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nausicaa

Ci risiamo. A dispetto di chi denuncia il presunto maschilismo
del fumetto di fantascienza, Fantasia&Nuvole torna ad eleggere
a protagonista un'eroina in gonnella. Sotto i riflettori della
vostra rubrica preferita, questo mese, un personaggio femminile
forse non avvenente quanto la
Barbara di Zanotto,
forse non carnale come la Druuna di Serpieri, magari
non conturbante quanto la
Cybersix di Trillo o il
maggiore Motoko di
Ghost in the shell, ma che incarna un concentrato
di quelle virtù (sensibilità, comprensione, dolcezza
e un sano pragmatismo) che avvertiamo distintamente come qualità
femminili, di quelle virtù che, anche se non appariscenti,
riescono da sole a rendere una persona interessante e intimamente
affascinante. Tale è, senza dubbio, Nausicaa, eroina
d'un fascino discreto, quasi sommesso, eterea principessa della
delicata favola ecologista e pacifista di Hayao Miyazaki.
la storia
Lo scenario di Nausicaa è un medioevo prossimo venturo,
un'era oscura che vede il nostro pianeta semidistrutto da una
catastrofe ecologica. La maggior parte delle terre emerse è
ricoperto dalla mortale giungla tossica, un complesso ecosistema
basato sulla simbiosi tra specie vegetali (spore, funghi giganti,
piante ameboidi) e animali (insetti giganti, mostri-tarlo, vermi).
Gli uomini non hanno posto nello schema della giungla (neppure
possono entrarvi, se non con l'ausilio di speciali maschere filtranti):
essi sono costretti a vivere nelle poche zone del pianeta ancora
coltivabili, piccole oasi che si riducono sempre più sotto
l'avanzata della giungla. Una di queste isole felici è
la Valle del Vento, governata dal vecchio re Gil e da sua
figlia Nausicaa. La giovane principessa è una "domatrice
del vento", abilissima pilota di qualunque veicolo provvisto
di ali; ella, inoltre, possiede un dono segreto, la capacità
di comunicare con ogni essere vivente, dagli animali domestici
della valle sino alle spaventose fiere della giungla tossica.
Nausicaa cresce felice nel suo piccolo regno, ma la sua serenità non
è destinata a durare. Come i famosi capponi di Renzo, incuranti
della minaccia tossica che incombe su di loro, gli uomini non
pensano che a beccarsi tra loro. Le due principali nazioni del
nuovo medioevo (il regno di Tolmekia e l'impero di Dork)
si affrontano in una guerra totale, uno scontro senza esclusione
di colpi: l'obiettivo di entrambi i contendenti è l'assicurarsi
il controllo delle terribili armi pre-catastrofe, la più
potente delle quali è il Gigantesco Soldato Invincibile,
un titano bionico in grado di resistere persino a un'esplosione
nucleare.
Le nazioni indipendenti, come la Valle del Vento, non possono
permettersi di restare neutrali. Così Nausicaa, a capo
di un piccolo contingente, si unisce all'armata della principessa
Kushana, erede al trono di Tolmekia, e parte per la guerra.
Il coraggio non le manca; le virtù di condottiero neppure.
Ma Nausicaa comprende presto che combattere è un terribile
errore, che il rischio è distruggere per sempre anche i
miseri lembi di terra ancora adatti all'Uomo. Anche perché
il leader nemico, il Sacro Imperatore di Dork (un essere
pluricentenario dai poteri più che umani), non ha scrupoli
a servirsi di armi chimiche e biologiche, le stesse che già
una volta hanno sconvolto il mondo.
Gli insetti della giungla tossica sono migliori di noi!
grida Nausicaa, sconvolta dalle atrocità del conflitto.
Eppure, la repulsione per gli orrori della guerra non le impedisce
di balzare in primo piano e di cambiare in modo clamoroso il corso
degli eventi. E' lei stessa, infatti, a intervenire nello scontro
finale tra Kushana e il Sacro Imperatore; è lei a uccidere
quest'ultimo; è lei a prendere il controllo del Gigantesco
Soldato Invincibile (non trattandolo come un'arma vivente, ma
adottandolo come un figlio). E' lei, in definitiva, a risolvere
il rebus della giungla tossica ed a comprendere il ruolo degli
uomini nella nuova era oscura. Al termine di una lunga peregrinazione,
durante la quale ella vedrà morire tanti amici (dall'inseparabile
scoiattolo-volpe Teto all'amato maestro Lord Yupa)
Nausicaa giunge a Shuwa, la capitale santa di Dork, ove
incontrerà il vero signore del pianeta, un'entità
oscura di cui il Sacro Imperatore non era che un burattino. Dalle
sue labbra Nausicaa apprenderà la verità sul passato
della Terra e i piani per il suo futuro. Piani terribili cui lei,
in un apice di grandezza eroica, riuscirà a opporsi.
gli
autori
Hayao Miyazaki è un autore prolifico, le cui opere
sono ben conosciute in tutto il mondo, persino in questo nostro
infimo e marginale Stivale. Tra i suoi lavori, ricordiamo il travolgente
Conan, il serioso Laputa: Castle in the sky e il
buffo Tonari No Totoro (il mio vicino Totoro). Miyazaki
è anche tra gli autori del notissimo Lupin III,
animé puritrasmesso dalle reti televisive nazionali.
Con riferimento a Nausicaa, il principale tratto (e merito) di
Miyazaki appare essere un'esposizione armonica della vicenda e
un ritmo calibrato della sceneggiatura. Nausicaa coinvolge, incolla
il lettore alle sue pagine, offre una fruizione semplice restando
al contempo un fumetto tutt'altro che "leggero". Temi
profondi e spunti "commerciali" sono perfettamente bilanciati,
e concorrono a formare una struttura solida ed efficiente: il
messaggio dell'autore giapponese, il suo j'accuse ecologico
e pacifista, corre come un fiume in piena nel robusto alveo della
narrazione, e non appare mai pretestuoso, mai "didattico"
o supponente.
Non altrettanto bene si può parlare del disegno. Le tavole
di Miyazaki, qualitativamente, mantengono un livello discontinuo.
Se a volte impressionano per la grandiosità (pensiamo al
terrificante mostro-tarlo, alle corazzate volanti di Dork, agli
incrociatori da battaglia tolmekiani), troppo spesso risultano
confuse, affollate, approssimative, quasi appena abbozzate. Di
certo l'eccessiva riduzione del formato della pagina penalizza
il tratto di Miyazaki, e può essere citata come valida
attenuante (in effetti le tavole più grandi sono anche
le più valide dal punto di vista estetico). Restano comunque
da sottolineare le pecche "classiche" dei disegnatori
giapponesi, che in Miyazaki trovano quasi un archetipo: volti
standardizzati, lineamenti in fotocopia, espressioni che troppo
facilmente tracimano dal buffo al ridicolo, cadute di stile che,
tollerabili in un fumetto scanzonato e goliardico come Lupen III,
diventano grottesche in un'opera dal tema impegnativo quale Nausicaa.
Gli albi di Nausicaa sono pubblicati in Italia dalla Granata
Press, e reperibili con sforzi (ed esborsi) tutto sommato
accettabili: l'intera saga comprende 23 numeri. Altro discorso
per il relativo animé, che è praticamente introvabile
(l'unica è richiederlo per posta). Ma non si deve disperare:
le ultime notizie parlano di un accordo i produttori giapponesi
e la Disney. La casa americana si sarebbe (il condizionale è
ancora d'obbligo) impegnata a distribuire il film d'animazione
in tutto il mondo. Una notizia eccellente, che stupisce meno di
quanto dovrebbe: in effetti, Nausicaa è il più "disneyano"
dei manga, ricco com'è di buoni sentimenti, di tenerezza,
di "buonismo", di spunti commoventi, di un animalismo
ed ecologismo più da Bambi che da WWF.
curiosità e
spunti
La caratteristica più notevole di Nausicaa è la
cura con cui viene delineato lo scenario storico, sociale ed ecologico
del medioevo prossimo venturo. Miyazaki, pazientemente, pennellata
dopo pennellata, affresca davanti ai nostri occhi l'intero quadro,
non tralasciando alcun dettaglio, e riuscendo nel contempo a non
appesantire la narrazione. Dalle regole di corte ai metodi di
coltivazione, dagli schemi di battaglia ai riti religiosi, dagli
abiti quotidiani alle pietanze, ogni cosa viene presentata all'occhio
del lettore con una perizia da far invidia a qualunque cronista
storico, con una noncuranza da ammutolire qualsivoglia pennivendolo.
Con aria quasi distratta, mentre seguiamo le vicende di Nausicaa,
veniamo ad esempio a sapere che il nuovo medioevo viene definito
"L'era della ceramica" in quanto la metallurgia è
stata quasi del tutto dimenticata e ogni attrezzo (spade e corazze
comprese) viene realizzato appunto in ceramica; ci viene detto
che la Valle del Vento deve il suo nome alla brezza marina, che
rappresenta la vita stessa degli abitanti, in quanto tiene lontane
dai campi coltivati le spore della giungla tossica; ci viene spiegato
che del mostro-tarlo non si butta via niente: il suo carapace
è un ottimo materiale da costruzione, i suoi occhi sono
perfetti oblò per gli aerei, nei suoi umori si tingono
i tessuti... Tonnellate di nozioni che cadono sul lettore con
la leggerezza di una piuma.
Non tutto, naturalmente, è originale, né potrebbe
esserlo. Il complesso rapporto tra Nausicaa e il vento, che ella
domina con la sua "Meve" (una sorta di monoala ultraleggero)
richiama alla mente le gesta di Maris, la "volatrice"
protagonista del romanzo Il pianeta dei venti di George
R.R. Martin e Lisa Tuttle. Ancora, lo schema ecologico della giungla
tossica ha numerosi punti in comune con lo scenario di Dune
(il più vistoso, probabilmente, è il parallelo tra
i Freemen di Herbert e il Popolo del Bosco di Miyazaki,
o il fatto che Nausicaa, come Paul Atreides, incarna un'antica
profezia), ma richiama anche il pianeta Lusitania di Orson
Scott Card.
Le citazioni, naturalmente, non sono mai a senso unico: il mondo
di Nausicaa è stato omaggiato ad esempio sulle pagine di
Nathan Never nell'albo doppio Terre Bruciate / I predoni
del deserto (la carica dei Centozampe nel fumetto bonelliano è
un richiamo persino troppo esplicito alla scena dell'attacco dei
mostri-tarlo alle truppe di Kushana).
E' interessante esaminare più in dettaglio il meccanismo
biologico della giungla tossica, così come ipotizzato da
Miyazaki. Alla base di tutto c'è la spora, un organismo
semplice, minuscolo, in grado di attecchire praticamente su ogni
terreno (polmoni umani compresi). Trasportata dal vento, dagli
insetti, dalle acque dei fiumi, immune a tutto fuorché
al fuoco, la spora si diffonde con facilità, e una volta
messe radici si sviluppa in un pollone, poi in una giovane pianta,
infine in uno dei colossali alberi della giungla tossica. Durante
la sua vita millenaria, l'albero cresce, emette a sua volta spore
perpetuando il ciclo, concede cibo e ospitalità agli insetti,
eleva in altezza la sua "superficie attiva", lasciando
in basso un tronco cavo che si va rapidamente cristallizzando.
Gli insetti, a loro volta, diffondono le spore e offrono i loro
corpi come semenzai in un contratto di mutua assistenza. Finché,
dopo secoli, l'albero e la sua corte muoiono, crollando su loro
stessi e riducendosi in minutissimi cristalli. I quali cristalli,
sorprendentemente, non sono velenosi, ma al contrario risultano
chimicamente inerti. Sì, perché il compito della giungla
tossica è proprio ripulire la Terra dai veleni chimici
sparsi dall'uomo: le piante della giungla non sono letali di per
sé, ma solo perché assorbono le tossine dal terreno
inquinato. Laddove la giungla ha esaurito il suo ciclo vitale
(circa in un migliaio di anni), l'aria, l'acqua e la terra sono
di nuovo puri, incontaminati: il trionfo della Natura sulla follia
umana.
Tra i numerosi personaggi del fumetto, merita davvero un Oscar
quale attore non protagonista la spia tolmekiana Krotowa,
inviata segretamente da re Vu a sorvegliare l'irrequieta figlia
Kushana. Krotowa è una figura tridimensionale, umanissima,
in cui identificarsi è immediato. Di fronte alla grandezza
oscura del Sacro Imperatore di Dork, all'epicità di Kushana, al
"buonismo" in fondo un po' palloso di Nausicaa, lui
è l'unico a rappresentare le dimensioni della quotidianità,
a incarnare i valori della gente comune, del "vaso di coccio
tra i vasi di ferro". Krotowa è cinico, non crede
a nulla, tira a campare, è arrivista, si vende al migliore
offerente (Franza o Spagna, purché se magna), in definitiva
è l'unico personaggio "vero" della vicenda. Deliziose
le scenette in cui, sospinto dall'esempio di Nausicaa e dall'onda
emotiva che ella produce in chi le sta intorno, Krotowa si ritrova
a compiere gesti indiscutibilmente eroici. Al termine dei quali,
tornando in sé, imbarazzato, stenta a riconoscersi, e balbetta
un irresistibile "Ma... che sto facendo?".
Abbiamo accennato all'onda emotiva. Non c'è altro
modo per definire l'effetto che Nausicaa provoca sulle persone,
sugli animali, sulle fiere della giungla tossica, persino sul
vento. Nausicaa ammalia tutti e tutto grazie alla sua immediata
comprensione, al suo sentirsi partecipe e vicina ad ogni essere
che soffre. Il suo dono è ben più profondo della
semplice telepatia: è qualcosa di immenso, di magico, e
nel contempo espressione di una semplicità di carattere
assoluta. Nausicaa è adorata dal suo popolo, amata dai
mostri-tarlo, apprezzata e invidiata da Kushana, rispettata dai
nemici... Eppure non è altro che una ragazzina che vuole
la pace per sé e per ogni essere vivente, non è
che una giovane donna che agisce per istinto, non seguendo altro
che i valori più profondamente femminili. Come l'istinto
materno, ad esempio, che le consente di tenere sotto controllo
finanche il terribile Gigantesco Soldato Invincibile, un titano
radioattivo alto trenta metri in grado di volare e di distruggere
nazioni, che pure la segue scodinzolando chiamandola "mamma".
Non resta che chiedersi, di fronte alle donne-Rambo, alle Demi
Moore culturiste e in carriera, alle virago che ostinatamente
vogliono i pantaloni, se la femminilità tradizionale, nel
fumetto come nella vita, in fondo non paghi.
Alla prossima.
 
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