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di Silvio Sosio

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Fondamenta Fantascienza a Venezia

Pat Cadigan, Robert Sheckley, Christopher Priest
Pat Cadigan, Robert Sheckley, Christopher Priest
A Venezia il 5 e 6 febbraio si è tenuto un convegno-laboratorio sulla fantascienza. Per una volta in Piazza San Marco si è parlato di science fiction, insieme a grandi scrittori come Robert Sheckley e Chistopher Priest, e col "papà di ET" Carlo Rambaldi

C'era una volta la fantascienza, una lettura per pochi tipi strani che sognavano alieni e atronavi. Libretti e riviste popolari, guardate con sdegno da chi amava o diceva di amare la cultura. Il tempo è passato. Sarà stato l'effetto di Guerre Stellari che ha portato la fantascienza nell'immaginario collettivo, saranno i tempi che si evolvono così rapidamente che la fantascienza sembra di viverla ogni giorno, o sarà che il livello culturale medio è così basso che già chi legge fantascienza, almeno qualcosa legge; fatto sta che ormai la science fiction, o almeno una parte di essa, viene riconosciuta dalla cultura ufficiale, che se ne interessa e la riscopre, e la fa propria.
Capita così che ci si trovi invitati a Venezia, per una splendida manifestazione tutta dedicata al nostro genere organizzata dallo scrittore Daniele Del Giudice: Fondamenta: Venezia città di lettori. Una manifestazione alla seconda edizione, aperta l'anno scorso da un ministro e chiusa dal sindaco di Venezia; quest'anno niente personalità politiche, ma altre per noi ben più interessanti: ben quattro grandi scrittori, un mito del cinema, e alcuni giornalisti e critici di chiara fama.
Due giorni di conferenze-dibattito, con una folta affluenza di un pubblico attento e partecipe. Il tema: Le fantascienze, un'esplorazione dei confini del genere e le sue nuove frontiere.
Carlo Rambaldi
Carlo Rambaldi
Grandi scrittori, dicevamo. Uno grandissimo, che ha aperto la manifestazione sabato 5 febbraio: Robert Sheckley. Il suo intervento un po' melanconico lamentava la carenza di idee davvero nuove, forse perché tutte le idee sono già state usate, o forse perché la sua vena si è inaridita e non riesce più a entusiasmarsi come un tempo... Eppure nel volto rugoso dell'ultrasettantenne brillavano ancora gli occhietti furbi di chi riesce sempre a vedere le cose da un punto di vista diverso.
Domenica mattina è stato il turno di Pat Cadigan, giovane scrittrice americana e Christopher Priest, maestro inglese autore dello splendido Mondo alla rovescia, insieme al fisico Mario Rasetti. Poi nel pomeriggio è intervenuto Geoff Ryman, promettente scrittore inglese vincitore di vari premi e autore del romanzo "ipertestuale" 253, 253 personaggi, 253 capitoli di 253 parole ciascuno, la "storia" di un viaggio su un treno della metropolitana londinese vissuto attraverso gli occhi di tutti i passeggeri dei sette vagoni (39 passeggeri per vagone, più il conducente). Chi fosse interessato può leggerlo in rete, all'indirizzo www.ryman-novel.com.
Un mito del cinema: Carlo Rambaldi, forse l'ultimo grande creatore di effetti speciali meccanici, l'ultimo artigiano in un settore sempre più dominato dall'informatica.
Sabato pomeriggio un dibattito a tre fra Vittorio Curtoni (che non ha bisogno di presentazioni), Luigi Cozzi (esperto di sf, ma noto soprattutto come regista di B-Movies come Star Crash - Scontri stellari oltre la terza dimensione) e Stefano Carducci (collaboratore della casa editrice Perseo). Domenica pomeriggio invece è stato il momento di parlare di fantascienza e internet, e sono saliti sul palco Ryman, Franco Carlini (giornalista, fra l'altro collaboratore di MediaMente) e Silvio Sosio, in qualità di webmaster di Fantascienza.com e editor di Delos. Infine, domenica sera è intervenuto Enrico Ghezzi, critico cinematografico di Rai Tre.
Sheckley e altri
Da sinistra: Robert Sheckley, Elisabetta Vernier, Silvio Sosio, Roberto Quaglia
Il tutto ha avuto luogo nell'ala napoleonica del Museo Correr, in piazza San Marco, il che fra l'altro classifica automaticamente questo incontro come il meeting di fantascienza più elegante mai tenutosi in Italia... L'organizzazione era sostenuta dal comune di Venezia ed è stata molto precisa, professionale. Anche la campagna stampa è stata condotta in maniera esemplare, tanto che nei giorni precedenti all'evento quasi tutti i maggiori quotidiani nazionali e locali (La Stampa, Il Corriere, Il Sole 24 ore, La Repubblica, Il Gazzettino, ecc.) hanno parlato in più riprese della manifestazione approfittando dell'occasione per ospitare corposi articoli sulla science fiction.
Un bilancio degli interventi e dei dibattiti che ne sono scaturiti è difficile tracciarlo, in quanto molto diversi fra loro e condotti soprattutto in forma di dialogo con il pubblico. Sicuramente interessanti; forse, temiamo, non tutti gli autori che hanno risposto all'invito erano i più rappresentativi se si voleva dare un'idea del presente e del futuro della fantascienza. Robert Sheckley resta comunque un mito vivente ed è divertente starlo ad ascoltare, a prescindere dall'argomento; è evidente però che - purtroppo - si tratta di un autore che negli ultimi vent'anni ha avuto ben poco da aggiungere alle grandi cose che aveva fatto negli anni Cinquanta e Sessanta, e non è certo la persona più indicata per parlare della fantascienza di oggi.
Carlini, Sosio, Ryman
Da sinistra: Franco Carlini, Silvio Sosio, Geoff Ryman
Più interessanti Pat Cadigan e soprattutto Geoff Ryman, personaggio molto brillante che non si tira indietro di fronte alla sperimentazione. Sebbene 253 appaia alla fine dei conti proprio questo, una sperimentazione, quasi un virtuosismo, crediamo che l'autore sia da seguire da vicino e invitiamo gli editori italiani, che finora non l'hanno molto preso in considerazione, a tradurre i suoi lavori tuttora inediti nel nostro paese.
Nella discussione su fantascienza e internet forse sarebbe stato interessante vedere invitato sul palco anche Roberto Quaglia, uno dei personaggi più ricchi di idee e di spunti sull'argomento; d'altra parte è il suo destino essere preso in considerazione molto più all'estero che in Italia. Franco Carlini, pur mettendo subito le mani avanti circa la sua scarsa conoscenza della fantascienza, ha portato comunque un contributo molto acuto e interessante sul rapporto tra internet e letteratura.
Mettendo tutto insieme, non possiamo che augurarci che di simili iniziative che ne siano sempre più spesso, perché danno una spinta inestimabile e indiscutibile alla maturazione del ruolo della fantascienza nel mondo culturale italiano.

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