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a cura della redazione


Recensioni librarie




PAOLO ARESI, IL GIORNO DELLA SFIDA
recensione di Silvio Sosio

Il giorno della sfida- 246 pagg. - Editrice Nord, Cosmo Argento - L. 20000

Davvero un grande libro, questo Giorno della sfida di Paolo Aresi. Un autore che abbiamo imparato ad apprezzare sia per il suo precedente romanzo uscito sempre nella Cosmo Argento, sia per i racconti che lo hanno portato anche a vincere un'edizione del Premio Courmayeur. Il libro ricorda molto, soprattutto nello spirito, uno dei migliori libri di Robert Heinlein, L'uomo che vendette la luna. L'ambientazione è in un futuro prossimo, fra una decina d'anni. Inquinamento, crisi economica, disoccupazione rendono il mondo invivibile, ma c'è di peggio: sembra essere del tutto morta la speranza, la voglia di cambiare. Un uomo, a capo di un grande impero economico, decide di giocarsi tutto rispolverando un vecchio sogno dimenticato da decenni: la conquista dello spazio. E lancia un progetto per inviare una spedizione su Marte. Aresi comincia affascinando il lettore con una piccola storia dell'astronautica, raccontata attraverso i protagonisti. Poche pagine, che già sanno trasmettere al lettore quell'entusiasmo che tutto il libro riesce a profondere a piene mani, contrastandolo con la disperazione di un mondo esterno che purtroppo appare una evoluzione molto probabile dell'attuale. La storia viene poi seguita attraverso alcuni personaggi situati a vari livelli, dal capo del progetto O'Neill all'ultimo operaio ex barbone. E non manca un mistero finale che lascia il lettore non semplicemente con la voglia di un seguito, quanto piuttosto con la voglia che i fatti narrati si realizzassero davvero, e la speranza di vedere, entro la propria vita, un'astronave con uomini a bordo scendere sul pianeta rosso.


ALESSANDRO VIETTI, CYBERWORLD


recensione di Silvio Sosio

Cyberworld ( 1995) - 215 pagg. - Editrice Nord, Tascabili Fantascienza - L. 12000

Torna in libreria, questa volta nella collana a basso costo dei Tascabili, il romanzo di Alessandro Vietti uscito nel 1996 nella Cosmo Argento e vincitore del Premio Cosmo. A dispetto del titolo, il romanzo non può essere classificato nel genere cyberpunk. L'ipotesi di partenza è quella di una vera e propria dimensione virtuale, una evoluzione futura di quella che oggi è internet con la possibilità di vivere all'interno della rete grazie a interfacce da realtà virtuale, che danno completamente l'impressione di trovarsi nel mondo costruito dal computer e facendo perdere ogni cognizione della realtà esterna. In questo contesto si scontrano due fazioni: i Virtualisti, che vorrebbero il completo dominio di Cyberworld e l'annullamento di ogni legge limitativa della libertà nel cyberspazio (un'estremizzazione, insomma, della filosofia cyberpunk attuale), e dall'altra i realisti, peraltro nel romanzo abbastanza poco presenti, che rifiutano la vita virtuale. In mezzo la "governatrice" legale di Cyberworld, Katherine Gibson: sì, la nipote di William, l'inventore del termine cyberspazio. La storia è lo svilupparsi di un giallo a sfondo politico, che riesce a tenere il lettore saldamente ancorato alla pagina e a procedere senza che il lettore si perda nello strano mondo del virtuale, nel quale i personaggi si muovono agghindati di strani sembianti variopinti e originali e dove non si può mai dire veramente chi sia chi; anzi, da un certo punto in poi diventa davvero trascinante e appassionante fino alla fine. Senza alcun dubbio quando è uscito la prima volta questo libro ha avuto meno risalto di quello che meritava; ora la Nord lo ripropone ed è un'ottima occasione per procurarsi, spendendo anche meno, uno dei migliori libri italiani degli ultimi anni.


FABIO GIOVANNINI E MARCO MINICANGELI, STORIA DEL ROMANZO DI FANTASCIENZA


recensione di Luigi Pachì

Storia del romanzo di fantascienza ( 1998) - 251 pagg. - Castelvecchi - L. 20000

E' uscito recentemente per la Castelvecchi editore di Roma il libro Storia del romanzo di fantascienza di Fabio Giovannini e Marco Minicangeli. Si tratta di un saggio, sottotitolato Guida per conoscere (e amare) l'altra letteratura che si presenta come un facile strumento per avvicinare alla science fiction i neofiti di fine millennio. Il testo si caratterizza per la sua struttura a schede suddivise per tematiche fantascientifiche. Dopo una valida nota introduttiva e un minimo di storiografia, il saggio prende in visione il genere della science fiction attraverso 100 autori e 100 libri suddivisi per i seguenti temi: precursori della SF, space opera, utopia e distopia, catastrofi, universi paralleli, viaggi nel tempo, civiltà su altri pianeti, alieni e mutanti, robot-cyborg-androidi e, per finire, cyberpunk. Il lavoro risulta essere godibile e scorrevole, un vero bigino per i nuovi lettori di SF che si possono così acculturare e scegliere i migliori testi da leggere, secondo gli autori di questo saggio. Naturalmente per il fan esperto si tratta di informazioni note e, qualche volta, fin troppo conosciute, lette tra le pagine delle decine di saggi usciti anche in Italia a partire dagli anni Sessanta. Ma per coloro che non hanno avuto modo di leggere la storia della fantascienza attraverso i testi di Amis, Gunn, Panshin, Asimov, Montanari, Lippi, Curtoni, Sadoul (proprio di quest'ultimo autore la copertina scelta ci riporta a un forte senso di "deja vu"), e via dicendo, questo libro è proprio quello che ci voleva nel panorama nazionale, in questo ultimo scorcio degli Anni Novanta (nella bibliografia critica finale si cita anche i nostro sito www.fantascienza.com e la rivista Delos Science Fiction). Naturalmente anche qui, come avvenne per il libro del collettivo di Un'Ambigua Utopia edito da Feltrinelli (Nei Labirinti della fantascienza) può essere criticabile la scelta dei romanzi che appaiono nelle schede tematiche. Cosicché viene da chiedersi perché è stato scelto quel libro piuttosto che l'altro, perché tal autore anziché tal altro. Un esempio lampante può essere la mancanza nel capitolo dedicato ai crononauti di uno dei capostipiti del viaggio nel tempo come Poul Anderson e la sua memorabile Pattuglia del Tempo. Ma questo fa parte delle normali critiche di un'opera che deve necessariamente fare i conti con lo spazio a disposizione e non può presentare oltre 100 romanzi. Per il resto possiamo aggiungere che alcune schede ci sembrano meglio approfondite di altre e che in taluni casi gli autori ricorrono alle parole apparse nelle introduzioni dei libri scelti, quasi a evitare di prendere una loro precisa posizione, lasciando come sfondo il commento del curatore. Ma questo deve anche essere visto positivamente, in quanto il neofita può apprendere non soltanto dell'esistenza di un determinato libro, ma anche il pensiero di chi lo ha presentato. Quindi, in un certo senso, il lettore fa anche la "conoscenza" dei critici e dei curatori che ruotano attorno alla SF in Italia, come Nicolazzini, Brolli, Lippi, Curtoni ecc. E proprio su questi ultimi due, però, abbiamo preso in "castagna" gli autori che nell'introduzione sulla SF in Italia danno la paternità della rivista Robot a Giuseppe Lippi, mentre il direttore è stato Vittorio Curtoni, che lasciò solo nella fase finale dell'esistenza della testata di Armenia le redini a Lippi. Nulla di male, ovviamente, forse solo una piccola svista, un lapsus, da parte di chi - stando a tutto il resto del testo - la fantascienza la conosce davvero bene. Gli autori sono Fabio Giovannini, classe 1958, e Marco Minicangeli, classe 1963. Il primo è saggista e giornalista. Ha già al suo attivo i testi Il libro dei vampiri e Cyberpunk e Splatterpunk. Recentemente per lo stesso editore di questo saggio è uscito sempre di Giovannini anche Necrocultura. Il secondo, invece, si è laureato con una tesi su Isaac Asimov e, oltre a collaborazioni con fanzine, è apparso varie volte sul quotidiano Liberazione, occupandosi di letteratura di SF e noir. Nel 1997 ha anche tradotto il romanzo Spotkiller di Franz Krieg. Dunque, se volete avvicinarvi meglio alla fantascienza letteraria questo testo può rappresentare una guida importante. Magari consultatela parallelamente con qualche testo classico per mediare le scelte degli autori, ma in ogni caso il percorso presentato e la suddivisione tematica e per autore rappresenta un valido contributo saggistico che merita di essere letto.


IL VENTO DELLE STELLE, A CURA DISEBASTIANO FUSCO


recensione di Luigi Pachì

Il vento delle stelle- 340 pagg. - Agpha Press Roma, (per informazioni: misteri@uni.net) - L. 34000

La Agpha Press presenta una ghiotta iniziativa editoriale riccamente illustrata per tutti gli appassionati di Lovecraft. Anche per chi conosce bene il solitario di Providence non potrà fare a meno di questo testo che raccoglie un insieme di scritti inediti dell'inventore del Necronomicon. Per l'esattezza è possibile trovare tutti i testi poetici che l'autore ha scritto riferiti al fantastico, dove il suo immaginario orrorifico è sempre ben rappresentato. Ritorniamo alle oscure presenze di Innsmouth e di Arkham, ma anche oltre il tempo e lo spazio conosciuto. Nelle quasi 350 pagine gli orrori lovecraftiani è possibile incontrare, oltre le sue note creature immaginifiche, altri sinistri personaggi quali i gatti che gridano di terrore, la divina Nathicana, i lugubri Pescatori dell'Altrove e l'orribile messaggero. Il testo rappresenta il primo numero della collana Oltre l'orizzonte curata da Sebastiano Fusco, che assieme a Gianfranco De Turris si può ritenere uno dei principali esperti dell'opera lovecraftiana in Italia. Nell'introduzione al corposo volume Fusco fa notare una cosa molto interessante riferita agli appassionati di quest'autore. Proprio interrogando Internet sul solitario di Providence, la sua popolarità sembra essere molto superiore a moltissimi autori del fantastico. Al momento della ricerca effettuata dal curatore, Lovecraft ha sollecitato la bellezza di 32.471 documenti in linea rispetto a 29.000 di King, che, solo in teoria, dovrebbe essere più popolare. Ma il vero raffronto può essere fatto con un altro autore famoso del passato, il creatore di Tarzan, Edgard Rice Burrougs. Ebbene, in quest'ultimo caso i link non arrivavano al momento della ricerca a 500. L'influsso di Lovecraft, di fatto, ha raggiunto nel tempo qualsiasi campo, da quello letterario a quello fumettistico. Su HPL sono stati fatti film, sceneggiati televisivi, giochi di ruolo ed elettronici. Persino rock band musicali hanno preso spunto dalla sua produzione orrorifica. Subito dopo l'introduzione di Fusco fa seguito il testo di Gianfranco de Turris dal titolo Poeta del millennio, Lovecraft tra passato e futuro. Il libro, come dicevamo, presenta i testi ancora inediti o tradotti a suo tempo malamente dei "tales in rhyme", ma anche alcuni brani dell'enorme corrispondenza che servono a chiarire i suoi punti di vista sul mondo e sul fantastico in generale. Oltre all'utile glossario e ai riferimenti bibliografici, curiosa la cronologia presente nel testo dal titolo Da Providence alle stelle, che parte da due miliardi di anni fa fino al 1937. Bella anche la copertina di Alessandro Telve che ci riporta con i suoi tratti ai tempi di Weird Tales.


SANDRONE DAZIERI, ATTENTI AL GORILLA


recensione di Silvio Sosio

Attenti al gorilla - 218 pagg. - Il Giallo Mondadori - L. 5900

D'accordo, non si tratta di un romanzo di fantascienza. Questo romanzo intrigante oltre che avvincente è però opera di un autore e appassionato di fantascienza, Sandrone Dazieri, e se le tematiche trattate non sono tecnicamente fantastiche, l'idea di base avrebbe potuto benissimo essere alla base di un romanzo di buona sf. Il protagonista del romanzo, che guarda caso si chiama anche lui Sandrone Dazieri, ha una caratteristica peculiare: una doppia identità. No, niente Superman-Clark Kent o Uomo Ragno-Peter Parker, sto parlando di due identità distinte, due persone distinte, che convivono nello stesso corpo. Sandrone Dazieri non dorme mai: quando un'identità si addormenta l'altra, che lui chiama semplicemente "il Socio", prende possesso del corpo. Una squadra affiatata di due persone col piccolo problema di non poter mai comunicare fra loro, e di gestire i rapporti con il resto del mondo che, ovviamente, è all'oscuro di questo strano fenomeno.
Su questo presupposto, che è davvero ai confini della fantascienza, si dipana un giallo metropolitano che porta Dazieri, di professione "gorilla", a indagare nel mondo dei centri sociali e dell'underground milanese sull'omicidio di una ragazza. La storia è trascinante e tutti gli elementi sono messi in campo con grande maestria, fino ad arrivare all'imprevedibile soluzione finale.
Se appena appena non disdegnate il genere giallo, apprezzerete moltissimo questo romanzo.