
Valerio Evangelisti lascia per un momento l'inquisitore Eymerich a riposo, e si dedica alla biografia romanzata di Nostradamus, con una serie di tre romanzi per il grande pubblico intitolata Magus. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare questa nuova avventura.
In occasione dell'uscita di Magus, il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti dedicato a Nostradamus, il bravo autore italiano ci dedica un po' del suo preziosissimo tempo per raccontarci questa nuova avventura editoriale.
Delos: Valerio, questa volta, sorprendendo anche un po i tuoi lettori più affezionati lasci da parte le avventure dell'inquisitore Eymerich, che ti hanno consacrato il più letto autore di genere in Italia, per intraprendere un nuovo viaggio verso i misteri di Nostradamus. Cosa ti ha spinto verso questo decisione, forse il fatto che la sua famiglia fuggì dall'Inquisizione spagnola?
Valerio Evangelisti: Magus mi è stato proposto e io ho accettato. Inizialmente, insomma, mi è stato commissionato; solo in un secondo tempo il romanzo ha iniziato ad appassionarmi veramente. Se ho detto subito di sì, è stato anche per cambiare provvisoriamente genere di narrativa: ormai cominciavano a essere troppi quelli che mi accusavano di sapere scrivere solo le avventure di Eymerich. Non ho comunque rinunciato a introdurre in Magus un agente dell'Inquisizione, che può ricordare Eymerich quanto a crudeltà, ma che è sordido quanto l'altro è altero e, in fondo, nobile. Quella della fuga della famiglia di Nostradamus dall'Inquisizione di Spagna è una leggenda creata dai suoi primi biografi. Oggi si sa con certezza che la famiglia del profeta visse sempre in Provenza.
Delos: La vita del veggente di Salon è, secondo la tua interpretazione narrativa, maggiormente basata su fatti storici realmente accaduti, in stile Dumas, o sulla pura immaginazione e creatività?
Valerio Evangelisti: Direi che è in stile Dumas: i fatti storici ci sono tutti, trattati persino con puntiglio, ed è nel loro quadro che si svolge l'intrigo. Oserei anzi affermare che, leggendo Magus, si trova bene o male il vero Nostradamus, mentre leggendo I tre moschettieri non si trova il vero D'Artagnan.
Delos: Trovi dei legami tra le tue due creature narrative Nostradamus e Eymerich, entrambe realmente esistite?
Valerio Evangelisti: No, direi che non c'è nessun rapporto. Una specie di Eymerich in negativo è, lo ripeto, rintracciabile nella figura dell'antagonista di Nostradamus nel primo dei tre volumi: Diego Domingo Molinas, agente dell'Inquisizione di Spagna.
Delos: Durante i tuoi studi d'approfondimento che idea ti sei veramente fatto di Nostradamus e cosa potremmo aspettarci dal settimo mese del 1999, ormai alle porte?
Valerio Evangelisti: Nostradamus, personaggio tutto sommato mediocre per quanto riguarda le vicende personali, è stato un grandissimo poeta, capace di descrivere con forza visionaria un'epoca di guerre. Nel settimo mese del 1999 - che poi è l'ottavo, nel calendario gregoriano, cioè agosto - ci sarà un'eclissi di sole e un curioso allineamento dei pianeti. A parte il Re del Terrore che dovrebbe scendere dal cielo, mi sembra significativo il verso con cui Nostradamus chiude quella quartina: "Prima e dopo, Marte (leggi la guerra) regnerà in nome della felicità", cioè ammantata di buone cause. Mi sembra che sia proprio quanto sta avvenendo.
Delos: Il presagio è il titolo del primo tomo dei tre volumi della serie Magus, il romanzo di Nostradamus, che Mondadori presenta sul mercato sulla scia del successo di Ramses e Alexandros. Quali sono gli ingredienti più salienti di questa nuova iniziativa editoriale e quante copie pensate di vendere?
Valerio Evangelisti: Tutta la collana I Faraoni nasce con intenti apertamente commerciali, e accompagnata da uno sforzo pubblicitario e distributivo teso a catturare nuovi lettori, di solito riluttanti a mettere piede in una libreria. Stefano Magagnoli, colui che a suo tempo ha salvato e rilanciato un'Urania ormai morente, si conferma un genio del mercato librario. Ovviamente la Mondadori prevede vendite eccezionali: il primo volume è stato stampato in 120.000 esemplari.
Delos: La pubblicità di Magus è arrivata persino in televisione. Hai idea di quanto verrà speso in advertising da Mondadori?
Valerio Evangelisti: Per la TV, 600 milioni circa. L'intero lancio supera il miliardo. Sembra molto, ma Ramses è costato parecchio di più.
Delos: Quando usciranno gli altri due volumi e come si intitoleranno?
Valerio Evangelisti: In giugno e in agosto, e saranno intitolati, rispettivamente, L'inganno e L'abisso. Il titolo del terzo potrebbe però anche essere modificato, e divenire "L'ottavo cielo". Io ho proposto una serie, tra cui l'editore sceglie quelli definitivi. Di qui la mia incertezza.
Delos: L'elemento fantastico che ruolo svolge in questa saga?
Valerio Evangelisti: Importante, direi. Vi sono parecchi capitoli che si collocano nell'ambito del fantastico puro. Lo stesso vale per la tematica esoterica di fondo, anche se rigorosamente basata su testi del XVI secolo o di epoche precedenti. Quella che è del tutto assente, questa volta, è invece la fantascienza.
Delos: Approfondendo il 1500, periodo in cui si è mosso Michel de Nostradame, qual è il tuo feeling con questa lontana epoca storica?
Valerio Evangelisti: Benché mi affascini meno del Medioevo di altri romanzi, resta un periodo estremamente interessante, in cui, in tanti campi, si chiudeva un ciclo storico e se ne apriva un altro. Nostradamus stesso è un personaggio di transizione.
Delos: Nostradamus ha svolto molte attività che spaziavano tra la medicina e l'occultismo. Tra il debellare la peste in molte città o l'imporre la sepoltura dei cadaveri sotto la calce, c'è una sua azione in particolare che ha colpito la tua mente di scrittore più di ogni altra?
Valerio Evangelisti: Il suo prevalente interesse per la magia. Si pretendeva astrologo, ma in quel campo era molto approssimativo. Le sue corrispondenze private rivelano invece un uomo che praticava con cognizione di causa la magia evocativa, richiamandosi a tradizioni latine, alessandrine o egizie.
Delos: Del tuo Nostradamus emergono due lati, uno positivo l'altro molto più oscuro. Qual è il tuo Nostradamus preferito dei due che descrivi?
Valerio Evangelisti: Non scinderei le due cose. Ho cercato di farne un personaggio contraddittorio, affascinato ma anche terrificato dagli abissi di oscurità su cui il destino lo chiama ad affacciarsi.
Delos: La storia tra Nostradamus e Caterina de' Medici è stata imposta per ragioni di mercato o questa parte del romanzo, definita da Giorgio Medail di amori e intrighi in stile Angelica, è stata fortemente voluta?
Valerio Evangelisti: Veramente, in relazione a Caterina de' Medici, non ho accennato affatto a storie d'amore! A intrighi sì, ma era l'epoca. L'unica concessione al "mercato" è stata l'introduzione di scene di sesso piuttosto soft. Dove la concessione sta nel fatto che sia soft: basta leggere Rabelais per capire che il Cinquecento era un'epoca decisamente "a luci rosse".
Delos: Qual è secondo te l'anatema più terribile lanciato da Nostradamus?
Valerio Evangelisti: I più terribili li ha lanciati contro i colleghi invidiosi.
Delos: Prima di lasciarci ci puoi dire se ci sono novità sui prossimi Eymerich e se ci sono novità particolari sullo stato di salute della fantascienza italiana?
Valerio Evangelisti: Ho interrotto a un terzo circa il settimo romanzo di Eymerich, e intendo riprenderlo appena possibile. Se ci riesco, vorrei scrivere entro l'anno anche un romanzo horror-western con Pantera, un personaggio di Metallo urlante che è piaciuto molto ai miei lettori.
Lo stato della fantascienza italiana mi sembra buono, malgrado le sue croniche insufficienze organizzative. L'evento dell'anno è certo la pubblicazione di Retrofuturo di Vittorio Curtoni, il maestro di noi tutti, e sicuramente il mio. Ottima anche l'uscita di Nuovo Millennio, con l'antologia da Delos e il tuo bel romanzo, scritto assieme a Franco Forte, Ombre nel silenzio, che uscirà per la Garden a luglio.
So anche che è in programma un'antologia di autori italiani presso l'editore Fanucci, curata da Vittorio Catani. Questo è importante, perché significa che un altro degli editori leader della fantascienza nel nostro paese si è accorto che la fs scritta da italiani ha oggi un proprio mercato. Dal canto mio, ho curato per l'editore francese Payot una grossa antologia intitolata Fragments d'un miroir brisé (Frammenti di uno specchio spezzato). Uscirà in maggio, e vorrebbe essere rappresentativa delle nuove tendenze della nostra fs. Se avrà successo, è già in programma un'antologia analoga, comprensiva degli italiani che sono in scena da più antica data (Curtoni, Aldani, Miglieruolo, Pestriniero, ecc.). Ci lavorerò appena ne troverò il tempo. So anche che un editore belga è molto interessato a Retrofuturo. L'area francofona sta scoprendo con entusiasmo la nostra fantascienza. Tra l'altro, in agosto Le Monde pubblicherà il mio racconto Sepultura. E' un riconoscimento non da poco. Intanto, i miei romanzi su Eymerich stanno uscendo anche in Spagna. Vedremo che accoglienza avranno. Tutto ciò era impensabile fino a pochi anni fa. Nell'ambito della fantascienza italiana qualcuno può anche detestarmi, se vuole. Ma dovrebbe darmi atto di avere aperto nuovi mercati, di cui non sono l'unico a fruire.

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