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barbara

Secondo un luogo comune antico e consolidato,
il fumetto di fantascienza è un universo chiuso e riservato
agli uomini. Per lungo tempo, una legge non scritta ha decretato
che per un pubblico quasi esclusivamente maschile si scrivessero
storie "maschie", vicende muscolari e dense d'azione,
in cui l'eroe fosse inevitabilmente macho e virile, ed in cui
le rappresentanti del gentil sesso recitassero invariabilmente
il ruolo di comparse, con pochi vestiti indosso ed ancor meno
spazio e spessore.
Questa consuetudine sciovinista, in un circolo
vizioso, allontanava il pubblico femminile, e rendeva quindi sempre
più marcati gli stereotipi. Forse solo oggi, grazie a nuove
eroine quali Legs, Cybersix o Nausicaa (tutte
prima o poi sotto i riflettori della rubrica Fantasia&Nuvole)
possiamo ritenere concluso un periodo che, se non proprio di discriminazione,
è stato senza dubbio colpevole di poca attenzione.
Eppure, anche questa regola ha avuto le sue
eccezioni. Una delle più importanti, forse la più
importante, è figlia della prolifica scuola argentina:
un fumetto di fantascienza purissima, una storia dall'impostazione
robusta, tradizionale, ma resa allo stesso tempo originale anche
grazie al punto di vista femminile della protagonista. Parlo di
Barbara,
di Ricardo Barreiro e Juan Zanotto.
la trama
Siamo in un futuro non troppo lontano. La Terra
è sotto il dominio dagli Adri, una razza di umanoidi
extraterrestri cinici e crudeli. La conquista non è avvenuta
alla luce del sole, bensì con l'inganno. Gli Adri infatti,
in millenni di guerre interplanetarie, hanno affinato una geniale
tecnica di invasione, che consente loro di cogliere il massimo
bottino col minimo rischio.
Qual'è la magica ricetta? Presto
detto: anzitutto, si bombarda dallo spazio il pianeta da conquistare
con raggi gravitazionali (?) provocando cataclismi, mutamenti
climatici, glaciazioni e diluvi, e questo al fine di abbattere
la civiltà dei nativi; quando i pochi sopravvissuti sono
ridotti allo stato primitivo (e per questo basta attendere una
generazione) si interrompono i cataclismi e si manda sul pianeta
una fauna di robot assassini dalle sembianze animali (le Bestie)
col compito di terrorizzare i nativi. Le Bestie sono invulnerabili,
invincibili, onnipresenti e senza pietà. Dopo qualche anno
di massacri, le Bestie scelgono opportuni esemplari tra i nativi
(meglio se giovani, dalla mente adeguata) e parlano loro,
affermando di essere divinità e di averli scelti come loro
Profeti e Sacerdoti. Attraverso costoro le Bestie impongono leggi,
una nuova lingua (quella degli Adri, naturalmente), dividono i
nativi in tribù e fomentano l'odio ed il sospetto tra tribù
diverse. Quando i nativi si saranno piegati ad obbedire a leggi
di cui non comprendono il senso, gli Adri potranno finalmente
prendere possesso del pianeta, e della docile razza di schiavi
che adesso lo abita.
La Terra di Barbara è all'ultimo stadio
di questo diabolico progetto. Tra le rovine di una Buenos Aires
distrutta e ricoperta dalle acque, la tribù cui ella appartiene
sopravvive a fatica, adorando la Bestia (a fianco) anche mediante sacrifici
umani. Essi sono alla completa mercè degli Adri, che li
trattano come animali, concedendosi piacevoli partite di caccia
al nativo, ancor più piacevoli sollazzi sadici con le native.
Cosa peggiore, Barbara ed i suoi non hanno coscienza della loro
condizione di schiavi, perchè sono stati condizionati a
pensare, attraverso un elaborato sistema di tabù, che gli
orrori della loro vita rientrino nell'ordine naturale delle cose.
Ma Barbara non è come gli altri: in
sè cova il germe della ribellione, un germe che si chiama
voglia di risposte. Scacciata dalla tribù per essersi difesa
da un tentativo di stupro da parte di un Sacerdote (i sacerdoti,
in quanto oracoli della Bestia, possono fare ciò che vogliono),
ella trova nel suo animo di giovane donna una forza ed un coraggio
sorprendenti.
Non solo Barbara riesce a sopravvivere da sola
nella palude che una volta era la capitale dell'Argentina ma,
introdottasi in una base Adria, ella scopre la verità sul
suo mondo, vede coi suoi occhi l'orribile inganno perpretato dagli
Adri, e decide di diventare la madrina della Grande Rivolta.
Si, perchè persino gli Adri, ed i loro
fantocci meccanici che si dicono Dei, possono essere sconfitti.
La razza umana ha reagito all'invasione come ad un'epidemia, ed
ha prodotto degli anticorpi. Barbara è la prima di questi
anticorpi, la prima a scoprirsi dotata di poteri mentali.
In lei questi poteri sono latenti, e si mostrano sotto forma di
una "voce" segreta, della capacità di comunicare
con animali e piante. Ma negli ultimi nati della Terra, Barbara
lo scopre dapprima con terrore, poi con eccitazione, questi poteri
diventano terribili: i bambini, l'ultima generazione della razza
umana, si rivelano dei giganti telecinetici, capaci di distruggere
un incrociatore orbitale Adrio con la sola forza del pensiero.
Ed allora che la lotta contro l'invasore abbia
inizio: la nostra razza ha ancora una speranza.
gli autori
Ricardo Barreiro,
sceneggiatore di "Barbara", nasce nel 1949 nel quartiere
Palermo di Buenos Aires. Giovanissimo, esordisce pubblicando articoli
e racconti sulla rivista underground "Sancho". Passa
poi alla sceneggiatura, debuttando con la serie Slot Bar,
con disegni di Solano Lopez.; seguono poi la suggestiva serie
di guerra Asso di picche, e lo straordinario fumetto di
fantascienza La città, entrambi con disegno di Gimenez.
Negli anni settanta si trasferisce in Europa, e vive tra Parigi
e Roma per sei anni. In Francia il suo lavoro gli frutta grande
notorietà: diventa membro della Società degli Autori
e Compositori Drammatici, e da alcune sue opere vengono tratti
lavori televisivi. Recententemente è tornato a vivere in
Argentina.
Juan Zanotto,
disegnatore dell'opera, nasce a Cucegno, in provincia di Torino,
nel 1935. A soli tredici anni segue la sua famiglia a Buenos Aires.
Sono gli anni della grande emigrazione italiana in Argentina,
ed anche gli anni della nascita della grande scuola del fumetto
sudamericano. Giovanni-Juan Zanotto assorbe gli insegnamenti dei
maestri e li elabora in uno stile personalissimo. I suoi primi
lavori sono "Rick della Frontiera", "Il mondo dell'uomo
rosso"; poi giungono le saghe di Yor ed Hor
(da cui viene tratto un film), su testi di Collins, che gli fruttano
fama a livello mondiale, e premi come quello della Fondazione
Interamericana Franklin.
Zanotto si è anche cimentato come sceneggiatore,
firmando i testi della serie "Orizzonti perduti". In
Italia quasi tutti i suoi lavori sono stati pubblicati dalla Eura
Editoriale, sulle pagine dei settimanali "Skorpio" e
"LancioStory". Uno degli ultimi suoi successi, Cronache
del Tempo Medio,
è già noto ai lettori di Delos.
curiosità e spunti
"La Terra invasa" è uno dei
temi più classici della fantascienza, non solo di quella
a fumetti. Sembrerebbe difficile trovare qualcosa di originale
da dire sull'argomento, eppure Barreiro riesce nell'impresa, e
firma in "Barbara" uno dei più plausibili ed
agghiaccianti bollettini di guerra di un ipotetico attacco alieno
(certo molto più convincente dei risibili attacchi extraterrestri
di Visitors, Indipendence Day e consimili).
Ma in Barbara c'è qualcosa di più.
Nell'imperialismo degli Adri è dipinta a lettere enormi
la minaccia di un altro imperialismo, questo molto più
vicino e preoccupante per un sudamericano come Barreiro. Descrivere
la spietata tattica di guerra degli Alieni è un pretesto
per puntare il dito in un monito chiarissimo. - Attenzione - dice
Barreiro - Chi ci vuol togliere la libertà agisce nell'ombra.
Il nostro nemico prima distrugge la nostra civiltà, la
nostra cultura, cancella le nostre tradizioni; poi le sostituisce
con i propri modelli, con la propria lingua e la propria ideologia,
colonzzandoci culturalmente; poi ci fa vivere nel terrore, fomentando
ed armando la violenza omicida; ed infine ci regala una pace da
schiavi, sotto dei capi "forti" che non sono altro che
delle maschere vuote, burattini nelle mani dei veri padroni. L'unico
modo che abbiamo per combatterli è restare uniti: il nostro
nemico farà di tutto per metterci l'uno contro l'altro,
per suscitare contrasti ed odio tra fratelli. Se gli consentiremo
di farlo, per noi ci sarà solo un futuro da schiavi.
Altro piatto forte di Barbara, il femminismo.
Il mondo regredito alla barbarie ove Barbara vive è per
forza di cose ancora più maschilista del nostro. Le donne
sono degli oggetti di proprietà dello sposo o del padre.
Gli stessi Adri hanno una cultura militarista e "machista":
per loro è assolutamente inconcepibile che a capo della
rivolta terrestre ci sia una donna. E sarà proprio questo
atteggiamento sciovinista a portarli a sottovalutare la minaccia
di Barbara finchè non sarà troppo tardi.
Barbara è un'eroina d'azione, ma non
per questo è priva di femminilità, di un romanticismo
a volte anche passionale. Ella vive con pari intensità
le drammatiche vicende della guerra contro gli Adri e le sue personali
storie d'amore, che si chiudono tutte invariabilmente con tragici
epiloghi. Sul capo di Barbara sembra gravare una maledizione:
ogni uomo di cui si innamora (e tra questi vi è anche un
alto ufficiale Adrio) è destinato a fare una brutta fine.
Forse il destino vuole ammonirla, spingendola a consacrare la
sua vita alla causa della Libertà. Perchè se c'è
un messaggio chiaro nella vicenda di Barbara, questo messaggio
è che la vittoria si paga con il sacrificio, e ciò
che si ottiene senza soffrire non ha alcun valore.
Barreiro farcisce la storia di Barbara di alcuni spunti veramente geniali. Tale è ad esempio l'invenzione dello Sdrial, la droga adria che, somministrata in dosi minime, porta il cervello a ricevere segnali su una determinata frequenza da ogni punto della Galassia. Su tale frequenza gli Adri trasmettono un programma onirico chiamato "Folletto Arpedes", in grado di sintonizzarsi sulla mente del soggetto drogato e di fargli vivere esperienze irreali a suo piacere, ma anche in grado di fornire qualunque informazione il soggetto desideri (una specie di Internet degli stupefacenti?).
Barreiro commette anche qualche ingenuità, clamorosa per un lettore smaliziato, ma tutto sommato veniale nel complesso dell'opera. Esempio lampante, Barreiro si compiace di citare "Il pianeta delle scimmie", mostrandoci un astronauta umano proveniente dalla Terra pre-invasione che, partito in ibernazione per Alfa-Centauri, ritorna sul nostro pianeta e lo ritrova devastato, col clima capovolto ed in piena dominazione Adria. L'astronauta all'inizio si chiede su quale mondo sia finito, e comprende di essere giunto di nuovo sulla Terra solo alla vista del rudere di un famoso monumento di Buenos Aires (parallelo con la Statua della Libertà nel film suddetto).
Dove sta l'ingenuità? Presto detto: ci era stato spiegato che ai terresti era stata imposta la lingua degli Adri... Eppure Barbara e l'astronauta pre-invasione si comprendono benissimo (anche troppo, visto che finiscono a letto insieme). Barreiro si contraddice da solo!
Il tratto di Zanotto è di una bellezza
sconvolgente. Si tratti di mostrarci astronavi o futuristiche
armi Adrie, caimani o Bestie, immense paludi o pallide galassie,
il disegnatore italo-argentino lascia sulla carta tavole memorabili.
Ma è soprattutto (com'è suo costume) nelle figure
umane che il suo tocco mostra (perchè non dirlo?) un vero
e proprio piacere sensuale. Le donne di Zanotto, come quelle
di Manara, o quelle di Crepax, sono la vera firma dell'artista.
Ci si può innamorare dell'eroina di un fumetto? Prima di
rispondere di no, o di sorridere con aria vissuta, specchiatevi
negli occhi di Barbara.

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