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| Maurizio Manzieri (a destra) con Piergiorgio Nicolazzini |
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Le ultime imprese sono quasi mirabolanti: quadri esposti nelle Convention Mondiali, copertine per riviste americane leggendarie, illustrazioni pubblicate in prestigiose antologie del meglio dell'anno. Nessun illustratore italiano aveva mai avuto tanto successo a livello internazionale. Noi, possiamo dirlo, lo abbiamo visto crescere nella grande famiglia di Delos, un grande talento ma soprattutto un grande personaggio, sempre pieno di entusiasmo e di simpatia. E' Maurizio Manzieri, autore delle copertine di ottobre di Delos e di Fantasy & Science Fiction, e scusate se è poco...
Delos: Noi ci conosciamo ormai da diversi anni, ma quando ti abbiamo arruolato nella redazione di Delos non pensavamo che ci sarebbe cresciuto in casa uno degli illustratori di maggior successo degli ultimi anni. Innanzitutto, visto che è anche il tema dell'inchiesta di Delos di questo mese, raccontaci: come ti sei avvicinato alla fantascienza?
Manzieri: Credo nel mio caso si tratti di predisposizione genetica. Un giorno nel lontano 1977 sono stato a trovare mio zio a Montréal, in Canadà, e con mio grande stupore ho scoperto che la sua abitazione era completamente invasa da tascabili di fantascienza!
Amo tutta la letteratura in generale, ma soprattutto la narrativa di genere fantastico per la sua intrinseca caratteristica di essere una letteratura di idee. Fin da piccolo ho scoperto di essere dotato di grandi capacità visionarie e di riuscire a materializzare nitidamente dinanzi agli occhi della mente le scene descritte dagli scrittori di letteratura fantastica.
Può darsi che tutto sia iniziato con un libro di Emilio Salgari, oppure con un romanzo di Urania capitato tra le mani, oppure ancora con un film di Giulio Verne alla TV. Chi può dirlo? Ho altri quattro fratelli, ma la malattia ha attecchito solo in me. Ricordo alle medie di aver letto in un'antologia scolastica un'eccezionale racconto di Arthur Clarke, dal titolo Strada Buia. Convinsi subito mio padre a comprarmi la raccolta Le meraviglie del Possibile e il Secondo Libro della Fantascienza a cura di Solmi, Fruttero e Lucentini. Da allora è stato un continuo perlustrare di librerie e bancarelle e anche se la mia biblioteca non supererà mai quella di Ernesto Vegetti, inizia a vacillare sotto il peso astronomico di centinaia di tomi e volumi d'Arte...
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| La "dama di Glasgow", prima copertina di Interzone firmata Manzieri. Poi Interzone vinse il premio Hugo. |
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Delos: Leggi molta fantascienza?
Manzieri: Fino a qualche anno fa ne leggevo un mucchio, poi gli impegni si sono moltiplicati in modo esponenziale ed oggi sono costretto a selezionare accuratamente le mie letture. Spesso mi capita di leggere in anteprima anche lavori per cui dovrò realizzare un'illustrazione.
Da ragazzo ho divorato tutti i classici: Jack Vance, Poul Anderson, Asimov, Zelazny, Lovecraft e a poco, a poco sono passato direttamente alla lettura in lingua originale, Dan Simmons, Harlan Ellison, Ursula K. le Guin, Charles Sheffield, Gregory Benford, Kim Stanley Robinson, David Weber... Cerco sempre di tenermi aggiornato sugli sviluppi di questo genere meraviglioso.
Delos: A scuola da ragazzo già disegnavi astronavi sui quaderni, o l'illustrazione è stata una passione che ti ha raggiunto più tardi?
Manzieri: Disegnavo fin da piccolo: dapprima barche a vela, poi draghi e castelli, quindi astronavi e splendide fanciulle. Sono stato sempre attratto dal contrasto tra la bellezza dell'essere umano e il fascino che si sprigiona da incontaminati paesaggi alieni, e penso che questo traspaia evidente nella maggior parte delle mie illustrazioni...
Delos: Festino quando vede un'illustrazione di Caesar praticamente cade in adorazione... quali sono gli illustratori che hanno questo effetto su di te?
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| Copertina per Cristalli sognanti 1999. |
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Manzieri: Michael Whelan, indubbiamente. Almeno un hard disk su ogni mio computer è stato battezzato con il suo nome. Certe volte sono stato lì a sfogliare con adorazione le pagine dei suoi volumi e ad ammirarne le illustrazioni per ore, studiandone ogni minimo dettaglio. Col tempo, grazie ad Internet, abbiamo fatto amicizia, intrattenendo un piacevolissimo scambio epistolare, culminato poi con l'intervista pubblicata sul numero 34 di Delos. Gli artisti che amo sono tantissimi e i loro nomi son disseminati in tutte le ere e in tutti i generi. In campo fantastico, oltre a Whelan, ammiro molto le opere di Jim Burns, Patrick Woodroffe, Barclay Shaw, Bob Eggleton, Keith Parkinson, Darrell Sweet, Royo, Gil Bruvel, David Mattingly, Keith Parkinson, Richard Hescox, Chris Foss, Tim White, Rowena...e tanti altri...
Delos: Secondo qualcuno chiunque può fare bei disegni usando il computer, ma la vera arte eè quella con tela e pennello. Io personalmente sono una dimostrazione che la prima affermazione è sbagliata... ma tu cosa ne pensi? Bastano davvero dieci minuti di Bryce per fare un'illustrazione di fantascienza?
Manzieri: No, non credo. Oggi sofisticate apparecchiature e software in grado di manipolare in modo perfetto un'immagine fotografica sono alla portata di tutti, eppure soltanto pochi riescono ad elevarsi al di sopra della soglia necessaria a farsi notare ed apprezzare da una platea internazionale. Se non fosse così, con l'avvento del computer dovremmo trovarci ormai completamente circondati da un'esercito di artisti!
Esiste il caso di illustratori come Fred Gambino, George Krauter e Dominic Harman, che si sono messi in evidenza soltanto dopo essersi impadroniti della cosiddetta "computergrafica", ma è importante sottolineare che molti di questi autori disegnavano manualmente anche prima dell'avvento del computer. Il segreto alla base di tutto sta nella fantasia dell'artista, nello stile, nelle scelte grafiche, nella sua maturità. Passare al computer ha implicato attuare una scelta ponderata, magari condizionata da fattori quali la comodità, il tempo e la precisione...
Oggi dopo le prime iniziali remore tutte le principali case editrici hanno accettato questa nuova forma di espressione tecnologica senza esitazione. Nel campo dell'illustrazione non importa come venga realizzato un lavoro, ma soltanto il risultato finale, l'idea, il messaggio dell'artista. In Italia abbiamo tanti bravissimi illustratori: Patrito, Festino, Michelucci, Reggiani, Cremonini, Scerra...e tanti altri. Ad ognuno di essi dobbiamo un favore per averci spalancato la porta su universi possibili e confinanti, per non parlare poi della scuola del fumetto italiana, considerata oggi tra le più prestigiose del mondo. E tutto ciò indipendentemente dal mezzo adottato!
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| Copertina per Saluti dal lago di Mandelbrot, Delos Book |
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Delos: Esauriti i temi generali, veniamo alla tua carrierona. Cominciamo dagli esordi.
Manzieri: Il mio primo compenso l'ho ricevuto da Giampiero Prassi, editore di The Dark Side, negli anni Ottanta. Un bel giorno, nei tempi lontani in cui abitavo all'ombra del Vesuvio, suona due volte il postino presentandomi con grande meraviglia un vaglia da lire 50.000 ed una lettera di ringraziamenti. Forse Giampiero è stata la prima persona a credere in me ed io il primo artista ad essere pagato da una fanzine italiana...!
Conservo con cura e affetto anche una spassionata lettera di The Time Machine di Padova, che accettò il mio ingresso nello staff artistico poco prima di cessare le pubblicazioni, ed anche il mio logo realizzato ad inchiostro di china per Intercom di Domenico Gallo.
Nella mia vita sono stati fondamentali gli anni in cui ho lavorato con alcuni studi grafici, realizzando marchi e illustrazioni per case automobilistiche e di moda. Nel 1988 ho diretto una campagna promozionale per i Mondiali di Calcio del '90.
La prima pubblicazione professionale di fantascienza è avvenuta invece nel 1995. In seguito a questo episodio il mio amico e fan Stefano Ghigo mi ha definito una persona dotata di poteri sovrannaturali. Il mio primo cliente è stata infatti Summa, mensile di cultura e informazione professionale dei ragionieri commercialisti! Credo che un'impresa del genere superi di gran lunga per improbabilità qualsiasi episodio di Twilight Zone!
Delos: Penso che per te abbia avuto una certa importanza la collaborazione con Marco Patrito, che tra l'altro prosegue tuttora.
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| Copertina per Ai margini del caos di Franco Ricciardiello |
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Manzieri: Marco Patrito è una delle persone più splendide che abbia mai conosciuto. Ed è un grande. Secondo me, non ha nulla da invidiare a Michael Whelan! La nostra amicizia si perde nella notte dei tempi e segue anche percorsi non propriamente legati all'attività artistica. Mi sembra quasi predestinato che due persone dotate di una tale affinità di interessi abbiano finito per incontrarsi, frequentarsi regolarmente e divenire poi soci in affari. Oggi i nostri uffici e Studi si trovano a pochi chilometri l'uno dall'altro, ed è facile combinare un incontro per una bevuta, per uno scambio di idee, per collaborazioni, per discutere di progetti futuri. Davvero la vicinanza con il suo talento è fonte continua di ispirazione. Dai suoi uffici emana energia creativa!
Mi chiedete adesso quale sia stata l'influenza della mia collaborazione con Marco ed io vi rispondo: totale! Probabilmente senza essere pungolato e stimolato da lui, non sarei qui a parlarvi, né avrei mai avuto quell'entusiasmo necessario a vincere l'usuale pigrizia mentale dettata da una vita turbinante nel mondo degli affari. Evidentemente il suo occhio allenato ha riconosciuto nelle mie opere quel certo impalpabile "quid" e con poche perentorie frasi e alcuni sguardi severi ha preteso che mi lanciassi nella personale carriera di illustratore. Un giorno, mentre eravamo davanti ad un bel piatto di spaghetti allo scoglio, ci siamo guardati e lui ha detto di punto in bianco: "So che puoi farcela. Cosa stai aspettando?" e da quel momento in poi, come per incanto, io ho davvero saputo che potevo farcela, e sarebbe stato un peccato non provare ad inserirmi nel circuito internazionale. Quattro anni dopo quelle magiche parole le mie opere sono state invitate ed esposte alla recente WorldCon di Melbourne. Ho appena adesso firmato un contratto con la Dreamstone, la principale casa di arte fantastica in Australia, che detiene i diritti di distribuzione per i più grandi artisti americani sul territorio australiano e neozelandese, e che ha acquistato anche i diritti sulla mia produzione. Potete visitare il suo sito all'indirizzo: http://www.dreamstone.com.au, e questo potrebbe essere soltanto l'inizio...
Le mie opere sono state apprezzate anche da persone affermate nel campo della pittura ortodossa. A Roma, per esempio, sono stato selezionato nel 1997 a partecipare alla Prima Mostra Internazionale di Pittura Digitale, organizzata dal Comune di Roma e dalle più importanti case specializzate in software grafico. E' stato uno degli eventi più importanti degli ultimi anni e ha ampliato incisivamente la mia rete di conoscenze e contatti...
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| Dallo studio alla realizzazione: La sfera spezzata |
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Delos: Tu che l'hai vissuto, per tutti gli aspiranti copertinisti: com'è lavorare per Urania? Ti pilotano molto o ti lasciano lavorare come preferisci? Ti strozzano con tempi strettissimi? E il risultato finale pubblicato è quello che volevi o te lo rimaneggiano?
Manzieri: Naturalmente anche lavorare per Urania è un'esperienza estremamente costruttiva ed edificante.
Devo dire che recentemente l'Italia si sta indirizzando sempre di più verso la fotografia e una mentalità di tipo grafico-pubblicitario. Qui da noi è poco sentito il culto dell'artista, come avviene nei paesi d'oltreoceano. Indipendentemente dalla nazione, è importante essere però professionalmente flessibili, pronti ad adeguarsi alle esigenze editoriali, che talvolta possono anche non necessariamente coincidere con i gusti dell'artista.
Lavorare per una affermata casa editrice non è come fare un bel quadro da esporre in galleria. Una copertina può incidere sulle vendite di un libro, e spesso possono essere richiesti cambiamenti in tempi brevi, che senza l'ausilio di un computer rasenterebbero l'impossibile.
Delos: So che è un tuo segreto, ma prometto di non rivelarlo a nessuno. Dai, raccontaci come hai fatto a sfondare all'estero: Interzone, Fantasy & Science Fiction e tutto il resto.
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| La primissima copertina per Mondadori: Strani giorni, Millemondi curato da Franco Forte |
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Manzieri: Interzone è stata un'avventura davvero fiabesca, un desiderio inespresso divenuto magicamente realtà.
Ero abbonato a Interzone fin dalla sua nascita, quindi da epoche immemorabili, ed avevo visto scorrere davanti ai miei occhi decine di avvincenti copertine. Ad un certo punto ho deciso che era venuto il momento di entrare in azione. Ho realizzato un piccolo portfolio (prendendomi tutto il tempo del mondo) e mi sono recato al più vicino servizio di Postacelere. Dopo aver incrociato le dita, ho inviato il tutto. -... e poi? Questo è tutto? - dirà qualcuno... Beh, bisogna comunque sapere quello che si sta facendo ed avere una discreta conoscenza del mercato, non basta semplicemente spedire quel che capita... E' necessario anche rischiare un po' ed affidarsi all'inconoscibile Fato...
Esattamente sei giorni dopo ricevo un fax direttamente dall'Art Director di Interzone, Paul Brazier, contenente pressappoco il seguente testo: "Caro, Maurizio, ti ringraziamo sinceramente per averci sottoposto le tue illustrazioni e ti comunichiamo il desiderio di pubblicare immediatamente uno dei tuoi lavori. Contattaci urgentemente."
Ecco come la mia donna del 2800 è divenuta la Dama di Glasgow!
La redazione cambiò all'epoca i piani di pubblicazione poco prima di andare in stampa con il numero che sarebbe apparso proprio in coincidenza con la WorldCon di Glasgow e inserì la mia immagine al posto dell'illustrazione prevista. In quella indimenticabile occasione Interzone si aggiudicò il Premio Hugo e nel numero 102 pubblicò una mia foto a fianco di quella del publisher, David Pringle, che raggiante mostrava la mitica statuetta. Oggi io e David ci sentiamo periodicamente per e-mail e presto credo lavoreremo ancora insieme.
Anche Fantasy & Science Fiction mi ha contattato dopo aver visionato un portfolio. In questo caso il contatto è stato gestito via Internet direttamente con Ed Ferman, il publisher, ed anche questa è stata un'esperienza ineffabile. Grazie ad Internet, sembrava quasi lavorassimo porta a porta.
Tanto per raccontarne una recentissima, circa un mese fa ho ricevuto una lettera dalla SFWA, l'Associazione degli Scrittori di Fantascienza d'America. La richiesta mi ha riempito di stupore: il publisher e l'Art Director avevano visitato il mio sito su Fantascienza.com e di comune accordo avevano deciso di contattarmi e propormi di realizzare un'illustrazione per il loro giornale.
Inutile dire che anche un paio di premi internazionali hanno contribuito a dare impulso alla mia carriera. Quest'anno ho vinto il concorso americano per Miglior Copertina Internazionale su Rivista Professionale Internazionale bandito dalla rivista Tangent. La stessa opera è stata selezionata per pubblicazione nel volume Spectrum 6, the Best in Contemporary Fantastic Art, edito dalla Underwood Books.
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| Uno degli ultimi Urania, Il gioco degli immortali di Massimo Mongai. Cover by Manzieri |
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Delos: Prospettive per il futuro? Quando prevedi di vincere il premio Hugo?
Manzieri: Beh, datemi un annetto o due...e vedo già la statuetta troneggiare sulla mia scrivania! Sono in corso altri interessanti progetti con editori italiani ed esteri, che presto saranno illustrati sul mio sito Internet...
Scherzi a parte, la mia gioia più grande consiste nel lasciare un ricordo nella storia dell'illustrazione internazionale, e grazie al vantaggio concesso dall'immediatezza del linguaggio visivo, godere anche dell'amicizia e della stima di molti artisti di fama mondiale, che tanto ho ammirato da ragazzo.
Il proposito è di continuare per questa strada, e ritengo sia il miglior regalo che possa fare a tutti gli appassionati e agli amici che hanno creduto nelle mie potenzialità.
Auguri per un favoloso anno 2000...
Un caro saluto da
Maurizio Manzieri
manzieri@fantascienza.com
www.fantascienza.net/sfpeople/maurizio.manzieri
GuestBook: http://books.dreambook.com/manzieri/digiarts.sign.html

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