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Assunto inizialmente come assistente di produzione e poi nominato aiuto regista, Stark ha lavorato alla quarta e quinta stagione della serie, le ultime due stagioni che hanno avuto sede nella sua nativa Vancouver. "Mi piaceva tantissimo," afferma Stark, che ricorda Pensieri dell'uomo che fuma e Prometeo post-moderno come i suoi episodi preferiti. "Adoravo il mio lavoro, assolutamente, sebbene spesso eravamo impegnati per lunghissime ore e in condizioni estenuanti. Di solito si lavorava in un campo pieno di fango, nel mezzo della notte, con la pioggia che sferzava orizzontale: ma anche allora ti sentivi davvero parte della storia della televisione." Secondo Stark non era solamente l'aspetto professionale della serie, ma anche l'atmosfera di comunità che si respirava, che faceva di X-Files un'esperienza lavorativa così unica. "Le mogli venivano a trovare i mariti sul set e portavano i bambini, i mariti venivano a trovare le mogli", ricorda Stark. "Gli attori avevano vicino a sé i propri bambini, i propri cani; tutti conoscevano le famiglie di tutti gli altri." Questo senso di sinergia si estendeva anche ai rapporti all'interno della squadra stessa. "Le persone che lavoravano allo show lavoravano insieme per una sola ragione" afferma Stark, "Era come una macchina ben oliata". Una macchina che ha ricevuto un brutto colpo d'arresto all'annuncio che, alla fine della quinta stagione, la produzione sarebbe stata spostata a Los Angeles, dopo cinque anni a Vancouver. "Giravano sempre delle voci", ricorda Stark a proposito dello spostamento a Los Angeles, cosa che ha lasciato lui e la maggior parte della squadra di Vancouver senza lavoro. "Accadeva sempre qualcosa; lo potevi leggere sui giornali. Ma non si sapeva mai nulla di certo. stato un momento molto triste e toccante quando Chris [Carter, il produttore esecutivo] ce l'ha annunciato. Era tutto così incerto, a quel punto", aggiunge, "era evidente che Chris voleva lasciare la produzione a Vancouver." Che volesse o meno, per la sesta stagione la serie si spostò al sud, e non fu solo l'aspetto logistico ad essere mutato. Il sole di Los Angeles illuminava i sempre più lunghi momenti vuoti nelle storie. Benché Stark abbia visto ben pochi episodi dell'ultima stagione, ammette che "si tratta certo di uno spettacolo più luminoso. Non ha quell'apparenza oscura che aveva all'inizio." Per il team di Vancouver, comunque, il nuovo volto della serie, che ormai aveva definitivamente abbandonato la location canadese, era il minore dei problemi. La crescente popolarità di X-Files aveva richiesto sempre maggiori ampliamenti nel cast, e la relocation ha lasciato un gran numero di gente senza lavoro. A questo punto, la domanda che si poneva era: cosa fare, ora?
Il film di Peverly era Tilt, che, come ci spiega il produttore esecutivo/manager di produzione/assistente regista si riferisce alla lotta di Don Chisciotte contro i mulini a vento. 'Tilt' è un termine della scherma: indica quando si impugna la spada contro qualcosa di inanimato, qualcosa di innocuo. Don Chisciotte combatteva contro il drago, che in realtà era un mulino a vento. Lui vedeva cose che non esistevano." Versione XX secolo del classico romanzo spagnolo, Tilt è narrato essenzialmente dal punto di vista dello scudiero; ed è stato proprio quando hanno assegnato la parte del moderno Sancho Panza, che Stark e Peverly hanno realizzato per la prima volta il potenziale che avevano sotto mano. Come piccolo produttore, un produttore al suo debutto, ho pensato: "Come posso fare perché la mia opera acquisti il maggior valore possibile?", dice Stark. "E allora ho detto [a Peverly], 'Che cosa vorresti? Non mi interessa cosa pensi di poter ottenere, ma cosa vorresti. Qual è il cast dei tuoi sogni? La troupe dei tuoi sogni?' E lui ha risposto, 'Be', quando scrivevo il film avevo in mente Tom Braidwood.'" Come tutti i fan di X-Files ben sanno, Braidwood è meglio conosciuto come Lone Gunman Melvin Frohike, anche se Stark aveva incontrato per la prima volta l'attore in un contesto diverso. "Tom era il mio capo", spiega, "Era il primo aiutante regista ora è produttore e regista. Così gli telefonai, e lui accettò." Da quel momento in poco tempo Tilt coinvolse sempre più elementi della ex-squadra di X-Files. "Chiamai il cineoperatore che in precedenza mi aveva offerto il suo aiuto, se ne avessi avuto bisogno per un film.", continua Stark. "Egli [Marty McInally] è diventato il direttore della fotografia. Molto tempo fa avevo chiesto a Michael Williamson [addetto al missaggio del suono di X-Files] se mi avesse aiutato nel mio primo progetto, e anche lui disse sì. E così mi sono detto 'Wow, che inizio! Tom Braidwood, più la fotgrafia e il suono di X-Files. Dove arriveremo di questo passo?'" Da quando sono cominciate le riprese per Tilt il 10 gennaio scorso, il numero di unità della squadra è salito ad oltre sessanta, e ora include all'incirca trentacinque persone del team di X-Files dell'epoca di Vancouver. "Tutto era come quando si lavorava per X-Files, la ripresa, il servizio trasporti, le luci, il trucco, gli effetti speciali", si entusiasma Stark. "La truccatrice [Leanne Podavin] era l'assistente di Toby Lindala per il trucco e gli effetti speciali. Lei e Toby hanno avuto una nomination per un Emmy Award per 'Prometeo post-moderno.' La donna che per prima mi ingaggiò è la nostra location manager, e il ragazzo che si occupava degli effetti speciali sul set di X-Files è coordinatore per i nostri effetti speciali. un grandissimo piacere, inoltre, avere in squadra anche il coordinatore di X-Files e la controfigura di David Duchovny, anche quest'ultimo coordinatore per Tilt. La gente cominciò davvero a piovere dal cielo, sia che si trattasse di accettare di partecipare al nostro progetto che di offrirsi volontariamente." Un altro importante aspetto della produzione è il fatto che non solo il team di X-Files, ma la stessa città di Vancouver ha contribuito molto generosamente al film. "La nostra 'creatura' sta crescendo di giorno in giorno", esclama Stark, "Molti nostri amici ci hanno regalato un'infinità di bobine, non so quante centinaia di metri di pellicola. Le compagnie locali ci hanno regalato l'attrezzatura per le riprese e l'illuminazione, anche la Kodak ci ha appoggiato, offrendoci alcune pellicole. E con le possibilità che abbiamo ora, siamo in grado di fare cose grandiose e incredibili, e le stiamo realizzando davvero. Per esempio, abbiamo girato una scena dall'elicottero di un tizio al sesto piano di un edificio in un modo assolutamente spettacolare! La guardo e ", continua il produttore al suo esordio, " e non posso credere che lo stiamo facendo davvero!"
Stark apprezza moltissimo anche l'aiuto che ha ricevuto dalla comunità di Vancouver, che egli descrive come molto diversa da quella di Holliwood. "La gente della squadra non solo quelle persone che mi hanno aiutato a girare Tilt, ma anche altra gente in giro per la città ha donato il proprio tempo e il proprio denaro per la realizzazione di questo film. Posso confessare che ero molto nervoso il primo giorno, ma la gente ha lavorato con tanto impegno, addirittura come se fosse pagata per farlo, se non di più. L'energia che si respirava era fenomenale, ti trascinava completamente". Il badget per Tilt è di 80.000$-100.000$, tipico di un film indipendente; ciò che è insolito, è la grande quantità di tempo e lavoro dedicata alla produzione, parte della quale è stata offerta volontariamente. Le riprese sono cominciate a gennaio e non saranno terminate prima di dicembre; il film dovrebbe essere completato per marzo o aprile del 2000. "Non si è mai sentito prima che, per girare un film 'cortino' come il nostro, sia stato impiegato un anno di tempo" ammette Stark. " una pazzia. Ma è importante, per ottenere riprese di qualità: noi riusciamo a concentrare in un giorno di riprese, l'impegno e gli sforzi di un intero mese." E sembra che tutti questi sforzi abbiano dato i loro frutti; Stark e i co-produttori Peverly e Barry Shelton (anche quest'ultimo parte del team di X-Files) hanno in programma di presentare Tilt a numerosi festival di cinema, nel prossimo anno, tra cui quelli di Sundance, Venezia e Berlino, e Stark non smette di sottolineare che questo è reso possibile soprattutto dalla bravura del suo team. "Tutta la squadra di X-Files ci ha appoggiato", fa notare. "Non tutti sono stati impegnati sul set, ma hanno dato comunque il loro contributo. Qualcuno, per esempio, ci ha procurato attrezzature grazie al proprio nome; nel nostro film ci sono cose che si vedono solo in pellicole ad alto badget. Anche Chris Carter ci ha dato il suo appoggio e ci ha augurato molta fortuna. E la rivista X-Files ci ha dedicato un articolo, il che è stato molto gentile da parte loro. In un'era in cui il grande successo dei film a basso badget ha portato a livelli di corruzione mai raggiunti prima nell'industria indipendente, Tilt appare una creazione unica, originatasi da una visione artistica e realizzata grazie ad un'onesta buona volontà. "Si tratta di persone che si sono offerte, perché sentivano di avere un'energia creativa e volevano metterla a servizio di qualcosa, o perché volevano aiutare un amico, e sono lì in nome dell'arte, non per i soldi," ci dice il regista. "[Gli abitanti di Vancouver] hanno la sensazione di essere in un certo senso in debito con chi ha realizzato X-Files, perché quella serie ha portato molto denaro nella loro zona. Hanno fatto molti soldi grazie alle produzioni americane, e questo il loro modo di ricambiare il favore, aiutando una giovane coppia di concittadini al loro esordio." Stark fa una pausa e aggiunge, "Sono veramente commosso al pensiero che siamo proprio noi i fortunati destinatari di tutta questa generosità."
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| Scene d'azione! | |
"In un certo senso noi viviamo ai margini", afferma l'attore di X-Files, Tom Braidwood, a proposito dei Lone Gunmen, il trio dei teorici della cospirazione che lui, nei panni di Melvin Frohike, ha aiutato a rendere famoso. "Siamo degli estremisti. Cerchiamo di fare le cose in modo non-convenzionale. E inoltre abbiamo un aspetto buffo e strano."
Avere un aspetto buffo e strano è diventato un lavoro per Braidwood. Assunto inizialmente come primo aiuto regista per X-Files, nel 1993, gli è stato chiesto di interpretare il ruolo di Frohike per un singolo episodio; Frohike, insieme con Langly (Dean Haglund) and Byers (Bruce Harwood), formava il trio di hackers nerddom paranoici conosciuti come The Lone Gunmen. Braidwood, che già aveva alle spalle una pluriennale carriera come regista e produttore per il cinema e la televisione ma che raramente il pubblico aveva visto recitare, fu d'accordo.
"Mentre era alla ricerca dell'uomo giusto per la parte di Frohike, il regista di X-Files disse: 'Ci serve qualcuno viscido come Braidwood", racconta l'attore. "In un certo senso gli assomiglio, mi faccio la barba ogni tre giorni, porto gli stessi vestiti ". Era stato proprio Braidwood ad inventare il guardaroba di Frohike cappello nero, anfibi, mezzi guanti. "Io avevo deciso cosa avrebbe indossato, il tipo di guanti e cose di questo genere. Il personaggio è liberamente ispirato ad un film di Micheal Douglas, Falling Down, in cui un personaggio è padrone di un negozio di armi da fuoco: è da questo che mi sono ispirato maggiormente per il guardaroba di Frohike."
E mentre la popolarità della serie aumentava, aumentava anche quella dei Gunmen, e Braidwood poteva vantarsi di essere tra i pochi aiuto regista con una propria trading card, un fan club e persino una "Brigata degli Estrogeni". E così Frohike, bramoso di Scully e sempre a caccia di cospirazioni, divenne uno dei personaggi preferiti dai fan, una figura eccentrica la cui brillante arguzia nascondeva il suo lato più sensibile. "Credo che nessuno di noi sospettasse che sarebbe diventata una faccenda duratura" dice Braidwood a proposito dell'inaspettato successo di Frohike. "Non ci avevamo minimamente pensato. Era stato concepito per apparire una sola volta, e io avevo solo una o due battute. Tutto il resto è stato una sorpresa."
Per Braidwood, l'episodio più scioccante è stato "Pensieri dell'Uomo che Fuma", della quarta stagione, la cui sceneggiatura originale prevedeva la morte di Frohike. "Sì, sono rimasto sorpreso quando l'ho letta", ricorda Braidwood. "Non ero stato avvertito. Mi avevano dato il copione e sapevo solo che avevo una parte in quell'episodio; così l'ho letto e.. opss!" Ridendo, aggiunge "Ho pensato che, appena Chris Carter l'avesse letto, non avrebbe potuto che disapprovare. Così sono andato da lui e l'ho praticamente pregato in ginocchio: 'Non puoi uccidermi. Sono uno dei buoni!'"
Complessivamente, Braidwood considera molto positiva la sua esperienza in X-Files, e ricorda con particolare affetto i due episodi centrati sul trio dei Lone Gunmen, "Unusual Suspects" e "Three of a Kind". Hanno qualcosa di particolare, sono divertenti ed interessanti. Lo sceneggiatore di entrambi è Vince [Gilligan]: sembra proprio che egli sappia gestire bene i personaggi, e non potevamo che essere d'accordo con il suo lavoro. Ci siamo divertiti tantissimo a girarli, è stata veramente una bella esperienza."
Braidwood non sa con certezza che ruolo avrà il suo trio nella settima (e presumibilmente ultima) stagione della serie. "Non sappiamo niente per il momento. Non siamo stati sul set, ancora; credo che stiano girando la sesta o la settima puntata. Noi siamo scritturati per circa sei episodi, ma non si sa quando ci toccherà. A quanto si diceva, sembra che siano stati così contenti dei primi due episodi centrati sui Lone Gunmen, che è probabile che ne vorranno realizzare un altro," continua, "Ho il sospetto che Vince ci stia pensando, visto che sembra si diverti molto a scrivere del trio."
Fino a quel momento, comunque, l'attore/regista/produttore ha molte altre cose che lo tengono occupato.
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| Nella parte di Frohike | |
Per gentile concessione di The 11th hour, www.the11thhour.com/archives/101999/features/familiarslant1.html e http://www.the11thhour.com/archives/111999/features/braidwood1.html. Traduzioni di Gabriela Seccardini.
