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Abbiamo cominciato questa avventura alla fine del 1994 con una versione disponibile su alcuni BBS nazionali (tra cui Belit e il circuito One-Net); i primi numeri sono stati realizzati in forma multimediale, si autoeseguivano e permettevano al lettore di balzare da una pagina all'altra con semplicita'. Grazie al software usato i contenuti e la grafica erano identici sia per gli utenti Mac sia per chi usava sistemi basati su Windows. Ma grazie a Internet e al linguaggio HTML Delos e' mutata nel corso del 1995 e con l'aiuto dell'amico Marco Calvo di MC-Microcomputer ha trovato un suo sito che recentemente e' stato anche mirrorato dal provider di Bergamo Cyberg. Questa trasformazione ci ha permesso di raggiungere un numero piu' elevato di appassionati di fantascienza, e di farci conoscere nel mondo. Il consuntivo di questi primi dodici numeri non puo' che essere positivo. Le rubriche informative sono quanto di piu' aggiornato e stimolante riusciamo a trovare nel panorama nazionale e internazionale. Le notizie vengono selezionate dalle testate specializzate di Sci-Fi americane e inglesi, dai televideo dei canali via satellite, dai siti Internet che reputiamo piu' validi e up-to-date. Tutto quello che consideriamo interessante ve lo presentiamo nelle due rubriche Libredicola e Fantamedia. Delos ha aperto collaborazioni importanti, come la rubrica Cyberscopio che viene pubblicata parallelamente da Urania, e anche con testate di informatica come Net.World e riviste di musica virtuale, come il bimestrale Cybertracks. Queste iniziative ci hanno permesso di far conoscere Delos in diversi settori culturali. Varie riviste hanno parlato di noi, sia in Italia che all'estero, e in particolare e' stato di notevole aiuto alla promozione della rivista un articolo uscito su MC Microcomputer, testata storica dell'informatica italiana ma anche, grazie alla rubrica StoryWare curata da Marco Calvo, seguita da molti lettori di sf. In novembre poi i primi otto numeri di Delos sono stati inclusi in un CD della collana CD-ROM Oggi della Futura, grazie all'interessamento di Luca Accomazzi. Il 1996 ha in serbo tante altre novita' che raggiungeranno i nostri lettori nel corso dell'anno. Proseguiranno le interviste con scrittori famosi e con personaggi del mondo fantascientifico. Alle presenze importanti dello scorso anno (Adams, Pratchett, McCaffrey, Bielby e altri) si aggiungeranno entro breve tempo quelle di Rudy Rucker, di Robert Sheckley. Gia' da questo numero iniziano gli interventi degli editori specializzati. Partiamo proprio con la Fanucci di Roma per via delle recenti collane dedicate a Star Trek e X-Files che contano di un nutrito gruppo di affezionati estimatori. Grazie alla collaborazione con gli editori specializzati, la nostra rivista comincia a offrire anche particolari vantaggi economici sull'acquisto di libri. Su questo numero di Delos troverete un form da compilare che vi permettera' di segnalare Delos e alcuni dei nostri migliori interventi per il premio Italia che verra' assegnato alla convention nazionale di Courmayeur, in maggio. In realta' non sappiamo quanta parte del fandom tradizionale conosca gia' Delos, o in che percentuale lo zoccolo dell'amatorialita' fantastica si sia convertito al modem e alla Rete. A volte abbiamo l'impressione che una parte dell'ambiente della fantascienza fatichi ad apprezzare i cambiamenti (ma non e' strano per chi e' abituato a leggere fantascienza?). Abbiamo comunque diversi contatti con diversi esponenti del fandom che sono entrati con soddisfazione nel cyberspazio. Noi di Delos, che abbiamo cominciato negli anni '80 con le classiche fanzine su carta che venivano lette da non piu' di un centinaio di fans, abbiamo sentito l'esigenza di raggiungere molti piu' appassionati, con maggior celerita', con risparmio di carta e con nuovi canali alternativi piu' brillanti e convincenti. Ecco perche' esiste il mensile Delos Science Fiction e, per gli appassionati di fantascienza di Milano, il settimanale radiofonico Delos: Cyberspazio e dintorni (vedi FAQ per maggiori dettagli e la home page dedicata al programma). Il Premio Italia a Courmayeur sara' un indicatore interessante. Da parte nostra speriamo che altre fanzine seguano l'esempio di Delos e si trasferiscano in Rete, con la possibilita' quindi di concentrarsi piu' sui contenuti e meno su problemi di fotocopie e di francobolli che angustiano queste pubblicazioni. Per il momento, dopo brevissimi passaggi di Delos nella trasmissione dedicata a Internet curata da Massarini per Raiuno, Delos torna ad essere citata su piu' fonti al di fuori dell'Italcon. Il numero di gennaio della rivista inglese SFX parla brevemente di noi nella rubrica delle fanzine (citando il nostro indirizzo), continuiamo ad essere menzionati nella celeberrima Science Fiction Resource Guide e, da poco, abbiamo un link anche nel Dominion di Sci-Fi Channel. Ma la cosa che ci rende piu' felici e che ci spinge a continuare in questa attivita' ludica, e' l'aumento costante dei nostri lettori. Solo nel mese di gennaio abbiamo contato oltre 1400 visitatori, senza tra l'altro che uscisse alcun numero nuovo di Delos. In totale, sommando i contatori dei due indirizzi, abbiamo superato i 5000 contatti, da quando abbiamo cominciato a contarli quest'estate. Speriamo di raggiungere i 10.000 entro aprile-maggio. Recentemente tra l'altro abbiamo potuto dare una scorsa all'"Access Log" nel quale sono registrati i domini di provenienza dei nostri lettori, ed e' curioso trovare collegamenti dagli Stati Uniti, dal Canada, dalla Germania, dall'Australia, ma persino dal Sudafrica e dalla Cecoslovacchia! Per un hobby che ci accomuna da oltre quindici anni, riteniamo che questi risultati rappresintino un risultato senza precedenti nella storia dell'amatorialita' italiana. E tutto cio' grazie voi che scegliete ogni mese di leggere Delos Science Fiction. Grazie! ---------------------------------------------------------------------------- [UPDATE] ******************************************************************* libredicola a cura di Luigi Pachi' e Silvio Sosio ---------------------------------------------------------------------------- Novita' dall'estero Omni approda su Internet! La famosa rivista americana di scienza e fantascienza, passata l'anno scorso dalla carta ad America Online, ora e' disponibile anche, gratuitamente e in versione ridotta, per il popolo di Internet. Il primo numero, uscito in gennaio, contiene un racconto di Michaela Roessner e diversi articoli, con un servizio speciale sulla sonda Galileo. L'indirizzo e' http://www.omnimag.com. E' nelle edicole il numero otto di SFX, la bella rivista inglese curata da Matt Bielby. In questo fascicolo un'intervista con Leonard Nimoy, ovvero Spock, che ammette di essere ormai Spock a tutti gli effetti. Poi articoli su Neal Stephenson, Linda Thorson, e su due comprimari di X-Files, Krycek e Skinner. Poi come al solito dozzine di recensioni e molte notizie. Non manca l'angolo dei gadget e del merchandising. Il costo di SFX e' 3 sterline e in Italia si puo' trovare presso alcune edicole principali al costo di 11.500 lire. La rivista dedicata al fantastico Dreamwatch! e' disponibile nelle principali edicole inglesi con il suo diciasettesimo numero. Si tratta di un fascicolo speciale dedicato principalmente a Star Trek Voyager. Tra i punti di maggiore spicco si segnalano i seguenti articoli. Robert Picardo (il Dottore della nuova entusiasmante serie televisiva), Robert Duncan McNeill (Paris) e Tim Russ (Tuvok) raccontano la loro esperienza professionale a bordo del Voyager. Inoltre e' presente un elenco dei primi 12 episodi dell'ultima serie con commenti vari. Tra gli altri argomenti vanno ricordati: Nicholas Lea: L' Agente corrotto degli X-File Krychek parla delle teorie sulla cospirazione. Marcus Berkmann: Critico televisivo per il Daily Mail scrive per DreamWatch! Questo mese il dibattito verte sull'universo telefantasy con un'approccio provocante. Per l'angolo delle recensioni si parla di: Doctor Who books: Downtime/Just War/The Fifth Doctor Handbook; Doctor Who video: The Monster of Peladon; Star Trek books: Star Trek: The Next Generation Crossover; Star Trek: Demora, Creating The Next Generation, The Deep Space Nine Log Book, The Nitpicker's Guide for Next Generation Trekkers Volume II. Per i video: Star Trek: Voyager - Twisted, The 37's; e poi Trivial Pursuit: The Sci-Fi Master Edition. Libri su X-Files: The Official Guide to The X-Files, The Unofficial X-Files Companion. Chiudono questo numero una serie di foto inedite che salutano il trentennale del Doctor Who in un articolo dal titolo The Daleks' Master Plan e la notizia che Q e Riker tornano grazie a Voyager: Death Wish. DreamWatch n. 17 (Gennaio 1996) costo 2.20 Sterline, disponibile presso le principali edicole delle catene W H Smith e John Menzies. Per ulteriori informazioni potete scrivere direttamente a: DreamWatch 17, PO Box 1015, Brighton BN2 2YU. La Reader's Chair ha annunciato di aver acquistato i diritti in esclusiva per una serie di dieci titoli fantascientifici scritti da Lois McMaster Bujold per la realizzazione entro l'anno in corso in versione audio libro. Tra i testi figura anche il romanzo Mirror Dance, vincitore del Premio Hugo nel 1995. Dei dieci titoli scelti, cinque hanno ricevuto l'Hugo e due il Nebula, oltre a contenere lavori come Barrayar and Shards of Honor. Gli audio libri verranno narrati da Carol Cowan e Michael Hanson. Per maggiori informazioni potete contattare direttamente il seguente indirizzo Internet: trc@readerschair.com. Novita' dall'Italia Cyberpunk o cioccolata? Terzo cofanetto di narrativa fantastica italiana curato da Franco Forte per Stampa Alternativa. Dopo Fantasia, dedicato alla fantascienza (dieci fascicoli in un pacchetto di Lucky Strike gigante) e Horror Erotico, esce ora CyberPunk. Il tema della confezione scelto questa volta e' quello delle barrette di cioccolato Kinder: una scatola cosi' "dolce" che racchiude l'espressione piu' dura e moderna delle ultime tendenze della fantascienza italiana. Fra gli autori presenti, oltre allo stesso Franco, troviamo Marco Pensante, Domenico Gallo, Franco Ricciardiello, Giampaolo Proni, Pina D'Aria, Stefano Di Marino. Due fascicoli sono dedicati a materiale critico e redatti da Antonio Caronia e Piergiorgio Nicolazzini. Infine, la novita': un dischetto contenente un ipertesto in HTML composto da Fabio Gadducci e Mirko Tavosanis. Il dischetto contiene Netscape per Windows, ma per chi ha gia' un browser web e' leggibile anche su Macintosh. Il costo e' di sole L. 20.000. Parte il Galaxian Prix n. 12 Organizzato ormai da molti anni da MC Link e da MC Microcomputer, il Galaxian Prix e' una gara amichevole destinata a racconti di fantascienza, horror e fantasy. Non e' un concorso. Le regole per partecipare sono molto semplici: 1. Ogni autore puo' inviare un solo proprio racconto, non e' necessario che sia inedito, ma non devono esserci vincoli per la Technimedia alla pubblicazione; 2. Saranno ammesse solo le storie memorizzate su floppy disk da 3 e 1/2, non importa se Amiga, Macintosh o MS-DOS, ma in formato ASCII, ovvero NON in un formato proprietario di un determinato word processor; chi e' abbonato a MC Link puo' inviare i racconti in Filebox all'indirizzo mc5225. 3. I testi non devono essere impaginati, ovvero il riporto a capo andra' posto solo a fine paragrafo, NON ad ogni fine riga (formato ASCII chilometrico); 4. La lunghezza massima consentita e' 29 Kbytes (circa 16 cartelle 30 X 60); 5. Il floppy disk, o il file, per chi ricorrera' al modem, deve giungere alla redazione di StoryWare - MCmicrocomputer (via Carlo Perrier, 9 - 00157 Roma, e-mail: mc5225@mclink.it) entro il 10 aprile 1996; 6. Nelle prime righe del file che contiene il racconto si prega di inserire i propri dati (nome, cognome, indirizzo) e l'esplicita dichiarazione: "Il racconto partecipa alla XII edizione del Galaxian Prix", o simile. 7. Il concorso non avra' tema specifico: i partecipanti sono semplicemente invitati a creare uno scenario quanto piu' possibile originale (ogni esplicito riferimento a racconti pubblicati verra' considerato scorretto). In palio c'e' la pubblicazione sulle pagine di StoryWare, 100.000 lire lorde e, a scelta, un abbonamento di un anno a MCmicrocomputer o a MC-link. La versione definitiva della home page dedicata al Galaxian Prix e' on-line alla URL: http://www.mclink.it/personal/MC3363/storyware/galaxianprix/index.htm Siti italiani interessanti Segnaliamo due siti aperti da pochi giorni che vale senz'altro la pena di visitare: partiamo con il Writer's Corner di Web City, curato da Fabio Paulotto (vincitore dell'ultimo Premio Fredric Brown), che fornisce una serie di strumenti utili a chi voglia scrivere, in particolare fantascienza. Concorsi, indirizzi e-mail e snail-mail di case editrici e riviste. L'indirizzo e' http://www.webcity.it/servizi/writers/writers_corner.html Curato da Roberto Ghezzi e' invece un completissimo elenco delle riviste elettroniche italiane. Il panorama e-editoriale italiano comincia a farsi denso di proposte, in vari settori. Lo raggiungete alla url http://www.geocities.com/Colosseum/1714/ita.html. Sempre sul server di GeoCities, che per la cronaca offre pagine web gratuite, potete trovare anche la Home Page di Roberto Quaglia, ovvero The Astounding Quagliaspace. Se avete voglia di immergervi per un attimo nella "delightfully organized cloud of electrons" (come si autodefinisce il nostro columnist), o diventare fan di voi stessi, o precipitare in altre genialita'/follie, fateci un giro! ---------------------------------------------------------------------------- [UPDATE] ******************************************************************* fantamedia a cura di Luigi Pachi' e Silvio Sosio ---------------------------------------------------------------------------- Produzioni in corso An American Warewolf in Paris, seguito di Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis, iniziera' le riprese in aprile. Akira diventera' un film con un grosso budget. Non sara' facile rendere con delle riprese fotografiche le atmosfere del manga di Katsuhiro. Julia Roberts interpretera' Poison Ivy in Batman Triumphant. Smentita invece la partecipazione di Patrick Stewart, il quale pare abbia appreso che sarebbe stato del cast da Variety... Clive Barker's Ectosphere, prodotto dallo stesso Clive Barker, maestro dell'horror, tratta di un ragazzo che accede a una dimensione segreta. Contact, il libro di Carl Sagan, dovrebbe diventare presto un film. Salgono le quotazioni di Jodie Foster come protagonista, mentre George Miller ha lasciato e sara' sostituito da un altro regista. Rutger Hauer sara' in Crossworlds, una lotta con un essere maligno proveniente da un'altra dimensione. Ladri high-tech e virus informatici totali in Cyberjack, diretto da Robert Lee. Poliziotti high-tech e realta' virtuale in Cybertech PD, con Lorenzo Lamas e Chris Sarandon. Il romanzo di Andre Norton Daybreak 2250 AD e' stato opzionato dalla Timepiece Films. Christopher Lambert tornera' nel seguito di Fortress (La Fortezza). Questa volta dovra' fuggire da una prigione spaziale. Dopo Gli Antenati, anche I Pronipoti (The Jetsons) diventera' un film. Uscira' nel 1997 e sara' diretto da Chuck Russell. Tre milioni di dollari per la produzione spagnola e americana di The Killer Tongue, con Robert "Freddy Kruger" Englund. Diversi racconti di Dick sono stati opzionati: The King of the Elves dalla Jim Henson Productions, Minority Report dalla 20th Century Fox come base per Total Recall 2, e Imposter dalla Miramax. Inoltre e' in uscita Screamers (vedi piu' avanti). E' stata rinviata a natale '96 o all'estate del '97 l'uscita di Mars Attack di Tim Burton. Joe Dante e' il regista di The Osiris Chronicles, pilota di una nuova serie di telefilm su un gruppo di uomini che deve restaurare l'ordine galattico. Quando Pinocchio non e' piu' un burattino di legno ma un ragazzo creato da un computer: accade in Pinocchio: child of the future, un'adattamento della favola di Collodi in chiave futuristica; in produzione. Un archeologo scopre le prove dell'esistenza di Dio e viene braccato da killer pagati da capi religiosi. The Sky is Falling, diretto da David Fincher (Alien 3). Total Recall 2: Minority Report. La sorte di questo film prodotto da Mario Kassar e probabilmente diretto da Jan De Bont e' legata alle sorti della Carolco, in fallimento. Probabilmente i diritti di questo e altri film (tra cui Terminator 3 e Spider Man) passeranno alla 20th Century Fox. James Cameron sara' regista e produttore di Spider Man, una nuova versione cinematografica delle avventure dell'Uomo Ragno della Marvel. L'inizio delle riprese e' gia' stato rinviato piu' volte per i problemi della Carolco. Cameron ha affermato che probabilmente il suo Uomo Ragno non indossera' la tutina rossoblu' a cui siamo abituati, ma un costume completamente nero come nelle prime storie pubblicate dalla Marvel di questo personaggio. Sara' comunque qualcosa di completamente diverso da Batman. Danny Boyle dirigera' Alien IV e Sigourney Weaver ritornera' nei panni di Ripley. Il quarto episodio prodotto dalla 20th Century Fox, dal probabile titolo Alien IV: Resurrection resuscitera' il personaggio chiave di Ripley clonandone il DNA e gli alieni cresceranno perche' fanno parte dal suo codice gentico prima della morte avvenuta il Alien 3. Il film verra' realizzato verso la fine di quest'anno e schedulato agli inizi del 1997. L'attore britannico Paul McGann e' stato scelto per interpretare la parte di Doctor Who in una serie di nuovi telefilm. In trent'anni di storia McGann rappresenta l'ottavo attore che interpreta il celebre viaggiatore temporale per la prima volta trasmesso nel lontano 1963 dalla BBC (23 novembre). La pre-produzione riguarda sei nuovi episodi che verranno trasmessi sia in UK che in America alla fine di quest'anno. Nel primo caso sara' BBC1 ad ospitare Dr. Who, mentre in America i diritti sono della Fox Network. McGann ha interpretato ruoli anche in film importanti come Alien 3 e I tre Moschettieri. Sylvester McCoy, il precedente Dr. Who fara' una apparizione nel primo episodio in modo da rendere piu' veritiera la scena della rigenerazione che permettera' la transizione da un attore all'altro. La GM Domestic Television Distribution ha annunciato recentemente che la serie di telefilm The Outer Limits avra' una seconda stagione. Il 59% dello stato americano sara' in grado di vedere questa nuova serie. Novita' dall'estero E' in arrivo Screamers, film tratto da un racconto di Philip K. Dick, diretto da Christian Dugua e scritto da Dan O'Bannon. La trama parla di una razza di meccanismi autoreplicanti creati per distruggere i nemici, che si evolve autonomamente allargando il proprio scopo alla ditruzione di ogni forma di vita. Nel cast Peter Weller, Roy Dupuis. Trovate maggiori info al sito della Sony Pictures. Quest'anno le Golden Globe nominations, annunciate lo scorso 22 dicembre a Hollywood, includono attori di due programmi di "speculative fiction" , un film e un lungometraggio animato grazie al computer. I vincitori del Golden Globe saranno resi noti sul prossimo numero di Delos. Qui di seguito vi segnaliamo le nominations principali: Miglior film drammatico: Toy Story Miglior attore non protagonista: Brad Pitt, Twelve Monkeys Miglior attore (genere drammatico): David Duchovny, The X-Files Migliore attrice (genere drammatico): Gillian Anderson, The X-Files Kathy Baker, Picket Fences Il network televisivo americano con i maggiori indici di gradimento, FOX, continua nella produzione di tre serie TV di genere fantastico durante il 1996. Secondo il canale in questione dovrebbero esserci 13 nuovi episodi di Sliders, vi sara' una completa nuova serie di Space: Above and Beyond e anche alcuni nuouvi episodi di Strange Luck, sebbene vi fossero stati precedentemente alcune notizie di corridoio che davano per cancellato questo serial. Potremo vedere sia Sliders che Space: Above and Beyond su Italia 1 nel prossimo futuro. La NBC ha definitivamente staccato la spina a SeaQuest 2032, giunta solo a meta' della terza stagione. L'ultimo episodio e' stato trasmesso in dicembre, ed e' probabile che episodi gia' prodotti siano rimasti inediti. Si giunge cosi' alla fine di una vicenda che era andata peggiorando sin da quando, alla fine della seconda stagione, il titolo della serie era stato cambiato da SeaQuest DSV in SeaQuest 2032 e, soprattutto, il capitano Roy Scheider era stato sostituito da Michael Ironside. La serie, prodotta da Steven Spielberg, e' stata comunque acquistata per il nostri paese da Italia 1. Il matrimonio di Sirena ShonDa e G'Narr il Vincitore e' un film che tratta di un matrimonio fra fan a una convention di fantascienza. Il film ha terminato le riprese alla Primedia Convention in Toronto, Canada, e dovrebbe uscire in primavera. Attori principali Kristina Weiss, Rand McIlwaine, Rita Colucci e Robert L. Jones. Il regista e' John McFetridge. Per chi vuole chiacchierare sugli X-Files, e' stata aperta una mailing list tutta dedicata alla serie di Chris Carter. Per iscriversi e' sufficiente inviare un messaggio contenente la frase "subscribe xfiles" all'indirizzo listserv@fclub.bbs.comune.roma.it. Star Trek News Secondo alcune voci riportate da TV Zone, la quarta stagione di Deep Space Nine potrebbe essere l'ultima. La Paramount preferirebbe puntare tutto sul potenziamento di Star Trek Voyager. Intanto pero' e' uscito il CD-ROM Deep Space Nine Harbinger, un'avventura ambientata sulla stazione spaziale con grafica tridimensionale, disponibile in versione Mac e Windows. Per maggiori info http://www.viacomnewmedia.com. Star Trek Generations si e' classificato sedicesimo fra i film di maggior successo dell'anno, con un incasso solo negli Stati Uniti di 75.668.868 dollari, molto indietro rispetto ai primi classificati Batman Forever (184 milioni di dollari) e Apollo 13 (171 milioni). La Paramount ha deciso di sospendere la licenza per i fumetti di Star Trek alla DC Comics, avendo in progetto di lanciare fra breve una propria serie che trattera' di tutte e quattro le serie. La DC Comics ha dal canto suo rinnovato la licenza per produrre i fumetti di Babylon 5. E' in lavorazione lo Star Trek Omnipedia Updater Engine, che aggiungera' al CD-Rom della Simon&Schuster oltre 3000 nuove voci, 750 nuove foto, un installer per Windows 95, capacita' di stampare e migliorato riconoscimento vocale. Sara' disponibile solo per gli utenti registrati. Nell'immagine qui a sinistra potete vedere, o meglio intravvedere, una prima immagina dell'Enterprise E, la nuova astronave che verra' varata col film Star Trek Resurrection, impegnata in una scena di battaglia con l'astronave Borg. L'immagine e' volutamente "occultata", e chi vuole vederla completa deve acquistare un poster in vendita al sito http://sgi.iadfw.net/galaxy. La nuova Enterprise 1701-E, classe Andromeda, appare piu' snella delle precedenti e dotata di una terza gondola, nella quale secondo fonti non ufficiali sono posti dei motori a impulso supplementari. L'astronave e' stata disegnata da Rick Sternbach e il modello usato nel film e' stato realizzato da Richard James. Novita' dall'Italia 1995: Un anno di fantascienza televisiva In 52 settimane sono stati trasmessi 280 film (238 film diversi). I magnifici 7 dello spazio e Invaders sono i due film piu' trasmessi dell'anno, ben 4 volte. Seguono Northstar dello spazio e Poltergeist - Demoniache presenze con 3 volte, e altri 26 film trasmessi "solo" due volte tra cui Blade Runner. Nella gara della quantita', Italia 1 e' decisamente in testa: 87 film. Seguono TMC con 35, Rete 4 con 34, Rai 3 con 31, Canale 5 con 25 e via via fino a Videomusic (che trasmette film da sole tre settimane e solo un giorno su sette) con 1. Per quanto riguarda i telefilm ecco la situazione: prendendo in considerazione 14 serie, sono state trasmesse piu' di 450 puntate. La parte del leone la fa Italia 1 con 6 serie per un totale di 239 puntate. Canale 5 con solo 1 serie (X-Files) e 12 puntate e' ultimo. Ecco la classifica: Italia 1 72Star Trek - The next generation Italia 7 65Freddy'2 Nightmare Italia 1 51Highlander Italia 1 49Superboy Italia 1 25X-Files Canale 5 12X-Files Rai 3 35Viaggiatori delle tenebre Rai 1 33Storie incredibili Italia 1 30Guerra dei mondi Rai 3 29Lois e Clark: le nuove avventure di Superman Rai 2 24Star Trek - Deep Space Nine Italia 1 12Robocop Rai 1 10Spazio 1999 Rai 1 5 Ai confini dell'aldila' Rai 1 2 I viaggiatori delle tenebre (Stefano D'Urso) Altri Delos nel mondo! Avete mai provato ad andare su Lycos e fare una ricerca sul nome "delos"? Oltre alla vostra fedele Delos Cyberzine, scoprirete altri siti con lo stesso nome. Per esempio, esiste un sito americano dedicato alla musica che si chiama Delos International, attraverso il quale si possono anche fare acquisti di dischi. Un altro sito, universitario, e' quello del Delos Group (proprio come amiamo autodefinirci noi), un gruppo di ricerca nel campo della fisica stretto attorno al professor John Delos. Ecco una piccola foto di questo "altro" Delos Group! E poi ancora c'e' un'organizzazione francese di corsi per le aziende, Association Delos, e ci sono le home page del basso-baritono Michael Delos, dell'avvocato Delos N. Lutton, e dell'ingegnere civile dell'UCL Olivier Delos. Se ne trovate altri, segnalateceli! ---------------------------------------------------------------------------- [UPDATE] ******************************************************************* recensioni a cura di Franco Forte ---------------------------------------------------------------------------- * Michael Bishop: Fragili stagioni Fanucci, 445 pagine, 25.000 lire. * Diego Gabutti: Pandemonium Longanesi, 288 pagine, 30.000 lire. * Dan Simmons: Gli uomini vuoti Mondadori "I Blues", 279 pagine, 22.000 lire. * Roger McBride Allen, Il Calibano di Asimov Mondadori, 383 pagine, 29.000 lire ---------------------------------------------------------------------------- Frankenstein, ovvero il Prometeo moderno. Uno dei romanzi che spesso vengono indicati (a ragione, direi) tra i capostipiti della fantascienza. Scritto dall'inglese Mary Shelley come risultato di una sorta di sfida tra amici, il capolavoro ottocentesco del Frankenstein continua a suscitare interessi letterari e cinematografici anche alle soglie del duemila. Soprattutto da parte degli americani, che avvertono il fascino della creazione dal nulla, del tentativo di diventare numero uno anche quando questo potrebbe significare lottare direttamente con Dio, misurarsi con Lui nella sfida piu' grande e piu' difficile a cui si possa pensare: creare la vita. Cosi' il regista Tim Burton rielabora a modo suo il Frankenstein facendo rivivere un cagnolino nel prologo in bianco e nero di Nightmare before Christmas , e per quanto riguarda la letteratura, il pluripremiato e talentuoso Michael Bishop trasferisce nella patria del "tutto possibile" i meccanismi fascinatori inventati da Mary Shelley (naturalmente evitando le atmosfere e le suggestioni dell'Inghilterra vittoriana a favore della cultura sportiva americana, e piu' in particolare del baseball, motore del mondo al di la' dell'Atlantico). Dopo aver dominato per due anni di seguito il premio Nebula (con i romanzi The Quickaning nel 1981 e No Enemy But Time nel 1982) e aver scritto quel bellissimo romanzo intitolato The Secret Ascension in onore e tributo al grande Philip K. Dick, Bishop ha provato a mettere all'opera le sue qualita' narrative con questo confronto con la mano sottile ed elegante di Mary Shelley, americanizzando (ma ottimamente, e' proprio il caso di dirlo) uno dei miti per eccellenza della fs, e giocando astutamente con la commistione tra antico e moderno, tra mainstream e fantastico, tra creazione e rivisitazione. Il risultato dev'essere premiato in un solo modo: con l'acquisto e la lettura di un libro che trascende il semplice interesse letterario, sconfinando ancora una volta nella zona franca e sempre piu' rara dei romanzi gustosi. Per passare al suolo italico, posso tranquillamente affermare che Diego Gabutti e' uno dei pochi critici e scrittori nel nostro paese a non vergognarsi delle sue letture e dei suoi gusti letterari, in parte indirizzati verso la narrativa del fantastico. Lo dimostra il fatto che pur essendo editorialista e commentatore di spicco del quotidiano "Il Giorno", non e' difficile trovare all'interno di quello stesso giornale sue recensioni di romanzi di fantascienza, horror, fantasy, giallo e altra narrativa di genere. Un modo di lavorare e di essere giornalista che ben pochi nel nostro paese hanno il coraggio di difendere apertamente. Dopo aver pubblicato sempre presso Longanesi il romanzo Un'avventura di Amedeo Bordiga , Gabutti prova a reimmergersi nelle tensioni e nella complessa architettura della narrativa con un libro tanto folle, bizzarro e inquietante quanto coerente con la natura schietta e multiforme del suo autore. Il protagonista di Pandemonium e' il diavolo (dunque prodotto del retaggio "fantastico" di Gabutti, che io ricordo, anni fa, presente con una lettera nella rubrica Accademia della rivista/libro Galassia), ma anche il sottobosco infido e oscuro dei servizi segreti (la passione parallela per la spy story), la ricostruzione fantasiosa ma non troppo di un gruppo di ex brigatisti convertitesi al neognosticismo (l'attualita', premiata da una telefonata allo stesso sbigottito Gabutti da parte proprio di uno di questi ex brigatisti riconosciutosi nel lavoro d'immaginazione del romanzo), e poi il corollario policromo di personaggi ritagliati dalle pagine dei quotidiani o fotografati alla televisione, in una girandola di azione e di follia creativa che spinge la ricerca del santo graal emozionale nei pruriti oltraggiosi delle sette sataniche e dei riti sconvenienti che tracciano il futuro agli aspiranti adepti. Ma in tutto questo pandemonio , dove religione, politica, sesso, fantasia e servizi segreti s'intrecciano come l'ordito di un pesante tessuto, forse soltanto lo stesso Gabutti puo' cercare di sgrovigliare la matassa. E' lui infatti ad avvertirci che: "Anche i Templi e i postriboli, come le sale da gioco, i bar e le chiese, dovrebbero trovarsi sempre al piano terreno (...) se un postribolo al pian terreno attira i guardoni, un Tempio attirerebbe gli origliatori delle Logge nemiche, sempre a caccia di altrui segreti ". Ma torniamo oltre oceano. Grande autore di talento pluripremiato, Dan Simmons dovrebbe meritare piu' spazio e attenzione di quanto forse i lettori italiani gli concedono. Non tanto per le sue indubbie qualita' artistiche (non si vincono infatti Premio Hugo, Premio World Fantasy e Premio Bram Stoker se non si e' scrittori di razza), quanto per la singolare capacita' di rendere angosciante e incalzante la piu' semplice delle situazioni, la piu' banale delle deviazioni sociali o la piu' comune tra le malformazioni fisiche o mentali di cui, forse senza neppure accorgercene, siamo costantemente circondati. Dan Simmons e' un cronista della moderna chimica celebrale, ecco la definizione che mi sembra piu' calzante. Una professione singolare che ha sviluppato non soltanto attraverso le letture e le evoluzioni della sua creativita', bensi' in forma diretta insegnando per anni in un istituto per bambini prodigio, una di quelle istituzioni in cui gli umori della chimica celebrale in eccesso diventano evidenti e quasi palpabili. Dopo i bellissimi (per quanto incredibilmente diversi tra loro) Hyperion e I figli della paura (tutto Simmons e' edito da Mondadori e merita un posto di rilievo nelle nostre librerie), questo Gli uomini vuoti prova a raccontarci con ritmo serrato e incalzante (scandito da capitoli brevissimi di efficacia esemplare) il crollo e la disintegrazione della chimica celebrale di un ragazzo telepatico che per tutta la vita ha dovuto combattere contro il frastuono di fondo dei pensieri dell'umanita'. Jeremy e' sull'orlo di un baratro, perche' nessuna mente puo' reggere alle ondate di sofferenza, angoscia e disperazione che vengono emesse dai cervelli di miliardi di persone, e se per gran parte della sua esistenza e' riuscito a farsi scudo di queste emissioni attraverso la presenza forte e confortante di Gail, sua moglie, quando questa muore improvvisamente il baratro diventa evidente sotto di lui, e basta un nulla, un semplice alito di paura, per farlo cadere irreparabilmente. Un'esperienza che non deve essere augurata a nessuno e un romanzo che coniuga fantascienza, horror e mainstream (ci tengo a dirlo, al di la' di ogni pregiudizio o assurdo tabu') in un compendio di generi assemblato da una tecnica narrativa esemplare. Volete imparare a scrivere, a dosare gli ingredienti giusti nella complessa ricetta romanzo? Lasciate perdere i manuali di scrittura creativa e provate a dare un'occhiata a quello che scrive Dan Simmons. Nell'era dell'elettronica globale, del villaggio telematico, di Internet e dei computer sempre piu' potenti, sempre piu' piccoli, sempre piu' affidabili e dalle prestazioni sensazionali (basti pensare al Think Pad, un portatile in grado di comprendere la voce umana e trasformare i suoni in caratteri scritti), sembra quasi ridicolo, di certo superato, parlare di robot; di quelle creature di metallo e plastica (o simil-metallo e simil-plastica, come si e' letto in tanti romanzi di fs) generalmente a forma umana che hanno rappresentato il desiderio creativo dell'essere umano spingendolo fino all'emulazione con la divinita': ovvero la tecnica di creare la vita partendo dalla materia inerte e priva di coscienza. Isaac Asimov ha contribuito non poco a delineare e caratterizzare la figura del robot moderno. Creature solitamente imponenti, dallo sguardo freddo e dal contegno impassibile, che si rifanno alla leggenda del Golem e incutono timore e rispetto. Ma l'idea principale su cui ha lavorato il Buon Dottore (oltre alla definizione del cervello positronico, ovvero un intelligente escamotage per dribblare il problema di riempire la contenuta scatola cranica di un robot con gli intricati, complessi e voluminosi apparati che caratterizzavano gli elaboratori elettronici dell'epoca) e' stata quella delle tre leggi della robotica, che costituiscono una sorta di manuale deontologico per ogni robot che si rispetti. Il terrore, infatti, che una creatura di metallo mille volte piu' forte di ogni essere umano, quasi indistruttibile, possa perdere le staffe e rivoltarsi contro i suoi assemblatori, e' un tema fondamentale di buona parte della letteratura di fantascienza che ha avuto i robot come protagonisti di primo piano. Ma se i racconti e i romanzi di Asimov sui robot, quasi sempre imperniati su intelligenti exploit e contraddizioni a danno delle tre leggi, sono stati seguiti con entusiasmo dal pubblico e hanno appassionato almeno un paio di generazioni di lettori di fs, al giorno d'oggi l'argomento potrebbe apparire superato, quasi obsoleto. Con l'esplosione del cyberpunk e delle avanguardie virtuali, la connessione uomo-macchina ha costruito uno scalino superiore (e piu' terrificante) a quello della macchina animata. Potenziare il corpo umano mantenendo inalterata la forza inimitabile del cervello biologico, e' qualcosa che molto si avvicina alla creatura semimitica del robot onnipotente, e inevitabilmente la supera, aggirando con estrema facilita' quelle limitazioni e assicurazioni per il genere umano che erano contenute nelle tre leggi della robotica. Forse per questo dalle solari e poco cruente storie di Asimov siamo passati agli scenari cupi dell'underground metropoli-tano, in cui degrado e devastazione si accompagnano alla crescita vertiginosa della simbiosi uomo-macchina. Ma ogni tanto e' bello poter riprendere fiato, recuperare atmosfere e luoghi comuni che sembravano irrimediabilmente perduti. Quello che fa Roger McBride Allen, trentottenne scrittore americano gia' conosciuto dagli appassionati italiani per alcuni suoi bei romanzi apparsi nelle collane Mondadori, che si contraddistingue per la fresca capacita' di rinnovare con i fermenti della narrativa degli anni novanta quelle tematiche e quelle suggestioni tipiche della fs classica di maestri quali lo stesso Asimov, Robert Heinlein e Arthur C. Clarke. La carriera di Roger McBride Allen inizia nel 1985 con il romanzo "Torch of Honour", seguito l'anno dopo da "Rogue Power". Nel 1988 sono due i romanzi che McBride Allen da' alle stampe: "Orphan of Creation" e "Farside Cannon". Nel 1989 appare "The War Machine", scritto in collaborazione con David Drake, e nel 1991 (l'anno del balzo alla popolarita' per questo autore) "Supernova" (a quattro mani con Eric Kotani) e "L'Anello di Caronte", esordio italiano di McBride Allen nella ormai scomparsa collana Interno Giallo. Ma il suo accostamento al tema dei robot avviene nel 1992, quando l'uscita di "The Modular Man" ("L'uomo modulare", Urania 1239), individua questo autore come un possibile emulo del Buon Dottore. Per non smentirsi, McBride Allen torna l'anno successivo a occuparsi con abilita' e sagacia dell'universo robotico, e lo fa con "Caliban" ("Il Calibano di Asimov") che inaugura una trilogia su questo tema che sara' completata dai romanzi "Inferno" e "Utopia". Tre romanzi, proprio come le tre leggi della robotica, che in questo libro tornano prepotentemente alla ribalta, facendoci riscoprire il sapore della tradizione classica in contrapposizione agli scenari truci del cyberpunk, dello steampunk, dello splatterpunk e del post-futurismo. Saranno proprio le tre leggi della robotica a ingarbugliarsi nel cervello positronico di un robot di nuova generazione, Calibano, che svincolato dai limiti deontologici della sua natura meccanica si ergera' contro l'umanita' come una creatura nuova e affascinante, simbolo della protervia e dell'arroganza dell'uomo, e che potra' costruirsi da sola delle nuove leggi da rispettare e interpretare in modo completamente diverso dai comunii codici della societa' umana. Calibano viene ritenuto responsabile del ferimento di una donna, e questa infamia macchiera' non soltanto la sua esistenza ma anche quella di tutto l'universo abitato, diviso tra gli Spaziali (una razza decaduta e dolente che si affida ai robot per qualsiasi mansione) e i Coloni, i discendenti dei terrestri, che disprezzano gli Spaziali e odiano i robot. Calibano sara' l'ago della bilancia e il fautore di un nuovo modo di vedere e interpretare le creature artificiali, e si muovera' nello scenario creato da McBride Allen (tanto simile a quello ideato da Asimov) senza le certezze e le regole fondamentali delle tre leggi, forse dimostrandosi un pericolo per l'umanita', forse il suo salvatore. Un romanzo scritto con maestria che ci ricorda la migliore prosa del Buon Dottore e che denuncia, a partire dal titolo scelto per l'edizione italiana, l'intenzione di colmare quel vuoto che Isaac Asimov ci ha lasciato. ---------------------------------------------------------------------------- [CYBERSCOPIO] ************************************************************** a cura di Franco Forte ---------------------------------------------------------------------------- Delos Cyberzine e Urania presentano Cybescopio, il vostro osservatorio sul mondo della scienza e della tecnologia. di Franco Forte Il segreto della vita, l'esplorazione dei pianeti, delle galassie, di quei granelli cosmici che compongono l'immensita' dell'universo, un concetto di difficili dimensioni per la nostra limitata capacita' di pensiero. Tutto questo e' il succo di una buona fetta della fantascienza classica, la space opera, che ha visto cimentarsi maestri del calibro di Robert Heinlein, A.E. Van Vogt, Isaac Asimov, Jack Vance, Arthur C. Clarke e, in tempi piu' recenti, Gregory Benford, David Brin, Kim Stanely Robinson e tanti altri ancora, forse piu' importanti e interessanti di quelli che al momento mi sono venuti in mente. Tutta questa parte della fs attinge piu' o meno avidamente alle conoscenze, alle teorie e alle speculazioni dell'astronomia, scienza principe per la gran parte degli autori (soprattutto dagli anni settanta in avanti, dopo la spinta propositiva dello sbarco sulla Luna) di fantascienza di lingua anglosassone. E in effetti, a mano a mano che le tecnologie (come il telescopio orbitale o le sonde inviate allo sbaraglio nel cosmo) ci forniscono dati di prima mano da confutare con le teorie speculative dei migliori scienziati o scrittori di fantascienza, la letteratura dell'immaginario trova non tanto le porte sbarrate a nuove estrapolazioni, quanto invece materia ricca e succosa a cui ispirarsi per rinnovarsi nelle idee. Questa puntata di Cyberscopio vi dimostrera' che materiale per scrivere nuove storie avvincenti di fantascienza ce n'e' a bizzeffe, e magari, perche' no, qualcuno dei nostri lettori si sentira' travolgere dall'ispirazione e dara' vita a un romanzo di fantascienza spaziale che potra' essere pubblicato proprio tra le prestigiose pagine di Urania. Del resto, sperare non e' mai troppo. Acquaformazione Il pianeta Terra, terzo del sistema solare, ha tutte le condizioni climatico-planetarie ideali per ospitare la vita e per lasciar proliferare non solo la creatura piu' ambiziosa dell'universo, ovvero l'Uomo, ma una autentica prolusione di esseri viventi sia animali che vegetali. Una delle condizioni essenziali per la sopravvivenza della vita e' la presenza dell'acqua, oltre alle sopracitate caratteristiche planetarie che ne consentono lo sfruttamento totale. Ma come si e' formata l'acqua sulla Terra? La domanda sembrerebbe stupida, ma in fondo non lo e', soprattutto se si considera che rispondendo ad essa si potra' forse sciogliere il dubbio su quanti altri pianeti, piu' o meno nelle stesse condizioni del nostro, potrebbero ospitare altrettante forme di vita, piu' o meno intelligenti. A questo proposito sono state sviluppate moltissime teorie, fatte analisi, sviluppate equazioni e scritti interi libri, ma la notizia che arriva dal Consiglio nazionale per le ricerche di Bologna apre una nuova strada di pensiero a dir poco affascinante. Attraverso l'osservazione con il radiotelescopio del Centro, i nostri astronomi hanno individuato sul pianeta Giove, gigante gassoso che sembrava produrre solo metano e ammoniaca oltre a chissa' quali e quanti altri derivato tossici, una grande nube d'acqua larga quasi 1500 chilometri. Questo appare ancora piu' strano e affascinante se si pensa che le ultime osservazioni effettuate non molto tempo fa non indicavano alcuna traccia di quest'acqua. Non potendo evidentemente essersi prodotta da sola, quest'acqua fonte della vita, uno degli elementi piu' preziosi dell'universo, deve avere avuto un'origine ben precisa. E gli scienziati credono di averla individuata con precisione quasi assoluta: una grande cometa, la Shoemaker-Levy, che nel 1994 si e' abbattuta sul pianeta e nell'impatto ha lasciato alle sue spalle la grande nube d'acqua di cui e' ricca la sua coda. L'implicazione di questa ipotesi e' altrettanto chiara: potrebbe essere stata una cometa analoga ad aver depositato la fonte della vita sul pianeta Terra, consentendo a questo granello di roccia nello spazio di ricoprirsi di nubi e di un manto verde di vegetazione (almeno fino a quando durera'). Chissa' mai che in un futuro la tecnologia non arrivi a consentire di governare le comete per dirottarle verso pianeti aridi e inabitabili e innaffiarli con quell'acqua che consentirebbe di terraformarli e successivamente colonizzarli? Forse sto andando un po' troppo in la', ma ecco fatto: non vi sembra una bella idea da cui partire per costruire un romanzo di fantascienza? Ma a questo punto si pone un'ulteriore domanda: da dove diavolo arriva, l'acqua delle comete? Sopra di noi Dai problemi dell'Apollo 13 magistralmente rappresentati dal regista Ron Howard, siamo passati alla grande maneggevolezza degli Shuttle, seppure con qualche problemino che ne ha rallentato lo sviluppo. Ma ormai siamo lanciati nella colonizzazione dello spazio (almeno quello appena sovrastante il nostro pianeta), e con la costruzione della stazione spaziale Alfa molte cose dovrebbero cambiare in un quanto mai vicino futuro. Per cercare di ridurre le spese di partenza, orbitaggio e rientro sulla Terra delle navette che dovranno effettuare i collegamenti periodici con la stazione spaziale, la Nasa ha pensato di progettare un nuovo veicolo che sara' una via di mezzo tra l'attuale e l'antico. L'X-33 (cosi' si chiamera' la nuova astronave, che di nome e d'aspetto ricorda molto le improbabili creazioni del dottor Quatermass) avra' la leggerezza e le caratteristiche di maneggevolezza dello Shuttle, ma sara' affusolato come un vecchio razzo della serie Apollo e partira' da una piattaforma verticale, anziche' decollare da una pista per aereoplani. Sara' molto piu' leggero e verra' guidato esclusivamente da apparecchiature computerizzate che garantiranno la perfetta esecuzione delle manovre (cosi' almeno si spera). Per il ritorno sulla Terra, invece, l'X-33 planera' elegantemente in un modo simile a quello dello Shuttle, evitando ai tecnici della Nasa di dover andare a raccoglierne i pezzi in qualche oceano. Infine, la forma e uno speciale rivestimento di materiali compositi gli renderanno la vita piu' facile con il calore provocato dall'attrito con l'aria, consentendogli di arrivare alla base meno arrostito di quanto non avvenga oggi. Vi diro' che mi vengono un po' i brividi, se penso che non sto parlando di fantascienza ma di realta'. Un solo appunto: diamine, potevano metterci un po' piu' di fantasia con i nomi della stazione spaziale e della nuova navetta. Forse avrebbero fatto bene a leggersi prima qualche succoso romanzo di fantascienza. Quale velocita'? Ma se vogliamo spingerci ancora piu' in la', sappiate che i nostri tecnici e scienziati non si sono limitati a immaginare le diverse possibilita' di viaggio in orbita alla Terra. Si sono fatti anche scrupolo di pensare a quale potrebbe essere il modo migliore (piu' rapido e a minor prezzo) per viaggiare nello spazio. Uno di questi ci ricorda la fs degli anni 40, ma parrebbe funzionare a meraviglia: un razzo potrebbe viaggiare nel vuoto cosmico alla velocita' di 900 chilometri al secondo, se a spingerlo fosse una catena di esplosioni atomiche programmate una ogni tre secondi. Ma si potrebbe anche raccogliere con una specie di gigantesco imbuto l'idrogeno diffuso nello spazio e utilizzarlo come propellente in modo da raggiungere (dicono) quasi il 90 per cento della velocita' della luce. Oppure, la vecchia idea della vela in alluminio che potrebbe convogliare sull'astronave l'energia di alcuni potenti laser (o raccogliere il vento solare), e spingere il nostro veicolo alla bellezza di 150mila chilometri al secondo. Infine, quella che mi sembra la soluzione piu' suggestiva: una vera e propria autostrada di energia creata con una rete di microonde convogliate da un sistema di lenti di piu' di mille chilometri di diametro e poste a intervalli regolari sulle rotte da percorrere. In questo modo, le astronavi potrebbero procedere a velocita' vicine ai 300mila chilometri al secondo. Astronauti del 2.000, auguri (fonte: Panorama) ---------------------------------------------------------------------------- Il presente testo puo' essere letto in linea o scaricato, e puo' essere diffuso per via telematica senza limitazioni. Il testo e' pero' di proprieta' dell'autore e non puo' essere utilizzato per scopi commerciali, pubblicato su riviste commerciali o inserito in CD-Rom, senza la previa autorizzazione dell'autore. ---------------------------------------------------------------------------- [PENSIERO STOCASTICO] ****************************************************** La Vita, l'Universo e Tutte Quelle Persone Scomparse a cura di nei Propri Personaggi Roberto Quaglia ---------------------------------------------------------------------------- Roberto Quaglia, ovvero il rappresentante della fantascienza del nostro Paese piu' famoso all'estero e piu' sconosciuto in Italia, continua a fare tante domande e a rifiutare tutte le risposte. Leggete quanto segue a vostro rischio. Delos non si riterra' responsabile della vostra incolumita' mentale. Sicuro e', volendo fare finta di si', che alcune cose esistono. Si tratta delle cose che crediamo che esistano, le quali esistono - volendo fare finta che esistano, proprio perche' crediamo che esistano. Poi ci sono le cose che sono vive, volendo fare finta che ci siano. Un'antica usanza umana ci rende tal compito facile e spontaneo, e noi non lo smentiremo. Ci sono quindi delle cose che sono vive, e ci sono perche' noi crediamo che siano vive. Infine ci sono delle cose che oltre ad esistere e ad essere vive, sanno di esistere e di essere vive, e soprattutto sanno di sapere di esistere e di essere vive. Naturalmente, anche questa terza categoria esiste a causa del nostro far finta che esista, mediante il trucco di crederci. Tutto cio' e' alquanto mistificante, ma risulta intensamente pratico. In realta' - e per eccesso di praticita' facciamo finta che esista pure la realta' - non c'e' alcuna separazione reale fra queste tre categorie immaginarie. Tuttavia, nella nostra esperienza l'immaginazione spicca laddove altrimenti ci sarebbe soltanto un denso nulla macchiato di bestia, ovvero la mente di un essere umano. E l'immaginazione ci trascina attraverso l'esistenza, e attraverso la vita, e attraverso il fiume dei pensieri autocoscienti dispensandoci in primo luogo l'illusione dell'esistenza, della vita e dell'autocoscienza. E' da esse che quindi partiamo, per le nostre odierne divagazioni stocastiche, in virtu' dell'evidenza che altra origine di noi stessi non ha dignita' di essere da noi e fra noi ora intesa e menzionata. Quante sono le cose che esistono! Praticamente tutte. Nulla si para ai nostri sensi sfuggendo alla nostra illusione che esista. Ovunque ci volgiamo, vediamo Qualcosa perentoriamente esistere, ci piaccia o non ci piaccia. Cosi' inflazionata e' questa umile categoria, che in verita' ci interessa ben poco, anche se coviamo l'hobby che non sia cosi'. Piu' interessante si prospetta l'analisi della nostra seconda categoria immaginaria, la categoria delle cose che sono vive. Taluni sciocchi pensano davvero che cio' che pare vivo lo sia veramente, ed in tale credenza si perde ogni dignita' e speranza di intuire pur vagamente cio' che realmente nel cosmo si verifica. Ma noi abbiamo smesso il costume di sciocco rifilatoci durante i biechi saldi della nostra nascita, e sapendo di non sapere non ignoriamo che la categoria delle cose vive sia soltanto un convenzione. Nondimeno, e' utile e pratico fingere che cio' che ci pare vivo lo sia davvero. Chi non capisse nulla di quanto andasse or ora leggendo, la smetta una buona volta di preoccuparsi: egli o ella finalmente ha deviato una spanna dal solco delle false certezze, ed un bagno di confusione e' il minimo che ci si possa aspettare. Ma come insegna l'igiene, ogni tanto un bagno conviene. Anche se la saggezza ci ammonisce: troppi bagni possono annegare uno sprovveduto. Le cose che sono vive, e che tali sono in virtu' delle proprie apparenze, presentano un superiore grado di complessita' rispetto alle cose che piu' semplicemente esistono, le quali esistono in virtu' delle proprie apparenze. Ogni reale differenza fra queste due categorie immaginarie e' rappresentata proprio e soltanto da tale differente grado di complessita'. La complessita' non e' ne' bene ne' male, ma e' in genere piu' complessa della semplicita'. Taluni ingenui sono infine convinti che i componenti della nostra terza categoria immaginaria, le cose che oltre ad esistere e ad essere vive sanno di esistere e di essere vive, ed eventualmente sappiano di sapere di esistere e di essere vive (e' cosi' che ci immaginiamo certi esseri umani), realmente sappiano di esistere e di essere vive e addirittura sappiano di sapere di esistere e di essere vive. In realta', il piu' superficiale degli approfondimenti confuta senza esitazione tale palesemente ingenua ipotesi. E' innegabile che un evento che assomigli alla comprensione di esistere e di essere vivi e forse anche del fatto di sapere di esistere e di essere vivi si compia saltuariamente all'interno di varie menti umane, ma confondere una rappresentazione con cio' che essa rappresenta e' l'errore vergognoso di qualsiasi sedicente pensante, un atto che iscrive chi lo compie nel capiente novero dei poveri ingenui. Cio' che ha piu' senso (o minor non-senso) dire e' che i componenti della nostra terza categoria immaginaria sono contraddistinti da un grado di complessita' superiore a quelli delle altre due categorie. Essendo da queste parti la complessita' maggiore, c'e' molto di piu' da dire, da notare, da distinguere. In effetti, una vita umana non basta a notare, distinguere e parlare di tutto cio' che rientra nella nostra prima categoria immaginaria, le cose che esistono, ne' tantomeno di tutto cio' che compone la seconda categoria, le cose che sono vive. A maggior ragione, notare, distiguere e parlare di tutto cio' che compone la terza categoria e' un compito ciclopico che atterrisce, oltre a tutto perche' tale terza categoria si amplia e si complica incessantemente ad una velocita' incredibilmente maggiore di quella necessaria alla nostra attenzione per seguirne l'evoluzione. In tale tumultuoso caos di insorgenti nozioni destinate a sfuggirci in misura sempre maggiore, ubriacarsi o deprimersi sono due scelte ugualmente lecite. La prima e' piu' divertente della seconda, e per questo motivo, e soltanto per questo, e' ragionevole e consigliabile preferirla alla seconda. L'ubriacatura di sapere e' un tuffo giu' per le rapide di un impetuoso rivolo dal quale si dipartono incessantemente in mille e mille bivi una sconfinata quantita' di altri rivoli che non potranno essere esplorati. Procedere fieramente a casaccio in tale frattale realta' usando cio' che ci pare l'arbitrio, per preferire, secondo criteri estetici, ad ogni bivio o trivio o polivio, una direzione rispetto alle altre e' l'atteggiamento piu' interessante e rispondente a quelle caratteristiche che farebbero di noi, in misura maggiore o minore, titolati elementi di quella terza categoria immaginaria della quale abbiamo vaneggiato sinora, la categoria delle cose che sanno di esistere e di essere vive e che eventualmente sanno anche di sapere di esistere e di essere vive. Venendo un po' piu' sul concreto, almeno apparentemente (e le apparenze sono tutto, come la scienza ci insegna, involontariamente, pretendendo talvolta di argomentare che sarebbe vero il contrario) e comunque a casaccio, come si conviene, sfoggiamo il nostro accorgimento che ogni umano possa venir scisso in due parti: cio' che egli o ella personalmente (essenzialmente) e', ed il ruolo o i ruoli nei quali egli o ella si cala per esigenze di societa'. I ruoli sono prefissati e ben definiti: l'Avvocato, l'Operaio, il Notaio, il Politico, il Presidente di Qualcosa, il Ladro, il Giudice e sono completamente impersonali. Come in teatro, e in particolare nella Commedia dell'Arte, i copioni, pur lasciando un margine all'improvvisazione e all'interpretazione, hanno un'indirizzo prefissato. Pur potendo addobbare le proprie gesta di qualche fronzolo personale, si deve seguire il canovaccio, poiche' cosi' esige il copione della societa', senza di quale la societa' non sarebbe come e'. Questa colossale recita teatrale che si chiama "la Societa'" e' innanzitutto utile a se stessa, e secondariamente puo' essere utile a chi ne fa parte, ed in genere lo e', in misura variabile. Visto che esiste, e' indubbiamente necessaria, e gli sciocchi che vorrebbero infantilmente abolirla farneticando di anarchia o di altri vocaboli magici senza sapere cosa stanno dicendo sono appunto sciocchi bambinoni, alcuni dei quali fieri e splendidi nella loro vitale ma immatura posizione, altri - come al solito la maggioranza - decisamente fastidiosi in un ruolo come tanti altri interpretato senza personale fantasia. Triste, noioso, fastidioso o tragico - soprattutto noioso e fastidioso - e' il fatto che la maggior parte degli individui, i quali, facendo come tutti parte di una societa', ne interpretano un ruolo, smarriscano il senso autentico della loro identita' nella confusione fra se' ed il ruolo che interpretano. E allora troviamo avvocati che sono davvero convinti di essere innanzitutto avvocati, politici davvero convinti delle posizioni che assumono per esigenze di scena, medici davvero convinti di essere soprattutto medici, ladri convinti di essere davvero dei ladri, prostitute convinte di essere davvero delle prostitute, e potrei continuare cosi' fino ad esaurimento di tutti i ruoli interpretabili in societa'. In tale confusione fra persona e personaggio, non di rado la persona scompare, ed avanza il personaggio, un vuoto involucro condannato alla coatta replicazione dei propri copioni finche' la consunzione del proprio organismo non ne decreti la definitiva uscita di scena. Quanto piu' bello ed interessante sarebbe il mondo e la societa' se coloro che ne fanno parte fossero consapevoli della distinzione fra la propria persona ed il ruolo che rivestono in societa'. Avremmo cosi' individui che fanno l'avvocato, invece di esserlo, donne che fanno la puttana, invece che esserlo, uomini che fanno i giudici, invece che esserlo, uomini che fanno i ladri, anziche' essere tali. Che differenza farebbe? dira' qualcuno... Pensateci. Io lo so che differenza ci sarebbe. E spero di avere fornito a chi legge l'input per meditarci in proprio, qualsiasi cosa cio' significhi. Ma cosa c'entra con questo la fantascienza? Da queste parti - c'e' scritto sulla confezione! - si parlerebbe di fantascienza. Cosa c'entra allora la fantascienza con tutto quanto detto sinora quest'oggi (qualsiasi sia l'"oggi" che noi si intenda)? E io che ne so? Anzi! Cosa me ne importa?! Ma sono pronto a dare soddisfazione ai maniaci, convinto come sono che la fantascienza ragionevolmente c'entri con qualsiasi cosa, come tutto abbia sempre a che fare con se stesso, d'altronde, qualsiasi cosa cio' significhi in chi stia leggendo. Ecco allora sorgere la suprema tristezza e soprattutto noia quando anche nel campo della science fiction, della fantascienza, il panorama si orna qua e la' di personaggi di cartapesta che hanno dimenticato di non essere i personaggi che interpretano. Cosa intendo dire? E che ne so!? L'importante e' che lo sappia chi sta leggendo questa roba. Prendete il mio testo come un testo di Rorschach: ognuno vi colga i significati che preferisce. La cosiddetta comunicazione umana funziona cosi' comunque. Continuiamo allora con questo testo di Rorschach. Essendo la science fiction, idealmente, in prima linea per cio' che attiene all'immaginario dell'umanita', ma soprattutto essendo lo scrittore... anzi, il "pensatore" di science fiction per natura un creatore di se stesso (ognuno e' cio' che pensa, ed un pensatore di science fiction e' tale se pensa sempre cose diverse), risulta palesemente assurdo assistere a "pensatori" di science fiction cessare di essere tali cristallizandosi in un ruolo, sia esso quello di scrittore, o di critico, o di esperto o di fan veterano, pretendendo tuttavia di essere ancora cio' che la loro stasi teatrale non gli consente piu' di essere. Il fatto e' che l'entropia o qualcosa che ci assomiglia incalza alle spalle di noi tutti, e che per qualsiasi sistema dinamico instabile (come una mente fertile) e' prevista da qualche parte uno stato di quiete. Mi sembra che per oggi cio' possa bastare. Chiunque, a questo punto, non si sia ancora slogato il cervello, clicchi da queste parti per precipitarsi laddove io persevero con tal genere di verbosissimo andazzo, oppure clicchi da queste altre parti per infilzare i propri neuroni con un testo del sottoscritto che e' idealmente l'assoluto contrario di quanto contenuto in questa pagina, ovvero un rigido esempio di stringente linearita': si tratta di una mia mozione e relativo discorso per impegnare il sindaco di Genova ad organizzare un congresso internazionale di fantascienza o qualcosa del genere... Chi vivra', vedra', oppure no. ---------------------------------------------------------------------------- Il presente testo puo' essere letto in linea o scaricato, e puo' essere diffuso per via telematica senza limitazioni. Il testo e' pero' di proprieta' dell'autore e non puo' essere utilizzato per scopi commerciali, pubblicato su riviste commerciali o inserito in CD-Rom, senza la previa autorizzazione dell'autore. ----------------------------------------------------------------------------