Holtzman ha un incidente e subisce innesti cibernetici. 7562 Holtzman scopre la natura dell'"effetto onda" del dispositivo di sospensione-nullificazione. 7556 Holtzman viene gravemente danneggiato e lanciato nell'orbita di una cometa. Di lui si perde ogni traccia. 7562-5022 Guerra di Riunificazione, seguente alla comunicazione immediata resa possibile dall'effetto Holtzman. 5022 L'Impero dei Diecimila Mondi, riunito sotto Ladislao il Grande. 5022-3678 Prima Eta' dell'Oro. 3832 Holtzman riappare su Liesco, e presenta la teoria alla base della costruzione dello Scudo di difesa. 3678 La Peste del Silicio: la "Morte delle Macchine" 3678-2000 Piccola Era Oscura, che finisce con lo sviluppo di conduttori resistenti alla peste. 2000-1800 Il Ritorno del Computer (chiamato anche "La Seconda Unificazione"). 1970 Holtzman ricompare, e presenta la sua Teoria Unificata. 1800-400 Seconda Eta' dell'Oro. Attorno al 700 avvengono i primi progrom anti-computer. 711-200 La tensione sale fra programmiti e umanisti, che Jehanne Butler fara' esplodere. 200-108 Il Jihad Butleriano. 108 Holtzman riturna e viene distrutto dalle forze del Jihad. ca. 100 Ixiani, reduci dal Jihad, sotto la guida di Aurelius Venport, scoprono Tupile, il Pianeta Santuario. 88 Battaglia di Corrino. Fondazione della Casa Atreides, quando Demetrios Atreides 86 viene nominato Barone Tantalos in premio per aver aiutato i Corrino. 84 Primo viaggio nell'iperspazio guidato dal Melange, effettuato da Norma Cenva. 12 B.G.-70 A.G. Regno di Saudir I, "Il Grande". 10 Il Corpus Luminis Praenuntiantis (la futura Gilda Spaziale) comincia le trattative con l'Impero. 10-5 Il Grande Sinodo Finanziario, su Aerarium IV, crea la CHOAM. Il Trono del Leone, La Gilda Spaziale e la CHOAM (come 0 braccio del Landsraad) si accordano per stabilire la forma della societa' umana per i successivi diecimila anni. DOPO LA GILDA 123-184 Regno di Negara II. 207 Thomas Atreides aiuta la restaurazione di Elrood II, e viene fatto Duca di Jaddua. 337 Viene ratificata La Grande Convenzione. 385-388 Ribellione di Lishash, ultima significativa resistenza all'Impero. 388 Saudir III designa Salusa Secondo come Pianeta Prigione. 390 Wallach I comincia a usare Salusa Secondo come terreno di addestramento per i Sardaukar. Gilbertus Albans fonda l'Ordine dei Mentat, originariamente 1234 sul pianeta Septimus, poi spostato dieci anni dopo su Tleilax. 1487 I Corrino spostano la Sede Imperiale su Kaitain. Elrood V dona Poritrin, terzo pianeta di Epsilon Alangue, 2800 alla Casa Maros. Siridar Charles Barone di Mikarrol, governatore planetario della Terra, manda due milioni di Zensunni su Poritrin, iniziando la Migrazione dei Zensunni. Poritrin viene assegnato alla Casa Alexin, e i Sardaukar 4492 vengono mandati a scacciare i Zensunni, che si dividono fra Bela Tegeuse e Salusa Secondo. 5122 Appaiono le prime Facce Danzanti alla corte di Corrino XIV. 5295 Ezhar VII libera i Zensunni di Salusa Secondo, inviandoli su Ishia, secondo pianeta di Beta Tygri. I Zensunni su Bela Tegeuse vengono trasportati in parte du 6049 Harmonthep, e in parte su Rossak, quinto pianeta di Alces Minor. ca. 6600 Una Sayyadina su Rossak scopre una pianta la cui ingestione libera le "voci interne." ca. 6800 Harmonthep, un satellite di Delta Pavonis, viene distrutto da cause ignote. I Zensunni su Rossak comprano un passaggio per Arrakis dalla 7193 Gilda Spaziale. Tutti i Zensunni di Ishia e Rossak raggiungono Arrakis. 8711 La Famiglia Atreides viene premiata con la Casa Ducale Siridar Caladan. 9751 La droga Elacca e' di uso comune. 9846 Invenzione dell'Hunter-Seeker. ca. 10000 Invenzione del Distrans su Ix. 10092 Scoperto il procedimento di estrazione della Semuta. 10140 Nasce Leto Atreides (Duce Leto I). 10154 Nasce Lady Jessica. 10155-10165 Gurney Halleck e' schiavo degli Harkonnen su Giedi Primo. 10158 Nasce Duncan Idaho (l'umano). 10175 Nasce Paul Atreides. 10179 Primo impianto effettuato con successo su un essere umano del Distrans 10190-10191 La Casa Atreides si sposta su Arrakis. I Sardaukar attaccano Arrakis e uccidono il Duca Leto; Paul e 10191 Jessica si rifugiano nel deserto con i Fremen. Nasce Alia Atreides. 10193 Paul riconquista il controllo di Arrakis e il monopolio della Spezia. 10196 Shaddam IV abdica; Paul diventa imperatore. 10196-10208 Jihad di Paul. 10200 Nasce Farad'N (Kenola), figlio Wensicia e del Conte Dalak Kenola. 10204 Il Conte Dalak muore in circostanze sospette in un incidente di ornitottero. Il cognome di Farad'n e' cambiato in Corrino. 10208 Ghola Hayt (Duncan-10208) e' creato e presentato a Paul. 10209 Nascono Leto II e Ghanima. Muore Chani. Paul va nel deserto, e Alia diventa Reggente. 10210 Alia scioglie i Fedaykin, i Commando della Morte di Paul. 10218 Duncan-10208 porta Lady Jessica alla Casa Corrino. 10219 Leto II ascende al trono. 10246 Nasce Harq Al-Harba. 10271 La Rivolta dei Fremen e' sedata, e il loro capo, Duncan-10235, messo a morte. 10941 Duncan-10895 scopre il rituale del Siaynoq. 11745 L'Ordine dei Mentat viene soppresso da Leto II. 12335 Esecuzione dei Nove Storici. 12725 Viene costruita su progetto di Duncan-12720 Festival City su Onn. 13724 Morte di Leto II. 14702 Scoperte la Rovine di Crompton. 15525 Scoperto il Tesoro di Rakis. 15540 Pubblicazione della Enciclopedia di Dune. ---------------------------------------------------------------------------- [VIEWS] ******************************************************************** ---------------------------------------------------------------------------- Bibliografia di Dune ---------------------------------------------------------------------------- Ciclo di Dune 1965 Dune (Dune, Editrice Nord) 1969 Dune Messiah (Messia di Dune, Editrice Nord) 1976 Children of Dune (I Figli di Dune, Editrice Nord) 1981 God-Emperor of Dune (L'Imperatore-Dio di Dune, Editrice Nord) 1984 Heretics of Dune (Gli Eretici di Dune, Editrice Nord) 1985 Chapterhouse: Dune (La Rifondazione di Dune, Editrice Nord) 1973 The Book of Frank Herbert 1978 The Illustrated Dune 1988 The Notebooks of Frank Herbert's Dune 1992 Songs of Muad'Dib Altri libri di Frank Herbert Serie di Destination: Void (con Bill Ransom) 1979 The Jesus Incident 1983 The Lazarus Effect 1988 The Ascension Factor Serie di Jorg X McKie 1970 Whipping Star 1977 The Dosadi Experiment (Esperimento Dosadi, Editrice Nord) Antologie 1975 The Best of Frank Herbert 1976 - from 1952 to 1964 1976 - from 1965 to 1970 1970 The Worlds of Frank Herbert Altro 1956 The Dragon in the Sea (anche come "Under Pressure" or "21st Century Sub") 1966 Destination: Void 1966 The Eyes of Heisenberg (Gli Occhi di Heisenberg, Mondadori) 1966 The Green Brain 1968 The Heaven Makers (Creatori di Paradisi, Editrice Nord) 1968 The Santaroga Barrier (La barriera di Santaroga, Editrice Nord) 1972 The Godmakers (Creatori di dei, Editrice Nord) 1973 Hellstrom's Hive (anche come "Project 40") (L'Alveare di Hellstrom, Editrice Nord) 1978 Destination: Void (rev. of the 1966 version) 1980 The Priests of Psi 1982 The White Plague (Il morbo bianco, Editrice Nord) 1984 Four Complete Novels (Whipping Star, The Dosadi Experiment, The Santaroga Barrier, Soul Catcher) 1985 Eye 1986 Man of Two Worlds (with Brian Herbert) ---------------------------------------------------------------------------- [VIEWS] ********************************************************************** ---------------------------------------------------------------------------- intervista con a cura di Bepi Vigna Francesco Grasso ---------------------------------------------------------------------------- Bepi Vigna fa parte, insieme ad Antonio Serra e Michele Medda, della cosiddetta "Banda dei Sardi", un affiatato team autore di fumetti di fantascienza. Vigna e' noto soprattutto come creatore di Nathan Never, fumetto italiano dallo straordinario successo di pubblico e di critica. Nonostante la notevole fama raggiunta dal loro personaggio, i tre autori restano tutt'ora nell'ombra o quasi. Il pubblico ha occasione di vederli di persona solo alle principali mostre di fumetti, ed a qualche non frequente conferenza. Dei tre, Antonio Serra e' l'unico che stazioni abitualmente presso la redazione milanese della Bonelli, in quanto redattore della Casa Editrice. Bepi Vigna, al contrario, e' piu' difficilmente rintracciabile dal pubblico, nonostante sia tutt'altro che una persona schiva. Per farlo conoscere meglio ai lettori di Delos Cyberzine, lo quindi abbiamo intervistato telefonicamente. Delos: Bepi, come e' nato il rapporto di collaborazione tra te, Antonio e Michele? Come vi siete conosciuti? Bepi Vigna: E' successo a Cagliari, nei primi anni ottanta. A farci incontrare e' stata la comune passione per i fumetti: io ed Antonio Serra facevamo parte di un gruppo di giovani autori e disegnatori che tentavano di creare qualcosa di nuovo, seppure a livello ancora dilettantistico. Insieme a noi c'era anche altra gente che in seguito si e' fatta un nome, ad esempio Vanna Vinci. Michele Medda si e' aggiunto in seguito, qualche tempo dopo. Delos: E come avvenne il fatidico incontro con la casa editrice Bonelli? Bepi Vigna: Incontrammo Castelli, l'autore di Martin Mystere. A quel tempo Antonio Serra disegnava... Strano, non e' vero? Proponemmo a Castelli una storia, ambientata in Sardegna, ideata da me e disegnata da Antonio: quella che poi divenne "Il segreto del nuraghe" di Martin Mystere. Da li' e' cominciato tutto. Delos: Ancora il nuraghe... Dimmi Bepi, quanto e' importante la "sardita'" di Nathan Never? Voglio dire, il vostro fumetto e' ricco di citazioni sarde, a partire dal numero 1, dove assegnate allo shuttle in partenza dalla stazione spaziale il numero di linea d'un volo Alisarda, al numero 35, dove fate parlare ad alcuni personaggi un sardo traslitterato... Per non parlare del Koronju, la bibita favorita da Nathan, analcolico il cui nome suona giapponese ma in realta' e' il serbatoio idrico della citta' di Cagliari. Bepi Vigna: Io non direi che la "sardita'", come la chiami, sia importante per noi... Forse e' importante per gli altri, non so. Voglio dire, siamo abituati a leggere storie ambientate in America, piene di citazioni newyorkesi o altro, e nessuno ci fa caso. Al contrario, i riferimenti alla Sardegna si notano subito. Sai che alla Bonelli, per molto tempo, eravamo conosciuti solo come "i sardi"? Sul tabellone col calendario delle pubblicazioni, tutti gli altri autori erano riportati con nome e cognome. Noi no: eravamo semplicemente "i sardi". Delos: Ma questa voglia di evidenziare le vostre origini esiste o no? Ricordo il numero 3 di Nathan Never, ove fate combattere su un ring di Jeet-Kune-Doo un lottatore dal nome "Joe Sardus", vestito in abito tradizionale, e gli fate fare polpette del classico "Uomo Tigre" da fumetto giapponese. Forse un pizzico di tifo campanilistico? Bepi Vigna: Ma no, quello e' un dettaglio senza troppi significati. Ti ripeto: per noi non ha importanza, sono gli altri a trovarcela. Delos: Dimmi, Bepi... Tra le storie che hai scritto, qual'e' quella cui ti senti piu' legato? Bepi Vigna: Ce n'e' piu' d'una... "La pietra antica", oppure "Cuore di tenebra". O meglio, "L'ultima onda". Quelle piu' intimiste, dove il mio Nathan Never si rivela diverso da quello di Antonio, o da quello di Michele. Delos: Allo stesso tempo, ce n'e' qualcuna che non ti ha soddisfatto? Bepi Vigna: Sicuramente si. Penso a "Contagio", oppure a "Terrore sotto zero". D'altronde non si possono scrivere sempre lavori ineccepibili con i ritmi che abbiamo. In questo momento ad esempio sto lavorando contemporaneamente a quattro sceneggiature (tra queste, ad esempio, il seguito del numero 3: "Operazione Drago"). E' chiaro che il tempo a disposizione per "limare" ciascuna storia e' limitatissimo. Delos: Ho visto da voi in Redazione una massima, affissa proprio sopra la scrivania di Serra, e Antonio mi ha detto che si tratta di una frase tratta dalla lettera d'un lettore. Dice testualmente: "Meglio un numero in meno che un numero del C...". Sei d'accordo? Bepi Vigna: Il problema e' mandare ogni mese un albo in edicola. Noi lavoriamo a ritmi frenetici, mente nel mondo del fumetto c'e' gente che scrive una storia all'anno... Nonostante questo, il livello dei fumetti Bonelli resta indubbiamente superiore a qualunque altro prodotto italiano. Io credo che il peggiore dei nostri albi sia comunque paragonabile o addirittura migliore di ogni altro fumetto che offre il mercato, almeno per quanto riguarda la produzione "popolare", ovvero il fumetto di massa. Delos: Di quale autore di narrativa SF ti senti piu' debitore? Bepi Vigna: Piu' che alla narrativa, penso al cinema SF, ed al genere poliziesco "hard-boiled". Quelle sono le mie vere fonti d'ispirazione. Delos: Vuoi fare qualche nome? Bepi Vigna: Per la narrativa, Ray Bradbury. Non mi dicono granche' i classici Asimov o Heinlein, che invece piacciono molto ad Antonio Serra. Per i polizieschi, citerei Ellroy, Chandler, Hammet. Ma ripeto, io mi ispiro maggiormente al grande schermo: tento di dare alle mie storie un taglio ed un ritmo tipicamente cinematografico. Il ritmo e' molto, molto importante: non tutti lo capiscono. Bepi Vigna: Cosa mi dici di William Gibson e soci? E del cyberspazio, di Internet? Sei anche tu uno strenuo oppositore del mondo dei Computer e delle Reti, come Antonio Serra? Delos: Tutt'altro. Ti informo anzi che proprio in questi giorni Nathan Never sta ottenendo un suo spazio sul Web, tramite Video On Line. Tra breve daremo l'annuncio ufficiale. Delos: Senti, ma cosa c'e' di Bepi Vigna in Nathan Never? Intendo di autobiografico... Ad esempio, Antonio Serra ha presentato la moglie Katia Albini nel numero 50, sotto le vesti del personaggio Kathy White, tra l'altro disegnata in maniera estremamente somigliante. Tu hai fatto niente del genere? Bepi Vigna (ridacchiando): Lo so, sono proprio i particolari di questo genere che fanno la gioia dei lettori, quando riescono a scoprirli. Comunque non sono stato io a copiare Antonio, casomai il contrario, visto che ci ho pensato prima di lui... Ricordi il personaggio di Olivia Olling, l'avvocatessa? (visibile accanto, nda) E' mia moglie, che si chiama Olivia Olla e fa proprio l'avvocato. Delos: Ascolta Bepi: visti i ritmi frenetici di lavoro, non rischiate in qualche modo di essere "assorbiti" da Nathan Never, di legarvi troppo al vostro personaggio? Non e' limitante dedicarsi esclusivamente a un unico fumetto? Bepi Vigna: Credo di si. Ma io non mi occupo solo di Nathan Never. Al contrario, collaboro con il quotidiano di Cagliari e con varie riviste. Inoltre scrivo libri (in questo momento sto lavorando ad un saggio sul fumetto franco-belga), mi interesso di cinema, tengo corsi di fumetto, ho in mente tante altre iniziative. Non credo proprio che Nathan Never possa "assorbirmi". Delos: Bene, Bepi, e' tutto. Hai qualcos'altro da aggiungere per i lettori? Bepi Vigna: Soltanto di continuare a seguirci, e soprattutto a scriverci. Com'e' tradizione della Bonelli, noi teniamo in grande considerazione l'opinione del nostro pubblico. ---------------------------------------------------------------------------- Il presente testo puo' essere letto in linea o scaricato, e puo' essere diffuso per via telematica senza limitazioni. Il testo e' pero' di proprieta' dell'autore e non puo' essere utilizzato per scopi commerciali, pubblicato su riviste commerciali o inserito in CD-Rom, senza la previa autorizzazione dell'autore. ---------------------------------------------------------------------------- [VIEWS] ******************************************************************** ---------------------------------------------------------------------------- intervista con Sergio Fanucci ---------------------------------------------------------------------------- Con l'occasione di analizzare le novita' librarie dei prossimi mesi in casa Fanucci, abbiamo chiesto all'editore romano anche alcune considerazioni sul cyberpunk e sulle prospettive future di una societa' che punta alla grande rete con slancio e sregolatezza. Ne e' venuto fuori un quadro assai interessante che invita alla riflessione e alla meditazione. di Luigi Pachi' Delos: Sergio, puoi anticipare ai nostri lettori le novita' del primo semestre '96 per la Fanucci Editore? Sergio Fanucci: Prima di tutto un grazie per quest'intervista.Un attimo d'attenzione sul nostro lavoro di editori e' sempre ben accetto anche perche' nel nostro settore manca un riconoscimento dei media verso la fantascienza e dintorni. Pensa che proprio ieri leggevo un settimanale importante che parlava di libri... di tutto ma non di sf, quando piu' va avanti il mondo piu' si parla di fantascienza. Comunque... per il '96 ho in serbo grandi novita'. Voi avete parlato ampiamente dei nuovi libri X-Files, Vortice e Spiriti del male entrambi di Charles Grant usciti a gennaio e un altro uscira' in marzo, dal titolo Atmosfera Zero di Kevin J.Anderson, autore di thriller piu' che di sf/horror. Poi in febbraio quattro grandi novita': - Artificial Kid di Bruce Sterling,l'autore texano che e' diventato il simbolo del movimento letterario di fine secolo,quel cyberpunk tanto sfruttato ma mai pienamente capito. - Confessioni di un artista di merda di P.K.Dick,il romanzo autobiografico di uno dei piu' interessanti scrittori di sf. - Il testo di R'Lyeh di H.P.Lovecraft,seguito del famoso grimorio, pseudolibro detto il NECRONOMICON, ne leggeremo delle belle... - I sogni della resurrezione di R.Laymon autore del best seller La Bara e di altri romanzi pubblicati in passato... Ma che ne dici se invece di raccontare tutto non diamo ai lettori l'indirizzo di Futuro News Online,la mia rivista in rete che parla proprio di tutto? Eccolo: http://www.mix.it/Fanucci/ oppure per la posta elettronica Fanucci@mix.it , a voi buona navigata! Delos: Anche tu finalmente in rete? Sergio Fanucci: Abbiamo aperto un sito di 5MB da fine novembre '95 con un aggiornamento ogni 15 gg. ed e' esattamente la nostra rivista cartacea Futuro News. L'idea e' che un domani (spero presto) si possa inviare la rivista solo in rete perche' tutti gli appassionati saranno collegati... utopia? Beh vedremo, nel frattempo siamo in rete e vi posso garantire che e' il linguaggio del futuro. L'evoluzione e' ormai sfrenata e la rete e' il suo principale binario. Siamo saltati su un treno in corsa, magari un po' in ritardo ma decisamente intenzionati a non scendere. Ne vedrete delle nuove ogni mese. Delos: E allora parliamo di cyberpunk? Sergio Fanucci: Questa nuova tendenza letteraria non aiuta molto la sf. Primo perche' e' una sorta di irrealta' derivata dalla realta' stessa, una sorta di trasformazione attraverso la nostra quotidianita' verso un oggetto di tutti i giorni, il computer. Poi e' l'evoluzione di un nuovo modo di vedere la vita, forse piu' piatto, lineare ma efficace e diretto. Le barriere cadono insieme ai muri. Non piu' quindi sf "guerre stellari" ma protesi di un mondo parallelo che viaggia vicino a noi e che puoi accedervi con facile tecnologia. Quindi non piu' sf ma... Ci scopriremo ad essere meno soli, a sentire vicino chi e' lontano ma divide le nostre stesse ambizioni, necessita', sogni di questa nuova forma di linguaggio, di costume, di informazione. Con la rete arriviamo ovunque, subito, basta un bip, prendiamo quello che ci serve e lo consumiamo immediatamente. Oggi e' una droga. Domani sara' pericolosa. Delos: Perche' ti senti di affermare questo? Sergio Fanucci: Perche' abbatte i confini, l'intimita', il senso del meraviglioso, il sogno, il fascino della conquista. Gli hacker entrano nel tuo cervello elettronico e tu sei nudo. L'unica salvezza e' non entrare in rete, non esporsi, ma nel 2000 se non sei on-line sei fuori dal mondo. E' come avere una protesi artificiale, una sorta di... guanto del Dr. Adder di Jeter tanto per citare un mio libro. E questo guanto vomita paure e tensioni, gioie e speranze lasciandoti nudo. Ce' bisogno di regole, di controllo, presto altrimenti... Non a caso in America il cyberpunk sta perdendo una sua identita'. Si mischia con l'high-tech, il thriller, la fantasy, cerca risposte o meglio cerca contenuti nuovi rivolgendosi all'unica vera difesa umana: l'immaginazione. Ecco la paura del domani e' che un portatile sostituisca un quadro... Tra l'altro ora i PC costano solo 500$. Delos: Ma il movimento cyberpunk e' sempre piu' di massa, respinge certe paure, cerca di eliminare i confini,abbatte barriere. Dove si nasconde il pericolo? Sergio Fanucci: Il pericolo e' che sia solo un miraggio. I giovani, fruitori del cyber, sono stanchi di vivere in una societa' che tutto consuma, che ha deluso, che non offre lavoro. E allora loro si muovono nell'underground e usano le nuove comunicazioni,la nuova tecnologia, ma nello stesso tempo cadono in gabbia, miseri nella loro piccola scatola, umiliati in un bip/exit, imprigionati tra megabyte e ram di memoria. E corrono a ricercare l'ultima password che gli permetta di passare l'ultimo empasse. Ma inesorabilmente si fermano e devono aspettare che qualcuno piu' grande di loro gli dia un'altra mela... E' vero che c'e' bisogno di alta tecnologia e di un nuovo modo di esprimersi per noi giovani (io ho appena piu' di trent'anni) ma e' proprio vero che l'underground telematico ne e' la via d'uscita? Delos: Hai delle alternative da proporre? Sergio Fanucci: Vivi, usa la tua tastiera, mordila pure, ma ricorda che ogni viaggio in rete e' virtuale,che ogni tocco e' finzione, che il tuo cervello e' solo rapito da tanta bramosia ma non da verita'. Usa la rete per il tuo lavoro, per crescere, per capire il mondo, cosa ti offre e dove sta andando, ma la sera telefona a un amico... li' troverai una vera macchina (non chiamare l'144 pero'!). Delos: Sergio, grazie per la tua totale disponibilita'. Sergio Fanucci: Alla prossima, e buon proseguimento con la vostra avventura di DELOS CYBERZINE. ---------------------------------------------------------------------------- Il presente testo puo' essere letto in linea o scaricato, e puo' essere diffuso per via telematica senza limitazioni. Il testo e' pero' di proprieta' dell'autore e non puo' essere utilizzato per scopi commerciali, pubblicato su riviste commerciali o inserito in CD-Rom, senza la previa autorizzazione dell'autore. ---------------------------------------------------------------------------- [VIEWS] ******************************************************************** ---------------------------------------------------------------------------- fancon '96 ---------------------------------------------------------------------------- Convention nazionale italiana della fantascienza e del fantastico - Courmayeur, 25-28 aprile 1996 - Progress Report 1 La FANCON, biennale del Fantastico e della Fantascienza in Italia, sede quest'anno anche della XXII ITALCON, Convention Nazionale Italiana del settore, sotto l'egida della World-SF Italia, e' giunta alla sua quinta edizione, che trasformera' ancora una volta, per alcuni giorni, Courmayeur e la Valle d'Aosta nella capitale del Fantastico italiano. L'Associazione Operatori Turistici Monte Bianco di Courmayeur, in collaborazione con la Keltia Editrice, sono intenzionati a mantenere e far crescere l'immagine di questa biennale che con il lievitare delle sue proposte, si conferma sempre piu', nelle aspettative di pubblico e stampa specializzata, come la principale manifestazione dedicata alla cultura del Fantastico realizzata oggi in Italia. A tal fine si e' deciso di incrementare ulteriormente il numero e la qualita' degli eventi che concorreranno a formare il programma di FANCON 96. In occasione di questa quinta edizione, il Comitato Organizzatore ha deciso di proseguire ulteriormente sulla via dell'allargamento della manifestazione a tutto il pubblico degli appassionati di Fiction, dedicando un apposito spazio espositivo alle Aziende impegnate nel settore del Fumetto Fantastico o di Fantascienza. FANCON 96, che si terra' come di consueto a Courmayeur, dal 25 al 28 aprile 1996, avra' il tema: "REALTA' VIRTUALI", intese in tutte le loro valenze, da quelle cibernetiche oggi di moda, ai mondi degli Universi Paralleli tipici della Fantascienza anni settanta, fino alle "Terre di Mezzo" del Fantasy di ogni Era. Oltre ai tradizionali incontri con Autori Internazionali e Editori Nazionali, premiazioni dei maggiori Premi Letterari italiani di Letteratura Fantastica, Mostre di Illustratori, proiezioni di Film ecc.; nella prossima edizione sono previste alcune novita': * Al Gioco di Ruolo ed ambientazione fantastica, sara' dedicata un'ampia area con spazi espositivi, aree di gioco per tornei e partite dimostrative, Mostra-Mercato delle novita'. Le partite, per neofiti e non, saranno organizzate dalla DRAGONS' LAIR sui giochi di AD&D; D&D; Cyberpunk 2020 (ambientato nel mondo di Nathan Never) oltre che di MAGIC: l'Adunanza. Per tutta la FANCON si giochera' solo per divertirsi con chiunque voglia conoscere dal vivo i giochi di ruolo. Ospite speciale sara' Luca Giuliano, autore di ON STAGE, che discutera' con gli appassionati di GdR, AMBRA e ON STAGE. * Una Mostra Mercato del Fumetto. * Alcune ditte specializzate in Tecnologie Virtuali (che mostreranno lo stato attuale delle possibilita' d'impiego per lo studio, la divulgazione e lo svago); * Vari specialisti internazionali parleranno e daranno dimostrazioni al pubblico sulle possibilita' di internet e della fitta rete di interscambi e comunicazioni che questa rende possibile a livello mondiale. * Una ricca serie di Ospiti e Relatori di rilievo per le conferenze dedicate alla Letteratura del Fantastico. * Una giornata dedicata al Fandom, alle Fanzines e all'Editoria Amatoriale. Queste e altre ancora le proposte di cui Vi terremo informati, ancor piu' dettagliatamente, nel prossimo Progress Report. Per informazioni sulla FANCON 96 scrivere a: SEGRETERIA FANCON 96 - c/o Associazione Operatori Turistici "Monte Bianco" - Piazzale Monte Bianco, 3 - 11013 Courmayeur (Aosta) - Tel. 0165-842370 Per informazioni sui Giochi di Ruolo scrivere a: Dragons' Lair - Sede Nazionale - c/o Andrea e Cristina Mosconi - Viale XI Febbraio, 2 - 27100 PAVIA - Tel & Fax 0382-25830 - Internet: mosconi@systemy.it Patrocinatori * Assessorato Alla Pubblica Istruzione * Regione Autonoma Valle D'Aosta * Comune Di Courmayeur * Associazione Operatori Turistici Monte Bianco * Azienda Promozione Turistica Courmayeur Comitato Organizzatore * Assessorato Alla Pubblica Istruzione * Regione Autonoma Valle D'Aosta * Comune Di Courmayeur * Associazione Operatori Turistici Monte Bianco * Keltia Editrice-Aosta * Space O Club-Aosta Segnalazioni al premio Italia Grazie all'affacciarsi su Internet del curatore del Premio Italia (per conto della WorldSF Italia) Ernesto Vegetti, quest'anno per la prima volta e' possibile segnalare i candidati al premio anche per posta elettronica. Potete fare fino a un massimo di tre segnalazioni per categoria, e siete liberi di lasciare vuote le categorie nelle quali non avete nulla da suggerire. Il voto deve essere spedito entro il 29 febbraio 1996. Ricordo che al premio concorrono solo opere uscite nel corso del 1995. I finalisti risultanti dalle segnalazioni saranno poi votati da una giuria ristretta. Si puo' richiedere di essere inseriti nella giuria finale scrivendo a Ernesto Vegetti. Potete compilare il modulo qui sotto secondo le vostre preferenze, che saranno inviate in automatico nella mailbox degli organizzatori. Noi di Delos non possiamo far altro che segnalarvi qualche suggerimento per tirare acqua al nostro mulino... Per il Racconto Amatoriale, per esempio, vi ricordiamo i racconti La difficile arte del ricatto di Vittorio Curtoni, Delos n. 6, Cybershop di Giorgio Ginelli, Delos n. 7, Una tomba per la speranza di Francesco Grasso, Delos n. 10 e Giusto in tempo di Fabio Paulotto, vincitore premio Fredric Brown 1996, Delos n. 11. Per l'Articolo amatoriale, tenete presente L'editoria del fantastico in Italia di Franco Forte, Delos n. 7, Intersection 95 di Roberto Quaglia, Delos n. 11, e le interviste con Terry Pratchett di Luigi Pachi', Delos n. 9, e con Anne McCaffrey, sempre di Luigi Pachi', Delos n. 12. Volendo potete anche segnale nella categoria spettacolo Delos Science Fiction e Delos Cyberspazio e dintorni (la nostra trasmissione radiofonica). Fate voi! Nome e cognome: Indirizzo e-mail: Indirizzo postale: Racconto professionale: Racconto amatoriale: Articolo professionale: Articolo amatoriale: Spettacolo: Romanzo italiano: Saggio italiano: Romanzo internazionale: Fumetto: Commenti: ---------------------------------------------------------------------------- [VIEWS] ******************************************************************** ---------------------------------------------------------------------------- Sinkha di Marco Patrito ---------------------------------------------------------------------------- presentato da Maurizio Manzieri Il romanzo di fantascienza in computergrafica 3D Nei primi mesi del 1996 sara' lanciato in America un prodotto multimediale del tutto italiano: Sinkha. E' un nome scovato nel dizionario di una nuova lingua aliena, non si tratta certo di una storia che potreste aver gia' letto. Molte case editrici straniere, traendo vantaggio dalle fantastiche opportunita' offerte dalla capienza di un CD-Rom, stanno invadendo il mercato internazionale con rielaborazioni grafiche di romanzi gia' noti, come ad esempio 'Cronache Marziane' di Ray Bradbury o 'La spada di Shannara' di Terry Brooks. No, non ci troviamo davanti ad una rielaborazione grafica: sarebbe errato e riduttivo. E non si tratta neppure di un gioco interattivo, oppure di un didascalico database astronomico. Mi e' sembrato giusto chiarire subito cosa 'Sinkha' non sia, senza togliere nulla al merito di opere simili altrettanto valide. Provero' invece adesso a socchiudere leggermente la porta di questo stupendo universo senza privare alcun appassionato del gusto di una magica lettura. Seguitemi! Sinkha, vocabolo rappresentante un'intera cultura aliena, e' un 'graphic novel' totalmente inedito e realizzato all'interno di un originale universo tridimensionale. In esso viene narrata una avventura, articolata in un percorso a capitoli ricco di immagini ed animazioni. Per avere un'idea dello stile e della qualita' delle immagini presenti nell'opera, provate ad ammirare la tavola in copertina a questo numero di Delos ed apprezzerete l'atmosfera di grandiosita' che aleggia al suo interno. Chiunque abbia avuto la fortuna di entrare negli studi della Virtual Views, ha provato la netta sensazione di veder nascere un universo, proprio la stessa sensazione che trasmetteva un buon romanzo di Philip J. Farmer. Marco Patrito, autore di Sinkha, ha lavorato per mesi, chiuso nel cantiere astronavale di un lontano avamposto stellare, creando alcune tra le piu' eleganti e sofisticate astronavi destinate a solcare la Via Lattea, astronavi lunghe anche chilometri, costruite in scala nei minimi dettagli, pronte a sfrecciare al clic di un mouse lungo gli iperrealistici canyons di un ostile pianeta. E cosa dire dei suoi lavori biogenetici ? Nei suoi laboratori sono germogliate le piu' belle e strane creature in grado di camminare lungo i solchi di un CD-Rom! Ormai siamo visivamente allenati a godere di immagini realizzate in grafica tridimensionale, provenienti dalle fonti piu' disparate: spot televisivi, videogiochi, foto. Eppure qui secondo me, amici, c'e' qualcosa di leggermente differente: stile e 'sense of wonder', due qualita' sempre piu' rare. I personaggi protagonisti sono resi reali, vivi, senza l'ausilio di alcun programma per la composizione di figure umane. All'epoca in cui i personaggi di questo romanzo nacquero tali programmi non erano ancora disponibili sul mercato. L'ho detto: sono vivi ! E poi, a fugare ogni dubbio, quando la bellissima Hylejn vi guardera', ammiccando dal video, ed una lacrima di tristezza scendera' sul suo volto, chi dubitera' della sua carica di vita? Sono sicuro che Sinkha affascinera' le piu' diverse categorie di utenti: * gli appassionati di fantascienza potranno arricchire il loro immaginario collettivo di una nuova piacevole scaglia di storia futura. Non penso questo universo scomparira' in un batter d'occhio dalle loro menti... * gli appassionati di 3d potranno apprezzare e valutare le incredibili potenzialita' insite in programmi grafici ormai alla portata di tutti ... * il piu' variegato pubblico amante del bello potra' sfogliare queste pagine virtuali e rimirare le spettacolari animazioni come se guardasse un film mai proiettato nelle sale di alcun cinema... e potra' godere l'ascolto di una colonna sonora originale, realizzata appositamente per ciascuna scena da un complesso italiano, i Fancyfluid... Gli appassionati , sfortunatamente non ancora possessori di un computer e di un lettore CD-Rom, potranno gustare tutte le immagini in un fumetto ad alta risoluzione. Non sara' pero' disponibile fino al ventunesimo secolo uno stampato olografico per le animazioni... A proposito, il CD-Rom sara' multilingue e conterra' la possibilita' di scegliere tra quattro lingue diverse: inglese, francese, spagnolo e...italiano. Attualmente i distributori americani stanno approntando una notevole campagna pubblicitaria, che tra non molto iniziera' a far capolino dalle pagine della stampa specializzata. Presto saranno edite in Italia le versioni in fumetto e CD-Rom (Mac e PC). Non appena saranno resi noti i dettagli, provvedero' ad informarvi su queste pagine. Probabilmente al prossimo report avremo notizie piu' precise. Nel frattempo se qualcuno avesse delle domande, o non riuscisse a reprimere una sua particolare curiosita', puo' lasciarmi un messaggio in E-mail. Dalle nostre parti si continua a sognare: avventura in continua evoluzione. SINKHA di Marco Patrito VIRTUAL VIEWS TEAM Fabio Patrito Tullio Rolandi Francesco Chirico Flavio Chirico Contributors Laura Patrito Manzieri Maurizio Enrico Bonzano Domizio Demichelis Sinkha e' stato realizzato con Studio Pro (Strata Inc.) e montato con Director (Macromedia). ---------------------------------------------------------------------------- [VIEWS] ******************************************************************** ---------------------------------------------------------------------------- Manuale per a cura di l'aspirante scrittore Francesco Grasso SECONDA PARTE - GLI EDITORI ---------------------------------------------------------------------------- ...tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul mondo dell'editoria e non avete mai osato chiedere... La maggior parte degli scrittori vive il proprio rapporto con l'editore in maniera negativa. Dire che tra le due categorie non corre buon sangue significa minimizzare le cose: editori e scrittori a volte si comportano come nemici naturali. I primi reputano i secondi una torma di petulanti scocciatori, viziati e ignoranti; i secondi, a loro volta, vedono i primi come creature malefiche, che vivono con l'unico scopo di frustare le loro legittime aspirazioni e di sbarrar loro la via della fama e del successo. Questo manuale consiglia all'aspirante scrittore di usare un minimo di discernimento. La Casa Editrice, ovviamente, non e' un istituto di beneficenza. E' un impresa. E, come tale, ricerca un fatturato, investe nel lavoro degli scrittori in prospettiva d'un guadagno. Certo, ci sono tanti modi di svolgere questo lavoro. L'importante e' di non fare d'ogni erba un fascio: esistono numerosi tipi di editori, alcuni corretti, altri meno. Per comodita' si tenta in questa sede di classificarli (in tono bonariamente goliardico), mediante un'ironica "Scala Gutenberg". Il primo gradino della Scala Gutenberg comprende gli editori "distratti": persone affabili, dotate di un aplomb esemplare, d'una tranquillita' ed indifferenza del tutto britannica. Gli editori distratti si riconoscono per la singolare capacita' di perdere qualunque manoscritto venga loro inviato, di dimenticare il nome dello scrittore tredici millisecondi dopo averlo ascoltato, di non riconoscere il malcapitato neppure al decimo incontro, di rispondere alle lettere con grande puntualita' esattamente diciotto mesi dopo la fatidica frase "attenda ns. notizie", di evitare con cura qualsiasi forma di pubblicita' diretta o indiretta all'opera che, con sommo dispiacere, hanno infine consentito a pubblicare. Gli editori distratti sono capaci di mandare alle stampe in quindici formati diversi un'opera vista e rivista di un autore ben noto, ma allo stesso tempo di ignorare completamente, non per malizia ma per miopia congenita, i nomi nuovi, anche se pieni di talento. Il loro motto e': "Niente sara' pubblicato per la prima volta". L'editore distratto ha, probabilmente a ragione, una fiducia illimitata nel mezzo televisivo. Messo di fronte all'opera di un'esordiente proposto per la pubblicazione, se soddisfatto, con certezza commentera': "Bravo, questo tizio, scrive bene... Ma quali trasmissioni ha fatto?" Si tratta, tutto sommato, della classe piu' tollerabile di editori, al quale appartiene la maggioranza della categoria. Al secondo gradino della Scala Gutenberg si posizionano i cosiddetti editori "feticisti". Questo sottogruppo, vittima di perversioni ad evidente sfondo sessuale, gode fisicamente nel cestinare lettere e manoscritti, prova un piacere enorme nel farsi negare al telefono, tanto che ascolta piu' volte al giorno la voce registrata della segretaria che recita "Il dottor XXX e' in riunione", traendone un'intensa soddisfazione carnale. L'editore feticista, quando risponde alle lettere, lo fa solo tramite circolari, spesso compilate in piu' colori con caratteri insoliti allo scopo di impressionare l'interlocutore, e ciU' in linea con il comportamento abituale dei maniaci esibizionisti. L'editore feticista pubblica solo seguendo la moda, ed e' pronto a cambiare politica cosIe come si cambia un vestito. L'editore feticista predilige per i suoi volumi copertine shocking, molto curate e dettagliate, con grandi foto dell'autore, perche' sa bene cosa veramente sta vendendo. L'editore feticista ama pubblicare opere di non-scrittori, ovvero di persone famose in altri campi, che decidono un giorno, per un motivo o per l'altro, di prendere in mano una penna o un word-processor. Si tratta di un comportamento a prima vista bizzarro, almeno dall'esterno, perche' equivale ad investire su un non-professionista. Tuttavia, il mercato italiano sembra rispondervi piu' che bene, come dimostra il crescente numero di cantanti-scrittori, di attori-scrittori, di giudici-scrittori, di politici-scrittori, addirittura di papi-scrittori. Chissa', forse l'editore feticista e' l'esemplare piu' acuto dell'intera categoria. Il terzo gradino della Scala Gutenberg e', dopo il primo, il piu' affollato: esso raccoglie i cosiddetti editori "questuanti", ovvero gli editori che amano piangere miseria ed implorare aiuto economico da parte degli autori. Chiunque abbia tentato l'impervia strada dello scrittore ha incontrato lungo il cammino almeno un esponente di questo gruppo. L'editore questuante e' editore soltanto per caso. Potrebbe essere pasticciere, calzolaio, o dentista: la Casa Editrice e' per lui un semplice mezzo per produrre denaro. Il contenuto dei manoscritti, il messaggio, lo stile, il valore letterario, a suo parere non hanno nessun significato. L'unica cosa che conta e' che l'autore sia disposto a partecipare alle spese di pubblicazione; meglio ancora, che se ne faccia carico interamente: per il resto, potrebbe pubblicare anche la lista della spesa. L'editore questuante ha una visione semplicistica del suo lavoro, e della realta' editoriale nel suo complesso. "In Italia i lettori sono pochissimi..." egli pensa "In compenso gli aspiranti scrittori sono infiniti. Perche' dunque sprecare tempo e fatica sullo scarno mercato dei lettori, quando si puU' far soldi spremendo gli autori?". Dal suo punto di vista il ragionamento dell'editore questuante e' comprensibile, e ciU' ne fa l'esemplare piu' abietto e pericoloso dell'intera categoria. Sul quarto gradino della Scala Gutenberg, infine, troviamo gli editori "mistici". Sono costoro un gruppo originariamente compreso negli editori questuanti, che successivamente, cadendo vittima di paranoia e manie di grandezza, ha peggiorato la propria posizione. L'editore mistico, mediante tecniche di autoipnosi e feroci training notturni, riesce ad autoconvincersi che e' giusto chiedere soldi agli autori, che anzi questo e' necessario per la stessa sopravvivenza della Letteratura, dell'Arte. Con un bispensiero orwelliano l'editore mistico trasforma la prosaica ricerca di denaro per le proprie tasche in un'encomiabile lotta per la salvezza della Cultura, e riesce perfino, chiedendo contributi milionari agli scrittori, ad essere gratificato dalla grandezza del suo compito. Gli editori mistici amano presenziare conferenze, essere intervistati, rilasciare autografi; i loro deliri (alcuni editori mistici hanno persino scritto dei libri per osannarsi) sono oggetto di studio da parte di neuropsichiatri alla disperata ricerca di possibili cure. L'editore mistico e' finanche convinto di conoscere meglio dell'autore le possibilita' artistiche dell'autore stesso, e spesso tenta di convincerlo a cambiare genere letterario, non di rado offendendosi per i rifiuti. Benche' fortunatamente rari, gli editori mistici rappresentano delle mine vaganti per gli aspiranti scrittori, in quanto preferiscono proprio trattare con autori "nuovi", pensando di poterli piu' facilmente "plasmare" secondo le loro convinzioni. Entrando nel campo delle mere ipotesi, si favoleggia l'esistenza di un grado zero della Scala Gutenberg, detto anche limbo dell'Editore Unicorno, o dell'Editore delle Nevi, o dell'Editore di Loch Ness. Appartengono a questo mitologico gruppo gli editori che rispondono alle lettere, che addirittura, si racconta, leggono i manoscritti degli sconosciuti, che commentano anche i testi rifiutati dando consigli e suggerimenti, che si fanno trovare al telefono, che stipulano contratti di pubblicazione umani, che camminano sulle acque, che moltiplicano pani e pesci. Non tutti credono all'esistenza di simili creature: bisogna aver fede. Nonostante sia paradossale, questa scala di riferimento puo' tornar utile al novello scrittore. Egli, ponendo sul giusto gradino l'editore con cui sta trattando, puo' meglio interpretare le sue reazioni, puo' meglio capire cosa l'altro si aspetta e cosa invece ha intenzione di dare. Ma, a parte classificare l'interlocutore, come si deve porre l'aspirante scrittore nel suo confrontarsi col mondo editoriale? Si consiglia anzitutto pazienza. Di piu', testardaggine. Lo scrittore dev'essere cocciuto; dev'essere perseverante, irrriducibile. Nella sua ricerca di un editore egli dev'essere instancabile, privo di qualsiasi timore; soprattutto, non deve mai lasciarsi scoraggiare. Attenzione, cio' non vuol dire fiducia incrollabile nelle proprie qualita'. L'aspirante autore dev'essere sempre aperto ai consigli, alle critiche costruttive; deve prevedere di maturare, di cambiare stile e linguaggio. Mettendo in conto tale possibilita', insistere significa semplicemente porre il proprio lavoro al giudizio di quante piu' Case Editrici possibile. Perche' i criteri di valutazione degli editori, lo si scopre con sorpresa, sono estremamente variegati. Cio' che per un editore e' immondizia, per un altro e' capolavoro. Scoprire questo semplice concetto e' un enorme passo avanti sulla strada che porta allo scrittore professionista. Capita infatti che l'autore esordiente accetti come oro colato il primo giudizio che riceve, non per ingenuita', ma per una sorta di timore reverenziale verso gli esponenti di un mondo di cui non ha alcuna conoscenza. Per l'autore esordiente le parole del primo editore che si abbassa a giudicare le sue opere sono il Verbo. Queste parole, se negative, gli peseranno addosso come macigni. Nulla di piu' sbagliato. Ogni editore ha un gusto soggettivo, valido esattamente quanto quello di chiunque altro. Mai farsi impressionare, dunque, mai farsi influenzare. I grandi Editori Non si abbia timore delle dimensioni di giganti quali Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Bompiani... Proprio la loro "enormita'" ha l'effetto di renderle piu' aperte verso gli autori nuovi: i responsabili per le scelte letterarie di queste Case Editrici hanno alle spalle una sicurezza economica che li mette al riparo, e dunque possono tranquillamente puntare sul nome nuovo, ed accettare quello che per altri sarebbe un rischio. Certo, c'e' il rovescio della medaglia: capita che per le loro dimensioni Mondadori, Rizzoli ecc. siano realta' spesso caotiche, siano organismi confusi in cui la mano destra non sa quel che fa la mano sinistra. Per uno scrittore non abituato all'organizzazione gerarchica, alle pratiche aziendali, alle riunioni dirigenziali, alle segreterie amministrative da non confondere con le amministrazioni di segreteria, il semplice comunicare puo' risultare piu' che complesso. Spesso si tende, in queste circostanze, a rivolgersi alla singola persona piuttosto che alle redazioni. In genere l'autore giunge a conoscere un responsabile di collana o una figura analoga, e da quel momento la considera suo punto di riferimento. Tale scappatoia puo' apparire comoda, ma e' pericolosa, perche' immancabilmente tale persona viene trasferita o si licenzia proprio quando l'aspirante scrittore ha finalmente il manoscritto pronto da inviare in visione. Tenetelo bene a mente, dunque, e procuratevi quanti piu' interni telefonici e numeri di fax possibile. I piccoli Editori Contattarli e' sorprendentemente facile. Basta aggirarsi in una comune Fiera del Libro, in un qualunque evento culturale e/o mondano per trovarne a sazieta'. Molti di loro appartengono purtroppo al terzo gradino della scala Gutenberg, ma altri sono persone corrette, seri professionisti, con cui non si hanno problemi a trattare. Vantaggi della piccola editoria sono la dinamicita', la flessibilita', e soprattutto il controllo del territorio. In genere infatti il piccolo editore e' ben legato alla realta' locale in cui opera, e questo garantisce all'aspirante scrittore, che sia conosciuto nella zona, una diffusione capillare dell'opera pubblicata, cosa in genere esclusa alla grande Casa Editrice. Instaurare un rapporto di collaborazione con piccoli editori e' piu' semplice, perche' si entra subito in familiarita', perche' ci si puo' vedere di persona con frequenza, perche' si evitano i dialoghi epistolari e l'agonia delle segretarie al telefono. Si puo' andare insieme nelle librerie a presentare il libro, si puo' discutere sulle ristampe, si puo' rispondere a due voci alle recensioni. Gli svantaggi esistono, naturalmente. Non sono di natura finanziaria: una buona promozione locale puo' rendere molto di piu' di una pessima promozione nazionale. E poi, il piccolo editore e' ben piu' motivato del grande a vendere: per il secondo, un libro che resta nei magazzini e' fonte al piu' di disappunto; per il primo, puo' anche significare il fallimento. Piuttosto, il problema del piccolo editore e' che difficilmente rischia su un esordiente. E questo per il motivo appena detto... Bisogna percio' che l'autore si sappia "vendere", ovvero sappia presentarsi all'editore come un investimento valido. Occorre sfruttare al meglio i propri titoli, evidenziare precedenti esperienze letterarie, eventuali critiche positive o recensioni titolate. Occorre, soprattutto, classificare bene l'editore, e dirgli chiaro e forte tutto e solo quello che lui vuol sentire. Ma se proprio non vi si riuscisse... Be', ci sono altre strade, come i concorsi letterari, L'autoproduzione. E saranno proprio questi gli argomenti della prossima puntata. ---------------------------------------------------------------------------- Il presente testo puo' essere letto in linea o scaricato, e puo' essere diffuso per via telematica senza limitazioni. Il testo e' pero' di proprieta' dell'autore e non puo' essere utilizzato per scopi commerciali, pubblicato su riviste commerciali o inserito in CD-Rom, senza la previa autorizzazione dell'autore. ---------------------------------------------------------------------------- [SCRIPT] ******************************************************************* ---------------------------------------------------------------------------- Quattro microracconti Microshock all'insegna dell'insolito e del paradossale... nella migliore tradizione browniana! ---------------------------------------------------------------------------- Mannaro di Franco Clun Il cambiamento lo colpi' con violenza, facendolo sussultare. Arretro' e cadde in avanti aggrappandosi al terreno con le mani aperte. Il sangue prese a pulsare piu' forte, gli intestini si contrassero e le feci vennero espulse con violenza. Perche' non poteva essere come tutti gli altri? Per tutta la vita era stato un diverso; perche' a ogni plenilunio era costretto a isolarsi e a vivere come un reietto, perche' per tutti era l'immonda bestia. Aveva l'aspetto di un uomo, camminava e parlava come un uomo, si comportava come un uomo. Ma non era un uomo. Dalla spina dorsale appena accennata fuoriusci' una coda arricciata. Il corpo prese a gonfiarsi, le giunture a fondersi; gli occhi si annebbiarono offuscati dalla lacerante trasformazione; il volto si sciolse in lucidi filamenti che si ricomposero a descrivere una forma segreta dietro quella umana. Aveva cercato d'impedire che accadesse di nuovo. C'era un modo per porre fine a tutte le sofferenze: una pallottola d'argento. Ma la bestia che era in lui si era dimostrata ogni volta la piu' forte e l'aveva soverchiato. I movimenti si fecero piu' accaniti, in una mescolanza di sussulti e sensualita'. A uno spasimo seguiva una movenza sinuosa, come quella di un serpente che si libera della vecchia pelle. Peli ispidi, setolosi, spuntarono sulla schiena. Il corpo intero fu avvinto dall'esplosiva eccitazione che gli fece scorrere saliva dalle labbra e gli inturgidi' il membro. Perche' non poteva essere come tutti gli altri? Mai a lungo in un solo posto; nascondersi, sfuggire alla caccia, sfamarsi, questa era tutta la sua vita. Avrebbe voluto essere toccato, amato. Era sbagliato? Era chiedere troppo? Le guance prudevano e bruciavano, gli orecchi crescevano mentre le dita si rattrappivano. In quel terremoto di sussulti perdeva la sua umanita', l'essenza stessa dell'uomo gia' era sfuggita e si era riorganizzata in una nuova forma. Ecco, era finita, ma sarebbero mai terminate l'umiliazione e la rabbia? Rabbrividi' dal disgusto al pensiero del cibo: ogni trasformazione richiedeva un'enorme quantita' di energia che doveva essere prontamente reintegrata. Sollevo' il grugno verso la luna di marmo cercando nell'aria il profumo delle ghiande, e grufolo' mentre si metteva in caccia di querce. Un maiale. Perche' non poteva essere un lupo mannaro come tutti gli altri? ---------------------------------------------------------------------------- Record di Franco Forte Il sole picchiava, ma quell'anno ero sicuro di potercela fare. La mia Fiat Tipo 16 valvole color amaranto aveva i cerchioni ribassati e i vetri rinforzati, per non parlare del doppio sistema di raffreddamento del motore e degli speciali proteggispigoli antiurto in fibra sintetica che fasciavano tutta la vettura. Portiere e tettuccio erano corazzati secondo le nuove norme di sicurezza stradale, e il sistema air-bag anteriore e posteriore obbligatorio era stato felicemente collaudato il giorno prima. Tutto era pronto. Alle cinque in punto del mattino salii in macchina dopo aver indossato la tuta ignifuga e mi diressi al casello d'entrata di Rimini Ovest. - Avete preso le pastiglie antinausea? - chiesi ai miei tre figli assicurati alle cinture di sicurezza dei sedili posteriori. Loro annuirono insieme facendo ballare i caschetti di kevlar che avevo comprato al negozio di accessori per auto. Il piu' piccolo cerco' di lamentarsi quando controllai che avesse il paradenti, ma finalmente tutta la famiglia era pronta per la grande prova: battere il mio precedente record personale di 12 ore e 14 minuti per il controesodo Rimini-Milano. Quando presi il biglietto dalla cabina del casello di entrata e lo consegnai a mia moglie, mi accorsi che le sue mani tremavano. Sulla destra e sulla sinistra centinaia di altri automobilisti grintosi erano pronti a gareggiare con me in folli gimcane, sorpassi d'azzardo nelle corsie d'emergenza intasate e code snervanti fino a Milano. Quando finalmente scatto' il verde premetti a fondo l'acceleratore e strinsi il volante. Quel memorabile anno portai il mio record a 11 ore e 46 minuti esatti con solo due contusi a bordo: il piccolino che aveva sputato il paradenti e si era spezzato un incisivo e mia moglie, che aveva dimenticato d'imbottire il cruscotto con uno strato aggiuntivo di gommapiuma. ---------------------------------------------------------------------------- Mass media di Angelo Politi - Basta, Luigi! - esclamai stizzito. - Lo sai che troppa televisione ti fa male. Lui mi lancio' una silenziosa occhiata di sfida. Poi comincio' lentamente a mangiarsi la radio. ---------------------------------------------------------------------------- Horror erotico di Stefano Roversi Ebbe una rarissima, intensa erezione. Ma la lampo si blocco'. ---------------------------------------------------------------------------- Il presente testo puo' essere letto in linea o scaricato, e puo' essere diffuso per via telematica senza limitazioni. Il testo e' pero' di proprieta' dell'autore e non puo' essere utilizzato per scopi commerciali, pubblicato su riviste commerciali o inserito in CD-Rom, senza la previa autorizzazione dell'autore. ----------------------------------------------------------------------------