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| Quando le radici Rassegna storica della fantascienza italiana | |||||||||
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Introduzione
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Stavolta tuttavia proponiamo il risvolto "serio" di Verrengia. Il racconto I giorni della crisalide fu pubblicato nel 1985 (benché la sua stesura fosse precedente di qualche anno) nel volume dei racconti finalisti al primo Premio Città di Montepulciano. Lo ripresentiamo qui, perché a nostro avviso si trattava di una storia di sf abbastanza insolita: il personaggio narrante, disincantato e cinico, sembrava uscito dalle pagine di un romanzo hard boiled (dicevamo che l'autore è giallista), ma lo si scopriva subito impastato con un pizzico di autoironia e di una sensibilità introvabile in un Marlowe; la scrittura era tutt'altro che sciatta, o di routine; inoltre l'opera si dipanava per alcune pagine come una storia maistream, anche se era intuibile l'esistenza di un mistero. Il quale alla fine si rivelava decisamente fantascientifico, pur richiamando certe atmosfere del fantastico, con allusioni al mito. Dal canto nostro aggiungiamo che, come può accadere in storie simili, è trasparente anche una sua valenza psicanalitica: ovvero l'eterna paura del maschio di essere solo un'astuzia di... Be', non è il caso di svelare la trama. Concludiamo con una curiosità: come per il romanzo di Ricciardiello vincitore del Premio Urania - Ai margini del caos - anche il soggetto de I giorni della crisalide gravita attorno a un fascinoso dipinto (e se vogliamo citare tutte le coincidenze, ammesso che significhino qualcosa, anche Ricciardiello era in quel volume dei premiati al Montepulciano).
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