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Episodio 1: l'introduzione Parole gialle che scorrono su uno schermo cosmico e si allontanano verso una galassia lontana, lontana... Vi ricorda niente?
Le introduzioni ai film di Guerre Stellari sono una precisa caratteristica che ha segnato la saga fin dall'inizio, e si può ben dire che siano famose quanto i film stessi, tanto che i fans le conosceranno ormai a memoria. Per cui siamo certi che nessuno è mai stato neanche sfiorato dall'idea che l'Episodio I non si aprisse allo stesso modo. E, infatti, non temete, così sarà. Ma c'è di più. Access Hollywood, una trasmissione televisiva americana che si occupa di cinema, qualche giorno fa ha rivelato quello che dovrebbe essere il vero e proprio testo che, in apertura del nuovo film, scivolerà in alto, allontanandosi familiarmente sul quell'infinito palcoscenico stellare... Tra l'altro, la bontà dello scoop è confermata dal fatto che il medesimo testo è rintracciabile da molte fonti diverse in rete. Il Corriere della Fantascienza lo presenta qui di seguito, sottolineando comunque la totale non ufficialità della fonte della notizia (il sito ufficiale di Star Wars non ne fa menzione alcuna) e l'assoluta interpretazione personale della traduzione, che dunque potrebbe non essere del tutto corrispondente a quella che vedremo.
Darth Vader brama la sua maschera... David Prowse, l'attore che impersonò il Signore del Lato Oscuro nei tre film della trilogia originale di Star Wars, ha fatto sapere attraverso un organo di stampa canadese, che desidera vestire di nuovo l'impenetrabile maschera nera. La voce girava già da un po' di tempo, ma adesso Prowse si è messo a fare sul serio, e ha stuzzicato la Lucasfilm, che evidentemente non sembra intenzionata a prendere in considerazione l'idea di richiamarlo negli ansimanti panni di Darth Vader. D'altro canto, nel suo caso la faccia non ha importanza... e difatti quella di Prowse non è mai apparsa, nemmeno nelle brevi sequenze finali de Il Ritorno dello Jedi, in cui il redento Darth Vader compare, prima senza maschera, e poi come spirito di Anakin Skywalker vicino a Obi-Wan e Yoda. Per quelle pur fugaci apparizioni, infatti, fu scelto un altro attore inglese, Sebastian Shaw, deceduto nel 1994 all'età di 89 anni. Ad ogni buon conto, Prowse oggi cinquantasettenne, inattivo cinematograficamente da ben quindici anni (il suo ultimo lavoro risale proprio a Il Ritorno dello Jedi), ha affermato di sentire che i fans vogliono vederlo riprendere il suo ruolo nell'Episodio 3, dopo che Anakin indosserà la maschera e inizierà a perseguitare i Cavalieri Jedi nel nome dell'Imperatore. "Penso che i fans protesteranno, se non mi sarà offerta la parte," ha concluso secco. E meno male che non aveva una spada laser tra le mani... (fonte: Cinescape - AV)
Bordate su un Maestro Jedi Tutti avevano avuto modo di vederlo. E tutti erano rimasti incollati, chi al video, chi alla televisione, chi allo schermo del computer. Ma, a prescindere dai pollici e dalla definizione di quei mirabili due minuti e venti secondi, uno cosa saltava agli occhi. Yoda. Insomma, da una moltitudine di animali fantastici dalla figura e le movenze perfettamente realistiche e personaggi totalmente virtuali senza alcun difetto, spuntava il faccione di Yoda (per la verità molto meno simpatico di come lo ricordavamo). E si vedeva lontano dodici parsec che era un pupazzo. E' stata a suo modo anche questa una sorpresa, e l'argomento ha intasato le discussioni dei fans su Internet a tutte le latitudini per settimane. Ma evidentemente questa sensazione non è stata avvertita solo dai fans. Rick Baker, infatti, ben cinque volte vincitore dell'Oscar per i trucchi, una specie di guru del settore degli effetti speciali, che a suo tempo aveva contribuito alla realizzazione degli alieni della famosa Cantina di Mos Eisley nel primo Star Wars, durante un'intervista televisiva ha usato parole non proprio gentili a proposito del piccolo Maestro Jedi che compare nel trailer. "Io avrei potuto fare Yoda molto meglio di come lo hanno fatto," ha dichiarato. "Probabilmente non dovrei dirlo, ma ho visto il trailer dell'Episodio I e sembrava veramente eccitante, eccetto per Yoda. Mi sono detto: 'Questo è quello che sono riusciti a fare vent'anni dopo?' A quel punto ho avuto la tentazione di fare uno Yoda e mandarlo a George e dirgli: 'Questo è quello che avresti dovuto avere per il tuo film'. Perché potrebbe essere molto, molto più realistico". Nel frattempo George Lucas ha recentemente dichiarato ufficialmente quanto si diceva da tempo, ovvero che i film di Star Wars non saranno nove come ambito dal cineasta americano all'inizio del progetto, ma soltanto sei e si concluderanno con questa nuova trilogia il cui ultimo film dovrebbe uscire intorno al 2004. Inoltre si è premurato di specificare che non verrà data la possibilità a nessun'altro di continuare il progetto. Sulle critiche a proposito di Yoda, invece, né Lucas, né nessun'altro della Lucasfilm hanno ribattuto alcunché. Che abbiano qualche asso nella manica? (fonte: Cinescape - AV)
Niente celluloide per Guerre Stellari II e III In una recente conferenza stampa in Australia George Lucas ha terrorizzato i suoi fan affermando che gli episodi II e III saranno girati in video anziché su pellicola. Ma chi ha pensato che questo significasse che i film fossero realizzati a qualità televisiva esclusivamente per il mercato delle videocassette, come accade ormai abbastanza spesso, è stato subito tranquillizzato: la tecnologia che verrà usata sarà lo stato dell'arte della più evoluta tecnologia video digitale ad alta definizione, di qualità molto superiore a quella che si può ottenere con le tradizionali riprese su celluloide. Quando un film contiene oltre 2000 scatti digitali, e la metà del cast è generata a computer, in effetti è assurdo usare la tecnica normale. Significa dover digitalizzare la pellicola per inserirla nel computer, aggiungere gli effetti per poi riportare su pellicola. Riprendendo direttamente in digitale si risparmia un passaggio, risparmiando denaro e guadagnando in qualità. In realtà, la tecnologia su cui conta Lucas non esiste ancora. Senza dubbio l'impulso che saprà dare il regista americano a questo nuovo settore aprirà nuove frontiere di cui beneficerà tutta l'industria cinematografica. Lucas ha anche parlato dei motivi che lo hanno spinto a spostare produzione e postproduzione da Gran Bretagna e California all'Australia, che toccano sia l'aspetto finanziario e fiscale, sia l'eccellente scenario naturale australiano, ottimo per i paesaggi alieni. Per gli episodi II e III sono stati stanziati 120 milioni di dollari ciascuno; l'episodio II inizierà le riprese nell'aprile del 2000, mentre il III inizierà i lavori solo nel 2003. (fonte: SFX - SS)
Anakin contro Obi-Wan Lo ammettiamo subito. E' solo una voce. Uno scoop. Qualcosa di assolutamente non ufficiale. Eppure è talmente affascinante che, sebbene la notizia non abbia riscontro alcuno, non possiamo lasciarla passare inosservata. E questo perché ci tocca particolarmente da vicino. L'orgoglio italiano è infatti già ben rappresentato in The Phantom Menace attraverso le riprese effettuate alla Reggia di Caserta, nella parte del Palazzo della Regina Amidala. Ma ci potrebbe essere molto, molto di più. Una fonte che ha lavorato nella produzione dell'Episodio I, ha recentemente rivelato che potrebbe essere la zona del Vesuvio a fare da cornice naturale al cruciale confronto tra Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi! Inoltre, poiché è nello stile di Lucas effettuare le riprese in ordine del tutto sparso, esiste la possibilità che il duello a colpi di spada laser tra i due Cavalieri, che dovrebbe apparire nell'Episodio III, potrebbe essere girato già durante la fase di produzione dell'Episodio II. Un sopralluogo delle zone del vulcano partenopeo sarebbe già stato effettuato da Lucas in occasione delle visite in Italia per le riprese alla Reggia di Caserta. (fonte: Cinescape - AV)
Star Wars è il numero uno! Non è stata certo una sorpresa, l'esito di un recente songaggio condotto da Sci-Fi Entertainment Magazine, la rivista officiale dello Sci-Fi Channel, per determinare la classifica dei migliori 100 film di fantascienza di sempre. Contando su ben ventimila voti, alle spalle di Star Wars, ai primi dieci posti si sono piazzati nell'ordine: Blade Runner, 2001: Odissea nello Spazio, L'Impero Colpisce Ancora, Ultimatum alla Terra, Star Trek II: L'ira di Khan, Aliens Scontro Finale, Il Ritorno dello Jedi, Alien e Il Pianeta Proibito. La lista completa dei 100 film è disponibile sul sito web dello Sci-Fi Channel, The Dominion, http://www.scifi.com/. (fonte: Sci-Fi Wire - AV)
Quando i soldati diventano orchetti World News Network ha recentemente riportato la notizia secondo cui Peter Jackson, il regista che porterà il capolavoro di Tolkien sul grande schermo, intenderebbe scritturare circa cinquemila soldati dell'esercito neozelandese per farli comparire nei panni di orchetti, nani e folletti, in una delle più grande sequenze di battaglia della trilogia. "Se ci viene data la possibilità di dare una mano," ha affermato un portavoce dell'esercito, intervistato in proposito, "ed è una buona cosa per l'industria cinematografica del nostro paese, allora prenderemo in considerazione la proposta molto seriamente". Noi del Corriere della Fantascienza ammettiamo di non essere bene informati sugli orchetti, ma stando a quanto si dice in giro dei nani e dei folletti, viene da pensare che i requisiti di altezza non siano molto vincolanti per entrare nell'esercito neozelandese!!! (fonte: Cinescape - AV)
Gandalf... il vampiro?! Comparando il suo recente ruolo dello stregone celtico Olwyn nella serie televisiva delle Nuove Avventure di Robin Hood, al celebre personaggio di Tolkien, il più famoso vampiro di tutti i tempi ha detto: "Io considero questo come una specie di allenamento per recitare Gandalf. E penso che nessun altro attore potrebbe veramente impersonare quel personaggio. Non voglio dire solo dal punto di vista della prestazione artistica o della capacità di pronunciare la battuta, io parlo di comprendere la storia e il personaggio di Gandalf. Ho letto praticamente tutto quello che Tolkien ha scritto... Egli non voleva creare solo un intero nuovo mondo, ma anche nuovi linguaggi. Penso che sia stata la più grande conquista letteraria dei miei tempi". Lee ha rivelato anche di leggere abitualmente la trilogia di Tolkien almeno due volte l'anno e ha aggiunto che quando legge Il Signore degli Anelli, si trova sempre completamente immerso nella Terra di Mezzo, in un rapporto di stretta confidenza. "Ma soprattutto," ha aggiunto Lee, "nella mia carriera ho impersonato molti personaggi seri, strani e saggi, incluso Olwyn, e comprendo l'alone di antica magia che li avvolge. I personaggi del Signore degli Anelli sono esseri viventi. Se conosci la loro storia, i linguaggi e le culture dei loro paesi, tutto ti appare chiaro. E proprio per questo penso veramente di essere il solo attore che potrebbe ricoprire quella parte. Sono dell'età giusta e con la giusta esperienza. Dovrei solo farmi crescere la barba, ma potrei dire le cose che Gandalf dice con un senso di consapevolezza". (fonte: Cinescape - AV)
Gli Uomini in Nero torneranno, ma... In un'intervista rilasciata durante una pausa della lavorazione del film Wild Wild West, alla domanda sul seguito di MiB, il regista Barry Sonnenfeld ha affermato che le voci che lo vogliono alla guida del secondo capitolo non sono assolutamente vere. "Ne abbiamo parlato (con la Sony)," ha affermato il regista, "ma penso che sia economicamente impossibile attuare il progetto con me, Will (Smith), Tommy (Lee Jones) e Steven (Spielberg)". Poi Sonnenfeld ha però aggiunto: "Tuttavia sono certo che il seguito di Men in Black si farà e sarà prodotto da Steven. Gli interpreti saranno Martin Sheen e Chris Rock e la pellicola sarà diretta da Brad Silberling". Stuzzicato a proposito della questione economica alla base della rivoluzione del cast, Sonnenfeld ha detto che Will Smith, Tommy Lee Jones, Steven Spielberg e lui stesso, rappresentano più del cento per cento dell'incasso al botteghino. "Così," ha concluso, "a meno che la Sony non sia disposta a incassare 100 milioni di dollari e a pagarne 105, sperando di coprire la differenza con i giocattoli e l'oggettistica legata al film, credo che avrebbe parecchi problemi". (fonte: Cinescape - AV)
E se fosse Excalibur? Sebbene la realizzazione del progetto sia ancora molto lontana nel tempo e ancora tutta da definire, le voci che circolano sono già abbondanti. Qualche tempo fa il Corriere della Fantascienza aveva riportato la notizia che l'alter-ego di Harrison Ford sarebbe andato (forse) alla ricerca del continente perduto. Adesso sale alla ribalta la mitica spada di Re Artù. Pare infatti che una fonte molto attendibile, che ha poi girato la notizia a Cinescape Insider, abbia avuto la possibilità di dare un'occhiata a una sceneggiatura intitolata Indiana Jones and The Sword of Arthur, scritta da Jeffrey Boam, già autore di Indiana Jones e l'Ultima Crociata. Tra l'altro, si dice che le pagine fossero marcate con le diciture: "Property of Lucasfilm Ltd" e "Final Draft" (bozza finale). (fonte: Cinescape - AV)
I magnifici quattro nello spazio Ne avevamo parlato qualche mese fa, di questo Space Cowboy, prodotto e diretto da Clint Eastwood per la Warner Bros, e adesso confermiamo la notizia che il film certamente si farà e che la composizione dell'equipaggio della navetta di "vecchietti" si avvia pian piano alla definizione. Tommy Lee Jones ha infatti appena firmato il contratto, per cui sarà certamente della partita a fianco dell'ex-Ispettore Callaghan. A proposito invece degli altri due membri, Jack Nicholson e Sean Connery di cui si era già accennato e che Eastwood sembrava irremovibile a volere con sé nel progetto, non c'è ancora niente di definito. Ma poiché Eastwood inizierà le riprese il prossimo giugno, è ragionevole supporre che i ruoli verranno definiti al più presto. Lo spunto della storia è semplice e neanche tanto originale. Sebbene i quattro astronauti siano ben oltre le soglie della pensione, la NASA ha assolutamente bisogno di uno di loro per riparare un satellite in avaria, lanciato più di trent'anni prima. Ma costui, per partecipare alla missione, pone una condizione irremovibile, ovvero portarsi dietro i suoi compagni di un tempo... L'uscita del film è prevista per l'estate del 2000. (fonte: Sci-Fi Wire - AV)
L'uomo ragno sul Titanic
Non c'è pace per James Cameron. Dopo il suo abbandono del Pianeta delle Scimmie, infatti, le voci sui suoi nuovi progetti si susseguono in maniera frenetica ed estenuante. Oltre a quanto abbiamo riportato su Terminator negli scorsi numeri del CdF, Variety dice anche che Cameron avrebbe un soggetto dettagliato di 70 pagine per un film sull'Uomo Ragno. E addirittura potrebbero essere Jim Carrey e Leonardo DiCaprio a calarsi rispettivamente nei panni dell'Uomo Ragno e del suo alter-ego Peter Parker. Secondo invece quanto affermato quest'estate da Stan Lee, il creatore del supereroe, durante il San Diego Comic Con, la parte dovrebbe essere ricoperta da un attore relativamente sconosciuto. A suo tempo, natuarlmente Lee aveva aggiunto: "La decisione verrà comunque presa da Jim Cameron quando farà il film". (AV - fonte: Cinescape) (fonte: Cinescape - AV)
Ritornano i nuovi eroi Come? Non avete mai sentito parlare di questo film? In realtà probabilmente lo avete visto, essendo stato trasmesso diverse volte in TV, ma ne avete subito rimosso il ricordo. I nuovi eroi (Universal soldier) è stato uno dei primi film di Roland Emmerich (ID4, Godzilla), e raccontava della lotta fra due supersoldati-zombie fatti rivivere in un esperimento segreto del governo. Gli attori protagonisti erano Jean-Claude Van Damme e Dolph Lundgren, il che dà già un'idea del livello del film. Memorabile la scena in cui Van Damme si accorge di essere ferito e cauterizza la ferita sul petto con l'accendino dell'auto, continuando a guidare come se niente fosse. In questo nuovo film, diretto da Mic Rogers, Van Damme avrà a che fare con un supercomputer che vuole dominare il mondo. E siamo certi che per sgominarlo non dovrà sedersi di fronte alla tastiera, ma dovrà mettere all'opera i suoi muscoli. (fonte: SFX - SS)
Lost in space, una pellicola piena di effetti speciali Il compositing di oltre 150 effetti speciali è stato realizzato con il sistema Avid Media Illusion, nel film Lost in Space della New Line Cinema. Lost In Space, basato sulla famosa serie televisiva degli anni '60, ha preso il posto di Titanic nelle prime posizioni del box-office già nel suo primo week-end di programmazione negli Stati Uniti. Questo film contiene una notevole quantità di effetti speciali realizzati dalla londinese Magic Camera: 70 di questi effetti sono stati realizzati con Media Illusion. Magic Camera ha prodotto in 6 settimane complessivamente 135 sequenze di effetti digitali e matte painting digitale, fra cui la sequenza iniziale della battaglia nello spazio della durata di oltre 3 minuti e mezzo, che grazie al compositing di Media Illusion ha permesso una combinazione di elementi in 3D, immagini girate su green screen, esplosioni e altri effetti. Media Illusion è un ssoftware sofisticato, ma allo stesso tempo un sistema versatile per il compositing ed gli effetti speciali nell'ambito cinematografico e di post produzione. "La struttura di elaborazione ad albero di Media Illusion ha rappresentato un fattore importante nel completare il carico di lavoro in un tempo così breve" ha commentato Angus Cameron, il supervisore di 2D di Magic Camera. "Grazie a questa struttura di lavorazione abbiamo apportato le correzioni in modo semplice e veloce. Potevamo anche incorporare segmenti di un albero con quelli di altre riprese, per assicurare una continuità fra le sequenze degli effetti". Rushes Films ha utilizzato Media Illusion per 80 effetti fra cui le sequenze che coinvolgono il protagonista Blawp, per alcune riprese complesse e in una sequenza con il famoso robot di Lost In Space. "Media Illusion ha funzionato molto bene per noi per quanto riguarda l'affidabilità e il flusso di lavoro" dice Paul Grace, direttore di Rushes Films. "Ci ha offerto una grande libertà di lavoro su immagini complesse con una risoluzione di 16 bit, senza sacrificare la velocità. Portare gli elementi dentro e fuori da Media Illusion non è mai stato un problema. Abbiamo messo Media Illusion in rete con la tecnologia di Fibre Channel in modo da inserire facilmente una elevata quantità di elementi. Siamo rimasti molto soddisfatti delle prestazioni di Media Illusion, e anche dei risultati". (fonte: Diesis - LP)
Un anno di fantascienza in TV Il 1998 è finito e si possono trarre i primi bilanci. Dal punto di vista televisivo, è stata un'annata eccezionale. Rai Tre e Italia 1 le reti più fantascientifiche
Come i nostri lettori ben sanno, il Corriere della Fantascienza ha una pagina dedicata ai palinsesti televisivi di genere fantascientifico e fantastico. Su questa enorme base di dati abbiamo potuto fare delle statistiche per tracciare una valutazione dell'annata, e dobbiamo dire che, se l'appassionato di fantascienza è solito lamentarsi di come viene trattato dalle reti nazionali, nel 1998 certamente ne ha avuto meno motivi che in passato. Sebbene spesso relegata a orari notturni, la fantascienza non è certo mancata in TV, sia in forma di telefilm sia in forma di film.
Ed eccoli segmentati per rete:
Veniamo ai telefilm. Ben 14 le serie di fantascienza trasmesse, alle quali si aggiungono 15 serie fantastiche, horror e dedicate a supereroi. Gli episodi in totale sono 434 per la fantascienza e 522 per gli altri generi, per un totale (a 45 minuti per episodio) di 717 ore di trasmissione, quasi un mese pieno. Ecco l'elenco delle serie trasmesse: Fantascienza:
Altri generi:
Ed ecco come si sono comportate le varie reti nella programmazione dei telefilm:
Se ultimamente Italia 1 ha un po' mollato il colpo, Rai Tre sembra la rete più promettente per gli appassionati di fantascienza anche per il 1999. Dovremmo vedere quasi certamente qualche nuova stagione di Deep Space Nine e Voyager, e chissà che la Rai non decida di tradurre finalmente anche Babylon 5, di cui detiene l'opzione. Noi auguriamo a tutti gli spettatori fantascientifici un'annata ricca almeno come quella passata. (SS)
Aria di chiusura per X-File Può anche darsi che Chris Carter stia giocando a fare il timido, il fatto è che ha dichiarato ancora una volta che The X-Files avrà termine con la settima stagione. "Stiamo guardando alla fine della settima stagione, come se fosse l'ultima," sono state le sue parole. "E la mia speranza è che la serie TV si tramuti in una serie per il grande schermo". In effetti, però, qualche possibilità a proposito di una continuazione oltre la settima annata, sebbene molto esigua, ci sarebbe. Carter ha infatti aggiunto: "Noi stiamo lavorando tenendo in considerazione che questa settima stagione sarà l'ultima, ma le cose potrebbero anche cambiare in base a eventuali nuove idee e ai contratti". Carter ha voluto riferirsi specialmente al contratto di David Duchovny che sembra soffrire di "esaurimento da X-Files" e nella sesta stagione ha già saltato parecchi episodi. "Un ottava stagione potrebbe anche esserci. Non si deve mai dire mai. Molto dipenderà dall'entusiasmo di David e Gillian". (fonte: Cinescape - AV)
La corsa al pianeta rosso La storia sarà incentrata sulla corsa al lancio della prima missione umana su Marte finanziata da un privato. Benford, scienziato e uno dei più stimati autori di fantascienza hard (Il Manufatto, Timescape, Nell'oceano della notte, tanto per citare solo alcuni dei suoi romanzi editi in Italia), sarà affiancato da Michael Cassutt e garantirà alla produzione una rigorosa accuratezza scientifica, confortata dal fatto che gli autori potranno beneficiare della consulenza NASA e delle informazioni dei suoi archivi sull'esplorazione di Marte fino alle scoperte più recenti. Nel frattempo, Benford è protagonista anche al cinema. Infatti, il suo ultimo romanzo, Cosm, che parla di un universo in miniatura creato accidentalmente in laboratorio, sta per essere trasposto sul grande schermo dalla 20th Century Fox. (fonte: Sci-Fi Wire - AV)
Ritrovato Dr. Who L'episodio in questione, dal titolo The Lion, è del 1965 e costituisce la prima parte di un'avventura in quattro episodi, intitolata "The Crusade", in cui il Dottor Who è impersonato da William Hartnell e Julian Glover veste i panni di Re Riccardo Cuor di Leone. La BBC, il cui sito Internet ha riportato la notizia del ritrovamento, ha anche una copia della terza parte di The Crusade, intitolata "The Wheel of Fortune", mentre la seconda e la quarta restano tuttora mancanti, e sono gli unici episodi di tutta la seconda stagione che non sono presenti negli archivi della BBC. Ma la terza e la quarta stagione sono messe molto peggio. Trenta dei quarantacinque episodi della terza serie e trentaquattro dei quarantatré della quarta si pensa siano stati distrutti o comunque andati perduti per sempre. La scoperta di "The Lion" è il più importante ritrovamento di Dottor Who da quando, nel 1991 a Hong Kong, furono rinvenuti tutti e quattro gli episodi della storia intitolata The Tomb of the Cybermen. Da parte nostra, considerata la diffusione (praticamente nulla) che ha avuto questo personaggio in Italia, siamo sicuri che nessuno di noi corre il rischio di ritrovarne qualcuno! Ricordiamo che Dr. Who ha oltre trent'anni d'esistenza e in Inghilterra sono stati prodotti oltre seicento episodi. (fonte: Sci-Fi Wire - AV-LP)
Quindici mega di trailer Sul sito di Guerre Stellari in America è disponibile un trailer del prossimo e atteso film della saga qualitativamente più valido del precedente Segnaliamo che il sito ufficiale di Star Wars ha reso disponibile una versione migliorativa del trailer dell'Episodio I in formato Quicktime 3 (480 x 210, 15 MB). Grazie alle proporzioni 'cinematografiche' dell'immagine, è riscontrabile un maggior numero di particolari e l'intera sequenza viene scandita con un'ottima definizione, anche selezionando una dimensione doppia dell'immagine. La qualità dell'audio, infine, è molto superiore per volume, nitidezza e stereofonia. Pur avendo già visto la precedente, vale davvero la pena dare un'occhiata anche a questa versione. http://www.starwars.com/episode-i/news/trailer/ (AV)
Apre il museo del fandom Su Fantascienza.com (www.fantascienza.com) è in linea da qualche giorno Il Museo Fotografico del Fandom. Siamo aperti 24 ore su 24, tutto l'anno! (LP)
Evangelisti e Argento su IT
Andrea G. Colombo ci segnala l'uscita del numero 5 di IT Horror magazine, ricco e molto interessante che parla di un tema sempre affascinante: i fantasmi. In sommario alcune interviste molto interessanti: con Valerio Evangelisti, il più famoso scrittore italiano di fantascienza; con Dario Argento, maestro nostrano del cinema d'orrore; con Gianfranco Mandfredi, sceneggiatore di Dylan Dog; e con Tullio Dobner, traduttore del nuovo romanzo di Stephen King Mucchio d'ossa. Per la sezione libri si parla di Ghost story, La casa degli invasati, La casa d'inferno, Racconti
Progetto Sinkha
Maurizio Manzieri ci informa che "l'anno parte in quarta con incredibili progetti, aspettative e promesse che dovrebbero proiettarci alla grande verso il Terzo Millennio."
Celebrazione di Robot
Andrea Pelliccia è l'artefice di un sito tutto dedicato a Robot, per molti la migliore rivista di fantascienza pubblicata in Italia, curata negli Anni Settanta da Vittorio Curtoni. Il sito vanta, fra i suoi preziosi collaboratori, lo stesso ex direttore, Vittorio Curtoni, e Vittorio Catani, e contiene i sommari, le copertine e molte informazioni interessanti. Lo scopo è di far conoscere questa bella rivista alle nuove generazioni appassionate di fantascienza, ma anche dare un piccolo contributo alla catalogazione della narrativa di fantascienza pubblicata in Italia. L'URL è:
Veri sponsor per un vero business Altro che virtuale, qui si tratta di vero business... Almeno in America! Chissà se un giorno anche in Italia le nostre iniziative troveranno degli sponsor come accade con la massima semplicità negli States? L'ultimo esempio ci arriva dalla Nintendo che ha scelto i banner della testata di news di SF americana, Sci-Fi Wire, per pubbliczzare l'ultimo arrivato in fatto di videogiochi. Si tratta di un banner che presenta Star Wars - Rogue Squadron, il gioco più recente della LucasArts. Insomma, al motto di "Only you can save the Galaxy... with Nintendo" (Solo tu puoi salvare la galassia... con Nintendo), abbiamo davanti agli occhi un altro clamoroso esempio di come il mercato della fantascienza americana sia molto interessato e ricettivo alle iniziative on-line che si occupano al 100% di fantascienza. Noi, intanto, ci limitiamo ad osservare questi colossi dell'industria, sperando che un giorno o l'altro si accorgano che anche in Italia esiste un potenziale mercato nazionale dove poter utilizzare lo stesso veicolo pubblicitario senza ostacoli di lingua... (LP)
Xena, il fan club su internet Segnaliamo l'apertura del sito del fan club italiano del telefilm Xena Principessa Guerriera, all'indirizzo www.geocities.com/Area51/Dungeon/3663/.
Il cyberpunk femminista
Danilo Santoni di Intercom ci segnala l'immissione di un nuovo articolo online intitolato Da Cyberpunk a Sintetizzatori umani Verso un post-umanismo femminista? L'autore è Shawn P. Wilbur e lo trovate all'indirizzo: http://www.intercom.publinet.it/wilburn.htm.
Intercom presenta Sheffield La parola a Danilo Santoni per la sua Intercom Online: "Dopo la pubblicazione di un racconto di Charle Sheffield, Trapalanda, iniziamo la pubblicazione dell'autobiografia dell'autore. Si tratta di una serie di articoli a carattere autobiografico che Sheffield sta scrivendo per la sua Home Page e che pubblica periodicamente (all'incirca uno al mese). Attualmente è arrivato al N°12. Abbiamo iniziato con la pubblicazione dei primi tre e contiamo al più presto di pareggiare il conto con l'edizione inglese. Leggendo i primi dodici capitoli, siamo convinti che sia un buon mezzo per penetrare il mondo della fantascienza americano". Per chi vuole leggere questo valido lavoro l'indirizzo è il seguente: http://www.intercom.publinet.it/BIOSHEFF.htm (LP)
Cinema di fantascienza anni '50. Il curatore Daniele Demma ci segnala l'apertura di un sito tutto dedicato al cinema di fantascienza anni '50. Fateci un giro! L'indirizzo è http://utenti.tripod.it/sci_fi
Il canto della Syrena Mariano Equzzi ci informa che sul numero di gennaio di Duel e su MC Microcomputer, sempre di gennaio, escono degli articoli sul video di fantascienza realizzato da Equizzi stesso, su sceneggiatura di Valerio Evangelisti e Gianni Canova. Il titolo del video è Syrena e chi vuole saperne di più può trovare informazioni all'indirizzo www.matson.it/minus-habens/syrena/syrenacover.html. (SS)
Una luce eterna in musica Si tratta di un lavoro ben fatto dalle sonorità sicuramente schultziane, forse anche perché i suoni generati sono di tipo analogico con qualche aggiunta di sintetizzatori digitali, come ai vecchi tempi in cui i Corrieri Cosmici tedeschi iniziavano la loro lunga carriera. L'autore spiega che per questo progetto musicale è tornato indietro alle sue radici e non ha fatto uso di MIDI o computer, sebbene già utilizzati in passato. Gli strumenti usati sono i seguenti: ARP 2600, ARP Odyssey, ARP Sequencers, Kawai K1 e K4, Yamaha CS 40M, circuiti sequenziali Six-Trak ed Emax II. Tra le tracce più incisive segnalo Tzolkin, Por Argento, Le Charme e The Samovar Song. Anche il brano che dà il titolo al CD, Lux Aeternae, è di ottima fattura. Per maggiori informazioni e richieste potete contattare direttamente Steven D. Stokes all'indirizzo revfever@olywa.net. (LP)
Musica meccanica: Remm the Robot
L'idea di creare un robot non è nuova. Letteratura prima e cinema di fantascienza poi sono stati molto generosi, popolando i nostri sogni di esseri metallici più o meno benevoli. Ma possiamo senz'altro affermare che è la prima volta che un robot gigante tutto di metallo, del peso di circa 190 Kg. alto m. 2.50 e di aspetto vagamente umanoide è l'interprete, l'attore principale di una performance teatrale. "Con REMM, Robot Elettro Meccano Musicale, che prende per così dire vita nel Luglio del 1998," ci dice Massimo J. Monaco, "abbiamo debuttato in Francia, al Festival Internazionale di Les Gets, dedicato alla Musica Meccanica e gli Automi dove lo spettacolo è stato premiato per la migliore creazione robotica. Un ottimo inizio che poi si è confermato anche in altre manifestazioni."
Voyager: addio, mio Capitano! Kate Mulgrew lascia: quando il suo contratto terminerà, alla fine della sesta stagione di Star Trek Voyager, l'attrice è decisa a non rinnovare Dopo Terry Farrell (la Dax di Deep Space Nine) un'altra protagonista di Star Trek abbandona clamorosamente la scena. Kate Mulgrew, l'attrice che interpreta il capitano Janeway a bordo dell'astronave Voyager, ha dichiarato che rimarrà nel suo ruolo solo fino all'anno prossimo, quando con la fine della sesta stagione della serie terminerà anche il suo contratto. "Mi rattrista molto l'idea di un addio" ha detto la Mulgrew, "lavorando insieme in una serie televisiva per anni si crea una certa intimità con i colleghi e una vera amicizia. Ma invecchiando si capisce di dover stare nel posto che può darti di più, e per me quel posto è New York". Addio California, dunque, e addio Star Trek. E mentre la Mulgrew tornerà al suo vero amore, il teatro, la Voyager dovrà trovare un nuovo comandante. Anche se, a dire il vero, gli ascolti mediocri della serie non garantiscono affatto la sua prosecuzione oltre la sesta stagione. La Paramount spera che l'introduzione di Alice Krige, la "regina Borg" di Primo Contatto che verrà ripresa in un doppio episodio che andrà in onda a febbraio possa rialzare l'audience. (fonte: SFX - SS)
A proposito di giochi
La Simon & Schuster ha annunciato di avere in programma il lancio di un nuovo gioco intitilato Deep Space Nine: Millennium che dovra' essere sviluppato dai Collective Studios. Il gioco utilizzerà Unreal engine, non sono stati resi noti altri particolari, ma ce ne saranno prossimamente su http://www.collectivestudios.com.
Star Trek in Italy a Roma
Come già apparso sul CdF si ricorda che la mostra Star Trek in Italy sarà a Roma, presso la Galleria Colonna, dal 27 gennaio al 5 aprile. E' prevista, nel primo week-end di presenza, una proiezione in anteprima di Star Trek Insurrection (in inglese). Dal 10 aprile al 15 settembre, invece, la mostra sarà ospite all'interno del parco giochi Fiabilandia (Rimini).(LP)
Webtrek Italia rilancia
Con il 1999, Webtrek Italia, la prima rivista italiana su Internet interamente dedicata a Star Trek, ha deciso di rilanciarsi. Ampliata la redazione - che conta ormai una decina di persone - e la periodicità passata da bimestrale a mensile: ma non sono queste le uniche novità.
Nasce Star Trek Italian Magazine Gli appassionati di Star Trek sono serviti: il materiale da leggere online ora certamente non manca. A fianco ai tanti siti italiani e stranieri aggiornati con buona frequenza, fra cui ricordiamo il sito ufficiale dello Stic (www.stic.it), sono ben due i mensili italiani tutti da leggere. Oltre a Webtrek di cui abbiamo parlato sopra ora c'è anche Star Trek Italian Magazine (http://come.to/stim), una nuova rivista che proprio in gennaio è partita con il numero zero, e di cui è già uscito anche il numero di febbraio. Articoli su tutte le serie, sulla tecnologia, le razze, la musica. Si affronta il tema della sessualità in un'analisi dell'episodio di TNG Il diritto di essere; poi si parla di Spock, dei vulcaniani, del film di X-Files, e ci sono anche un paio di interventi interessanti sul perché Star Trek non ha sfondato in Italia e sul futuro del denaro, dall'Euro in poi. Rubriche, news, illustrazioni originali, una skin per winamp dell'Enterprise-E e molto altro arricchiscono il secondo numero della più giovane rivista trek italiana. Il curatore è Sandro Kvar, già gestore della Star Trek Home Page (http://listen.to/startrek), un sito ricco di materiale da scaricare (MP3, animazioni, trailers, MIDI ecc.). Anche a lui e alla sua redazione il nostro "in bocca al lupo". (SS)
Deep Space One, un club in rete Spesso le iniziative amatoriali dedicate a Star Trek si occupano solo di questo serial, ma Deep Space One è una gradita eccezione, ammettendo nel suo oggetto sociale la fantascienza in tutte le sue incarnazioni, compresi TV, cinema, libri e fumetto. Il club, dislocato a Roma, ha un vasto e ben organizzato sito internet, visitabile all'indirizzo www.deepspaceone.com. Fra le iniziative offerte dal sito segnaliamo il progetto di Enciclopedia Galattica, un vero e proprio "dizionario della fantascienza". Ma le iniziative sono tante, fra le quali convenzioni con librerie, proiezioni di film e telefilm, incontri e altro. Sul sito ci sono anche i numeri di telefono degli organizzatori, Francesco Miranda e Luca Intoppa, per chi volesse mettersi in contatto direttamente. (SS)
Dietro le quinte di Insurrection La Simon & Schuster ha annunciato l'uscita del libro THE SECRETS OF STAR TREK INSURRECTION; il libro contiene centinaia di foto "dietro le quinte" e disegni vari. Per ulteriori info: http://www.simonsays.com/startrek/startrek_book.cfm?isbn=0671024949 (LP)
Insurrection, colonna sonora su CD E' uscito il CD audio con la colonna sonora di Star Trek Insurrection, edito come di consueto dalla GNPD Crescendo Records. Al contrario, l'uscita del tanto atteso CD con la riedizione di Star Trek The Motion Picture è stata rinviata al 26 gennaio prossimo. Si tratterà di un doppio CD, con 8 nuove tracce inedite ed una intervista esclusiva a Gene Roddemberry. (LP - Fonte: TrekNews)
Appena sfornato il Cookbook Dalla Simon & Schuster è in arrivo The STAR TREK COOKBOOK: Ethan Phillips, nella persona di Neelix, il cuoco della USS Voyager vi rivelerà per la prima volta le ricette che sono alla base dei piatti di tutte le serie e film di Star Trek consentendovi di preparare tutti i cibi preferiti da Klingon, Bajoriani, Vulcaniani... suocere, ecc. ecc.; le ricette sono appositamente "adattate" per la loro preparazione anche nelle cucine e con gli ingredienti del ventesimo secolo. Per ulteriori informazioni: http://www.simonsays.com/startrek/startrek_book.cfm?isbn=0671000225. (LP)
Star Trek Starfleet Command All'indirizzo http://www.interplay.com/sfcommand/section17 si possono trovare ogni settimana nuovi screenshot del nuovo gioco di prossima uscita STAR TREK: STARFLEET COMMAND. (LP - fonte: TrekNews)
Star Trek Official Files in edicola Da fine gennaio in edicola sarà disponibile la collezione Star Trek Files, un'opera enciclopedica a fascicoli settimanali basata sulla pubblicazione inglese Star Trek Fact Files. (LP - fonte: TrekNews)
A Jenny non piace l'uniforme
Intervistata da Marco Spagnoli che le poneva la domanda: "E' vero che ha fatto un provino per partecipare a Star Trek?", Jenny McCarthy, la notissima conduttrice di MTV, ha dichiarato: "No, ma se dovessi mai parteciparvi non vorrei la divisa del capitano Kirk o di Picard. Non mi piacciono quelle uniformi così maschili, che non esaltano il mio fisico. Al massimo mi divertirei nel ruolo di qualche mostro peloso e schifoso"...
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