di
Roberto Sturm


Sangue Sintetico:
Sogni di domani





Parlando ancora di Sangue Sintetico, presentiamo ai lettori di Delos l'introduzione al volume del curatore Roberto Sturm, e i profili dei quattordici autori inclusi nell'antologia.

Il saggio Houdini e Faust, Breve storia del cyberpunk, edito da Baldini & Castoldi, scritto dalla coppia Caronia e Gallo traccia la linea di demarcazione, di confine, tra due categorie di autori e fruitori di fantascienza agli antipodi tra loro.
Questa differenza sostanziale è visibile anche in Italia, nonostante la letteratura di genere sia stata relegata, fino a pochi anni fa, ad un semplice fenomeno di sottocultura.
Il fattore discriminante nella scelta degli autori proposti, oltre naturalmente al valore oggettivo dei testi, è stato quello di rivolgersi a scrittori che non vedessero le proprie opere come semplici strumenti di previsione. Fortunatamente, le doti richieste oggi a uno scrittore di fantascienza non sono più quelle di anticipare le scoperte scientifiche o l'evoluzione tecnologica. Credo che la prerogativa principale della fantascienza, che oggi si pone all'attenzione generale considerate le sue peculiarità come letteratura di fine millennio, sia quella di analisi, di indagine del presente.
Senza le limitazioni di tempo e di spazio imposte dal realismo risulta più facile una speculazione letteraria che porta a estremizzare, in un futuro più o meno prossimo, fatti e situazioni che condizionano la società attuale.
La prima svolta all'interno della letteratura di fantascienza si è avuta, senza dubbio, agli inizi degli anni sessanta, con l'avvento sulla scena mondiale della New Wave, un movimento inglese che ha rinnovato profondamente il genere. James Ballard, Samuel Delany, Thomas Disch, Michael Moorcock e John Brunner, per citare solo alcuni dei nomi più famosi, abbandonano i vecchi canoni per offrire punti di vista più radicali e tecniche stilistiche innovative.
Come manifesto del gruppo, viene adottato un intervento di James Ballard del 1962 dal titolo "Qual è la strada per lo spazio interiore?"
"Le trasformazioni più importanti che avverranno nell'immediato futuro non avverranno sulla Luna o su Marte, ma sulla Terra; è lo spazio interno e non quello esterno che necessita di essere esplorato. L'unico pianeta veramente straniero è la Terra".
Le parole di Ballard fanno comprendere come il distacco dai vecchi canoni tradizionali della fantascienza sia stato radicale.
Irrinunciabile, per approfondire l'argomento, l'antologia Dangerous Visions (Mondadori, 1991), curata da Harlan Ellison e pubblicata nel 1967, punto di riferimento della New Wave.
Ma il colpo di grazia definitivo a una fantascienza sfruttata e obsoleta arriva nel 1984, anno di pubblicazione di Neuromante (in Italia pubblicato nel 1986 dall'Editrice Nord) di William Gibson, probabilmente il romanzo di genere più conosciuto anche ai non addetti ai lavori insieme a Mirrorshades (Bompiani), l'antologia curata da Bruce Sterling, considerato il teorico del gruppo.
Le vecchie tematiche sono sovvertite, vengono inseriti nuovi elementi (l'interazione uomo/macchina e l'uso di protesi tecnologicamente all'avanguardia per migliorare la funzionalità dell'essere umano, ad esempio), e con l'ausilio di stili e linguaggi nuovi il cyberpunk si propone all'attenzione del pubblico imponendo alla società nuovi modelli di comunicazione.
Oltre ai già citati e più conosciuti Gibson e Sterling, fanno parte del nucleo storico del cyberpunk anche Rudy Rucker, John Shirley, Michael Swanwick e Pat Cadigan.
In leggero regresso di popolarità in USA, almeno dal punto di vista letterario, il cyberpunk sembra conoscere ora in Italia il momento di maggior successo.
E' recentissimo l'interesse di diverse Case Editrici nazionali per la fantascienza.
Il merito maggiore di questo rinnovato interesse è senza dubbio da attribuire a Valerio Evangelisti che con il suo ciclo di Eymerich (sei romanzi pubblicati in rapida successione da Mondadori), ha fatto sì che la fantascienza italiana uscisse dal ristretto ambito amatoriale che precedentemente occupava.
L'attenzione dei lettori è stata successivamente alimentata da diverse antologie di racconti pubblicate da alcune Case Editrici (Stampa Alternativa, la collana Scintille del settimanale "Avvenimenti", la stessa Mondadori) e da alcuni romanzi pubblicati soprattutto nella collana Urania della Mondadori.
Nonostante le prove non sempre convincenti sia di autori consolidati che di autori alla loro opera prima, l'appuntamento annuale con il vincitore del Premio Urania è stato senza dubbio uno stimolo importante per rivitalizzare un genere non considerato come meritava. Di questo bisogna dare atto a Giuseppe Lippi, attuale curatore della collana della Mondadori.
L'ultimo romanzo vincitore del Premio, Ai margini del caos (Urania n.1348), di Franco Ricciardiello (che non è il solo vincitore di questo concorso che ospitiamo nell'antologia), è un chiaro esempio di come la letteratura di fantascienza oggi in Italia non abbia nulla da invidiare a letterature considerate a torto più impegnate e più serie.
Le possibilità editoriali fino a poco tempo fa impensabili hanno messo in evidenza, infatti, una cultura di genere consolidata e una schiera di autori che garantiscono una validissima qualità di contenuti e di stile.
Dimenticati i tempi degli ammiccamenti verso la fantascienza anglosassone, la maggior parte degli autori ha raggiunto una maturità artistica tale da poter percorrere strade autonome, senza l'ausilio di modalità precostituite e con un'originalità di argomenti che sorprenderà coloro che non hanno mai praticato la fantascienza italiana.
Le proiezioni future, gli scenari più o meno prossimi immaginati dagli autori nei racconti che presentiamo sono molto diversi, a volte addirittura contrapposti. Credo che ciò, invece che una contraddizione, sia un chiaro segnale della vaghezza e della precarietà del nostro tempo, peculiarità date dalla sua collocazione tra due secoli, due millenni e, forse, due ere in cui basta un piccolo dettaglio per cambiare il corso del futuro.


Qualche nota sui racconti per i lettori di Delos

Il rischio più grande, per chi si appresta a curare un'antologia di racconti di autori diversi, è quello di ritrovarsi, alla fine, di fronte a un prodotto disomogeneo o poco articolato.
Rischio ingigantito se poi il materiale non abbia una traccia monotematica che leghi, che saldi le diverse peculiarità dei racconti.
Devo dire che mentre raccoglievo il materiale, mi sono spesso chiesto se sarei riuscito ad evitare questo difetto ad un'antologia legata dal termine cyberpunk, e ancora oggi non so (e non credo spetti a me dire) se ci sono riuscito o meno.
Confesso che per cercare di raggiungere un prodotto omogeneo, abbastanza compatto, ho deciso, fin dall'inizio, di rivolgermi ad autori che conoscevo e che ritenevo avessero, secondo me, una sensibilità e dei principi letterari compatibili.
Sarebbe disonesto affermare infatti, sia per me che per gli autori presenti nel volume, oltre che per i lettori, che gli undici scrittori di Sangue Sintetico sono simili.
Del resto, quando qualcuno affermerà che cyberpunk non è la parola giusta per definire i racconti presenti nell'antogia, io non avrò troppe argomentazioni per smentirlo.
In effetti, quando ho riletto i testi prima della stampa, mi sono reso conto di trovarmi di fronte a materiale che attraversava l'esperienza cyberpunk partendo da tematiche precyberpunk fino ad arrivare al primo postcyberpunk..
Nonostante questo non fosse un obbiettivo che mi ero dichiaratamente posto all'inizio, ho successivamente constatato che era qualcosa che almeno inconsciamente ho perseguito durante la raccolta del materiale.
Che senso avrebbe avuto altrimenti chiedere a Vittorio Catani proprio quel racconto? Scritto nel 1985, un anno prima dell'apparizione in Italia di Neuromante di Gibson, L'angelo senza sogni possiede indubbiamente, oltre ad una rara forza evocatrice, molte delle tematiche che hanno anticipato l'irrompere del fenomeno letterario cyberpunk.
Così come il racconto di Franco Forte, che ho deciso subito di inserire per come tratta il rapporto uomo/macchina, la fusione carne/metallo in un racconto che innegabilmente ci riporta ad atmosfere ballardiane e dickiane, autori a cui i maggiori esponenti del cyberpunk letterario hanno sempre espresso pubblicamente un debito di riconoscenza.
Per i nomi dell'ultima generazione, mi sono rivolto a scrittori che avevano gravitato attorno all'area "Intercom". Nonostante due di essi non siano mai stati autori prolifici, garantivano una qualità sicuramente superiore alla media. Soldati, di De Rosa, già pubblicato anni orsono su "Intercom", mi aveva già colpito per la freschezza dello stile e l'originalità della storia. Uno dei più bei racconti di fantascienza italiana che abbia mai letto. Scalone, vincitore della prima edizione del Premio Intercom, con M. (mille mondi ancora), già pubblicato su "Carmilla" esplora in maniera convincente l'argomento universi paralleli sfruttando tematiche molto attuali. Emiliano Farinella, pur molto conosciuto nell'ambiente, fa parte proprio della generazione più recente. Il suo racconto, abbastanza vicino come tematica a quello di De Rosa, offre ulteriori spunti di riflessioni sugli esseri sintetici. Anche questo argomento portante del cyberpunk.
Di Alberto Henriet avevo sempre ammirato il coraggio di affrontare argomenti difficili, scomodi, con un linguaggio e uno stile spesso estremi. Di Danilo Santoni una sensibilità di linguaggio e tematica difficilmente riscontrabili nel panorama degli autori italiani. Peculiarità che i lettori potranno indubbiamente ritrovare nei loro racconti presenti nell'antologia.
Anche Francesco Grasso, del resto, conferma la sua fluidità di stile e linguaggio e la capacità di affrontare argomenti oggettivamente difficili con una semplicità a volte disarmante per il lettore.
Ricciardiello e Gallo fanno parte di quel gruppo consolidato di autori che hanno fatto e stanno facendo (come altri autori dell'antologia) la storia della fantascienza italiana. Sono autori che conosco da moltissimo tempo, direi amici, per cui è stato istintivo rivolgermi a loro. Che ancora una volta non mi hanno deluso e, sono convinto, non deluderanno i lettori. Le loro storie, come al solito, sono convincenti, dotate di una struttura solida, supportate da uno stile moderno e da un linguaggio attuale che portano le loro opere ben oltre i confini della letteratura di genere.
Unico neo, probabilmente, il racconto del curatore. Ma Sangue sintetico era all'inizio nato per essere uno speciale di "Intercom". Poi il destino, sotto forma di casi fortuiti, ha fatto sì che si trasformasse in una pubblicazione professionale. A quel punto
Tutto questo per dire che secondo me Sangue sintetico può essere considerata un'iniziativa che tenta di attraversare il cyberpunk in più di una delle sue sfaccettature, cercando di attingere dalle diverse esperienze e dalla diversa sensibilità di autori che, comunque, hanno fatto molto per la fantascienza italiana.
E nonostante la lunga gestazione dell'antologia (più di due anni, per motivi di diversa natura), credo sia importante sottolineare come i racconti abbiano tutti mantenuto inalterata la loro attualità.
Adesso saranno i lettori, spero, a dire la loro.
Doverosa, e non certamente accademica, oltre al ringraziamento agli autori dei racconti, una menzione speciale per la coppia Gadducci/Tavosanis e per Piergiorgio Nicolazzini che con la loro sempre disponibile professionalità, hanno contribuito non poco, con i loro saggi in coda al volume, a tracciare una panoramica e delineare una situazione più completa del fenomeno cyberpunk e oltre.


Gli autori

Gli autori che compongono questa antologia sono personaggi piuttosto noti del panorama fantascientifico italiano, tre di loro hanno vinto il Premio Urania; Nicolazzini, Tavosanis e Gadducci sono dei noti critici; altri saranno noti ai lettori per averli già incontrati sulle pagine di Delos o di Intercom.
Vediamo un po' più da vicino chi sono...

VITTORIO CATANI Catani è nato a Lecce nel 1940. Ha vinto il Premio Urania 1989 con il romanzo Gli universi di Moras (Urania 1120, Mondadori). Fra le sue pubblicazioni più importanti ricordiamo: l'antologia L'eternità e i mostri (Galassia, 1972) e i romanzi brevi I guastatori dell'Eden (Liguori,1993), Il pianeta dell'entropia (Robot 22, 1978), L'uomo centenario (Urania Millemondi 1991), Replay di un amore (Schena, 1994).
E' noto ai lettori di Delos per la cura della rubrica sui classici della narrativa italiana fantascientifica Quando le Radici.

GIUSEPPE DE ROSA Nato a Foggia nel 1967, ma vive a Palermo dove lavora come grafico e creativo per l'agenzia pubblicitaria che ha aperto in città. Si è inserito nel panorama fantascientifico nazionale negli anni '80; all'inizio degli anni '90 ha dato vita ad una originale rivista amatoriale, Terminus, (http://www.neomedia.it/terminus), pubblicata anche sul Cd di "la Repubblica" Oblò 1.
Soldati, il racconto con cui è presente su Sangue Sintetico ha la peculiarità di essere servito come sceneggiatura per un fumetto.

EMILIANO FARINELLA E' nato il 19 Aprile 1976. Ha collaborato in passato con Giuseppe De Rosa che l'ha introdotto alla fantascienza, per poi approdare su Intercom e Delos.

FRANCO FORTE Milanese, del 62. Lavora presso "il Giorno" ed è attivissimo nel settore fantascientifico e oltre. Fra le testate con cui collabora abitualmente: "Avvenimenti", "Urania", "Avvenire" e "Olis". Ha pubblicato centinaia di suoi racconti in Italia e all'estero, nel 1990 ha pubblicato il romanzo Gli eretici di Zlatos presso l'Editrice Nord, e nel 1996 la raccolta Chew-9 per la Keltia Editrice, ma quello che l'ha reso più popolare è stata la sua attività di curatore.
Franco Forte, l'antologiaio, l'uomo che ha convinto gli editori a investire sulla fantascienza italiana prima ancora del fenomeno Evangelisti. Fra le numerose antologie che portano il suo nome come curatore: Fantasia, Horror Erotico e Cyberpunk per Stampa Alternativa; Terzo Millennio per l'Editoriale Avvenimenti; la recente uscita di Garden editoriale, I mondi di Delos; inoltre, con Giuseppe Lippi, Strani giorni, antologia di racconti di autori italiani pubblicata dalla Mondadori nel marzo 1998.

DOMENICO GALLO Gallo è un personaggio forse un po' schivo e riservato è un elemento di notevole spessore culturale. Gallo è nato a Genova nel 1959, ed è laureato in fisica. Scrive fantascienza da 20 anni, attraversando numerose iniziative underground come "Crash", "Un'ambigua utopia", "Intercom". Di recente ha pubblicato con Baldini e Castoldi un volume sulla cultura cyberpunk, Houdini e Faust, scritto assieme ad Antonio Caronia, e questo volume rappresenta il punto di riferimento critico sul cyberpunk in Italia. Collabora con "La gola", "Virtual", "Alphaville", "Pulp". I suoi racconti sono stati pubblicati in alcune antologie italiane come My generation (Nuova Eri), I racconti dell'apocalisse (SEI), Cyberpunk (Stampa Alternativa), e altri sono di imminente pubblicazione.

FRANCESCO GRASSO Siciliano di Messina, dallo spirito pungente, capace di esprimere in modo intelligente una notevole vena ironica. Un personaggio noto al pubblico di Delos. Attualmente vive e lavora a Roma. Ha vinto anche lui il Premio Urania col romanzo Ai due lati del muro (Urania n. 1189, Mondadori). Fino a quel momento assolutamente sconosciuto nel mondo della fantascienza italiana, si è imposto all'attenzione di tutti con quel romanzo e da quel momento ha pubblicato articoli e racconti su varie riviste professionali e antologie affermandosi in diversi concorsi letterari a carattere nazionale. Recentemente il suo racconto Nel ventre di Napoli è apparso nell'antologia Strani giorni.

ALBERTO HENRIET E' nato ad Aosta il 14 ottobre 1962, ha studiato al D.A.M.S. (Indirizzo Spettacolo) di Bologna. Ama il cinema di Greenway, i romanzi di Moorcoock e attualmente cura la rivista amatoriale "Diesel", specializzata nei vari generi della letteratura fantastica. Ha al suo attivo la pubblicazione di una serie di racconti in antologie e su testate varie.

FRANCO RICCIARDIELLO Ricciardiello è uno dei più stimati autori della nuova generazione, ha vinto il Premio Urania 1998 con il romanzo Ai margini del caos, pubblicato nel novembre scorso da Mondadori (Urania 1348). Ricciardiello si distingue per la sua attenzione al processo di documentazione che sta dietro le sue opere, produce una letteratura con un notevole spessore oltre che estetico anche nei contenuti. Ha curato la rivista amatoriale "The Dark Side" dal 1989 al 1991, passando poi nella redazione di "Intercom". Autore del romanzo, La Rocca Dei Celti, Ed. Ambra, Alessandria 1987, ha pubblicato oltre 40 racconti su riviste e antologie professionali. Ha collaborato a Scrivere, corso di scrittura creativa, edito a fascicoli settimanali dalla Fabbri Editori.

DANILO SANTONI Vive e lavora a Terni. uno di quei personaggi che ha subito compreso il valore della nuova fantascienza e del cyberpunk in particolare, provando per quanto possibile a importarlo in Italia. Ha curato Intercom in una fase critica traducendo testi di critica e narrativa che altrimenti non sarebbero mai giunti in Italia. Svolge l'attività di traduttore professionista e sue traduzioni sono presenti nell'antologia Mirroshades (Bompiani) e Cavalieri elettrici (Theoria), curate da Daniele Brolli.

FRANCESCO SCALONE Pugliese, da anni vive a Bologna. Vincitore della prima edizione del Premio Intercom per racconti, attualmente fa parte della redazione di Carmilla, rivista di letteratura di fantascienza diretta da Valerio Evangelisti.

ROBERTO STURM Sturm è un'altra di quelle personalità defilate e decisamente poco protagonista che sembrano affollare quest'antologia. Può vantare un risultato considerevole, non ha scritto moltissimo, ma quasi tutti i pezzi della sua produzione hanno trovato un ottimo piazzamento in qualche concorso letterario. nato ad Ancona nel 1959, dove vive e lavora. Ha al suo attivo una trentina di racconti pubblicati su riviste amatoriali, professionali e su diverse antologie. Collabora con le riviste "Intercom" e "Carmilla".

FABIO GADDUCCI E MIRKO TAVOSANIS Critici, saggisti e curatori, fanno parte del gruppo fondatore della rivista "Blade Runner" e hanno praticamente collaborato con tutte le testate specializzate esistenti ed esistite in Italia. Curatori della versione italiana dell'antologia Strani attrattori, edita dalla Shake di Milano, sono collaboratori fissi del settimanale "Avvenimenti", per cui hanno curato Futuri di Guerra, un'antologia di racconti politici.

PIERGIORGIO NICOLAZZINI Vive e lavora a Milano, è uno stimato curatore di diverse collane di narrativa e saggistica. Un esperto di fantascienza di grande valore, e un estimatore della nuova fantascienza. Si occupa attivamente a livello critico e editoriale, di temi e autori della nuova fantascienza, postcyberpunk, avant-pop e altre letterature di frontiera. Per l'Editrice Nord ha curato varie antologie tematiche, fra cui I mondi del possibile (1993) sulla storia alternativa, Cyberpunk (1994), la più ampia sulla nuova fantascienza, e L'uomo duplicato (1997) sulle narrazioni legate a genetica e clonazione. Nel campo della scrittura creativa ha curato il periodico Scrivere. Ha collaborato a moltissime iniziative e pubblicazioni, in Italia e all'estero, tra cui le riviste "Robot", "Aliens", "Ucronia" e "Pulp", "Letterature di fine millennio".



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