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di Vittorio Catani

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racconto

Tempo minato


Nel mondo intero dilagano misteriose esplosioni. Raffaele Candida Petrosillo, geniale inventore squattrinato, è convinto di avere la soluzione dell'enigma, che gli darà fama immortale... Una storia fra humour e tragedia, su un tema di massima attualità.

1. - Dove si presenta il Protagonista

La prima mina-T della storia umana esplose a Bari il 22 maggio 2004 alle ore 14:53, a 2,41 metri dall'asfalto cittadino, all'incrocio tra via Sparano e via Calefati. In quel tiepido ma offuscato meriggio, Raffaele Candida Petrosillo (Candida non è un nome maschile, ma può essere un attributo della Madonna: e i suoi genitori, gente timorata di Dio ma anticonvenzionale, l'avevano preferito a Maria come secondo nome) se ne stava stravaccato, vestito col vecchio rigato grigio di lino, a uno dei tavolini all'aperto di un simpatico bar cittadino. Fissava triste il bicchiere, appena svuotato di un gelatone con frutti di bosco. Era domenica, e alla controra, quando anche il goloso tuttifrutti era terminato, per Candida non restava proprio nient'altro da fare. Malinconia abissale.
Stirò le gambe magre, nettò i baffoni grigi, si ravvivò il fiocco dello sbiadito papillon a pois e decise di dar fondo all'ultimo lusso della giornata: un buon sigaro.
In giro la gente era poca, pochissima. Anzi non ce n'era proprio. Sbuffò noncurante una nube tossica (l'aria era già puzzolente di per sé). Eccitati dal tabacco i pensieri cominciavano a carburarsi, e Candida si stava risintonizzando sul suo ultimo lavoro ancora a metà, ma ecco che improvvisamente...
Un momento. Lavoro 'ancora' a metà? Le attività dì Candida lo erano sempre; lui vantava centinaia di lavori arenati. Non per sua colpa, sia chiaro. Candida inventava, ma come realizzare i progetti se poi nessuno voleva rischiare a investire banali euro? Peccato, perché nei cassetti aveva roba da dare le convulsioni a Leonardo e Einstein. Per esempio, un soffianaso elettronico; e attualmente stava elaborando un sistema per ricavare energia solare dalle patate. Né c'era da sogghignare, dal momento che le patate per crescere i raggi del sole li hanno assorbiti, e...
Improvvisamente nell'aria si condensò una macchia scura! Poi SBOOM!, seguì un botto come quello conclusivo dei fuochi artificiali alla sagra di San Nicola. La cassa toracica di Candida vibrò, le lenti gli si sbriciolarono sul naso, i vetri dei palazzi intorno tintinnarono sul selciato mentre si spandeva un nebbione nerofumo. Il colpo fu come un ceffone. Scattò in piedi sconvolto; dal bar corsero gli inservienti, uno sbatacchiare dai balconi, un vociare allarmato. La brezza leggera già dissipava la foschia. Candida si scoprì con viso e mani anneriti, come se fosse vittima di uno scherzo col sigaro esplosivo. Ma il suo toscano era intatto!
Ancora non lo sapeva, ma era il primo testimone al mondo delle mine-T.

2. - La signorina Nietzsche


Quella stessa sera il nostro prese una decisione: si sarebbe recato dalla Aufieri-Roccaforte. Soluzione di riserva cui ricorreva in casi davvero seri. Come seria, serissima, era la esimia Signorina N.D. dott.ssa Berenice Aufieri eccetera, che vantava (in realtà celava) quarti di decaduta nobiltà e aderenze in ambito consolare e Onu.
Dall'evento occorsogli esalava un'aura di minaccioso mistero, e Candida voleva parlarne con la persona giusta. Ancora sossopra per l'accaduto e intontito dal botto (più due ore nella limitrofa stazione dei Carabinieri per un resoconto dei fatti, e un paio d'interviste ai maggiori media locali), uscì da casa verso le l9. Aveva messo il rigato in lavatrice, per quanto le macchie nere stessero stranamente già svanendo da sole, e indossava un completo in cotone d'un blu a tratti incerto, e cravatta fantasia con frivole fragoline. Si concesse un altro sigaro (spento a risparmio) tra le labbra. Costeggiando il lungomare notò acque più torbide e maleodoranti del consueto; il pesante scirocco depositava sui muri una patina oleosa. Mise la mascherina ecologica e si diresse al noto indirizzo, numero civico 348.
Candida ricordava questa cifra molto bene, per due ragioni, come sommatoria di 48 + 300. Quarantotto era l'età di Berenice da molti anni (lui almeno la pensava sempre come quarantottenne, anche perché il tempo scalfiva Nice minimamente). Più sostanzioso il 300: somma in migliaia di euro che una volta lei, in un empito confidenziale, gli aveva sussurrato possedere in un deposito bancario cittadino. Candida si era schernito:
-- Ti prego, non è il caso che mi confidi certi segreti...-- Ma da allora quel 300 gli si era infisso in testa come un chiodo. Cosa non avrebbe fatto lui, l'uomo più geniale dai tempi dell'Australopiteco, con una cifra simile! Eppure da autentico gentiluomo mai aveva alluso a sovvenzioni. Anche perché (ecco il vero nodo) considerava Nice preziosa, preziosissima per ben altri motivi.
-- Accomodati, Candy! -- disse la vocetta di Nice allorché le citofonò (si era fatto precedere da una telefonata). -- Ormai sai come.-- Candida sorrise e entrò nel solito salotto, verso la solita poltrona. In verità egli gradiva poco il soprannome scherzoso datogli da Nice (un misto tra i canditi e vecchi manga); d'altronde Candida aveva presto ricambiato, ed era stato facile. Nice si era laureata in filosofia molti anni addietro con una tesi sul pessimismo nietzscheano. -- Senti, Nice -- esordiva a volte, e pronunciava 'nicce' e non si capiva se dicesse Nietzsche; lei ridacchiava accettando lo scherzo.
In verità, oltre a questo gioco ingenuo ce n'era un altro un po' meno, ormai un rituale nell'accogliente salottino gozzaniano di piccole cose di gusto - secondo Candida - spesso dubbio. Sedevano fronteggiandosi, a conversare amabilmente tra sorsetti di un rosolio casalingo. Candida scapolone zazzeruto grigioferro, tutto sommato un bell'uomo, un tipo magari interessante; Nice (alta, capelli rossi, viso ascetico ma simpatico, gambe un po' grosse) esibendo castamente dalle ginocchia in giù una pelle bianchissima, liscia e senza ombra di varici. Ginocchia che salvo défaillances forse involontarie restavano ostinatamente serrate, concedendo raramente balenii di grazie intime. Lei si rendeva conto del gioco? L'avrebbe lei potuto amare? D'altronde, questo neanche Candida avrebbe saputo dirlo per sé.
-- Oggi -- esordì lui quando furono sistemati -- mi è accaduta una cosa strabiliante.-- E le riassunse i fatti. Nice lo ascoltò a occhioni verdemare spalancati, poi sbirciò l'ora:
-- Manca poco al tg regionale -- notò. Accese la tv col volume in sordina. A questo punto Candida si schiarì la gola e venne al vero scopo della visita.
-- Nietzsche, ti ho dato tutti gli elementi dell'accaduto: che ne pensi? -- e restò in trepida attesa. La pratica risposta lo deluse:
-- Buh! Vorrei saperne ancora. Ascoltiamo almeno il giornale, prima.
Accidenti, cosa poteva dire il tg più di quanto non avesse visto lui? Il fatto era che Candida spesso riponeva smodate aspettative nel pessimismo nietzscheano di Nice, che si era sempre rivelato fecondo di intuizioni strepitose. Per esempio, una volta avevano avuto una conversazione sulla Puglia dei loro verdi anni che si era chiusa con la tipica frase desolatamente pessimista di Nice:
-- Ah, ma la nostra bella terra non sarà mai più quella di prima. Eppure, se solo avessi una macchina del tempo...
All'istante, a lui erano esplose in mente non una ma due macchine del tempo! Una fuoriserie (anche perché non esisteva ancora una serie di tali oggetti), decappottabile; e un'utilitaria. Tutto lì, negli scartafacci dei suoi cassetti. Un'altra volta guardavano insieme la tv, e un intellettuale di usurpata fama se n'era uscito con una frase naïf. Nice aveva commentato (pessimisticamente):
-- Ah, ma non si parlerà mai più il pretto italiano! -- Detto fatto Candida aveva realizzato, con un temerario Gedanken Experiment di einsteiniana levatura, un macchinario capace di dotare tutti di italiano purissimo! Un minicomputer da taschino che a solecismi-barbarismi-sgrammaticature, bip-bip!, flautava: -- Prego si dice COSI' non COSA'. -- Uovo di Colombo.
Alle 19:38 interruppero la trasmissione:
-- Oggi -- esordì lo speaker con un tono da bollettino di guerra -- un evento inspiegabile ha preso a manifestarsi in molte città del mondo.-- Seguivano immagini straordinarie. -- Pare che l'avvio si sia avuto proprio in Italia, a Bari, ma le informazioni sono confuse e da molte zone del pianeta sono pervenute quasi contemporaneamente notizie dell'allarmante fenomeno. A poca altezza dal suolo si verificano violente detonazioni con emissione di un fumo nerastro che presto si dissolve. Ancora ignota la natura. Finora i danni riguardano solo le cose... Ci porgono una velina, leggiamo. Nel Massachusetts... a Cape Cod... il crollo in strada di una vetrata infranta dal botto ha ucciso un pensionato e i suoi sette cani. A Manila... -- Nella ridda improvvisa di parole e immagini, dallo schermo emerse per alcuni secondi anche il volto spiritato di Candida. E un cineamatore di Sydney aveva casualmente ripreso una di quelle esplosioni con il caos che era seguito. Parlarono scienziati, preti, occultisti, massaie, scrittori. Invasione extraterrestre, fine del mondo, pioggia di meteoriti, previsione di Nostradamus, sciame cosmico di microbuchi neri, vendetta di Yog Sothoth...
Un boato lontano scosse la casa e i nostri eroi. Per strada urla, tamponamenti, sirene, spari! -- Hai udito, Nietzsche? -- sussurrò Candida allarmato. -- Tu cosa ne dici? -- L'esca era nuovamente lanciata. Ora...
-- Ah! -- rispose infatti lei. -- Ma quando potranno finalmente trovare riposo la vecchia Terra, le nostre vecchie vite?
Candida sentì in testa uno stridore rugginoso, un crepitio di scintille. Poi il silenzio.
Niente! Per la prima volta, il prezioso stimolo della donna non gli dava alcun aiuto, anzi: aveva la testa così vuota che credeva di non averla.

3. - Cosa accade alla vecchia, sporca Terra?

Uscito per tornare di corsa a casa (traffico, puzza, confusione) Candida vi giunse stremato e furibondo. Elaborò piani per la notte: siccome era stanchissimo non avrebbe dormito (non si sarebbe fatto fregare neanche da se stesso); poi accese la tv sull'attualità e si collegò in rete. Per sostenersi si sparò un gelato di mirtilli; sentiva che questa era la sua grande occasione. Si consideri, prego: un evento sufficientemente planetario, fors'anche cosmico; assolutamente nuovo (nessuno avrebbe potuto rimproverare al solutore dell'enigma la scopiazzatura da casi precedenti); adeguatamente enigmatico, pericoloso, terrorizzante. Occorreva un ideatore che fosse unico, e chi tale più di lui? Ricordò che spesso, da piccolo, suo padre gli diceva: -- Tu sei più unico di Adamo e Pinocchio. -- Solo adesso ne afferrava le implicazioni. Tv e rete vomitavano notizie. Alle 22:45 lesse e ascoltò: IL BOMBARDAMENTO MISTERIOSO S'INFITTISCE NEL MONDO, PER TERRA E PERFINO IN MARE SULLE ROTTE NAVALI... IL PRIMO MINISTRO USA HA DICHIARATO: "DEV'ESSERCI DA QUALCHE PARTE UNA MENTE CHE DIRIGE TUTTO QUESTO E NOI LA TROVEREMO." Ma tutti navigavano nel buio sia sulla terra sia sul mare sia in Internet. Ore 22:15, Cina: A CHEKIANG E KWANGTUNG PARE SIANO ESPLOSE DUE BOMBE DI NUOVO TIPO, NON EMETTONO IL NEROFUMO MA UN GAS INNOCUO CHE PERO' PROVOCA PRURITO AL NASO E SBRICIOLA I VESTITI ADDOSSO ALLA GENTE. Ore 22:26, una bomba del nuovo tipo a Tahiti s'era svelata solo dal prurito nasale perché scoppiata in un campo nudista. Ma ecco alle 00:01 la notizia-bomba (sic!): in sei grandi capitali stavano esplodendo ordigni che sputavano anche un foglio bianco, indeformabile, non lacerabile, riportante una scritta.
MESSAGGIO, MESSAGGIO! blaterava dallo schermo lo speaker, e mentre la rete impazziva, impazziva là fuori anche Bari o forse (Candida non sapeva) era grandine o una pioggia di meteoriti, o tumulti di piazza e di strada. MESSAGGIO! Ore 00:12, FINORA NON SI E' ANCORA IN GRADO DI DECIFRARE LO SCRITTO, SEMBRA IDENTICO PER TUTTI I FOGLI. Era una lingua incomprensibile in caratteri cirillici, PARE UNA SORTA DI PIDGIN O MISCUGLIO DI NEOLATINO-SLAVO-GERMANICO-SAMOIEDOLITUANO.
Ma perché non venite qui, pensava Candida sudando come un maialetto nell'unica poltrona (sfondata) del suo monolocale con servizi; voglio prima sapere cosa è scritto, poi toccherà inevitabilmente a me. Ore 1:47, PARE CHE UN LINGUISTA BASCO ABBIA DECIFRATO! Guazzabuglio di precisazioni e rettifiche. SIAMO IN ATTESA DI... SIAMO CONVINTI CHE... TEMIAMO DA, SPERIAMO PER, CONTIAMO SU, TORNIAMO FRA! Eppoi: IL PAPA HA BENEDETTO TUTTI; IL PRESIDENTE HA DETTO BENE: TUTTI, TUTTI CONTRO IL NEMICO.
Suo malgrado Candida si appisolò abbagliato dai movimenti ipnotici televisivi, finché un boato più violento proveniente dall'esterno lo fece saltare. Un nuovo tipo di bomba? No! Era l'urlo collettivo di sollievo di sette miliardi di persone sputato dal grembo del mondo. Decifrato! UN LINGUISTA CATALANO HA TOLTO VIA IL BASCO. CI PORTA PRIMO AL MONDO LA NOVELLA E VE LA DIAMO IN DIRETTA, ECCOLA, UN MINUTO ANZI DUE.
Seguiva il testo, mostrato in spagnolo e letto in italiano con voce commossa, stupita. E ascoltando, Candida stupiva a sua volta: ma per darsi dell'imbecille. Come aveva fatto a non immaginarlo prima? Non aveva proprio avuto occhi per vedere e naso per annusare? Lui, il genio più unico di tutti? Era proprio vero che chi viveva nel letamaio non sentiva il fetore.
Non erano bombe ma mine, anzi: mine-T. Mine Temporali, cronoesplosive. Insomma venivano dal futuro. Armi non letali lanciateci per avvertimento. Innocue... solo per ora, che fosse chiaro. Sì, capiva bene, proprio dal futuro. Tra circa 250 anni, nel 2234. Come era la nostra vecchia sporca Terra, laggiù? Più che sporca era un cesso. Allora questi nostri pronipoti erano proprio puzzoni luridoni? Macché, loro nella cacca ci nuotavano ma non era la loro, e in verità non era neanche cacca (magari fosse stato solo quello!) Era un micidiale magma composito detto gorgl: il risultato di secoli di pesticidi-liquami-detersivi-farmaci-scorie radioattive, saponette-dopobarba-aspirine-lattine di coca. Ecco, dicevano sul foglietto, cosa avete perpetrato a noi vostri posteri, sangue del vostro sangue benedetto. E adesso cosa ne facciamo, continuavano, di gorgl mucoso assassino radiante, sparso a montagne e che trasforma il pianeta in un letamaio focolaio di pesti? Sapevate che sono avvenute decimazioni, guerre, rimescolamenti etnici, le nazioni che conoscete sono scomparse e perfino delle lingue s'è fatta un'insalata? Non vi frega niente? Be', passeremo ai metodi forti. Vi contattiamo adesso che abbiamo finalmente scoperto come inviare nel passato gli oggetti, non purtroppo le persone, che muoiono per lo shock degli erg cronotopici. Cosa vogliamo? Voi vivete in un'epoca-chiave: non troppo presto ma fortunatamente neanche troppo tardi. Allora tornate sui vostri passi spreconi, cari. Attuate all'istante drastiche iniziative per ridurre l'inquinamento e lo sperpero, altrimenti... Be', vedrete, tanto non è mica vita, questa nostra. Attenderemo 48 ore, durante le quali pretendiamo di veder cambiare in meglio il pianeta in tempo reale: significherebbe che avete responsabilmente deciso di avviare, e avviato nel corso degli anni, le opportune politiche di recupero e risanamento; noi qui ne riscontreremmo ora stesso i benefici. Avete depredato e insozzato solo perché noi posteri non avevamo con voi un potere contrattuale per il riconoscimento dei nostri interessi, e non potevamo esercitare su di voi minacce o pressioni, eh? Ma ora con le mine-T questa forza l'abbiamo. Se allo scadere del nostro ultimatum non sentirete più parlare di mine-T, significherà che quanto state per decidere e avviare ci ha portato i frutti sperati. Altrimenti, per cominciare vi rispediamo tutto il maledetto gorgl che ci avete regalato, mefitici! Ora sospendiamo i bombardamenti per darvi fiato, voi che potete ancora respirare aria decente. Stop.
Crederci, non crederci...? Detto fatto Candida si sciacquò il viso, fece una telefonata e uscì.
Fuori era buio, ma un buio così pesto non l'aveva mai visto, pareva di essere in fondo all'oceano. Non si sentivano più boati, tuttavia il nerofumo delle mine-T non si era ancora diradato del tutto, anzi ristagnava; e dal mare veniva il solito miasma. Giunse da Berenice poco dopo. Erano le tre, la luce dell'alba era un fantasma invisibile. Senza preamboli andò a sedere in salotto, la tv era accesa. Chiese a Nice:
-- Hai ascoltato? Novità da quando sono uscito da casa?
-- Niente -- rispose lei con la vocetta amabile e tranquilla, fissandolo con grandi occhi chiari. -- Governi e parlamenti dei maggiori stati sono in riunioni straordinarie, ma tutti ripetono che ci vorrà un bel po' per attuare qualcosa di concreto e... Dio, sembra impossibile!
Candida sbuffò. I minuti volavano e anche lui non aveva la più pallida idea sul da farsi. Disse:
-- Sono perplesso anch'io, figurati se il mondo si accorda in 48 ore! L'armistizio è troppo breve. -- Fissò Nice, rincantucciata serena e composta in poltrona. Allora ritentò l'affondo: -- E tuttavia tu, Nietzsche -- disse pensoso -- che considerazione trarresti?
-- Ah! -- esalò subito lei in tono negativo. -- Credo che dovremmo anche noi inviare loro un messaggio: ma ovviamente non possiamo. -- Accavallò strettamente le gambe e tirò giù l'orlo della gonna.
Eureka! Lui, Candida, genio unico nell'universo, ora aveva la soluzione. Un messaggio... Sarebbe stato uno scherzo, e non doveva neanche costruire le sue farraginose macchine del tempo. Sarebbe bastato che... Ma doveva sbrigarsi, avrebbe potuto pensarci qualcun altro prima di lui e questa era l'unica vera grande occasione della sua vita!
-- Tesoro -- le disse per la prima volta, provocandole un accesso porporino sulle gote -- tu hai denaro ma io non te ne chiederò mai. Mi hai sempre provocato con quelle tue coscione immacolate, ma non ti ho mai sfiorato con un dito. Una cosa sola ti domando: telefoneresti per me a quel tuo parente all'Onu? Subito?
Nice pareva allibita. Deglutì e rispose:
-- Ma io... non è un parente, è mio fratello Aleardo. Sì, certo, posso provare e... -- Fece un risolino. -- Che dici mai? Sono una filosofa e una vecchia gallinaccia!
-- E perciò fai buon brodo, e io sono un vecchio galletto, urrà. -- E consequenzialmente al galletto che sentiva d'essere si tuffò su di lei a pesce e urlò CHICCHIRICHI'.

4. - L'occasione unica di Candida l'Unico


Immaginate una manifestazione cittadina che mescoli il fervore d'un armistizio, l'apprensione di un ultimatum e l'allegria sfrenata di una festa patronale e coglierete qual era, quel pomeriggio, l'atmosfera in piazza Prefettura. Con autorità cittadine, rappresentanti del governo nazionale ed esponenti dell'Onu arrivati di corsa, la folla oceanica intasava tutto il centro storico sbandierando cartelli, striscioni, tricolori, gagliardetti biancorossi, palloncini e girandole: VIVA RAFFAELE gridavano, gloria al nostro genio cosmico, TU HAI APERTO E TU CHIUDI, VIVA CANDIDA, PETROSILLO & BARI FOREVER! Nell'elaborato gazebo la banda intonò fracassona ouvertures di Rossini e Verdi, i marmocchi sgranocchiavano, gli abusivi vendevano, i teneroni piangevano. Il cielo era insolitamente azzurro, l'aria solitamente maleodorante. Sul palco delle autorità al centro di una selva di facce e microfoni, un volto in particolare spiccava con espressione raggiante e imbambolata: proprio lui, Candida l'Artefice!
Ma uno strano oggetto marrone scuro incombeva accanto alla pedana delle autorità, in posizione simmetrica al gazebo dei musicanti. Era un cilindrone alto dieci metri, di sostanza indefinibile, con uno sportellino spalancato sull'oscurità. Accanto al cilindrone, sull'asfalto della piazza si allargava una voragine circolare delimitata da paletti; alle spalle ronzavano macchinari di lavori stradali e una grossa gru.
-- CITTADINI!
Dallo strepito assordante si passò, come premendo il tasto mute, al silenzio interplanetario. -- Cittadini. -- Era il Sindaco. -- La storia la conoscete già, inutile dilungarsi. Abbiamo i secondi contati. Grazie al nostro Genio qui presente, noi possediamo la soluzione per le mine-T, ma non aggiungo altro: ascolterete il resto dagli stessi protagonisti.
Seguì un applauso-terremoto. Dopo il rapido saluto di un ministro, prese la parola l'esponente dell'Onu.
-- Signori -- esordì -- mi chiamo Aleardo Aufieri-Roccaforte e sono fratello di una vostra concittadina. Io vi porto l'abbraccio riconoscente dell'intero consesso delle Nazioni Unite. Qualcuno ha avanzato dubbi sulla funzione e i poteri dell'Onu in questa circostanza, ma sottolineo che una volta almeno, nella storia, l'Organizzazione è riuscita a trovare un accordo interno in poche ore concedendo l'autorizzazione per conto dei maggiori governi mondiali. Perciò dico: possiamo attuare la geniale idea del signor Raffaele Petrosillo, alias Candida, per troncare la guerra dichiarataci con le mine-T dai nostri discendenti. Ma... -- lasciò acquietare l'applauso -- dobbiamo agire immediatamente. Non suoni come una diminuzione dei meriti di Candida, altri cervelli in altri stati hanno avuto la sua stessa idea e stanno freneticamente tentando di realizzarla in proprio. Noi dobbiamo arrivare primi. Cedo la parola al vero eroe: grazie a tutti.
Candida afferrò il microfono, lo perse, lo riafferrò mentre l'esultanza popolare trasformava la città in un unico tuono assordante. -- Calmatevi! -- gridò felice. -- Io sono certo come voi della impossibilità che centinaia di stati, nelle dieci ore circa di tregua che ci restano, sappiano avviare un serio programma ecologico tale da innescare già ora gli effetti concreti richiesti nel 2234. I nostri posteri riprenderebbero subito a bombardarci rendendoci la vita sempre più difficile. Ma mi sono chiesto: se fossimo invece noi a mandar loro un messaggio? Un impegno ufficiale, un giuramento solenne firmato dai rappresentanti dei massimi governi mondiali? Osservate questo cilindrone. E' stato realizzato a tempo di record su mio progetto, da un'azienda che meritoriamente si è prestata gratis allo scopo... Vieni qui, Dino... Eccovi il signor Arnaldo Besso, dell'omonima ditta. -- Applausi, applausi, ma procediamo. Candida riprese: -- Una cripta con una stele, a prova di tempo intemperie e terremoti: ecco, signori, la nostra grande speranza. In questo materiale che sfiderà i secoli introdurremo ora la pergamena dell'Onu col giuramento formale, poi chiuderemo il portello sul quale sono incisi in sintesi scopi e contenuti, e...
Lentamente Candida andò a deporre un tubo sigillato nel vano scuro. Lo sportello fu serrato con uno schiocco; il cilindrone era già imbracato, entrò in azione la gru e lentamente il mastodontico oggetto si mosse, ondeggiando appena. Silenzio religioso, qualcuno s'inginocchiò in preghiera. Candida tornò al microfono:
-- Se tra dieci ore non accadrà più nulla, sapremo che abbiamo realizzato l'intento. Cioè, sia chiaro: sapremo che noi tutti dovremo tener fede all'impegno, e che sapremo farlo continuativamente.
-- Champagne! -- esclamò qualcuno sul palco. Una bottiglia appesa a una fune si infranse allegramente sul cilindrone che scendeva; poi esso giunse a sporgere dalla buca una ventina di centimetri soltanto, mentre la banda avviava una marcetta. Una cupa vibrazione nel suolo, il marchingegno era sceso ancora toccando il fondo; tutto fu ricoperto da una gettata-lampo di cemento. Orchestra a pieno volume! Folla esultante! Candida, Aleardo e gli altri ballavano una specie di quadriglia e bevevano nei calici, la gente ondeggiava impazzita al suono di Abbascio alla marina se vende 'u pesce, l'aria era insolitamente tersa e il sole al tramonto splendeva...
Ci fu un BOATO, o un terremoto, o un'eruzione! In pochi attimi l'aria divenne opaca. Si allargò un nebbione. Ma da quando a Bari covavano vulcani? Per il botto violento alcune persone furono scaraventate in aria, mentre il cataclisma rivelava un vocione roboante come giganteschi contrabbassi impazziti che suonavano gorgl, gorrgll! Straripò un'ondata di schiuma viscida, asfissiante, un blob che inghiottiva tutto...
-- Chessuccede chessuccede -- starnazzò Candida. Vide volteggiare un foglio bianco, lo afferrò. C'era scritto qualcosa, un nuovo messaggio dal 2234!
-- Aleardo! -- chiamò, per fortuna quello era lì a due passi... Anche perché invischiato nello schifo del gorgl.
Cosa diceva, il foglio? Semplice, banale.
Una carriera già distrutta, quando invece cominciava la sua fama universale. Come aveva potuto non pensarci? I suoi imitatori che si stavano affannando altrove, certamente avrebbero invece considerato la questione. Col vostro mega-catorcio ingombrante indistruttibile e cessaiolo, dicevano i fottuti pronipoti, avete esasperato anziché alleggerire la criminale opera di inquinamento locale per tre secoli, e ancora non sappiamo come e dove scaraventarlo, possiate crepare! Beccatevi questa e datevi una mossa, ptuì!

5. - Conclusione pessimistica ma con sentimento

Non c'era molto da aggiungere, in verità. Lentamente (occorsero ore) la folla si districò dal gorgl, che poi scolò verso il mare (occorsero giorni) lasciando un lezzo disgustoso. Tornarono tutti mesti e scornati alle case, la piazza si fece deserta e rimase solamente... Indovinate chi.
Occhio allucinato, balbettio inconsulto, Candida girava in cerchio sul palco. Ma poi si accorse di non essere solo, c'era qualcuno immobile al centro della piazza, e lo chiamava.
-- Candy! Candy... tesoro. Oh, vieni, ti aiuto io. -- Lei aveva il grazioso vestito estivo indossato per l'occasione lurido e sbrindellato, e finalmente mostrava qualcosa di più delle ginocchia, ma Candida non vi fece molto caso. Berenice lo sorresse amorevolmente, mentre scendevano le scale e lui si rassettava.
Poi lentamente, a braccetto, si avviarono verso l'unico mondo non inquinato: il loro.

Illustrazioni di Pompeo De Vito

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