di
Marco Spagnoli


Christopher Lambert





Christopher Lambert (o Christophe Lambert) torna sugli schermi con un film di fantascienza ambientato in un lontano futuro, ma basato su una leggenda medievale. Marco Spagnoli ha intervistato questo attore legato a così tanti film fantastici di successo.

Negli anni Ottanta, Christopher Lambert è stato una stella di prima grandezza del cinema mondiale. Film come Greystoke o Highlander hanno profondamente segnato la sua carriera di attore, lanciandolo verso le vette del successo, tanto che nel 1986 fu considerato anche per interpretare il posto di James Bond, lasciato vacante da Roger Moore e poi andato a Timothy Dalton. Dopo un decennio di film di scarso valore da cui va escluso Nirvana di Gabriele Salvatores e dopo avere riempito le cronache rosa per la sua love story con Alba Parietti, il 1999 è un anno fortunato per il quarantaduenne attore francese nato a New York. Dopo Highlander 4 e La fortezza 2, lo vediamo nei panni di un eroe celtico nel thriller medioevale tecnologico Beowulf.
Un attore specializzato in ruoli legati al cinema d'azione che ha avuto piccoli e grandi ruoli in pellicole come Mortal Kombat, Duello tra i ghiacci e Subway.

Beowulf
Delos: Mr. Lambert, un altro film d'azione

Christopher Lambert: E' vero, ma Beowulf appartiene anche a un altro genere di cinema. Appartiene a un'altra generazione di film legati alla musica tecno e al mondo dei computer. Credo che il tempo dei film con protagonisti pieni di muscoli sia finito per sempre. In Beowulf abbiamo un eroe dal fisico normale, che basa la sua forza sulla sua mente e sulla conoscenza delle arti marziali. Beowulf è un uomo che cerca strade intelligenti per risolvere il suo problema, anziché cercare il puro scontro brutale.

Delos: Un'evoluzione del cinema, quindi

Christopher Lambert: Oggi abbiamo bisogno di una nuova musica, di un nuovo ritmo e di una nuova "visualità". E' qualcosa che ci arriva dai videogames e tutti noi che viviamo in una società ad altra velocità abbiamo bisogno di un cinema altrettanto veloce.

Delos: Non è un caso allora che Beowulf sia uscito contemporaneamente a film come Plunkett & Macleane e The matrix?

Mortal Kombat
Christopher Lambert: Tutto è incominciato con Mortal Kombat. Una contaminazione di generi che sta alla base di un nuovo genere di film di azione. Quando quasi venti anni fa ho visto Mad Max mi sono detto: "Dio mio, ma che cos'è questo?" Era un nuovo modo di intendere il cinema. Un misto di musica e azione che non era legato né al tempo, né allo spazio. Proprio come in Beowulf.

Delos: In qualche maniera lei è diventato una sorta di icona per un certo cinema fantastico

Christopher Lambert: Credo che Beowulf sia un film destinato a un'audience particolare. E' un film che va davvero bene dappertutto, perché è una pellicola che interessa un determinato pubblico. Io stesso sono stato presente per una decina di minuti in maniera molto discreta a varie proiezioni in alcuni cinema parigini, all'ultimo spettacolo. Non credevo ai miei occhi nel vedere quanto la gente si divertisse a queste proiezioni di Beowulf. Ballavano, cantavano ed esultavano ogni volta che veniva tirata fuori una nuova arma. Non so se questo voglia dire che io sono diventato un'icona, ma certamente significa che quando fai un film del genere devi crederci fino in fondo.

La fortezza
Delos: E questo è il motivo per cui ha accettato di girare il sequel de La fortezza

Christopher Lambert: Dopo la terribile esperienza di Highlander ho deciso di non accettare più di fare dei sequels ammenoché non abbiamo alle spalle una sceneggiatura convincente. Ho rifiutato per sei anni di girare La fortezza 2 , perché la storia non mi piaceva e non mi convinceva. Mi sembrava solo uno squallido sfruttamento del successo del primo film. Alla fine, però, ho ottenuto quello che volevo con un'ottima storia e un grande cast.

Delos: Parliamo di Highlander, una storia troppo perfetta perché ci fosse un seguito?

...who wants to live forever? (Highlander)
Christopher Lambert: E' proprio così. La storia era completa con il primo film e andava bene com'era.
Quando io e Sean Connery abbiamo accettato di girare il sequel ci aspettavamo qualcosa di completamente diverso. Dopodiché non ha avuto più importanza e di film ne sono venuti fuori altri due che non avevano praticamente niente a che fare con la pellicola originale. Ho accettato di tornare nei panni di Mc Leod solo perché nel numero 3 e nel numero 4, i ruoli erano molto carini e io facevo più o meno quello che faceva Sean Connery con me nel primo film. Questo è il mio ultimo film legato a questa serie. Non so quando lo gireremo, e mi auguro francamente che non mi chiedano di partecipare a un eventuale Highlander 5.

Delos: Facciamo un po' di chiarezza riguardo al suo presunto "gran rifiuto" del ruolo di James Bond. Sembrerebbe che lei abbia declinato l'offerta di accettare il ruolo di 007 dicendo: "Bond deve essere britannico come la regina, il Big Ben e il whisky". E' andata veramente così?

Christopher Lambert: No. Ero stato contattato come un possibile candidato a ricoprire quel ruolo, ma nessuno mi ha mai offerto la parte. Altrimenti avrei accettato, perché è molto divertente. E' pieno di gadgets, di giocattoli, di donne. Tutte cose che amo molto. Soprattutto i giocattoli che si vedono nei film.

Delos: Un ruolo che comunque ha interpretato in maniera scherzosa in una serie di spot per la Renault.

Greystoke
Christopher Lambert: Sì, ma era comunque qualcosa di molto diverso.

Delos: Da interprete di film di azione, che consiglio darebbe ai produttori Michael Wilson e Barbara Broccoli per rivitalizzare la serie di Bond arrivata alla diciannovesima puntata?

Christopher Lambert: James Bond è la perfetta combinazione di mistero, sensualità, fascino e intelligenza. Timothy Dalton che fu scelto al posto mio - era un ottimo attore, ma mancava di humour. Cosa che ha, invece, Pierce Brosnan. E' perfetto per 007. Non credo che manchi nulla a questa serie adesso. Dopo Goldeneye e Il domani non muore mai possiamo davvero dire di essere tornati allo stile di Sean Connery e Roger Moore.

Delos: Eppure Brosnan non è un uomo particolarmente simpatico.

Christopher Lambert: Ma gli attori non sono mai le stesse persone che vediamo al cinema La gente che mi conosce mi dice che sembro molto più serio sullo schermo che nella vita reale. La personalità vera è sempre un'altra.

Delos: In Nirvana lei era sempre molto serio.

Nirvana
Christopher Lambert: Perché Nirvana era un film serio. Uno dei migliori che io abbia mai fatto e sicuramente il più completo. Era una perfetta commistione di intelligenza, simpatia, intrattenimento e argomenti molto intellettuali. Un film capace di esprimere grandi idee.

Delos: Lei ha cambiato numerosi ruoli in quasi quaranta film. Qual è il denominatore che li unisce?

Christopher Lambert: La separazione. Ognuno di questi personaggi è diviso tra due mondi. Per Tarzan era la scelta tra civiltà e natura selvaggia, per Beowulf tra luce e tenebre, per Connor Mc Leod tra gli affetti e la vita immortale. Tutti i miei ruoli sono messi in relazione con due differenti universi. Questo rispecchia un po' la mia personalità.

Delos: Lei incarna l'eroe moderno.

Christopher Lambert: L'eroe posto di fronte a delle scelte difficili e che non ha la certezza della vittoria. Come capita a tutti quanti noi nelle nostre vite dove non c'è nulla di certo e dove proviamo a vincere fino alla fine.

Delos: Non la spaventa la fatica fisica per gli allenamenti cui si sottopone per interpretare questi ruoli?

Christopher Lambert: Assolutamente no. Mi diverte molto, mi piace.

Beowulf
Delos: Non ha mai avuto la preoccupazione di portare sullo schermo personaggi troppo simili tra loro?

Christopher Lambert: Veramente no. Tra Highlander e Beowulf c'è una grande differenza. Sono pellicole molto diverse tra loro e Beowulf è molto più misterioso e potente di Mc Leod.

Delos: Quanto crede debba il cinema moderno a quello di Hong Kong?

Christopher Lambert: Molto. Stiamo riadattando gran parte delle pellicole degli anni Settanta ai gusti del nuovo millennio. Mi piace molto questa contaminazione. Ed è anche giusto. Negli anni Ottanta abbiamo avuto eroi come Rambo, oggi abbiamo Beowulf.

Delos: Lei è un attore che ha fatto anche moltissimi film cosiddetti "d'autore". Come fa a dividersi tra questi due generi così diversi? Ce ne è uno in particolare che preferisce?

Christopher Lambert: No, amo fare qualcosa più intellettuale e anche che mi impegni un po' di più dal punto di vista recitativo. Certamente mi diverto molto di più a girare film come Beowulf dove si punta di più all'intrattenimento. Preferisco piuttosto sognare e fare film che mi portino altrove. Nel film di Agniezka Holland Uccidere un prete per esempio ero un sacerdote che veniva picchiato e ostacolato durante il comunismo in Polonia. Ho adattato quel personaggio alle mie caratteristiche di attore. Era tutto vero, però, e non c'erano sogni per me da potere realizzare.

Il siciliano
Delos: Un film che aveva sia una forte componente intellettualistica, che un'ottima parte legata all'intrattenimento era Il siciliano. Un film, forse, non compreso da tutti perché - soprattutto in Italia - si pensava molto alla realtà dei fatti ispirati dagli accadimenti di Portella della Ginestra e dalla vita di Salvatore Giuliano...

Christopher Lambert: Mi è molto piaciuto quel film. Era un buon film che è stato, però, distrutto dalla critica. Il mio personaggio era diviso tra la Chiesa, la Mafia e il suo grande ego. Era un leader che sapeva quello che voleva e il prezzo che gli sarebbe costato ottenerlo. La gente non ha capito che era pura fiction.

Delos: Del suo futuro professionale cosa pensa?

Christopher Lambert: Da qui a dieci anni compirò cinquanta anni e allora sarà difficile continuare a interpretare film d'azione come Beowulf. Per adesso me la cavo così e prevedo altri due o tre film di questo genere. Poi staremo a vedere cosa farò. Forse film d'azione più rilassati sul genere di Con Air e Il fuggitivo.

Delos: Ha mai pensato di essere l'attore francese più famoso del mondo degli ultimi anni?

Christopher Lambert: No, ma vede non è che mi interessi poi molto. La cosa che più mi interessa nella vita è la passione. Qualsiasi cosa faccio, devo metterci l'anima, altrimenti non ha senso.
Non ho mai pensato perché sono diventato tanto famoso, non l'ho mai analizzato e forse è davvero meglio così.



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