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di Luigi Rosa

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Speciale Robot e AndroidiSTAR TREK

Data (Brent Spiner)
Data (Brent Spiner)
Nei canoni di Star Trek, l'uomo, prima, e tutti gli esseri senzienti biologici, in seguito, sono sempre stati al centro della narrazione e protagonisti indiscussi delle storie. Non stupisce, quindi, la poca presenza di androidi nelle storie di Star Trek e il loro ruolo marginale o, spesso, negativo, con una sola ovvia eccezione.

La saga di Star Trek ha inizio con quella che è diventata la Serie Classica, ovvero i famosi 79 episodi prodotti alla fine degli anni '60 con Kirk a bordo della prima Enterprise. Benché la fantascienza di quel periodo era ancora pregna di robot, androidi e assimilati, nella Serie Classica ci sono solamente tre apparizioni dei medesimi, due delle quali con connotazioni abbastanza negative.
Gli Androidi del dottor Korby (What Are Little Girls Made Of? di Robert Bloch e diretto da James Goldstone) è il primo episodio di Star Trek in cui appaiono degli androidi e tratta un tema abbastanza classico della fantascienza del periodo: uno scienziato, Korby, ha scoperto una tecnologia grazie alla quale è in grado di costruire androidi assolutamente indistinguibili dagli umani e vuole popolare la galassia con le sue creature. Il tema dello scienziato che vuole controllare il mondo tramite ei suoi androidi non è affatto nuovo e verrà ripreso anche in seguito (cfr. Futureworld, il seguito di Westworld) e viene qui trattato in una maniera decisamente Trek. La sconfitta delle macchine ribadisce uno dei canoni di Star Trek e, in special modo, della Serie Classica, ovvero l'assoluta e indiscussa supremazia dell'uomo (con la sua intelligenza e le sue limitazioni) sulle macchine, le quali sono relegate ad un ruolo di semplici strumenti. Da citare in questo episodio il classico ruolo di Kirk come distruttore di macchine e di computer e la parte dell'androide Ruk interpretato da Ted Cassidy, noto per il ruolo di Lurch nella serie televisiva La Famiglia Addams.

What Are Little Girls Made Of?
What Are Little Girls Made Of?
Il tema degli androidi che vogliono impadronirsi della galassia torna per una seconda e, fortunatamente, ultima volta nell'episodio Io, Mudd (I, Mudd di Stephen Kandel e David Gerrold, regia di Marc Daniels). Il registro di questo episodio è quasi opposto a quello di Gli Androidi del dottor Korby; infatti qui al posto di una storia molto cupa ci troviamo davanti quasi ad una commedia, in cui il la tensione del pericolo che incombe sull'umanità è stemperata da una nota comica e leggera. In questo episodio sale a bordo un nuovo membro dell'equipaggio, Norman, che rifiuta stranamente di sottoporsi alle visite mediche di routine; il motivo verrà presto chiarito: Norman è un androide, che prende il controllo della nave per portarla sul suo pianeta di origine. Qui i nostri eroi incontrano una vecchia conoscenza, Mudd, e capiscono lo scopo delle macchine che vogliono popolare la galassia e porsi come guide e protettrici della razza umana. Nel finale, in un crescendo di comicità, i nostri eroi riescono a confondere gli androidi con frasi e comportamenti illogici provocando un vero e proprio esaurimento nervoso nelle macchine e riuscendo a guadagnare la libertà.

Ranya Kapec
Ranya Kapec
L'ultimo episodio della Serie Classica in cui compare un androide è Requiem per Matusalemme (Requiem for Methuselah di Jerome Bixby, regia di Murray Golden), una storia le cui premesse ricordano moltissimo Il pianeta proibito: una casa in un mondo perduto, un robot tuttofare, una bella ragazza e un guardiano molto possessivo. L'androide, lo scopriremo alla fine dell'episodio è la ragazza, Rayna Kapec, ultimo di una lunga serie di androidi dal medesimo aspetto, costruiti da Flinn, il guardiano possessivo, per cercare di alleviare il tedio della noia della sua vita quasi immortale. In questo episodio vediamo come le emozioni siano un dominio esclusivo degli esseri biologici; infatti è ancora una volta un sovraccarico emozionale (di tipo diverso dal precedente) ad essere fatale per Rayna, la quale, innamoratasi di Kirk, non comprende la gelosia di Flint. Il dolore di Kirk per la scoperta della vera origine di Rayna, alleviato con un raro gesto di compassione di Spock, mette anche qui in luce il tratto negativo degli androidi, i quali causano più dolori e patimenti che altro e non riescono ad equiparare la grandezza della mente umana. Da sottolineare un'interessante citazione: Kapec, il cognome di Rayna richiama quello dello scrittore cecoslovacco Karel Capec, autore dell'opera teatrale R.U.R. in cui appare per la prima volta il termine robot.

The measure of a man
The measure of a man
Passano molti anni tra la Serie Classica e The Next Generation, dove troviamo per la prima e unica volta in Star Trek un vero androide asimoviano (con tanto di cervello positronico!) con un ruolo del tutto positivo. Stiamo parlando ovviamente di Data, che entra a far parte dell'equipaggio dell'Enterprise-D come occhio alieno che osserva e commenta i comportamenti degli esseri senzienti biologici (umani e non). Data è erudito, ma non saggio, conosce ma non ha esperienza e, soprattutto, la sua programmazione non include le emozioni. Scopriremo presto il motivo di questa lacuna: il suo creatore aveva assemblato un fratello gemello di Data, Lore, dotandolo di emozioni. Tuttavia le emozioni negative avevano preso il sopravvento costringendo il suo creatore a disattivare Lore. L'espediente narrativo del gemello cattivo non è certo una novità, ma in questo caso serve anche a ribadire il concetto dell'unicità degli esseri biologici senzienti e della loro predominanza sulle macchine, indipendentemente dalla complessità delle medesime. Durante l'arco degli episodi di The Next Generation Lore viene spento, riacceso, disassemblato e rimontato più volte di un personal computer difettoso e, alla fine, gli sopravvive solamente un chip, il chip emozionale. Ben sapendo i rischi a cui può andare incontro, Data evita di installarlo nei propri circuiti; soccomberà alla tentazione solamente in Generazioni, in cui, dopo pietose figuracce, trova il sistema per attivarlo e disattivarlo su comando, riportando il personaggio di Data nel proprio alveo e evitandogli di sembrare un C3-PO versione 2.0 con dei difetti di fabbricazione.

Lal
Lal
Data è un androide molto speciale, in quanto, sin dalla seconda stagione di The Next Generation, viene dichiarato un "essere senziente artificiale," con tutti i diritti di ogni altro essere senziente biologico. Nel bellissimo episodio La misura di un uomo (The Measure of a Man di Melinda Snodgrass, regia di Robert Scheerer) c'è un acceso dibattito tra un certo tipo di scienza che considera Data un meccanismo di proprietà della Federazione disassemblabile a piacimento e Picard che considera Data un essere senziente come tutti gli altri. La controversia finirà davanti ad un tribunale, il quale riconoscerà a Data lo status di essere senziente, la qual cosa porta Data sempre più lontano dalla qualifica di androide per avvicinarlo quasi definitivamente allo status di essere senziente al pari di qualsiasi altro cittadino federale. In La Figlia di Data (The Offspring di René Echevarria, regia di Jonathan Frakes, al debutto in questo ruolo) il nostro eroe compie uno dei gesti più naturali degli esseri vivente: crea un discendente. Come ogni altra specie vivente, lo fa alla propria maniera e senza consultarsi con altri sull'argomento. "Nasce" così Lal (che in Hindi significa diletto) e dopo il disappunto iniziale di Picard sul fatto di non essere stato consultato o informato (bellissima la lapidaria risposta di Data: "I have not observed anyone else on board consulting you about their procreation, Captain."), il capitano accetta le motivazioni di Data e si trova ancora una volta a combattere contro l'avidità della Flotta Stellare che vorrebbe portare via Lal a "padre" per poterla esaminare. Questa volta però il dilemma non necessita di una soluzione: Lal, a cui Data aveva dato la capacità di provare emozioni, crolla oppressa dal peso stesso delle emozioni, troppo grande per il suo cervello positronico con un dialogo che vale la pena di riportare:

Data: Lal, I am unable to correct the system failure
Lal: I know
Data: We must say goodbye now
Lal: I feel...
Data: What do you feel, Lal?
Lal: I love you, Father
Data: I wish I could feel it with you
Lal: I will feel it for both of us... Thank you for my life...

Prototype
Prototype
Ancora una volta vediamo come in Star Trek la macchina non possa stare al pari degli esseri senzienti biologici, i quali sono sempre collocati su un gradino più alto, rispetto a qualsiasi forma di vita artificiale o artefatta. Questo canone Trek di supremazia della vita senziente biologica, stabilito nella Serie Classica e confermato in The Next Generation, viene ulteriormente ribadito nelle due serie successive. In Deep Space Nine, infatti, abbiamo un solo episodio in cui compare un androide, si tratta di Sospetti (Whispers di Paul Robert Coyle, regia di Les Landau) in cui un androide prende il posto di O'Brien con lo scopo di uccidere una persona. Lo spettatore saprà solamente alla fine dell'episodio della sostituzione di O'Brien e il fatto che il falso O'Brien sia un essere artificiale non incide assolutamente nell'economia della storia.
Anche in Voyager c'è (è il caso di aggiungere fin'ora) un solo episodio in cui compaiono degli androidi: Prototipo (Prototype di Nick Corea e Kenneth Biller, regia di Jonathan Frakes). In questo episodio la Voyager si imbatte in un androide disattivato alla deriva nello spazio; l'equipaggio decide di portarlo a bordo e ripararlo e scopre che l'androide appartiene ad una specie di esseri artificiali sull'orlo dell'estinzione. Quando la Voyager scopre la nave madre degli androidi, Torres viene rapita e costretta a costruire altri esseri artificiali, in quanto la loro programmazione originale glielo impediva. Ancora una volta, gli esseri artificiali non hanno una connotazione positiva e in questo episodio obbligano addirittura B'Elanna a compiere atti sia contro la sua volontà sia contro la Prima Direttiva.

Di primo acchito può sembrare strano che una serie così "classica" come Star Trek ignori quasi completamente gli androidi, ma bisogna tenere presente che Star Trek pone l'essere senziente biologico in una posizione assolutamente centrale rispetto agli avvenimenti narrati; gli esseri senzienti biologici, le loro idee e le loro emozioni sono al centro degli avvenimenti narrati da Star Trek e la tecnologia, benché vista quasi sempre in modo positivo, non è altro che uno strumento, potente e pericoloso quanto si vuole ma sempre uno strumento, al servizio degli esseri biologici.

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