a cura di
Marco Spagnoli

Recensioni cinema






Cube
(Cube, USA, 1999) - Regia: Vincenzo Natali - Sceneggiatura: Andre Bijelic e Vincenzo Natali - Cast: Nicole de Boer, Nicky Guadagni, David Hewlett, Maurice Dean Wint - Distribuzione: Eagle Pictures - Durata: 95 min.
Recensione di Marco Spagnoli

Girato su un unico claustrofobico set, Cube costituisce una novità interessante per il cinema fantascientifico. Gelida combinazione di elementi derivati dai romanzi di Kafka e dalle suggestioni dei giochi di ruolo, il film offre allo spettatore tutti gli elementi necessari per venire fuori dal cubo - galera in cui si ritrovano chiuse alcune persone diversissime tra loro che - apparentemente - non avrebbero nulla in comune tra loro. Con la presenza seducente della bella Nicole de Boer (la Ezri Dax di Deep Space Nine) nei panni di una studente di matematica, Cube fornisce uno dopo l'altro i suggerimenti logici per fare in modo che i protagonisti riescano a scappare dalla sofisticata prigione tecnologica in cui sono stati rinchiusi per motivi che rimarranno sconosciuti fino all'ultimo. Basandosi su regole geometriche di dominio comune e su intuizioni di carattere analitico, la fuga dal malefico cubo diventa possibile solo grazie al ragionamento. Il finale in stile un po' Rain Man è comunque fondato sui saggi del neuropsichiatra americano Oliver Sacks (l'autore di Risvegli) e sui suoi studi sull'autismo. Un film interessante che pur non essendo particolarmente riuscito a causa della limitatezza del soggetto, contagia lo spettatore con un'irrefrenabile voglia di libertà, mostrando l'importanza anche di un semplice bottone al fine di sfuggire incolumi alle decine di pericolose trappole messe sul cammino dei nostri eroi.




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