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![]() L'uscita de La Minaccia Fantasma non può essere occasione migliore per presentarvi un'intervista a George Lucas. Pubblicato il mese scorso sul mensile giapponese Cut, l'articolo è una piacevole chiacchierata a trecentosessanta gradi sul passato, presente e... futuro di Star Wars.
George Lucas: Naturalmente Quando ho immaginato i primi film di Star Wars pensavo a qualcosa di molto simile a La Minaccia Fantasma, ma a quel tempo non era possibile creare simili visioni. Quando avevo un'idea dovevo confrontarmi con la tecnologia che non poteva metterla in pratica. Così, con gli Star Wars originali sono rimasto molto insoddisfatto, poiché non potevo fare ciò che immaginavo. Invece questa volta ho potuto realizzare qualsiasi fantasia mi venisse in mente. Cut: Perché negli ultimi ventidue anni lei ha fatto solo il produttore? George Lucas: Ero in attesa che la tecnologia si adattasse alla mia immaginazione. E poi non ho avuto tempo di fare il regista perché lavoravo come produttore, espandevo la ILM (Industrial Light & Magic, la società di Lucas che si occupa di effetti speciali) e stavo gettando le basi per la LucasArts. Cut: Si dice che fu quando vide le tecniche digitali impiegate in Jurassic Park, che capì che poteva realizzare l'Episodio I. E' stata davvero semplicemente la tecnologia a ritardare l'inizio di questi nuovi film?
Cut: Quello che si dice un processo davvero sistematico! George Lucas: Davvero (ride). Ma la cosa più difficile è stata costruire una storia che si collegasse bene con la precedente trilogia. Fare questo è stato veramente difficile. La mia intenzione era di creare una sola grande storia suddivisa in sei film, per questo ho dovuto riprodurre lo stesso contenuto emotivo e un contesto visivo simile in ogni pellicola. E' non è stato per niente facile.
George Lucas: E' vero. Dopo l'Episodio I credo che userò maggiormente le tecniche digitali: in questo modo la varietà dei personaggi potrà ampliarsi ancora di più. Nella trilogia originale, se cercavamo di dare ai personaggi alieni una maggiore personalità, eravamo costretti ad usare un uomo con una maschera di gomma sulla faccia, cosa che era estremamente difficile da rendere credibile al pubblico. Nell'Impero Colpisce Ancora ho potuto usare qualche tecnica più avanzata con Yoda e, nel Ritorno dello Jedi, ho migliorato ancora le cose con Jabba the Hutt, che era fatto un po' meglio di Yoda. Ogni volta abbiamo cercato di migliorare, ma non era un processo semplice e quei personaggi alla fine avevano sempre un qualcosa di statico. Cut: Del resto, i droidi da combattimento che appaiono nell'Episodio I risultano molto impersonali, se confrontati con le truppe imperiali della trilogia originale.
Cut: In effetti sembrano piuttosto facili da sconfiggere! George Lucas: (ride) Tutto questo argomento verrà affrontato completamente nel prossimo film. Verrete a scoprire perché gli eserciti di droidi sono poi evoluti nelle truppe imperiali. Cut: Guardando il film, ho pensato che Qui-Gon Jinn fosse il personaggio principale dell'Episodio I, e mi è sembrato che Obi-Wan rivestisse un ruolo meno importante nella trama di quello che mi sarei immaginato. Kenobi sarà maggiormente coinvolto nell'Episodio II? George Lucas: Obi-Wan è un personaggio emergente con solo una piccola storia personale alle spalle nell'Episodio I. Nell'Episodio II la sua relazione con Anakin e la Regina Amidala verrà approfondita nel corso di una storia d'amore. Infatti, l'Episodio II sarà a tutti gli effetti una love story al tempo in cui Anakin avrà 20 anni e Amidala 24. Cut: Nell'Episodio II ci sarà anche Jake Lloyd? George Lucas: No. Ovviamente sarà un altro attore a interpretare la parte di Anakin. Cut: Dal Ritorno dello Jedi sono trascorsi sedici anni, durante i quali la gente è stata senza un nuovo capitolo della storia. Io penso che sia un'esperienza molto differente per lei aspettare di fare un nuovo film, e per gli spettatori che attendono di vedere l'Episodio I. Quando lei ha iniziato la produzione del film, ha svolto delle indagini riguardo al cambiamento che può esserci stato nelle aspettative dei fan? George Lucas: Io sono sempre alla costante ricerca di quali sono le caratteristiche del mio pubblico, una cosa del tutto normale come studiare i media e tenersi al corrente delle tendenze del momento. Cut: All'inizio, la sua ricerca ha potuto darle fiducia nella popolarità che avrebbe potuto riscuotere Una Nuova Speranza, sebbene molti all'interno dell'industria del cinema non fossero d'accordo. La sua indagine dev'essere stata molto precisa.
Cut: Tutti i film di Star Wars iniziano con la frase: "Tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana..." Questa citazione è ormai molto famosa nella nostra cultura. Non si riferisce ormai solo alla fantascienza, ma alla narrativa in generale. George Lucas: Proprio così! Star Wars è soprattutto una storia. Quando studiavo mitologia al college, pensavo che avrei potuto creare un mito moderno che elevasse di un gradino il genere western, molto popolare a quell'epoca. I western seguivano grandi temi mitologici, ma oggigiorno quel west non esiste più. Il senso dei valori, che sono rimasti gli stessi per migliaia di anni, ora stanno cambiando e noi abbiamo bisogno di un nuovo modo di raccontare storie che rifletta questo cambiamento. E comunque Star Wars è un film fantasy, non fantascientifico, e questo lo si capisce proprio da quella frase all'inizio di tutti i film. Cut: Quando si prende in considerazione Star Wars, il film può essere visto come una creazione molto "americana". L'America è un paese relativamente giovane e per questo non ha antichi miti propri. George Lucas: Senza dubbio. Ho studiato i miti di tutto il globo, nessuno dei quali aveva alcuna connessione con l'America. Il mito è una specie di antica psicologia che ci permette di capire il modo di pensare dei nostri progenitori. Per questo, malgrado Star Wars sia una creazione molto americana, la gente di tutto il mondo può apprezzarlo. Cut: Quando ho visto l'Episodio I, la mia prima impressione era che fosse molto più maturo dei precedenti tre capitoli. Nella trilogia originale era ovvio al pubblico chi incarnasse il bene e chi il male. Questa volta ci sono all'opera forze differenti, che rendono lo spettatore più incerto. George Lucas: Penso di no, visto che Darth Maul e Darth Sidious sono visivamente malvagi e gli altri personaggi possono essere visti essenzialmente come dei "buoni". Ad ogni modo, sappiamo che Anakin si volgerà al male, perciò in futuro le cose sono destinate a ingarbugliarsi. Nella Minaccia Fantasma non ho fatto alcun riferimento ad Anakin rispetto al lato oscuro da cui verrà attratto. Allo stesso modo, nella precedente trilogia Vader ha seguito un percorso verso la redenzione che nessuno si sarebbe aspettato quando uscì Una Nuova Speranza. Cut: Quello che volevo dire è che nei tre film originali c'è un'ovvia distinzione tra il bene e il male, rispetto a come i personaggi si mettono in relazione con gli altri, in particolare durante le grandi scene di azione, mentre nell'Episodio I alcuni dei più salienti momenti della storia si svolgono nei momenti più calmi del film. Si può dire che Episodio I è una specie di prologo per degli sviluppi che vedremo nei prossimi episodi? George Lucas: Senza dubbio questo film è un prologo per tutti i film di Star Wars. C'è più intreccio qui che nella trilogia originale, ma lo sviluppo della narrazione sarà molto simile alla precedente trilogia. Nell'Episodio I ho dipinto il caos e lo scontro sociale, e anche in Una Nuova Speranza la storia era incentrata su due forze e a due ideali che si contrapponevano per il potere. Ma ad ogni buon conto, in entrambi i film il punto fermo è il medesimo... la protezione di un determinato modo di vivere. Cut: Ma gli appassionati più accesi vogliono che nei primi film ci sia velocità, azione ed emozioni. Per alcuni nell'Episodio I c'è troppa trama. George Lucas: Sì, questo è vero, ma la prima impressione riguardo alla trilogia originale è che fosse solo un film d'azione. E comunque una volta che il pubblico avrà visto il film alcune volte, sono certo che apprezzerà molto più il film, l'intreccio, rispetto all'azione. Del resto Star Wars incorpora un'ampia storia divisa in sei episodi, per un totale di dodici ore di immagini. Se si vedono solo uno o due film, l'intera idea non risulta chiara. Comunque con il prossimo film l'intero arco narrativo diventerà molto più distinto. Quando il pubblico potrà vedere la storia nella sua globalità, le varie sequenze di battaglia che vedono coinvolti i droidi e le truppe imperiali diventeranno molto meno importanti, e la storia sarà la forza portante della serie. Cut: Mi è stato detto che quando lei ha fatto Una Nuova Speranza, lei conosceva già la trama dell'Episodio I. E' vero? George Lucas: Avevo solo un riassunto, non una storia completa. Conoscevo i personaggi che sarebbero stati coinvolti e il loro "background", in questo modo sapevo la storia dei miei personaggi originali.
George Lucas: Non ho cambiato molto le cose... Però ho aggiunto molti dettagli, poiché ho avuto a disposizione un maggior numero di risorse tecniche di quanto pensavo possibile negli anni '70. Cut: Quali nuovi elementi ha aggiunto? George Lucas: Personaggi come Watto e Jar Jar Binks sono stati aggiunti. Nei miei appunti originali avevo deciso solo su Anakin, i due Jedi e la madre di Anakin. Quattro persone in tutto. Non c'erano personaggi in computer grafica o la scena della gara dei Pod. Però sapevo che Anakin aveva il talento innato del progettista e dell'ingegnere così, quando ho avuto l'idea della corsa, ho pensato che fosse una grande possibilità di mostrare le sue capacità. Cut: La gara dei Pod su Tatooine è la parte culminante della prima metà del film, una scena davvero emozionante. So che a lei piacciono molto la velocità e le macchine. George Lucas: Sì. Ho sempre voluto fare una scena di corsa di automobili in uno dei miei film, ma non avevo mai avuto la possibilità. Quando ero studente ho guidato molte macchine e avrei voluto guadagnarmi da vivere gareggiando... ma adesso faccio film. Per lungo tempo ho ancora avuto quel sogno. Solo una diecina d'anni fa decisi di rinunciarvi del tutto! Cut: Scommetto che lei adora quella scena. George Lucas: Oh sì! Il mio sogno si è realizzato! Ho fatto delle automobili con dei motori un po' più larghi... Cut: Star Wars parla dell'infanzia ed è influenzata dai fumetti come Buck Rogers e Flash Gordon, vero? George Lucas: Sì. Da bambino ho amato molto questi fumetti, e quando sono diventato grande ho portato i miei sogni con me.
George Lucas: Bè, non ho mai pensato che mio padre fosse malvagio, perché era una grande persona che non posso proprio confrontare con Vader! In Star Wars le figure del padre e del figlio sono simboliche. Cut: Capisco che lei non abbia usato le sue proprie relazioni personali nel film, ma dopo sedici anni, adesso che lei ha dei figli e che la sua posizione e le sue responsabilità sono cambiate, le sue idee rispetto alle relazioni familiari sono cambiate? George Lucas: Sì, il mio modo di vedere le cose sta cambiando adesso che ho dei figli, ma queste cose non sono collegate con il mondo di Star Wars, e le une non influiscono sulle altre. In questi film, le relazioni tra le persone sono usate per esprimere il salto che spesso si è costretti a fare tra il posto sicuro che noi chiamiamo "casa", e tutto un mondo più vasto, pieno di cambiamenti. Cut: Ha mai riflettuto sul perché questi temi siano a lei tanto cari? George Lucas: Non so. Sono nato in un piccolo paese (a Modesto, California, nel 1944 N.d.R.) e ho avuto un'infanzia felice. Per me era un passo molto grande saltare dentro un mondo sconosciuto che non fosse la mia casa, ma alla fine l'ho fatto, e mi sono iscritto alla scuola di cinema. Dopo essermi laureato non riuscivo a trovare un lavoro, per questo ho fondato la mia piccola compagnia cinematografica indipendente, che non era collegata al mondo del business cinematografico. All'inizio ero nervoso della decisione che avevo preso, ma ciò mi permise di fare i film che volevo. E certamente, se fossi stato a Hollywood, non avrei potuto fare Star Wars. Cut: Nell'Episodio I, ad un certo punto Qui-Gon Jinn dice ad Anakin che porterà equilibrio alla Forza. Che cosa significa? George Lucas: Se il bene e il male vengono mescolati insieme, essi diventano confusi, e niente è più tutto bene o tutto male, niente bianco o nero. Ogni cosa diventa grigia. Tutti noi esistiamo proprio in conformità ad un equilibrio di queste emozioni, e nella saga di Star Wars il punto più importante è proprio l'equilibrio, l'equilibrio tra tutte le cose. Ed è pericoloso perderlo... Cut: Capisco... George Lucas: Nella Minaccia Fantasma un membro del Consiglio dei Jedi sa già che l'equilibrio della Forza sta iniziando a scivolare via, ed è destinato a scivolare via sempre di più. E' ovvio per questa persona che sono i Sith che stanno distruggendo questo equilibrio. D'altro canto esiste una profezia secondo la quale dovrà venire qualcuno a ripristinare questa situazione di stabilità. Quando i tempi sono giusti, un nuovo equilibrio può essere di nuovo stabilito, ma in questo momento esso sta venendo corroso dalle forze oscure. Ma tutto questo verrà spiegato nell'Episodio II, per cui non posso aggiungere altro! Cut: Quando penso che Anakin diventerà Darth Vader, mi sembra che fosse meglio che egli non fosse addestrato come Jedi. Forse Qui-Gon Jinn ha commesso un errore? George Lucas: Penso sia ovvio che, nell'Episodio I egli ha torto e ha preso una decisione pericolosa, ma alla fine questa decisione può anche rivelarsi giusta. La Minaccia Fantasma parla della forza del lato oscuro dell'Universo. Anakin verrà attratto da queste energie malvagie che distruggono l'equilibrio della Galassia, ma l'individuo che uccide l'Imperatore è Darth Vader, e dunque lo stesso Anakin. Da questo punto di vista allora, sia la profezia, sia Qui-Gon Jinn sono nel giusto. Anakin è il prescelto. Sarà lui alla fine, con il suo sacrificio, a portare la pace. Luke non poteva uccidere l'Imperatore, ma ha potuto fare in modo che Anakin riflettesse sulla sua vita e uccidesse lui l'Imperatore.
George Lucas: Oh sì. E' per questo che mi accingo a dirigere io stesso anche le parti 2 e 3, giacché non riesco a spiegare un progetto così personale a nessun altro. E' più facile se lo faccio io. Fare Star Wars comporta immergermi totalmente per nove anni ed è un grosso impegno che devo prendere seriamente. Cut: E' vero che ci saranno solo sei film di Star Wars? Niente episodi 7, 8 e 9? George Lucas: Sarò troppo vecchio per fare gli ultimi tre. Star Wars conta moltissimo per me, ma voglio fare altri film nella mia carriera. Star Wars non è la mia vita. Per esempio, mi ha soddisfatto moltissimo produrre film come Mishima e Kagemusha.
George Lucas: Assolutamente no. 0%! Intervista tratta da CUT Magazine #8. Traduzione dal giapponese di Keiko Sekikawa per www.StarWarsEmail.com. Traduzione dall'inglese a cura di Alessandro Vietti
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