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| Foto di gruppo del mitico cast |
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Dopo che tutto il mondo lo ha già visto da mesi (in USA è uscito a novembre), arriva anche in Italia, Insurrezione, nono film di Star Trek e terzo col cast di Next Generation, attesissimo soprattutto dopo l'ottima prova di Primo Contatto. Nonostante l'alto budget, però, risulta un po' deludente. Ecco le opinioni del nostro inviato e alcuni commenti rilasciati dai principali attori del cast.
La maledizione del film dispari si abbatte in maniera impietosa su questo numero nove della saga cinematografica della serie televisiva più lunga della storia del cinema e della televisione. Insurrezione ha molti pregi e numerosissimi difetti. Quello peggiore di tutti è di non riuscire a mantenere il valore del precedente Primo contatto di cui viene dilapidata l'eredità. Il film vede, infatti, un'Enteprise E dove Picard ha a che fare con i soliti ambasciatori di un pianeta distante di cui deve imparare la lingua e le stranissime usanze, costretta a correre verso un mondo distante dove il buon Data si è messo a fare inspiegabilmente il pazzo.
Casualmente sulla nave c'è anche Worf che insieme a Picard deve riacchiappare Data. Durante l'analisi della situazione Picard scopre che se Data ha fatto andare a monte un esperimento della Federazione su un popolo alieno chiamato Ba'ku è perché l'androide è venuto in contatto con un immenso ponte olografico che il solito ammiraglio corrotto della Federazione vuole utilizzare per evacuare i Ba'ku dal pianeta. Perché? Perché il la superficie emana radiazioni che donano l'eterna giovinezza e la Federazione ha bisogno di utilizzare queste radiazioni a piacimento grazie a una tecnologia fornita dai misteriosi Son'A. Ovviamente questo significherebbe violare la Prima Direttiva e Picard, insieme a tutto il suo equipaggio si ribella mettendo a duro repentaglio la sua vita e la sua carriera.
La storia scritta da Rick Berman è veramente interessante e "trekkiana" nel vero senso del termine. Non altrettanto si può - purtroppo - dire della sceneggiatura realizzata da Michael Piller, che non solo rende banali i temi tratttati, ma che avvicina pericolosamente Star Trek a un film d'amore, anziché a una pellicola dove gli elementi di passione e di avventura vengono sapientemente amalgamati.
Troppo comico alle volte e troppo serio altre, Insurrezionen si perde nello stare dietro - in maniera non omogenea - ai mille spunti e ai mille rivoli offerti da un soggetto molto interessante. Non ci piace Data nella solita versione di "Robot amico dei bambini" e non ci piace il Picard innamorato che balla il mambo, perché è felice di avere conosciuto Anij, un'aliena troppo hollywoodiana e "stagionatella" per i nostri gusti. L'umorismo lascia troppo spazio a una comicità davvero facile, e l'epilogo è prevedibile sin dall'inizio. Questo film non aggiunge nulla alla storia complessiva di Star Trek, a differenza del suo fortunato predecessore. Come per il recente X files ci si è preoccupati di realizzare una pellicola che potesse venire apprezzata anche da chi di solito non segue le puntate televisive. Purtroppo, proprio come per il film con Moulder e Scully, il risultato è un ibrido pericoloso, inferiore a molti episodi. Viene ripresa maldestramente la storia d'amore tra Riker e Troi (con tanto di imprimatur di Worf e senza sapere cosa pensa Deanna del suo rapporto con la scomparsa Dax) e Frakes prende la palla al balzo per tagliarsi la barba in una scena in vasca da bagno che - con candele e champagne - fa assomigliare i due protagonisti a personaggi di Beverly Hills 90210, anziché di Star Trek. Non sappiamo nulla delle altre serie, e se c'è qua e lá c'é un accenno a cose accadute tra Deep Space Nine e Voyager , nulla viene detto di più e di interessante.
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| Questa povera Enterprise E ha beccato più siluri fotonici in due film dell'altra in sette anni di onorato servizio... |
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L'aspetto visivo di Insurrection è sicuramente l'unico elemento completamente valido di questa pellicola altrimenti poco più che mediocre. Superiori a quelli presenti in tutti gli altri film e negli episodi più recenti, gli effetti speciali rendono stupenda la battaglia della nuova Enterprise - E con le navi Son'A e sono davvero sorprendenti nel rendere realistici i volti deformi degli alieni guidati da un crudelissimo Murray Abrahams. Se le atmosfere sono complessivamente meno dark , rispetto a quelle di Primo Contatto, manca una scena davvero emozionante come quella in cui Worf e Picard stanavano i Borg dal dorso della nave in una memorabile passeggiata spaziale.
Il confronto finale tra Picard e F.Murray Abrahams - seppure spettacolare - ricorda troppo tanti altri scontri finali di eroi sparsi nel mondo della fantascienza, non ultimi quello dello stesso Picard e del Dottor Soren in Generazioni e di Luke Skywalker e Darth Vader ne L'impero colpisce ancora.
Patrick Stewart è ormai il protagonista indiscusso delle storie cinematografiche di Star Trek, mentre tutti gli altri si trovano in un ruoli minuscoli e risicati, magari con battute discutibili che snaturano il personaggio rispetto agli episodi televisivi. Se quasi nulli sono Marina Sirtis, Gates Mc Fadden e Levar Burton che - addirittura - riconquista gli occhi rigenerati momentaneamente dal pianeta dei Ba'ku, poco più che mediocri sono il regista Frakes e Michael Dorn. Spalla ideale di Stewart è un Brent Spiner sempre troppo caricato dalla sceneggiatura che si lascia andare in numerose macchiette, che seppure divertenti, nuocciono complessivamente alla storia. Il truccatissimo Murray Abrahams è - come al solito - carismatico e intenso, mentre Donna Murphy ci sembra troppo svenevole con Picard, senza piacerci troppo nelle battute ("Sono circa trecento anni che non vedo un uomo calvo...") con Stewart che quando la ripesca, mentre rischia di affogare le dice ("E in trecento anni non sei mai riuscita a imparare a nuotare?"). L'ex - attore shakepseariano è - comunque - bravo come al solito, ma anche lui caricato eccessivamente da una sceneggiatura "sbagliata", rischia di essere davvero onnipresente. Troppo e in maniera non "giusta".
Due parole vanno spese anche per Anthony Zerbe nel ruolo dell'ammiraglio Matthew Dougherty e per Lorella Cuccarini. Se il primo - un caratterista onnipresente nel cinema USA (007 Vendetta Privata, Papillion, The man from U.N.C.L.E.) è convicente in un ruolo spiacevole come quello di uno dei tanti deboli ufficiali della Federazione Unita dei Pianeti, la tanto sbandierata partecipazione della seconda a questo film nei panni di una delle extraterrestri che di dedicano a una sorta di beauty farm spaziale è talmente veloce da non essere accreditata nemmeno nei titoli di coda.
Probabilmente a breve seguirá un nuovo film di Star Trek e visto che Deep Space Nine dovrebbe finire in una maniera che non lascia troppo spazio a seguiti cinematografici anche il prossimo Star Trek 10, dovrebbe avere come protagonista l'equipaggio di Picard. Certo, è che se Rick Berman vuole fare davvero un favore ai fan di Star Trek, dovrebbe fare un vero investimento per la serie basato su due elementi: Costruire una storia avvincente come soprattutto i due giovani sceneggiatori Brannon Braga e Rene Echevarria sanno fare. Pensare di potere cooptare attori, già conosciuti ai fans, costruendo magari dei ruoli cameo intensi e convincenti. Continuando a celebrare - degnamente - la saga trekkiana. Che fine hanno fatto Spock, McCoy, il tenente Ro, il tanto vituperato Wesley Crusher, Scotty, Q e tutti gli altri? E' certamente una questione di soldi. Solo che non ci va di vedere un altro film basato su situazioni comiche e ridicole come quelle in cui vengono invischiati - loro malgardo - Picard e Data. Star Trek rimane una cosa seria. Svilire storie interessanti é soltanto uno spreco inutile.
La parola ai protagonisti
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| Se persino Picard ha una scrivania così disordinata, allora nessuno mi può dire niente... |
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Patrick Stewart (il capitano Jean Luc Picard)
A dire la verità io non ho mai seguito Star Trek e mi sono sempre interessato poco alla fantascienza. Lavoravo, infatti, nella Royal Shakespeare Company e quando tornavo a casa non riuscivo mai a vedere un episodio intero. I miei figli, che, negli anni sessanta erano piccoli, erano, invece, appassionati di Star Trek, così come WhoopiGoldberg, che ha espressamente richiesto di poter lavorare in alcuni episodi della serie The Next Generation proprio perché era una fan sfegatata del capitano Kirk e del tenente Uhura.
Credo che, però, sia stato un vantaggio, perché la prima volta che mi sono ritrovato sul ponte dell'Enterprise per me era solo un lavoro come un altro e non raggiungere un mito da imitare. Dopo diciotto mesi di riprese, mi sono accorto di lavorare in una serie profondamente radicata nella cultura americana. Una volta Gene Rodenberry mi disse: "Vedi Patrick, ti vedono più persone in un singolo episodio di Star Trek, che tutti gli spettatori dei tuoi spettacoli shakespeariani a Londra." Quando me lo disse era troppo tardi per rimanere intimidito. Star Trek continua, perché il suo ottimismo e la sua eccezionale concezione di tolleranza, pace e democrazia fa parte ormai della cultura mondiale. Star Trek non finirà mai. In questo film siamo un po' divisi rispetto al solito, perché le decisioni prese da Picard obbligano alcuni membri dell'equipaggio a seguirlo, mentre altri devono rimanere sull'Enterprise. Tutti sono con lui, ma non possono rimanere con lui sul pianeta. E' molto interessante che in Star Trek Insurrezione il mio personaggio subisca un processo evolutivo molto forte. All'inizio lo vediamo stressato dai mille obblighi del suo ruolo: Picard non ha tempo di rilassarsi e vediamo perfino che non riesce a concentrarsi, né tantomeno a portare avanti aspetti personali della sua vita. Dal millenario popolo dei Ba'Ku, invece, impara il gusto della riflessione e della meditazione. Questo è il grande dono che riceve dai suoi ospiti. Un grande pregio di questo film è che il suo aspetto visuale risulta affascinante pur essendo stato interamente girato in California, ad appena un'ora di macchina da Los Angeles. E molto della riuscita di questa pellicola lo si deve al suo regista Jonathan Frakes, che lavorando con noi da undici anni ci conosce bene. E' un regista giovane ed appassionato, dalla grande forza espressiva e dalle numerose idee. E' anche un duro che non perdona le debolezze degli attori da cui pretende il massimo, perché sa bene quello che essi possono dare. Ho lavorato con molti registi a cinema e a teatro e lui è uno dei migliori.
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| Comandante Riker, pensa che vedendo il film la barba ricrescerà...? |
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Jonathan Frakes (il comandante William T. Riker)
Il personaggio che trae maggiori benefici dalla permanenza sul pianeta dei Ba'Ku è quello di Geordi La Forge che riacquista completamente la vista, anche se solo momentaneamente. Una scena molto commovente è quella dove può guardare con occhi nuovi al mondo per la prima volta. Il messaggio che Rick Berman e Michael Piller hanno voluto lanciare con questo film è che sebbene siamo tutti molto occupati, dobbiamo a tutti i costi prendere un po' di tempo per noi stessi, fermandoci a contemplare la natura, prima che la nostra vita ci sfugga di mano. In questo senso il bambino che spiega a Data l'importanza del gioco parla a tutti noi, ricordandoci quanto sia fondamentale coltivare l'aspetto fanciullesco della nostra esistenza. Sono stato molto contento di potere dirigere un film con attori tanto in gamba come Patrick Stewart, F. Murray Abrahams e tutti gli altri. Un gruppo davvero eccezionale.
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| Non sono davvero cattivo, è solo un bug del software... ci dev'essere un patch da scaricare che sistema tutto... |
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Brent Spiner (il comandante Data)
Sin dal suo primo giorno Data ha esplorato la condizione umana, avvicinandosi ad essa sempre di più. Questo è quello che voleva anche Gene Roddenbeery, il creatore della serie. Attraverso di lui tutti quanti noi sperimentiamo cosa significa essere uomini, tramite un nostro doppio che è ancora una macchina. Girare un film di Star Trek è come andare al campeggio estivo con i tuoi amici. E' meraviglioso potere tornare a lavorare tutti insieme. Noi ci frequentiamo anche durante la nostra vita privata quando non siamo impegnati per lavoro.
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| Ecco un buon motivo per riacquistare la vista, Geordi: è così carino Picky in alta uniforme! |
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Le Var Burton (il comandante Geordi La Forge)
E' stato molto interessante affrontare l'aspetto fisiologico dei benefici effetti delle radiazioni del pianeta dei Ba'Ku sull'equipaggio dell'Enterprise. Il mio personaggio - per esempio - da sempre parzialmente cieco, riacquista la vista per breve tempo, osservando per la prima volta un tramonto. Solo negli ultimi film ho potuto realmente comunicare emozioni al Tenente Comandante La Forge. E' davvero difficile recitare con gli occhi coperti. Stare sulla montagna insieme a Patrick e potere guardare finalmente a occhio nudo il mondo ha costituito il momento in cui mi sono maggiormente divertito nella mia vita di attore in Star Trek.. Qualcosa che Jonathan ha compreso molto bene, rendendola egregiamente nel film, visto che lui - tra di noi - è sempre quello che guida gli altri verso il divertimento. E' la persona che conosco con la più grande e spontanea gioia di vivere dentro di sé.
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| Se c'è da menare le mani, Worf è sempre pronto! |
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Michael Dorn (il comandante Worf)
Il viaggio di The Next Generation non è mai finito. Da quando è terminata la serie quattro anni fa, abbiamo girato ben tre film insieme. Nel frattempo non ci siamo mai persi di vista tra di noi ed è qualcosa di molto bello che capita raramente in questo lavoro. Un fenomeno che ha contagiato anche un'attrice esterna alla serie come Donna Murhpy che dopo un po' si è sentita parte di una grande famiglia.
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| Ecco una cosa che non avremmo voluto vedere: la dottoressa con in mano un megafucile fotonico! |
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Gates McFadden (il dottore Beverly Crusher)
Come dottore il mio giuramento di Ippocrate viene prima di quello di fedeltà alla Prima Direttiva. Non possiamo arrogarci il diritto di decidere per altre persone. La nostra tecnologia, il nostro essere superiori farebbe degli appartenenti alla Federazione comunque dei mostri. Ci siamo divertiti molto a lavorare di nuovo insieme, una cosa che ci viene molto facile visto che ci conosciamo benissimo tra di noi. Questo rende tutto molto più facile sul set dove si respira un'atmosfera assai particolare.
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| Ah ah ah!! E qui cosa sta per succedere? |
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Marina Sirtis (il consigliere Deanna Troi)
E' sempre sorprendente lavorare in Star Trek ed è assolutamente fantastico che dopo undici anni di lavoro insieme ci sia sempre qualcosa di nuovo da scoprire tutti insieme. Credo che Insurrezione riavvicini Star Trek all'idea che ne aveva Gene Roddenberry, perché a differenza di Primo Contatto dove c'erano i Borg da sconfiggere, qui troviamo un problema morale da risolvere sospeso a metá tra il Bene e il Male. Non c'è una separazione tanto grande tra questi due aspetti. Il mio personaggio è cresciuto moltissimo nei tre film, diventando abbastanza diversa dal personaggio delle serie. Deanna è diventata meno cerebrale e maggiormente disposta a divertirsi. Mostra al pubblico il suo lato umoristico e allegro. E questo costituisce per me una sfida nei confronti di me stessa come attrice.
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| Non vi ricorda una scena molto simile con la madre del protagonista in Brazil di Terry Gilliam? |
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F. Murray Abrahams (Ahdar Ru'afo)
La cosa che mi ha sempre colpito di Star Trek di cui sono un grande fan è il fatto che il viaggio tra le stelle che ci propone, risulta piuttosto un sentiero spirituale che ci porta ad esplorare la nostra anima. E' impressionante trovare nello show business una perfetta macchina produttiva che agisce e si comporta come una grande famiglia. Ma non una famiglia chiusa! Si sono comportati con me in maniera squisita, facendomi sentire parte del loro mondo. Sono venuto in Italia per girare un film lasciando il set di Star Trek per un paio di settimane e quando sono partito ero in lacrime. Sarò un sentimentale, ma l'umanità presente tra gli attori di Star Trek è la stessa che consente alla serie di andare oltre l'aspetto meramente tecnologico. E' questa la grande forza di questa saga. Il raccontare storie di uomini che affrontano questioni molto umane.
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| Picard ha trovato la sua anima gemella? |
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Donna Murphy (Anij)
Lavorare con questi attori è straordinario. Sono tutti amici e soprattutto Jonathan Frakes conosce il loro modo di recitare traendo il meglio da ognuno di loro.
E' meraviglioso potere lavorare in un film che parla di filosofia e di problematiche profondamente umane in maniera tanto riuscita non solo dal punto di vista tecnologico e visuale.
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| Come fa la Flotta Stellare a essere così virtuosa se poi gli ammiragli sono sempre stupidi burocrati corrotti come me? |
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Anthony Zerbe (Ammiraglio Matthew Dougherty)
Tutto è legato alla politica e anche in Star Trek - prima o poi - ci sarebbe dovuto essere questo confronto tra gli ideali e lo stato delle cose. Il mio personaggio è in questo senso l'esatto opposto di Picard. Un uomo che subisce passivamente i suoi ordini, e tutt'altro che lontano dal lasciarsi corrompere.
Star Trek - L'insurrezione (Star Trek Insurrection, USA, 1998) - Regia: Jonathan Frakes - Sceneggiatura: Michael Piller - Soggetto: Rick Berman - Cast: Patrick Stewart, Jonathan Frakes, Brent Spiner, LeVar Burton, Michael Dorn, Gates McFadden, Marina Sirtis, F. Murray Abraham, Donna Murphy, Anthony Zerbe - Distribuzione: UIP - Durata: 103 min. - Sito internet: www.insurrection.startrek.com
Tutte le foto sono tratte dal sito ufficiale www.insurrection.startrek.com e sono copyright Paramount Pictures.
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