
Joel Silver non è un produttore come quello portato sullo schermo da Dustin Hoffman in Sesso e Potere (Wag the dog) che sente il bisogno di vedere testimoniata la sua celebrità sotto i riflettori. Silver è, infatti, un pezzo di storia del cinema americano che nonostante i suoi 47 anni ha già realizzato tantissimi film che hanno incassato cifre spaventose in tutto il mondo.
La sua filmografia parla per lui: i quattro film di Arma Letale, 48 ore con la strana coppia Nick Nolte e Eddie Murphy, Trappola di cristallo, Xanadu, Due padri di troppo, Commando e Assassins sono tutte sue creature. E anche il cinema fantastico gli deve molto: Silver ha infatti prodotto i due Predator e sta preparando la versione cinematografica del famosissimo gioco di ruolo Dungeons & Dragons.
Ma la pellicola che sicuramente gli garantirà un posto permanente nella storia del cinema è The Matrix diretto dai fratelli Wachowski e interpretato da Keanu Reeves e Laurence Fishburne. All'intervista per Delos in una delle suites dell'Hotel Hassler di Roma, Silver si presenta elegantissimo in una comoda tenuta bianca sportiva. Alto, robusto e molto simpatico il produttore hollywoodiano dà l'idea di essere un grande fan del cinema e - in particolare - di quello fantastico e d'azione. Quando parla dimentica di essere uno dei pochi produttori americani ad avere piazzato oltre una ventina di film con incassi superiori ai cento milioni di dollari, diventando ancora più simpatico quando ci mostra di essere soprattutto un uomo di grande ingegno, innamorato del cinema e del suo lavoro di realizzare film sempre nuovi e interessanti.
Delos: Mr. Silver, che cosa la ha spinta a produrre un film così complicato come The Matrix?
Joel Silver: Ho incontrato i Fratelli Wachowski qualche anno fa, quando acquistai da loro la sceneggiatura di un film che non ha fatto la riuscita che ci aspettavamo e che si chiamava Assassins. Il regista Richard Donner durante le riprese e il montaggio, smorzò i toni di una storia che era molto più dark e interessante di quella che abbiamo visto sullo schermo. Dopodiché chiesi loro di fornirmi quanto prima un altro script per fare realizzare loro un film anche come registi. Quando poi ho letto The Matrix ho deciso che loro avrebbero dovuto anche dirigerlo. Per fare questo, però, poiché la Warner Bros. non avrebbe mai permesso che due registi alle prime armi dirigessero come opera prima una produzione multimiliardaria. I due ragazzi hanno prima curato la regia di Bound - torbido inganno, e solo dopo quell'esperienza la Warner ha consentito loro di dirigere The Matrix. Quando ho letto la sceneggiatura di The Matrix sono rimasto entusiasta e volevo a tutti i costi vederla portata sullo schermo. Era qualcosa di molto nuovo e inusuale ed ero sicuro che il pubblico si sarebbe molto interessato a questo film. Da molto tempo produco pellicole d'azione e non mi piace l'idea che queste diventino un prevedibile cliché. Oltre alle esplosioni, le pallottole, le sparatorie, gli aerei, le navi e le astronavi, io volevo qualcosa capace di andare oltre. Di essere profondo e accurato. Adoro i cartoni animati giapponesi, il kung fu e il cinema di Hong Kong e volevo che questi elementi entrassero in qualche maniera in un mio film. Per ultimo volevo che gli effetti speciali di The Matrix raggiungessero uno standard qualitativo mai visto prima. Questo è stato possibile grazie ai computer della nuova generazione e grazie al fatto che Andy e Larry Wachowski hanno usato effetti straordinari per raccontare la storia. Qualcosa di molto diverso da molti film che vediamo oggi interamente basati sugli effetti speciali e senza nessuna trama. E' l'inizio di un nuovo linguaggio cinematografico.
Delos: A proposito di kung fu, perché ci sono voluti sei mesi per preparare gli attori ai combattimenti?
Joel Silver: Volevamo che questo film fosse perfetto anche sotto questo punto di vista. In Arma Letale io avevo fatto inserire un piccolo omaggio a questa lotta che è anche una danza nell'attacco di Mel Gibson a Gary Busey. Il maestro cinese U Ping è sempre stato il nostro coreografo preferito per le lotte dei film di Hong Kong. L 'abbiamo contattato a Pechino dove girava un'altra pellicola, ma lui non aveva alcuna intenzione di venire in America a lavorare, lasciando il suo mondo. Quando ha letto la sceneggiatura, peró, si è reso conto che The Matrix era qualcosa di totalmente nuovo. E' venuto a Los Angeles insieme alla sua squadra di nove persone e ha preparato i ragazzi nei minimi dettagli di questa antichissima arte.
Delos: Un altro suo omaggio al Kung Fu è la presenza di Jet Li in Arma Letale 4...
Joel Silver: Adoro il suo modo di lavorare e la sua eleganza. Quest'anno ho prodotto un film dove lui è protagonista che si intitola Romeo Must Die.
Delos: The Matrix è un film che segnerà questo decennio come Blade Runner ha segnato il nostro passato. E' un perfetto prodotto del nostro tempo. Una contaminazione eccelsa tra filosofia, politica, il mondo dei computer, la religione e il cinema d'azione. Perché ha voluto realizzare una pellicola dalle tematiche tanto globali?
Joel Silver: Sono stati Andy e Larry Wachowski a chiedermi di potere portare a termine qualcosa del genere e io sono stato enormemente felice di aiutarli. Abbiamo fatto insieme un grande passo nel produrre una pellicola che parlasse del nostro tempo per guidarci nel prossimo millennio. E' affascinante il fatto che per comprendere in pieno questo film uno debba liberare la propria mente, facendo la stessa cosa che deve fare il personaggio di Keanu Reeves. Bisogna capire quello che c'è oltre quello che potrebbe sembrare un normale film d'azione. L'idea che il cambiamento è importante, che cambiare sia sempre qualcosa di buono è qualcosa di intimamente connaturato ai nostri tempi. Cose di cui non si parla spesso nei normali film commerciali, ma che in The Matrix portano verso qualcosa di totalmente nuovo.
Delos: In The Matrix ci sono molti elementi che provengono dalla letteratura di Philip K. Dick. Qualcosa di cui lei è molto esperto visto che doveva produrre Watchmen per la regia di Terry Gilliam e l'adattamento che questo regista dove fare di Ubik, il romanzo di Dick...
Joel Silver: Adoro Terry Gilliam e il suo cinema. Watchmen è uno dei romanzi più affascinanti che io abbia mai letto. All'epoca in cui Terry mi propose questi progetti lavoravo per la Fox e poiché non eravamo certi della risposta del pubblico, non potevamo imbarcarci nel portare avanti produzioni tanto costose. Troppo. Oggi lavoro per la Warner e - forse c'è qualche possibilitá. The Matrix si avvicina enormemente a quei due progetti ed è molto simile ad essi, perché proviene dalla mente di due disegnatori di fumetti come Andy e Larry. Una cosa che non molti sanno è che la Warner Bros. prima di dare il via alla produzione, voleva vedere qualcosa, e così esiste una versione del film interamente disegnata a fumetti dai fratelli Wachowski. Questo storyboard è esattamente la copia di quello che poi è andato sullo schermo. E' straordinario.
Delos: Nella Hall dell'albergo c'è una fotocopiatrice, se ce lo vuole prestare per qualche minuto...
Joel Silver: Un giorno credo che arriveremo a pubblicarlo, perché è molto bello e fatto davvero bene. In attesa di quel momento può segnalare ai lettori di Delos che sul sito www.whatsthematrix.com, Andy e Larry stanno facendo cose egregie. Hanno insistito molto affinché quel sito diventasse un work in progress dove molti loro amici illustratori hanno addirittura giá disegnato dei prequels per The Matrix. Forse, qualcuno di essi diventerà un sequel basandosi anche sulle idee dei navigatori.
Delos: Lei ha fatto molti sequels. Vedremo anche quello di The Matrix?
Joel Silver: Ho realizzato molti seguiti di tanti film e ho imparato una cosa. Non puoi fare un buon sequel se non hai una buona storia. Dopo Arma Letale 3 ci siamo detti: abbiamo tanti personaggi, ma non abbiamo una trama. Fino a quando non abbiamo avuto qualcosa di buono su cui lavorare, abbiamo preferito lasciar perdere. Io stesso sono ansioso di sapere cosa accadrà dopo The Matrix e anche alla Warner Bros. - dopo avere visto il finale - ci hanno chiesto: "Ma che cosa succede? " In realtà nessuno di noi lo sa. Questa è l'idea. Parlare di uomini con superpoteri, senza crollare in trame in stile Batman o Superman.
Delos: Il Corriere della fantascienza ha da mesi la scritta "film in arrivo: The Matrix". In tutto il mondo c'è un enorme attesa sia per The Matrix che per Guerre Stellari: Episodio I...
Joel Silver: Vede, anche io muoio dalla voglia di correre a vedere cosa ha combinato George Lucas in Guerre Stellari. Però credo che The Matrix sia totalmente diverso da quello che abbiamo visto fino ad oggi. E' un film molto nuovo.
Delos: Il cinema di fantascienza degli ultimi anni ha dato molti buoni film, ma francamente nulla che dirsi davvero superlativo. Lei crede che questo genere cinematografico sarà in grado di stupirci ancora?
Joel Silver: La tragedia che colpisce questa cinematografia è la stessa che affligge la letteratura fantastica. Gli autori considerano questo genere come un bastardo della grande produzione letteraria e come qualcosa di comunque minore... E' assurdo. Stephen King ha prodotto una straordinaria letteratura dell'orrore e fantastica, ma la fantascienza in generale è stata sempre trascurata. Williams Gibson e Philip Dick hanno scritto degli ottimi volumi, ma sono stati spesso ignorati...autori che sono riusciti a mettere insieme idee diverse e complesse tirate fuori da diverse discipline!
Personalmente, credo che gran parte del futuro del cinema SFX dipenda non solo dalla letteratura fantastica, ma anche dall'ispirazione derivata dai fumetti. Oggi che tutto è possibile con le tecnologie che consentono effetti speciali straordinari, molto dipende dagli autori, dai produttori e soprattutto dai registi che abbiano voglia di portare sullo schermo idee nuove.
Delos: Lei è grande amico di Michael Bay, regista di The Rock e di Armageddon. Farete mai un film insieme?
Joel Silver: Non so se questo possa avvenire presto, perché Michael è legato da un contratto alla Disney. Staremo a vedere. Poiché lo considero come un regista interessantissimo, ho una grande voglia di lavorare insieme a lui e - se le devo dire la verità, ho già qualche idea di cui non posso parlare.
Delos: Stanley Kubrick una volta ha detto: "Se può essere scritto, pensato o disegnato, può anche essere filmato". Sebbene The Matrix sia meno intellettualistico dei film del regista scomparso, lei crede che possa cogliere l'eredità di Kubrick?
Joel Silver: Personalmente sarei felicissimo, un giorno, di potere pensare che i miei film siano stati a livello di quelli di Kubrick, anche se virtualmente tutti noi abbiamo colto questa eredità. Oggi è davvero possibile fare qualcosa di assolutamente diverso da quello che è stato fatto fino adesso. Il cinema può sconvolgere la nostra mente adesso, facendo qualcosa di mai visto prima. Quando ho visto 2001 Odissea nello spazio sono rimasto strabiliato, perché non ho avevo visto nulla del genere prima di allora. La combinazione della musica e di quelle immagini è qualcosa che non ho mai dimenticato. Tutti noi siamo dei discendenti di quel film. E come per 2001, The Matrix è una storia organica che ci consentirà una nuova visione. Nella sua versione su DVD, ci permetterà di essere rivisto parzialmente migliaia di volte nella maniera che vogliamo per apprendere una nuova logica di visione, che non richieda essenzialmente un unico modo di guardare a questo film. Il futuro del cinema sta nel realizzare pellicole che non diventino mai vecchie e che non perdano mai valore, proprio come 2001. Tutto cambia: il mondo, il pubblico e il cinema. Dobbiamo produrre film che vadano oltre quello che c'è oggi e non siano mai da buttare.

|