
Protagonista dei film della serie Nightmare nel ruolo di Freddy Krueger, Robert Englund, cinquanta anni appena compiuti, di persona è un uomo molto simpatico con lo strano vizio di portare sempre calati sugli occhi degli occhiali da sole che lasciano solo intravedere lo sguardo terrorizzante dell'alieno di Visitors o del mostro malefico nato dalla mente di Wes Craven. Lo abbiamo incontrato a Roma in occasione del recente Fantafestival di cui l'attore americano è stato l'ospite d'onore.
Delos: Mr. Englund, non le sembra che il politically correct imperante nella cultura americana sia entrato di prepotenza anche nel cinema dell'orrore, spesso pregiudicando la loro riuscita?
Robert Englund: Sì, ha perfettamente ragione. E' qualcosa che è diventata un'ossessione ridicola che in qualche maniera ha modificato sensibilmente la maniera di intendere il cinema. Nella cinematografia del terrore oggi esistono due diverse tendenze. Una che potrebbe essere rappresentata da pellicole come Il silenzio degli innocenti o A sangue freddo di Truman Capote, che assomigliano di più a dei documentari romanzati di qualità su quello che accade nel mondo oggi. I film di Freddy Krueger o della serie Alien offrono una via di scampo fantastica da quello che accade oggi nel mondo. Credo, però, che le cose più terribili si siano viste recentemente sulla CNN durante la guerra in Kosovo.
Delos: Cosa pensa del film fantastico di maggior successo del 1999: The Matrix?
Robert Englund: Lo considero assolutamente meraviglioso. Un grande film.
Delos: Il suo ultimo film che abbiamo visto qui in Italia è Urban Legend. Una pellicola nata sul filone inaugurato da Scream dove lei sorpresa, sorpresa ritenuto da tutti un mostro è, invece, una vittima
Robert Englund: Sono sempre molto contento di lavorare in pellicole dove non sono costretto a sottopormi a un trucco pesante. E questo è uno dei motivi per i quali mi sono molto divertito a partecipare a Urban Legend. Qualcosa da molto diverso da Wishmaster dove grazie agli effetti speciali il mio stomaco, usciva dalla mia bocca.
 |  |
 |
| Freddy Krueger e Jason in un episodio dei Simpson, entrambi doppiati da Englund |
 |
Delos: Lei crede che gli effetti speciali siano del tutto essenziali per le storie da raccontare?
Robert Englund: No, sono sempre gli attori e le trame a contare più di ogni altra cosa. Nessun alieno digitale come quelli di Guerre Stellari Episodio I potrà sostituire la magia di interpreti come Marlon Brando e Marcello Mastroianni. Anche se i nuovi registi di Hollywood giocano con le tecnologie come i bambini con i trenini elettrici, si arriverà certamente a un equilibrio tra tecnica e gli ingredienti classici del cinema.
Delos: E cosa pensa di remake come quello di Psycho diretto da Gus Van Sant?
Robert Englund: Mi domando solo perché lo abbiano realizzato amo il lavoro di Van Sant, ma questa cosa proprio non la capisco.
Delos: Le piacciono X files e Millennium?
Robert Englund: Adoro entrambe le serie, anche se devo dire che preferisco di gran lunga Millennium che migliora puntata dopo puntata. Non sono serie che possano essere considerate dal punto di vista dei singoli episodi. Più si va avanti, più si conoscono i personaggi, più si apprezzano anche le storie pregresse.
 |  |
 |
| Robert Englund in Visitors |
 |
Delos: Qual è a suo giudizio il miglior film di fantascienza di sempre?
Robert Englund: Aliens di James Cameron.
Delos: Che ricordo ha di Visitors?
Robert Englund: Un'esperienza personale molto importante, una serie molto originale per la quale fu utilizzata in maniera massiccia la pubblicità per la prima volta. Gli effetti speciali di V portarono la qualità dei trucchi di Guerre Stellari in televisione. Ed è anche la prima volta che sono diventato famoso per qualcosa.
Delos: Secondo lei chi è il miglior attore di sempre del cinema fantastico?
Robert Englund: Un nome solo: Boris Karloff.
 |  |
 |
| Robert Englund interpreta Robert Englund, nell'ultimo episodio di Nightmare |
 |
Delos: Si dice che il prossimo episodio di Nightmare vedrà scontrarsi Freddy Krueger contro Jason, il protagonista della saga di Venerdì 13
Robert Englund: Sì, e molto probabilmente verranno realizzate due versioni: una in cui muore Freddy e l'altra in cui muore Jason. Ma il pubblico non saprà fino alla fine qual è quella cui sta assistendo.
Delos: Sarà davvero l'ultimo film della serie Nightmare ?
Robert Englund: Credo proprio di sì. Altrimenti il prossimo Freddy sarà molto vecchio. Forse, troppo per spaventare chiunque.
Delos: Come amante del cinema di fantascienza, quale sarà nel nuovo millennio la linfa per la cinematografia fantastica?
Robert Englund: Confido molto nell'adattamento dei romanzi cyberpunk. Inoltre credo che si potranno sempre portare nuovamente sullo schermo i film tratti da romanzi. Come Fahreneit 451 di Ray Bradbury, anche se credo sarà difficile replicare il capolavoro di François Truffaut. Lasciando in pace pellicole come Psycho, magari girando i remake di pellicole anni cinquanta che avevano alle spalle una buona idea, ma non una grande riuscita dal punto di vista qualitativo e artistico.
Delos: Se dovesse citare una serie su tutte, qual è la sua preferita?
Robert Englund: Non ho nessun dubbio: Star Trek. E' quella che ha cambiato la mia vita. Professionalmente la posso associare solo al nome di William Shakespeare che mi ha instillato l'amore per la recitazione e il teatro.

|