![]() |
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]()
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
![]()
Quest'anno Gilles Jacob, organizzatore del Festival, ha ammorbidito le polemiche sull'eccessiva leggerezza del Festival affidando la presidenza della giuria al controverso David Cronenberg, regista canadese stimato dai cultori del cinema fantastico ma da sempre considerato scomodo dalla critica "mainstream" (basti ricordare le roventi polemiche suscitate dalla distribuzione di Crash nel 1996), coadiuvato, tra gli altri, da Jeff Goldblum (La Mosca, Independence Day, Jurassik Park, ecc.) e dall'australiano George Miller, regista della trilogia di Mad Max e di Le streghe di Eastwick. Ma il vero cuore di Cannes rimane il "Marché International du Film", in altre parole il mercato internazionale del film, luogo d'incontro per produttori, registi compratori e venditori del mondo della celluloide. E' qui e al "Mifed" di Milano (l'altro importante mercato cinematografico europeo) che viene presentata la quasi totalità delle opere cinematografiche e televisive che saranno poi distribuite in Europa ed è qui che ancora una volta il sottoscritto, insieme allo stocastico Roberto Quaglia, è andato a bighellonare, alla ricerca di tutte quelle pellicole che sicuramente non entreranno mai nella selezione ufficiale del Festival, alcune di qualità altre da dimenticare immediatamente, ma che in entrambi i casi avranno ben poche possibilità di essere notate dai nostri miopi distributori e visionate dal pubblico italiano, se non in qualche sporadica eccezione dovuta al florido mercato dell'Home-Video. Un film che invece non ha avuto alcun problema a trovare un distributore italiano è il colossal horror The Mummy, diretto da Stephen Sommers, che in soli tre giorni di programmazione negli Stati Uniti ha incassato ben 44.314.592 dollari! L'Universal dopo 54 anni ha rispolverato in maniera seria (volendo con ciò escludere commedie e parodie) la sua più popolare icona horror dopo il mostro di Frankenstein ed il Conte Dracula: il sacerdote egiziano Imhotep, mummificato vivo per aver amato la sua principessa. cerdote rigenera il suo corpo e si serve delle dieci piaghe d'Egitto nel tentativo di riportare in vita la sua principessa. Citiamo la pellicola di Sommers unicamente per l'enorme quantitativo di denaro che, sia l'Universal sia l'Alphaville Production, co-produttrice della pellicola, hanno immesso nell'operazione di promozione del film a Cannes, addobbando l'ingresso dell'Hotel Carlton in stile Egiziano e regalando ai giornalisti "gadget" e cappellini con il logo della pellicola.
Ma se i segreti delle piramidi tornano ad essere i protagonisti dello schermo, anche un'altra icona della cinematografia Horror dimostra di avere nuova linfa: i Vampiri. I listini delle case di produzione sono, infatti, costellati di pellicole sulle creature della notte: l'olandese Cometstone è riuscita a mettere sotto contratto Richard E. Grant per il ruolo del patriarca dei vampiri in The little Vampire, diretto da Uli Edel, storia dell'amicizia di un ragazzino con una famiglia di succhia-sangue che preferisce il sangue di vitello a quello umano, l'effetto collaterale è quello del proliferare di bovini vampiri. La Cometstone per promuovere il film ha innalzato un grosso pallone, con le fattezze di una mucca dai canini particolarmente sviluppati, al di fuori dei suoi uffici al Noga Hilton. Anche la sinuosa e sexy Carmen Electra, insieme alla procace Debora Xavier, dimostra una predilezione per la rossa linfa umana in An American Vampire Story, una commedia dello sconosciuto Luis Esteban, che vede un redivivo Adam West (Batman nella omonima serie televisiva degli anni '60) nei panni dell'esperto ammazzavampiri Big Kahuna,chiamato in aiuto del giovane Frankie (Trevor Lissauer) per liberarne la casa dagli inquietanti ospiti.
Quando la bionda Heather (Jennifer Huss) inizia a lavorare al club non ha idea di quello che l'aspetta e toccherà ad un giovane prete cavarla d'impiccio. A tenere sveglio il pubblico di questa pellicola altrimenti destinata all'oblio, ci pensano le sinuose forme di Lorissa McComas, Amber Newman, Jenny Wallace e Stacey Sparks, mentre Mark Burchett e Michael D.Fox, oltre a co-dirigere il film, sono anche responsabili della storia e della produzione. Utilizzando gran parte dello stesso cast (Paul Morris, Amber Newman e Stacey Sparks), con l'aggiunta della sensuale Debbie Rochon, Burchett e Fox confezionano un'altra pellicola di genere presente nel listino della Thunderhead: Evil Ambitions, dove una procace sacerdotessa, un politico corrotto ed il Diavolo in persona sacrificano giovani donne allo scopo di accrescere il loro potere. Solo un intrepido reporter si frapporrà alle ambizioni del gruppo di satanisti.
Ho appena il tempo di stupirmi dalla svolta che Tiffany ha dato alla sua carriera che vengo presentato al suo gioviale capo: Christopher Gerwin: "abbiamo parecchi progetti in cantiere", mi confida entusiasta, "ma il nostro progetto più ambizioso è sicuramente Snow Blind, diretto da Garry Waller, un thriller ambientato a Lake Tahoe, una località attrezzata per gli sport invernali dove i campionati mondiali di 'snow board' vengono turbati dalla sparizione di alcuni concorrenti. Al momento siamo in fase di pre-produzione", continua Christopher, "siamo ancora in trattative per affidare alcuni ruoli, ovviamente abbiamo riservato una parte anche per Tiffany, contiamo di distribuire la pellicola entro novembre", detto questo mi consegna l'intera sceneggiatura di Snow Blind e aggiunge:
Al quartier generale di Mr. Kaufman siamo accolti dalla consueta banda di pazzi giocherelloni, arricchita da nuove presenze femminili, tra cui riconosco la minuta ma attraente Debbie Rochon: "Ho accettato l'invito di Lloyd di venire al Festival per promuovere Terrorfirmer, in cui interpreto la sexy starlet Christine", mi spiega gentilmente, "sia perché credo molto in questo film, probabilmente la migliore pellicola della Troma, sia perché era un occasione per tornare in Europa". Debbie è entrata a far parte della nuova leva delle "Horror Queens" statunitensi, andando ad occupare i posti lasciati vacanti da attrici ormai considerate delle vere e proprie icone del genere, quali: Brinke Stevens, Linnea Quigley e Michelle Bauer, ormai sulla breccia da molti anni, le cui apparizioni in pellicole mainstream sono sempre più frequenti.
Ma la giovane attrice ha anche altri progetti per il suo futuro: "Vorrei fare un film come regista, oggi non sono molte le donne assiduamente attive dietro la macchina da presa", inoltre da alcuni anni persegue con tenacia la sua carriera giornalistica, infatti, Debbie, dal 1992 al 1994, ha collaborato alla rivista americana "Femme Fatales", arrivando a ricoprire il posto di "associate editor", e ultimamente scrive per Draculina e altre riviste sul cinema di genere, "non vi serve mica una corrispondente dagli Stati Uniti?", mi propone ammiccando, sarei tentato di approfittare della situazione, ma l'etica professionale mi dissuade dal farlo, saluto con affetto e mi allontano con il suo numero di telefono gelosamente riposto nel portafoglio!
"Qualche anno fa mi è capitato di leggere un articolo di uno psichiatra sugli antidepressivi e sui pericoli correlati alla loro assunzione", mi spiega il poliedrico regista, "non so dirti perché, ma ho collegato il pezzo con un altro sulla gravidanza isterica e ho cominciato a scrivere la storia di Catherine, una casalinga repressa dedita all'uso di droghe e farmaci calmanti, che si convince di essere rimasta incinta in seguito all'assunzione di questi medicinali", continua Buck, "il figlio è per lei una sorta di dono divino, il suo salvatore dal maschio oppressore, che la guiderà fuori della depressione verso la felicità!". Le premesse di Body Faith sono decisamente originali e argute, ed auguriamo a Douglas Buck di reperire i fondi necessari a mettere in scena la sua storia. Ormai si è fatto tardi, esco a godermi i fuochi d'artificio che illuminano la spiaggia di Cannes e mentre mi metto alla ricerca di un ristorante insieme al Quaglia, incrocio un viso noto: Brian Yuzna, dopo i saluti di rito c'invita ad andarlo a trovare il giorno seguente presso l'ufficio della "Filmax", a pochi passi dal Noga Hilton. "Da alcuni mesi mi sono trasferito a Barcellona", mi dice soddisfatto il mattino dopo, "la Filmax è una giovane casa di produzione spagnola con un occhio di riguardo verso l'Horror e la fantascienza, mi hanno contattato affinché mi occupassi della produzione di alcune pellicole che andranno sotto il titolo di: Brian Yuzna presents", continua Brian, "così ho coinvolto alcuni dei vecchi amici del periodo d'oro della Empire, quali il regista Stuart Gordon, l'attore Jeffrey Combs e lo sceneggiatore Dennis Paoli", alla mia richiesta di qualche anticipazione per i lettori di Delos Brian mi fa sedere di fronte ad un televisore e fa partire il promo-reel della Filmax: andando a pescare tra i racconti di H.P.Lovecraft ed alcuni vecchi progetti di Charles Band, Yuzna sta lavorando a Dagon, diretto da Gordon e sceneggiato da Dennis Paoli, ambientato nella cittadina costiera di Innsmouth, dove due giovani coppie dovranno vedersela con una mostruosa divinità marina cui sono offerti sacrifici umani.
Il tempo stringe e le case di distribuzione da visitare sono ancora tante, come la Californiana "UFO, Unified Film Organization", che avvalendosi dello stesso gruppo di tecnici sforna pellicole catastrofiche a ritmo serrato quali: Darkdrive, qui l'agente speciale Steven Falcon deve dare la caccia ad un folle personaggio che minaccia di distruggere il mondo da una sorta di prigione virtuale, conosciuta con il nome di Matrix (questo nome non mi è nuovo!) e situata in una dimensione alternativa; il nostro mondo è ancora in pericolo in Total Reality, ambientato 200 anni nel futuro, in cui quattro ex carcerati sono inviati nel passato, e precisamente nel 1998, per dare la caccia al generale rinnegato Tunis, fuggito nel nostro tempo per prendere il posto del presidente degli Stati Uniti e cambiare il corso della storia; citiamo solo tra gli interpreti: David Bradley e Thomas Kretschmann. Philip Roth, regista di entrambe le pellicole, produce invece Deep Core 2000 e Falcon Down, affidate invece alla direzione di Robert Harlin, il primo è una sorta di 'remake' di: Esperimento I.S.-il mondo si frantuma, mentre il secondo aggiunge un altro episodio alla lunga serie di pellicole sui disastri aerei, ambientando però la storia nel duemila e uno, a bordo del Falcon, un bombardiere capace di raggiungere la velocità di Mach VI, camuffato da aereo passeggeri. La nuova arma americana cade nelle mani di un gruppo di commandos Serbi (?!), che la fa inavvertitamente inabissare al di sotto della calotta polare artica. Il nostro malconcio pianeta deve vedersela con l'ennesima invasione aliena in Shockwave-The Dark Rising, scritto e diretto da Sheldon Wilson sotto l'egida dell'Amco Entertainment Group, e ancora guai per la Terra arrivano in Battlefield Earth, tratto dal romanzo omonimo di L.Ron Hubbard, che John Travolta è riuscito finalmente a portare sugli schermi intervenendo in qualità di attore e produttore insieme ad Andrew Stevens, Elie Samaha e Jonathan Krane, dirige Roger Christian. La pellicola è al momento in fase di pre-produzione e se ne prevede l'uscita sugli schermi per l'anno prossimo. Sembra che i cineasti americani siano seriamente intenzionati a sbarazzarsi del nostro mondo, così se le pellicole fino ad ora enunciate non sono state sufficienti la "Cinetel Films" mette una seria ipoteca sul nostro futuro con Judgment Day, diretto da tal John Terlesky, in cui un gigantesco asteroide è in rotta di collisione con la Terra e, per consegnarci a fine certa, un folle fanatico religioso (Mario Van Peebles), rapisce l'unico scienziato in grado di salvare il pianeta; Ice T e Suzy Amis guidano le forze del bene e spiccano su di un cast di illustri sconosciuti.
Se non ne avete ancora avuto abbastanza di dinosauri e triceratopi preparatevi a gustare The Lost World remake dell'omonima pellicola del 1925 e tratto da un romanzo di Sir Arthur Conan Doyle, dirige Richard Franklin. Ancora creature preistoriche anche nel terzo capitolo del redivivo tartarugone Gamera, che in Gamera 3-Revenge of Iris, di Shusuke Kaneko è chiamato nuovamente a difendere il nostro pianeta dal mostro di turno. Che dire ancora, il ristorante "Planet Hollywood" di Cannes si è dimostrato ancora una volta all'altezza della manifestazione organizzando una conferenza stampa con William Shatner per il lancio di Free Enterprise, in cui il celebre Capitano Kirk dà vita ad una parodia di sé stesso, mentre il 15 maggio il locale ha ospitato i celebri agenti segreti Austin Powers (Mike Myers) e Felicity Shagwell (Heather Graham), intervenuti per il lancio di Austin Powers - La Spia che ci provava. Christopher Lee, nella cittadina francese per presentare Jinnah, spettacolare pellicola storica sulla nascita del Pakistan, ha lamentato il fatto di non essere mai stato chiamato a far parte della giuria, augurandoci che Gilles Jacob e soci provvedano in futuro a dare la giusta importanza all'attore inglese, ci congediamo dandovi appuntamento per la 53 edizione del Festival.
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||