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Raf Scelsi: Siamo nati ufficialmente nel 1988, ma il collettivo che poi darà avvio alla S. già esisteva nei primi anni ottanta. Si è conosciuto facendo cose in giro per Milano, nei luoghi di aggregazione di allora e in particolare nella Libreria Calusca. Tra le cose di quegli anni c'è la fondazione del Virus, di una serie di fanzine (Hydra mentale, Fame, Comandino Puré, la partecipazione a Contamin/Azione), l'apertura dello spazio punk nella Calusca, l'occupazione del Teatro di Porta Romana nelll'84, per contestare un ignobile convegno di sociologi di criminalizzazione sul punk. Inoltre la fondazione dell'Helter Skelter, un luogo di produzione di cultura off (cinema, teatro, musica, idee). Inoltre abbiamo tenuto la trasmissione Tensioni Radiozine a Radio Popolare per circa due anni (1985-86) e contemporanemaente abbiamo fondato un gruppo di musica industrial (Hydra mentale) e poi siamo partiti con la rivista Decoder, il cui collettivo ha cominciato a trovarsi già nel 1985. Poi da lì la voglia di fare più regolarmente editoria. Ma un'editoria un po' diversa, non solo nei contenuti, ma anche e soprattutto nella forma: l'uso del multimedia e dei vari supporti mediatici è inscritto nel nostro Dna fin da allora. Delos: Vuoi parlarci brevemente delle vostre collane?
Raf Scelsi: Col tempo le collane si sono diversificate, in base anche ai nostri interessi e anche alle sollecitazioni che sono arrivate dai ns. collaboratori. Delos: Nel vostro catalogo ci sono molti libri di fantascienza, tra l'altro tutti titoli davvero eccellenti. Qual è il vostro rapporto con questo genere? Siete appassionati di sf, oppure la vedete solo nell'ottica del genere cyberpunk?
Raf Scelsi: Abbiamo sempre letto fs, chi più chi meno. Ma la botta decisiva fu senz'altro l'incrocio con il cyberpunk. Una scossa elettrica, che ci entusiasmò subito, al pari di Ballard, Dick e per certi versi Burroughs, che erano le cose che allora più ci appassionavano.
Raf Scelsi: La verità è che il cyberpunk è stato talmente forte da contaminare non solo la sf ma anche la letteratura mainstream, per certi versi. Perdendo necessariamente così alcuni di quei connotati di unicità che aveva in precedenza. Però non mi sembra che sia apparso nulla di così nuovo dopo Stephenson, che a vario titolo può essere considerato un esponente della seconda generazione cyberpunk. Forse la cosa più diversa che ho letto è Greg Egan, ma è troppo presto per definirlo un nuovo genere. Delos: Ti confesserò una cosa: io ho iniziato a interessarmi di telematica dopo aver letto Giro di vite contro gli hacker, di Bruce Sterling, pubblicato da voi. Visto che ora mi guadagno da vivere facendo il consulente specializzato in internet, forse vi devo una percentuale del mio stipendio! Che ne pensi di quel libro, che personalmente trovo tuttora attualissimo?
Raf Scelsi: Bene, bene... Non chiediamo i soldi. E' sufficiente la menzione. Poi la giro questa cosa agli altri, che sicuramente si gasano. Il fatto di essere utili agli altri con le cose che fai è la più bella ricompensa che si possa avere. Delos: Molta parte del vostro catalogo non legato alla fantascienza riguarda tematiche della cultura cyberpunk, come i rapporti fra telematica e diritti, evoluzione del copyright (tema su cui tu stesso hai pubblicato uno dei testi più interessanti, No Copyright), e così via. Com'è l'interesse verso queste tematiche? Sta crescendo insieme con la popolarità dei media telematici, o piuttosto diminuisce?
L'offerta di info è cresciuta e al contempo si è diversificata. In questo senso il fatto di curare, per Feltrinelli, la collana InterZone, ha permesso anche al mondo accademico, sino allora cieco su questi temi, di aggiornarsi in modo significativo. Ma su queste questioni siamo ancora all'inizio. Bisogna ancora raggiungere la massa critica... Delos: In questo numero di Delos parliamo di Nell'anno della signora, romanzo di Carlo Formenti, e qualche numero fa abbiamo parlato di Retrofuturo, l'antologia di Vittorio Curtoni, entrambi volumi editi da voi. Sembrani titoli un po' atipici per le vostre collane, sia perché non sono esattamente cyberpunk, sia perché sono italiani. E' una nuova direzione o sono eventi isolati?
Raf Scelsi: Mah, entrambi i titolo hanno al centro della trama la questione della tecnologia. Certamente ognuno in modo diverso. In Formenti la tecnologia è il perturbante che sconvolge con il suo arrivo la tranquilla vita di una società neomedioevale del futuro, in Curtoni più con delle assonanze di tipo ballardiano. Delos: La vostra collana Cyberpunkline è arrivata in finale al Premio Italia 1999. Com'è il tuo rapporto, se ne hai uno, con il mondo degli appassionati di fantascienza in Italia?
Soprattutto credo che la fs abbia molto da dire in generale. Dovete sapere, non che sia importante, che mi sono laureato in filosofia e ho sempre visto con preoccupazione il fatto che la filosofia non fosse in grado di raccontare la fine di questo millennio. Per certi versi è afona, non trova le parole, ma nemmeno le categorie, i concetti... Ora, un po' di anni fa mi venne in mente un altro periodo storico, che ha forse alcune analogie con oggi: il passaggio tra Cinque e Seicento. Provate a guardare la scrittura di allora. La filosofia è chiara, scrive con grandi iperbole: Francesco Bacone (Novum Organum), Campanella (La città del sole) Cartesio (Il discorso sul metodo). Ma è soprattutto Galilei che con il Saggiatore, un furbo dialogo costruito su più giorni, riesce a parlare delle nuove teorie cosmologiche, e in cui la scrittura è certi versi di tipo narrativo, un vero e proprio romanzo. Ora, due libri che mi hanno ricordato il Saggiatore, mutando chiaramente i concetti lo stile le finalità, sono stati Isole nella rete di Sterling e L'era del diamante di Stephenson. Per certi versi alla base di questi due libri (ma non solo) c'è una visione filosofica del futuro. E' in realtà l'unico modo di parlare di futuro, maneggiando concetti importanti, senza aver bisogno di dover dimostrare nulla. Basta convincere e far scattare qualcosa dal punto di vista immaginativo. Ecco la fantascienza è anche questo. Lunga vita alla fantascienza, perciò. Ringraziamo Raf "Valvola" Scelsi per la disponibiltà; chi volesse contattarlo direttamente pu˜ scrivere all'indirizzo rafvalvola@iol.it.
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