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| Wing Commander |
(Wing Commander, USA, 1999) - Regia: Chris Roberts - Sceneggiatura: Chris Roberts - Kevin Droney - Cast: Freddie Prinze Jr., Saffron Burrows, Tchéky Karyo, Jürgen Prochnow - Distribuzione: Cecchi Gori - Durata: 100 min. |
Recensione di Marco Spagnoli
C'erano una volta "i pellegrini". Un gruppo di intrepidi navigatori delle stelle, capaci di andare liberi nello spazio senza badare troppo alla strumentazione elettronica. Poi questi eretici furono perseguitati e cacciati quando iniziarono a sentirsi simili a dei, staccandosi dal genere umano che - in seguito - si trovò invischiato in una guerra senza tregua contro i terribili alieni Kilthai. Così la flotta della Confederazione si trova ad affrontare questi nemici, lanciando dai suoi incrociatori stellari caccia stellari armati di tutto punto e guidati da intrepidi piloti. Fino a qui il soggetto interessantissimo di questo film che pur copiando il titolo di un famoso gioco, rivendica in piena autonomia una visualità originale e affascinante, dove le astronavi e i piccoli caccia ricordano più che altro i film di guerra ambientati durante la guerra del Pacifico tra Americani e Giapponesi come La battaglia delle Midway e Da qui all'eternità. Il problema è che nonostante tutte queste chances per dare vita a un film intelligente e interessante, fondato sull'originalità della sceneggiatura, il regista Chris Roberts ha preferito buttare all'aria tutto quanto per realizzare un film penoso e retorico, fatto di luoghi comuni e di situazioni già viste e prevedibili. Una delusione notevole che rende Wing Commander una pellicola fastidiosa e senza senso, dove lo spreco di risorse e di mezzi risulta talmente irritante da rendere palesemente ridicoli e senza senso dialoghi e situazioni.
Tutto questo a fronte di effetti speciali discreti e di una storia da sviluppare sulla traccia di un tema abbastanza originale come quello della mistica delle stelle, dove gli uomini riescano a entrare in una sorta di simbiosi sincronica con gli astri che ne segnano il cammino. Ma tutto questo non lo vedremo in Wing Commander che preferisce seguire l'andamento banale e scontato di un film TV, qualitativamente inferiore a qualsiasi episodio di Star Trek, di Babylon 5 o di Spazio 1999.
Una storia scarnificata al limite del ridicolo che nemmeno la presenza di attori consumati come Tchéky Karyo e Jürgen Prochnow riesce a risollevare da un baratro di stupidità e qualunquismo.
 
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