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a cura della redazione


Recensioni librarie




VITTORIO CURTONI, UOMINI E VIZI
recensione di Silvio Sosio

Uomini e vizi. Racconti dalla rete a cura di Vittorio Curtoni - 1998 - pagg. 120 - Lune Nuove, Besa Editrice - L. 19.000

Il filo conduttore di questo libro, curato da Vittorio Curtoni per la casa editrice Besa di Bari, è la narrativa in internet. Qualunque recensione partirebbe quindi parlando di come sulla rete trovino sbocco autori ai quali le rigide leggi del mercato dell'editoria non hanno dato uno sbocco, raccontando di come, sulle pagine delle numerose riviste online, possano essere apprezzati scritti di autori nuovi, inadatti, a volte anche perché troppo originali, a pubblicazioni più tradizionali.
Noi non possiamo farlo, perché siamo una rivista elettronica e i nostri lettori tutto ciò lo sanno già bene.
Vittorio Curtoni, che non ha bisogno di presentazioni, negli anni scorsi ha curato la sezione narrativa di una rivista elettronica, e proprio in questo periodo è venuto in contatto con un gran numero di interessanti autori, molti dei quali inediti anche nel loro paese. La gran parte di questi autori sono americani (chi l'ha detto che basta essere americani per pubblicare facilmente ciò che si scrive?), giovani, e appartengono al genere chiamato pulp, o trash. Da queste esperienza è nata una selezione di diciasette racconti, per un totale di undici autori, legati dal fil rouge (in aggiunta all'origine internettiana) del vizio.
Ah, chiariamo: non si tratta di racconti di fantascienza. Pulp, dicevamo, come fosse un Bukowski con un po' di sangue e violenza. Quasi tutti i racconti sono brevissimi, cinque, sei pagine, piccoli flash scioccanti su situazioni ai limiti del paradossale. E anche se i racconti sono brevi e veloci, alla fine la scena illuminata da questi piccoli flash è destinata a restarvi destro, come un vago senso di colpa.
Completa il volume una spigliata introduzione di Vittorio Curtoni.


FABIO GADDUCCI E MIRKO TAVOSANIS, FUTURI DI GUERRA


recensione di Silvio Sosio

Futuri di guerra a cura di Fabio Gadducci e Mirko Tavosanis - pagg. 127 - Le Scintille, Avvenimenti, Lire 3.900

Questa collana Le scintille, piccoli librettini da 3900 lire pubblicati in edicola da Avvenimenti, ha già pubblicato quattro volumi, tre dei quali di fantascienza: un'antologia curata da Franco Forte, una da Valerio Evangelisti e questa, Futuri di guerra, a cura di Fabio Gadducci e Mirko Tavosanis. Il sottotitolo recita Cinque racconti di fantascienza politica, ma non aspettatevi noiosi trattatelli filosofici. Si tratta anzi di storie con dal piglio avvincente, ambientati in oscuri futuri la cui "guerra" preannunciata dal titolo altro non è se non una diretta conseguenza dei mali che, a opinione degli autori, corrodono come un cancro già il mondo del presente. Del resto, come ricordano i curatori nell'introduzione, la politica ha sempre rivestito un ruolo importante nella fantascienza italiana, spezzandone la comunità in due parti, una dicotomia che curiosamente ha finito per identificare la destra col fantasy e la sinistra con la fantascienza.
Gli autori sono tutti piuttosto noti nel mondo della sf italiana, a partire da Valerio Evangelisti (senza dubbio il più noto autore italiano di fantascienza), e poi Franco Ricciardiello, Domenico Gallo, Fabio Nardini, Giampaolo Simi.
Alcuni di questi cinque lunghi racconti sono stati pubblicati in precedenza da altre riviste (il racconto di Evangelisti, O Gorica tu sei maledetta, è uscito anche su Delos n. 20).


DIANE CAREY, SHIP OF THE LINE


recensione di Marco Spagnoli

Diane Carey: Ship of the line - pagg. 321 - Pocket Books - 22 dollari

Ve la ricordate la USS Bozeman? La nave che nell'episodio di Star Trek: The Next Generation intitolato Tempo al quadrato faceva esplodere l'Enterprise di Picard un numero impreciso di volte fino a quando Data non decifrava il messaggio contenuto nell'idea ossessiva di un ripetuto numero tre come il seguire l'ipotesi di Riker di decomprimere i ponti per evitare l'impatto? Ebbene Ship of the line racconta di come novanta prima l'essere stata liberata dall'anomalia spazio temporale, la Bozeman fosse una nave di punta nella difesa del quadrante, comandata dal capitano Morgan "Bulldog" Bateson, un vero eroe della Federazione che aveva salvato un'intera base stellare nel momento in cui era rimasto intrappolato nel "tempo quadrato". Il suo acerrimo nemico, il generale Kozara per inseguire Bateson aveva ignorato una sonda che era riuscita ad avvertire l'Enterprise di Kirk e Spock che - arrivata a salvare la base stellare 12 - era riuscita a sventare l'attacco dei Klingon. Così novanta anni dopo, mentre Picard è stato mandato su Cardassia Prime per salvare dei prigionieri da quello stesso Madred che lo aveva torturato nell'episodio chiamato "La catena del comando"; è proprio Bateson il nuovo comandante dell'Enterprise E con tanto di Scotty come capo ingegnere. E Kozara è ancora là fuori per attaccare Cardassia...
Un libro emozionante che trae spunto da una delle più belle avventure di Star Trek per raccontare una storia avvincente e divertente che vedrà il lieto fine con Picard che torna a comandare l'Enterprise giusto in tempo per l'attacco dei Borg della Regina.
Certo, qualche caduta di tono c'è. La presenza continua tra flashback e non di Kirk, Spock & Co. sembra veramente eccessiva, come uno spauracchio da cui non ci sa liberare. Anche perché la storia di Bateson è così affascinante e divertente che non servirebbe aggiungere altri personaggi noti. Quelli nuovi sono, infatti, talmente ben descritti...
Un buon libro scritto da una delle migliori autrici dei romanzi trekkiani che ha la sensibilità giusta per toccare i migliori tasti della saga trekkiana.