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di Vittorio Catani

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Fantasex


E' arduo ipotizzare il sesso degli angeli, figuriamoci quello degli alieni. Ma poi, gli ET hanno un sesso? Altrimenti... che cosa? Ma c'è almeno un sesso nel nostro futuro? Su questi "fondamentali", la fantascienza è stata colpevolmente elusiva, anche se ultimamente... Intanto, ecco per voi un viaggio nel brulicante e trasgressivo universo "a luci rosse".

Se la science fiction abbia o no un sesso, è interrogativo che circola nell'ambiente fantascientifico dagli anni Sessanta, e benché già allora alcuni audaci fossero conviti della risposta affermativa, il sesso è apparso molto di rado nel nostro genere narrativo, e di solito confinato in antologie ad hoc. Indubbiamente in quasi mezzo secolo il linguaggio si è evoluto, per cui nelle odierne fanta-narrazioni è possibile trovare chiari riferimenti alla sfera sessuale dei protagonisti; ma non si può dire che questa essenziale componente della vita abbia nella sf la stessa "naturale" presenza che si riscontra nel mainstream.
Una situazione su cui pensiamo valga la pena soffermarsi.
A ben pensarci, non soltanto il sesso è stato inadeguatamente espresso, nella sf. Quest'ultima, in genere, dedica scarsissimo spazio anche all'approfondimento di altre pulsioni essenziali: l'amore, per esempio. In quante storie il rapporto sentimentale, la "passione", sono estrapolati in un'ottica futuribile e assurgono a movente della narrazione..... come potrebbero essere un viaggio nel tempo o una guerra spaziale?
I titoli in verità non mancano (ciò non suoni una contraddizione), e ne vedremo alcuni; ma resta il fatto che rispetto allo sterminato corpus di fanta-opere essi sono una percentuale minima. Come per il sesso, appunto.
A me invece sembra evidente che sesso e amore stiano subendo, e sempre più subiranno, l'impatto delle nuove tecnologie, dei nuovi ritrovati chimici, delle manipolazioni genetiche, degli emergenti scenari sociali: quale miglior ambito di rappresentazione di queste tematiche, se non la variegata fantascienza?
Ma queste riflessioni provocano spesso un'alzata di spalle nel fanta-lettore: perché la sf è la narrativa della tecnologia, vero? Quindi ok per astronavi, cyborg, globalizzazioni e cowboy della console; per sesso e amore c'è il mainstream; al più, roba del genere potrà far capolino come opportuno e tradizionale condimento alle gesta degli eroi di turno...
O no?

Se andiamo alle radici, cioè al 1926 e alla rivista statunitense Amazing Stories, scopriamo che la sf nasce come narrativa indirizzata a una precisa fascia di lettori. Hugo Gernsback, l'ingegnere elettrotecnico fondatore di Amazing, aveva in mente soprattutto i giovani adolescenti americani di media estrazione, aperti alle novità delle emergenti tecnologie legate all'elettricità, e ottimisti sulle "future sorti e progressive" dell'umanità (specie quella made in Usa). Un ambito sociale sostanzialmente tradizionalista - se non conservatore -, puritano, e lontano da languori sentimentalistici. Su questo scenario, andava a innestarsi un aspetto intrinseco alla stessa science fiction che Lino Aldani illustrava lucidamente nel suo saggio La fantascienza (La Tribuna, Piacenza, 1962):

Al contrario delle forme correnti di letteratura, dove ci si sforza di esprimere temi nuovi con mezzi comuni, la fantascienza va alla ricerca di mezzi nuovi per esprimere comuni sentimenti. O meglio: la semplicità psicologica dei suoi personaggi diviene condizione quasi indispensabile per la comprensione dei moduli straordinari che l'autore propone. In altri termini, mentre il fatto banale obbliga a una psicologia straordinaria, l'avvenimento eccezionale esige una psicologia semplice, schematica, quasi sottintesa. Il risultato è che il mondo dei sentimenti elementari, in altre parole l'ambito dei valori e delle norme in cui forse non si crede più, riacquista in questo modo una carica di freschezza e una nuova validità.
[Quanto al sesso], esso [nella sf] non si pone mai al centro della narrazione, e soprattutto non è mai rappresentato con quegli accenti parossistici presenti in certa letteratura che va per la maggiore. Quel che abbiamo detto per la psicologia e per il sentimento, può valere anche per il sesso. Grazie alla straordinarietà della situazione fantascientifica, i problemi inerenti al sesso vengono ricondotti nel giusto binario; il modulo eccezionale che fa da cornice alla vicenda è già di per sé sufficiente, ove ve ne fosse bisogno, a restituire all'elemento erotico tutta la sua carica naturale, senza che lo scrittore sia costretto a una abnorme e distorta rappresentazione degli istinti elementari.


A mio avviso però le considerazioni di Aldani, illuminanti quando furono scritte, non sono più riproponibili nel Duemila. La sf si è evoluta, alcuni suoi meccanismi si sono logorati nel tempo (cioè abbisognano di nuova linfa), la "eccezionalità della situazione fantascientifica" è diventata una norma quasi appiattita e data per scontata; infine il sesso ha acquisito altra valenza e collocazione.

Nella sf i temi dell'amore, e soprattutto del sesso - temi sovente forti, coraggiosi, provocatori, anticonvenzionali - sono stati trattati (oltre che in misura percentualmente inferiore ai temi tradizionali) in modo sublimato, del tutto concettuale, come speculazione asettica, per così dire scientifica. Val la pena riportare un estratto da un noto classico del lontano 1686 (!), dovuto alla arguta penna del francese Bernard Le Bovier de Fontenelle: la fanta-filosofica Conversazione sulla pluralità dei mondi:

-- In un pianeta che ora non nomino, prosperano abitanti molti vivaci, laboriosissimi e abilissimi. Essi lavorano continuamente d'accordo e con zelo per il bene dello stato, e soprattutto la loro castità è incomparabile, quantunque non abbiano alcun merito, perché sono tutti sterili e non c'è sesso fra loro...
-- Ma -- interruppe la Marchesa -- non avete sospettato che vi si canzonasse con una simile relazione? In qual modo si perpetuerebbe quella stirpe?
-- Essi hanno una Regina che non li conduce punto alla guerra, né sembra ingerirsi degli affari di stato, ma la cui regalità consiste tutta nell'essere feconda, d'una fecondità stupefacente. Ella fa famiglia di figli, e perciò non fa altra cosa. Ha un grande palazzo, spartito in una infinità di camere che hanno tutte la culla pronta per il principino nascituro... Oh, capisco, voi ora vorreste chiedermi dove abbia scelto gli amanti. Ci son regine, in Oriente e in Africa, che mantengono serragli di uomini. Anche questa evidentemente ne ha uno, ma ne fa gran mistero. I padri dei diecimila figli, uno più uno meno, che la Regina mette al mondo, meritano d'essere affrancati da qualsiasi altro lavoro; e non appena la loro unica funzione è compiuta, e la Regina ha fatto i suoi diecimila parti, quegli infelici vengono uccisi senza misericordia, giacché divenuti inutili allo stato.

Ebbene: gli esiti del pre-illuministico de Fontenelle a me sembrano una anticipazione del modo, vagamente pruriginoso ma "asessuato", in cui il sesso apparirà nella fantascienza tre secoli più tardi.

Intanto, esaurisco con pochi riferimenti il tema dell'amore, secondario in questo mio excursus sul sesso (benché le due cose si ritrovino spesso congiuntamente). Nel racconto Pellegrinaggio alla Terra ("Pilgrimage to Earth", 1956; in Mai toccato da mani umane, Urania n. 285, 1962). Robert Sheckley affrontava l'argomento nel suo tipico stile ironico e destabilizzante. Simon, un terrestre nato su un altro mondo, viene a visitare una metropoli della Terra e scopre che questa è "l'unico posto dove esiste ancora l'amore"... Per accertarsene, il nostro personaggio si lascia tentare da uno di quei padiglioni tipo luna park, nei quali si vende non volgare sesso bensì "amore genuino". Entrato, ha un colloquio esplicativo con il titolare della "ditta":

-- Ma certo! -- esclamò il signor Tate, sollevandosi dalla poltrona per lo stupore. -- Questo è il punto! Tutti possono comperare il sesso. Buon dio, è la cosa che costa meno nell'intero universo fin dall'inizio della storia. Ma l'amore... eh, l'amore è una cosa rara, speciale, e si può trovare solo sulla Terra. Signor Simon, ha letto il nostro opuscolo?


Incredulo, Simon decide di provare. E si innamorerà realmente della bellissima e sentimentale Penny Bright, la ragazza propostagli da Tate; come pure, Penny si innamorerà follemente e sinceramente di Simon. Costui pertanto, dopo alcuni giorni di esaltante ménage à deux, deciderà di sposarla, ma a una simile richiesta Tate gli ride in faccia: il periodo di "innamoramento" è scaduto, è bene che Simon si tolga immediatamente dai piedi, Penny è stata riprogrammata psico-chimicamente per il cliente successivo. Infatti, si accorge sbalordito Simon, Penny già ama follemente e sinceramente un'altra persona: e c'è da giurarlo, è amore genuino.
Da notare che Sheckley è stato uno dei pochissimi a interessarsi fantascientificamente all'amore; e lo ha fatto solitamente per smitizzarlo in modo ironico, o patetico. Sono rimaste celebri numerose sue storie, ad esempio La moglie perfetta e Il catalogo delle mogli. O anche Il linguaggio dell'amore, in cui si narra di un pianeta dove si è scoperto "l'amore come scienza esatta", il che ha portato alla completa estinzione della specie simil-umana che lo abitava. Nugent Miller e le ragazze affrontava il tema dell'ultimo maschio in un mondo post-atomico; in L'armatura di flanella grigia, Sheckley immagina invece un futuribile Servizio Avventure Romantiche:

Non il sesso; e neanche l'amore, perché non è possibile garantirne la durata, e di conseguenza è poco solido dal punto di vista commerciale... Nossignori, noi vendiamo romanticismo, signor Hanley, l'ingrediente che manca nella società moderna, il sale della vita, il sogno di ogni tempo!



Si tratta di storie scritte tutte verso la metà degli anni Cinquanta (alcune furono raccolte nell'antologia sheckleyana La decima vittima (Bompiani, 1965).
Nel racconto Fenomeno culturale (1950; Il secondo libro della fantascienza, Einaudi, 1961) Richard Matheson immaginava tra il serio e l'ironico un nuovo sviluppo della prostituzione: il "servizio a domicilio" (praticamente... un "porta a porta"). Isaac Asimov, invece, nel notevole Consolazione garantita ("Satisfaction guaranteed", 1951; in Le meraviglie del possibile, Einaudi, 1959; varie altre edizioni) riscriveva in modo personale un tema in verità antico: una casalinga di estrazione medio-alta si invaghisce di un bellissimo e inappuntabile robot domestico sperimentale. L'incesto (padre/figlia) era il tema sotteso al famoso romanzo Lot, di Ward Moore (1953-1954; Urania n. 375, 1965): dopo un'esplosione atomica, David Jimmon cerca la salvezza con la moglie e le due bambine, fuggendo in auto verso l'interno degli Usa (è evidente il parallelo col personaggio biblico). Concludo la breve e non certo esauriente carrellata con uno dei racconti più celebri della brava - e bella - Catherine L. Moore: Shambleau (1933), ambientato tra le sabbie rosse di Marte, pianeta in decadenza e crocevia dei mondi. E' una storia del ciclo di Northwest Smith, "l'uomo dagli occhi di ghiaccio". Shambleau è il nome di una specie aliena di donne provenienti dalle stelle, bellissime e seduttrici, che spargono terrore ovunque appaiono:

Smith ne era consapevole solo a metà, perché un mormorio seducente era entrato nel suo cervello e prometteva piaceri più dolci del miele; e gli occhi verdi brillavano come purissimi gioielli, e il buio delle pupille verticali nascondeva una tenebra più grande (...) Andò verso di lui nel manto vivente dei capelli. La pelle del terrestre fremeva di orrore, ma era un sentimento perverso, di bramosia per ciò che lo disgustava. La strinse a sé passando le braccia sotto la massa viva e umida della chioma, e il corpo di velluto si aggrappò al suo, le braccia di lei gli si strinsero al collo. Con un fremito e un sussurro l'orrore senza nome si chiuse su entrambi (...) Sentì un odore nauseabondo, soffocante, i vermi pulsarono su ogni centimetro del suo corpo, strisciando s'infilarono nei vestiti.


Una trasparente riproposizione, come si noterà, del mito di Medusa.

Un amore a Siddo ("The Lovers", 1961, e "Rastignac the Devil", 1962; SFBC, 1966) fu l'opera che rivelò Philip José Farmer assestando al contempo una scrollata al mondo alquanto parruccone della sf. E' la storia della relazione fra un terrestre, Hal Yarrow (esponente di una società futura oppressa da pregiudizi e da un ottuso razionalismo), e la bellissima aliena e "umanoide mimetica" Jeannette Rastignac, una specie di donna-insetto. Yarrow saprà essere più forte dei propri condizionamenti, ma a un prezzo durissimo che comporterà la morte di Jeannette durante il parto.
Detto questo, però, ho detto ben poco; ciò che conta nella storia è soprattutto la straordinaria visionarietà e la forza di impatto di Farmer (d'altronde qualità tipiche della sua migliore scrittura), a parte il prorompere della scioccante - per l'epoca - e insolita tematica sessuale. Ovviamente non possiamo parlare di vera e propria narrativa "erotica"; siamo piuttosto a una rappresentazione di problematiche legate al sesso e alla "diversità", piuttosto che a una rappresentazione del sesso. E tuttavia, questo romanzo costò all'autore, per anni, un marchio di scrittore pornografico. Per nostra fortuna egli se ne curò ben poco: tanto vero che in seguito apparvero altri suoi notevoli racconti che mescolavano riferimenti a sesso, psicologia, esobiologia e parassitismo. Il tutto fu poi raccolto nel volume Relazioni aliene ("Strange Relations", 1960; Fanucci, 1973). Vi figuravano, oltre a Un amore a Siddo, quattro lunghi racconti: Madre, Figlia, Figlio, Il fratello di mia sorella.
In Madre (che si svolge su un lontano pianeta) due esploratori, madre e figlio, sono fagocitati da due creature aliene che sono veri e propri uteri viventi, in una storia a metà fra incesto e cannibalismo. Figlia ci racconta della creatura nata dalla fecondazione umana di quegli uteri. Figlio invece narra il rapporto di amore-odio tra un militare fatto prigioniero da un sommergibile supercomputerizzato, e il sommergibile stesso (siamo a una personale versione dell'ambigua relazione tra la vittima e il carnefice, che qui è una supermacchina intelligente). L'ultima storia descrive una sofferta relazione aliena fra un terrestre su Marte e una marziana con insolite caratteristiche bio-psichiche.
Spero che questi rapidi cenni lascino se non altro intuire la profondità dei temi, degli umori, delle motivazioni di Farmer, autore sempre di forte intensità. Di lui ha scritto Brian Aldiss: "Ha infranto tabù che neanche sapevamo di avere": un complimento altissimo da parte di uno scrittore, Aldiss, molto noto e non facile a entusiasmi.
Di quegli anni non può passare sotto silenzio un'altra opera miliare: Straniero in terra straniera ("Stranger in a Stranger Land", 1961; SFBC, 1964) di Robert A. Heinlein... Da Marte giunge un terrestre nato sul "pianeta rosso". Si tratta di un giovane "diverso", dotato di poteri straordinari; un personaggio che presto assumerà contorni giganteschi. Il romanzo, lunghissimo per lo standard fantascientifico dell'epoca, è in sostanza una serrata critica della nostra società, con un protagonista un po' profeta biblico, un po' paladino di un'autentica rivoluzione sessuale. Non stupisce che l'opera - nonostante il suo discorso ideologicamente frammentato, se non ambiguo - fosse accolta come una sorta di bibbia, alcuni anni dopo, dalla contestazione hippy. Nell'ultimo periodo della sua vita Heinlein riprese e ampliò molte tematiche apertamente sessuali, ad esempio nel romanzo Non temerò alcun male (1971).
Sempre nel 1961 apparve, a firma dello scrittore inglese John Wyndham, il romanzo breve Consider Her Ways. L'autore vi descriveva una società futura senza uomini, scomparsi a causa di un virus mutato. Le donne si riproducono per partenogenesi e, nonostante la scienza sia avanzata al punto da permettere la "ri-creazione" del maschio, le donne non trovano alcuna necessità per farlo. Questa storia, particolarmente visionaria e in anticipo sulla sua epoca - tanto da prefigurare tematiche femministe del decennio successivo - fu riproposta sul n. 27 di Robot (1978) col titolo Considera le sue vie.
Infine, tra i "classici" sono da citare ancora almeno due romanzi: La lampada del sesso ("The Primal Urge", 1961; SFBC, 1965) di Brian W. Aldiss, e Venere più X ("Venus plus X", 1960; SFBC, 1965) di Theodore Sturgeon.


La lampada del sesso è una storia ambientata in Inghilterra, e descrive lo stravolgimento intervenuto in una società nella quale a ogni individuo viene innestato in fronte un rivelatore di emozioni che diviene rosso allorché si manifesta un interesse sessuale verso un'altra persona (il romanzo, però, dopo un avvio di grande interesse perde gradualmente mordente). Quanto a Sturgeon, si tratta di uno scrittore per il quale la tematica dell'amore, inteso in senso esteso, è fondamentale e presente praticamente in ogni sua storia. Venere più X narra di una sorta di comunità sessuale edificata in futuro da un ristretto gruppo di terrestri ermafroditi, i Ledom. La narrazione tocca numerosi aspetti e oscilla fra utopia, antiutopia e discorso morale, con momenti di grande poesia e intuizioni molto in anticipo sui tempi, ma anche con alcune discontinuità stilistiche. Un'opera indubbiamente importante e singolare, benché - a mio parere - non la più riuscita di Sturgeon. Suo è anche il racconto Se tutti gli uomini fossero fratelli a chi dareste in moglie vostra sorella?, apparso nel 1967 nella celebre antologia trasgressiva Dangerous Visions, curata da Harlan Ellison. Narra di un pianeta dove l'incesto è pratica normalissima. E' un mondo è emarginato ed evitato con cura, per cui nessuno sa che invece questa gente vive in perfetta armonia, senza crimini né guerre (probabilmente Sturgeon si ispirò a certe usanze della Polinesia). In Un mondo proprio perduto (1953) lo stesso autore aveva affrontato il tema dell'omosessualità, spezzando una lancia (come suol dirsi) contro l'ottusità delle convenzioni e schierandosi in favore della "diversità", qualunque essa fosse.
Benché pubblicato nel 1944, cito dopo gli altri il romanzo Sirius. Sirius è un cane di razza alsaziana, nato da un esperimento, con una mente dalle potenzialità umane. Olaf Stapledon - scrittore dagli orizzonti troppo vasti per sopportare qualunque etichetta - fa di Sirius un personaggio emblematico delle qualità umane positive e negative, una creatura nella quale possiamo rispecchiarci ma dalla quale ci ritraiamo turbati. Insomma un alieno, o meglio una creatura "superiore", talmente superiore da divenire alla fine perseguitata e sgradita al suo ambiente. Con un coraggio che si trasforma in temerarietà, nel finale Stapledon ci descrive la convivenza di Sirius con Plaxy, figlia del suo creatore e protagonista che lo assiste amorevolmente divenendo anzi la sua sposa, la sua compagna, la sua "cagna" (come ella stessa tiene a dire), il che la esporrà alle più pesanti sanzioni morali. La storia assume chiare valenze allegoriche e direi filosofiche, tuttavia non è sicuramente un caso se in Italia il romanzo fu pubblicato solo nel 1982, da Armenia, in una collana diretta emissione della curtoniana rivista Robot.


Negli anni Sessanta anche gli autori italiani si confrontano con tematiche legate al sesso, e i risultati non di rado risultano di particolare interesse. E' il caso di citare almeno Il pungiglione (in I ritorni di Cameron McClure, la Tribuna, 1962), storia grottesca e sopra le righe, nel miglior stile di Sandro Sandrelli; Pulsatilla sexuata, nella omonima antologia personale di Giulio Raiola; il lungo racconto Primavera su Callipigia, di Giuseppe Pederiali (Futuro n. 7, 1974). Bellissimo e pungente Il quinto punto cardinale (Futuro n. 1, 1963) di Inìsero Cremaschi, in cui un gruppo di terrestri naufragati su un pianeta deserto crea una micromunità dai rapporti interpersonali e di potere aberranti, in cui ha non poco gioco l'accaparramento di alcune foto osé sopravvissute al naufragio.
Le donne di Onfale, ancora di Giulio Raiola (Interplanet n. 2, La Tribuna, 1963), ci narra dello strano mare d'un pianeta lontano che per certi versi anticipa la creatura-oceano di Solaris, di Stanislaw Lem. Onfale è un pianeta acquatico e femminile per definizione; su di esso gli uomini sono assolutamente inutili:

L'acqua la accarezzava con le sue mille mani d'argento, mentre lei avanzava sempre più, e il fondo marino era un silenzioso tappeto da percorrere a piedi tremando per i gorghi e le maree del sangue in tumulto. Quando l'acqua raggiunse il suo ventre, Michèle le si abbandonò con un rauco e doloroso sospiro, a occhi chiusi. Le mille mani d'argento la presero cingendole i fianchi con una carezza tenera, tenace.

Last but not least, restano fondamentali anche i racconti di Lino Aldani L'harem nella valigia e Buonanotte Sofia (1963; entrambi riediti in Parabole per domani, Solfanelli, 1987). L'harem... è la storia di un uomo ossessionato dalle bambole gonfiabili: donne sintetiche fabbricate grazie all'H38, un nuovo prodotto artificiale identico alla pelle umana. Aldani scriveva, indirettamente, una storia sulla "incomunicabilità" (tema molto sentito in quegli anni), sulla frenesia dell'uomo per un piacere narcisistico; le "sinto-donne" infatti non erano che conclusione (e specchio) di una parabola umana regressiva.


Buonanotte Sofia, racconto noto anche come Onirofilm, era una provocatoria anticipazione delle realtà virtuali, ma la storia si prestava a più d'una interpretazione. Gli onirofilm sono videocassette del futuro in cui lo spettatore diventa anche attore, perché egli può venirne coinvolto con tutti i suoi sensi; e si tratta solitamente di esperienze a contenuto erotico. L'umanità si è spaccata tra Produttori (sorta di gilda multinazionale che detiene il potere grazie al monopolio degli onirofilm) e Consumatori, ridotti a ombre di individui, definitivamente alienati non solo dalla quotidianità quanto anche dalle nuove realtà fittizie. Un mondo in cui è vero ciò che è bello, quindi è vero l'onirofilm; è falso ciò che è brutto, cioè il mondo concreto. "Nulla può superare il sogno: e solo in sogno potrai illuderti del contrario", era la conclusione del racconto.

La sf, dicevo, ha solitamente evitato descrizioni e situazioni sessuali davvero esplicite... a meno che non si trattasse di libri in vere e proprie collane ad hoc (e non a caso, qui l'aspetto porno è risultato prevalente su quello fantascientifico). In Italia ci sono stati casi di fantacollane particolari: Erosette (1971, tre volumi pubblicati); Racconti di Fs Erotica (1973, due volumi); Fantasex (una ventina di titoli usciti fra il 1977 e il 1980); alcuni volumetti della collana Poker d'Assi; eccetera. Gli autori, in genere sotto pseudonimo, erano italiani o francesi. Varie opere apparvero inoltre nella nota collana Narrativa Erotica dell'Olympia Press: fra gli autori presentati, Philip J. Farmer (ancora lui...) con due interessanti romanzi horror-sex; Charles Platt, noto scrittore ed editor inglese; Emmanuelle Arsan (celebre autrice della storica Emmanuelle); Charles E. Grant, e perfino Barry Malzberg.


Nel non esteso panorama dei "volumi sparsi", segnalo i seguenti: Il serbatoio dei sensi ("Le réservoir des sens"; Feltrinelli, 1967), raffinate storie brevi della francese Belen; Olympia, la Fata del Sesso, lungo romanzo dell'importante scrittore Leonida Rèpaci (1898-1985), che fu il fondatore del Premio Viareggio (l'opera narrava di un gruppo di donne e di un maschio superdotato, che fondano su un'isola deserta una sorta di utopia erotica). Come s'intuirà, in questi casi si tratta di lavori estranei al circuito commerciale della sf. Notevole ed estroso anche il romanzo Michelle, una notte ("Toi, ma nuit"; De Carlo Editore, 1969), del bravo scrittore francese Jacques Sternberg; storia di un uomo e di una insolita ragazza, Michelle, in un prossimo futuro traboccante d'un erotismo sfrenato che ha smorzato ogni spinta affettiva e creativa. Da segnalare anche una rara antologia di 32 racconti ed estratti di romanzi pubblicata da Feltrinelli nel 1967, Fantasesso, a cura del non meglio identificato Alex Vairo. Tra gli autori presentati: Cyrano de Bergerac, Yevghenij Zamiatin, Sergiu Farcasan, Pierre Boulle (autore del romanzo Il pianeta delle scimmie, da cui l'omonimo film), Nora de Siebert, Billa Zanuso, Gilda Musa, Lino Aldani.
Prima di rivolgere lo sguardo a un fantasex con connotazioni diverse, quello emerso negli anni Settanta e nei Novanta, credo sia interessante (e divertente) passare in veloce rassegna alcune maliziose "voci" estratte dal volumetto Sesso® - Piccola Enciclopedia Universale di Fantasesso (Della Valle, 1970), redatto da un misterioso Stephen Blacktorne:


Accessori da letto

(In storie di: Silverberg, Joe Lo Svelto, Adam Condoux)... Solidocamere da ripresa miniaturizzate, che permettono di riprendersi in ogni momento anche ad occhi chiusi, di vedersi agire e avere una visione d'insieme dell'amplesso. Nebulizzatori submicroscopici di Vigorone (o altro afrodisiaco). Autentico materasso Fottiflex terrestre, a molle giroscopiche bilanciate secondo movimenti ondulatori oscillanti. Lenzuolo Triscal, che elimina istantaneamente ogni secrezione corporea mantenendo la pelle fresca e asciutta. Sonda per misurazione del piacere in erg. Cuscini a tessuto bioplastico, con mucosa interna. Sonde per titillazione sincronica in profondità... E altri numerosi oggetti (98 "pezzi" in tutto);

Alberi da succo

(Robert Silverberg, Soltanto alberi). Piante intelligenti del pianeta Dolan. I loro frutti hanno la forma evidente di grandi falli. Il succo che se ne ricava è un potente allucinogeno e afrodisiaco, molto ricercato come bevanda e come materia prima per varie sostanze medicinali. "Naomi era ai piedi della scaletta e aveva in mano un grosso frutto quasi maturo. C'era nella scena qualcosa di grottesco..."

Alberi di flamingo

(Joe Lo Svelto). Importati da Marte, vanno in amore una volta l'anno. Si cercano con le radici e cantano lunghi suoni modulati. L'accoppiamento avviene nel sottosuolo: gli Alberi prolungano le radici, a volte per centinaia di metri, e con queste si fecondano reciprocamente.

Androgini

(Belen, Il serbatoio dei sensi). Uno dei quattro sessi ufficiali in cui è divisa la specie umana: Maschi, Femmine, Neutri e Androgini. "Gli Androgini, come tutti sanno, racchiudono in sé le potenzialità dei due sessi che li hanno preceduti, comprese quelle procreative. Sono maschi e al contempo femmine. Possono accoppiarsi indifferentemente con un maschio, con una femmina, con un altro androgino oppure con se stessi... Quest'ultima soluzione è spesso la loro preferita, ed è logico: nessuno può amare un'altra persona più di quanto ami se stesso..."

Celle di decompressione erotica

(Andrej Santomasoch, L'avenir et la chair). Ogni abitazione moderna ne è dotata. Servono per la decompressione erotica rapida, quando non si può perdere tempo per la ricerca del piacere. Avviene tramite una piccola scossa emotiva; naturalmente nulla di paragonabile al piacere vero e raffinato che ogni persona moderna può e deve esigere...

Coito acrobatico

Si esegue perfettamente, come propedeutica rituale e rito religioso esso stesso, sui Letti di Preghiera di Canopo. Si rimanda eventualmente alle voci "Letti di preghiera", "Femmine canopane", "Religione canopana".

Donne di bordo

(R. Silverberg, Eva e ventitré Adami)... Dal ventiseiesimo secolo, ogni armatore spaziale fu obbligato per legge a reclutare "donne di bordo", in rapporto di circa una per ogni venti astronauti d'equipaggio. Le donne di bordo erano solitamente volgari e professionali ragazze da spazioporto; oppure corpulente e materne vedove di spaziali; ovvero battone da quattro soldi. Ma erano pur sempre meglio di niente.

Erotismo antigravitazionale

(Isaac Asimov, A Marsport senza Hilda). Il sesso in condizioni di bassa gravità, come tutti sanno, non è cosa da semplici innamorati, ma da veri professionisti. "Flora era quel tipo di ragazza... Be', insomma lei abitava in una casa a gravità marziana, pari allo 0,4 di quella terrestre. Se avete provato a tenere tra le braccia una ragazza a gravità 0,4 non avete bisogno di spiegazioni. Se invece non avete provato, le spiegazioni non servono. E mi dispiace per voi. E' come navigare tra le nuvole..."

Gongòzz

(Sandro Sandrelli, I fannulloni di Orione). Gongòzz era uno sporcaccione di prima forza e aveva due amanti nel parco del palazzo: un'edera particolarmente gelosa, e una vite americana maestra in dissolutezze esotiche...

Regola del diciotto

(R. Sheckley, Oracolo). Se la Regola del Diciotto è un sesso, si tratta del sesso più alieno di cui l'uomo abbia mai sentito parlare. "Ce n'erano diciotto, radunati in un unico posto. -- Invoco la Regola del Diciotto -- gridò uno. E un altro, che mai prima era stato, comparve, generato secondo la Regola del Diciotto. -- Dobbiamo andare dal Responsore -- gridò uno. -- La nostra vita è regolata da questa Regola: dove si è in diciotto, si sarà in diciannove. Ma perché è così? -- Nessuno saprà mai rispondere."

Satellite di Thisbe Olt

(Philip K. Dick, Vedere un altro orizzonte)... Nel 2079, al suo terzo anno di vita, questo satellite artificiale incassava oltre un miliardo di dollari Usa all'anno, ma la cifra in seguito crebbe notevolmente. Ci sono cinquemila ragazze, lassù, e l'attrezzatura necessaria perché rendano per cinquantamila. I piaceri del satellite vengono definiti, nelle campagne pubblicitarie, "Momenti delle Porte Dorate".

Sesso esoterico

(Adam Condoux, Les étoiles du printemps). Il sesso esoterico è quello degli pseudo-umanoidi di Capella XX. Essi hanno, esteriormente, l'aspetto di uomini, ma compiono l'atto sessuale da soli, facendo a intervalli regolari un movimento del braccio sinistro, come se girassero una manovella invisibile.

Sesso filosofico

(Joe Lo Svelto, The problems of Climax). E' il sesso degli umanoidi T'loon, che pensano per archetipi e astrazioni geometriche. I T'loon sono sessuati in una maniera tutta particolare, in quanto si riproducono senza contatto fisico, e quasi istantaneamente, nel momento da loro scelto. Questo tipo di riproduzione si chiama "proiettiva" o "intenzionale", e l'intenso godimento che i T'loon ne traggono è, naturalmente, squisitamente filosofico...

Sesso meccanico autonomo

(S. Sandrelli, La specie; Afrodio, Erotismo deviato e sue implicazioni sociologiche nelle società decadenti). Organi genitali artificiali, maschili e femminili, perfettamente funzionanti e autonomi, creati dallo scienziato tedesco Wilhelm Konoff. Konoff creò anche peni e vulve artificiali in grado di accoppiarsi fra loro tramite un "oscillatore ritmico a frequenza 1,60". Le Vulve Konoff si ingravidarono e diedero alla luce i primi Neutri, o Asessuati.



Un discorso a parte meriterebbe il fantacinema di quegli anni. Mi limito a ricordare il divertente Barbarella (storico lo strip tease integrale di Jane Fonda in assenza di gravità), tratto dall'omonimo fumetto francese che Claude Forest creò nel '62 ispirandosi a Brigitte Bardot; e Flesh Gordon, andata e ritorno dal pianeta Korno [flesh = "carne"], divertente porno-parodia del noto fumetto. Durante gli anni Settanta in verità circolarono nelle sale numerosi fantafilm porno, solitamente di modestissimo livello. Un titolo (abbastanza esplicativo) fra tutti: Spermula.

Gli anni Settanta portano una ventata sessuale nuova nel mondo, quindi anche (o forse "perfino") nella fantascienza. I temi che ci occupano si fanno più frequenti, più espliciti, emergono nuove istanze. Citerò, per tutti, il caso di Crash (1976), romanzo "maledetto" di James G. Ballard e che solo nel 1990 ha visto la luce in Italia. Opera frutto di una nuova sensibilità per un inedito "paesaggio tecnologico" cresciuto fuori controllo, Crash è anzitutto il romanzo di un nuovo catastrofismo: quello del connubio violento tra carne e metallo, liquidi della macchina e fluidi vitali del corpo, lacerazioni dei visceri e delle paratie, cromature o alettoni e organi sessuali... esito finale delle nostre psicopatologie.
Ma gli anni Settanta vedono soprattutto emergere il fenomeno delle scrittrici. Sull'onda di istanze sessantottine (rivoluzione sessuale, riappropriazione del corpo, rivalutazione delle diversità, rottura dei vecchi schemi, e così via) sono le donne ad affrontare l'argomento "sesso" con grande spirito creativo, innovatore e spesso battagliero, o anche semplicemente con maggior consapevolezza.
Non posso non citare anzitutto Ursula K. LeGuin e il suo romanzo La mano sinistra delle tenebre (Libra, 1971; "The Left Hand of the Darkness", 1969). La descrizione accurata, vivida del pianeta Inverno, dei suoi esseri umani (o quasi) che sono asessuati finché non cadono in periodo di "kemmer" con la conseguente rivelazione temporanea di un sesso esplicito che però ogni volta potrà rivelarsi maschile oppure femminile, indipendentemente dalla volontà del soggetto, è occasione per un profondo e appassionato discorso sul significato dei sessi, dei loro ruoli, e sui nostri radicati preconcetti. Un testo fondamentale ma soprattutto un'opera di pura poesia, anche per le leggende e i miti di quel pianeta lontano, intonati alla diversità di quella gente e ricreati dall'autrice con vena particolarmente felice.

James Tiptree jr.
Una delle rarissime foto di James Tiptree jr.
Nel 1974 usciva, sempre della LeGuin, The Dispossessed (I reietti dell'altro pianeta, Nord, 1976): rappresentazione di una utopia quasi francescana, basata sulla dottrina politica dell'anarchismo. Sul pianeta Anarres si respira una autonomia dell'individuo e delle strutture sociali sconosciute alla Terra; quindi anche una grande libertà sessuale. (E tuttavia Anarres non è il paradiso, tanto vero che il romanzo porta come sottotitolo: Un'ambigua Utopia; espressione questa che fu ripresa dall'omonimo collettivo di appassionati sf degli anni Settanta, e dall'omonima rivista che ne nacque).
Altro testo-base, The Female Man (1975; Ed. Nord, 1989) di Joanna Russ, femminista militante e prolifica autrice sf. Il titolo del romanzo è già eloquente di per sé. E' la storia "incrociata" e turbinosa di quattro donne viventi in epoche e dimensioni diverse; in una di queste ultime esiste il mondo utopico di Whileaway, che ha realizzato una società di sole donne, quindi senza problemi tra i sessi, e dove anzi esiste un unico genere di essere umano: il female man, appunto.
Numerosissime le autrici che emersero in questo periodo, o che riconfermarono la loro abilità. Tra le più frequentemente pubblicate: Anne McCaffrey, Joan Vinge, Phyllis Gotlieb, Lisa Tuttle, Naomi Mitchinson, Octavia E. Butler, Kate Wilhelm, Chelsea Quinn Yarbro, Cherry Wilder, Elizabeth Lynn, Josephine Saxton, Pamela Sargent, Joan D. Vinge, F. Gwynplaine MacIntyre. Per ultima nomino la più grande e indimenticata: James Tiptree jr., che il realtà si chiamava Alice Sheldon, e morì suicida nel 1987. Suoi racconti come Le donne invisibili, oppure Houston, Houston, ci sentite?, La ragazza collegata, La soluzione "Screwfly", Spettri eterni, il romanzo La via delle stelle, sono opere apparse nel corso di un decennio e costituiscono esperienze a dirompente contenuto emotivo, incentrate su una necessità quasi disperata di comunicazione. In primissimo piano ovviamente il rapporto con il sesso, e fra i sessi.


Gli anni Novanta portano fermenti inediti. Già negli Ottanta le nuove tecnologie massmediali e le bioingegnerie avevano lasciato intravedere grossi mutamenti, che il neonato sub-genere cyberpunk aveva saputo intuire e canonizzare. Stavano per esplodere i fenomeni della globalizzazione, il melting pot, le contaminazioni letterarie. Il nuovo high tech (cellulari, fax, computer, rete, realtà virtuali, nuove droghe intelligenti, trapianti, nuova cosmesi, nuova chirurgia plastica, eutanasia, eccetera) cominciava a ridisegnare la mappa del nostro corpo, del nostro modo di pensare. Che fosse in bene o in male non è questa la sede per giudicare, anche se il rischio che decisioni collettive gravissime passassero sulla testa di milioni di persone continuava a farsi sempre più concreto. Fatto sta che, improvvisamente, il corpo balza al centro dell'interesse, quasi una sua rivincita dopo millenni di rimozioni (il Sessantotto aveva dato una prima spallata, non adeguatamente forte). Esempi - magari eterogenei - sotto gli occhi di tutti: la nascita del genere splatter, il crescere di una violenza fisica smisurata in film e romanzi (pensiamo al pulp); fenomeni come la diffusione dei nuovi tatuaggi, dello scaring, la perforazione; l'avvento di scrittori definiti "nuovi cannibali"; gli sport estremi; le personalità multiple in rete... e tanto altro. C'è insomma una voglia di desacralizzazione del corpo, sottoporlo a ogni sperimentazione possibile, reificarlo, esaltarlo, distruggerlo, usarlo come uno strumento, un'interfaccia, renderlo obsoleto. In questo quadro, il sesso non poteva non rivestire una funzione essenziale; e la narrativa non poteva a sua volta restare assente. La stessa fantascienza non poteva, ancora una volta, autoescludersi.

Ma ecco, il nostro discorso specifico naviga nuovamente nel mare dell'ambiguità.


Evento singolare, nel giro di pochi anni escono tre antologie di fantasesso. La prima è Fantasex. 19 racconti erotici (1993, Oscar Bestseller Mondadori), a cura di Ellen Datlow... Si tratta di un volume illustrato da Milo Manara, con racconti di Leigh Kennedy, K.W. Jeter, Ellison, Farmer, Pat Cadigan, Connie Willis, Lewis Shiner, la Tiptree, E. Bryant, ed altri (nel 1999 ci sarà una riedizione ampliata, ma senza le illustrazioni). Nel 1995 è la volta di Horror erotico (Stampa Alternativa), curata da Franco Forte e contenente dieci racconti italiani (fra gli autori: Alda Teodorani, Daniele Ganapini, Daniele Brolli, Gloria Barberi, Carlo Lucarelli, Gabriella Scialdone, lo stesso Forte). Nel '98 è in libreria Sesso alieno (ediz. ES), volume curato da Paolo Bianchi e Alessandro Piva: altre dieci storie italiane, queste in verità non esaltanti, eccezion fatta per il racconto di Nicoletta Vallorani (in cui però... non c'è una briciola di sesso). Si prepara anche una quarta raccolta per conto del settimanale Avvenimenti, poi motivi estranei al progetto fanno naufragare l'iniziativa.
In realtà siamo, a ben vedere, di nuovo a un erotismo la cui destinazione non è il pubblico tradizionale della sf: più o meno come accadeva negli anni Sessanta ai libri di Farmer o Malzberg piazzati nella collana erotica dell'Olympia Press, o comunque usciti fuori collana.


Per un verso opposto, invece, prendiamo un interessante romanzo di John Barnes, Sistema virtuale Xv ("Mother of Storms", 1994) pubblicato nella collana Cosmo Oro della Nord (1996). Indipendentemente dalla trama (l'avvento di registrazioni sensoriali, e quindi il contrabbando di emozioni registrate, anche estreme e abominevoli, carpite con violenza a uomini donne e bambini), si tratta di un testo dalla scrittura quasi mainstream, contenente sangue e sesso a volontà; perfettamente in linea col clima dei tempi. Oppure: apriamo l'antologia cyberpunk Cuori elettrici (Einaudi, 1996) curata da Daniele Brolli. E' possibile leggere pagine come questa (dal racconto Dentro il cavo, di Tim Ferret):

Nel sogno, mi sto svegliando. Batto la pista di un olocausto post-industriale... il mondo dell'uomo è in fiamme. Qui, il senso di vuoto è la merce essenziale. Silenzio, a eccezione del vento, il nostro unico desiderio.
Mi sveglio con le melodie di insetti che scopano nelle storte di un cesso di peli spezzati e imputriditi. Valigie piene zeppe di vipere... dentro e fuori. Tutte le linee elettriche sono morte, ma il cavo canta ancora. Intorpiditi, stiamo fluttuando nella notte agganciati ai nostri cordoni ombelicali estensivi mezzo recisi. (...) Lacrime cadono dagli occhi dell'aviatore. Emette borbottii smorzati mentre la mia lingua gli si snoda in bocca. Adesso è diventata un serpente, una vipera, proprio come il pene di Chase. La vipera si dispiega e la mandibola dell'aviatore si spezza tra le mie mani come un ramoscello.
Chase si distacca quando lascio cadere a terra l'aviatore, che sporca per terra, emette suoni gorgoglianti mentre cerca di strisciare via. -- Il finale da favola -- dice Chase. Parla, dalla sua bocca eruttano secchiate di scarafaggi. Chase affonda il suo uccello-mantide in me, che sfondo la cassa toracica dell'aviatore (...)

Ancora: il romanzo Luminal di Isabella Santacroce (Feltrinelli, 1998). In esso è presente una super-droga di fantasia (il luminal, appunto) che segna momenti significativi della storia allucinata delle due giovanissime sfrenate e raffinate protagoniste. Il libro ha questo incipit:

A volte penso sia stata la luna a partorirmi tra spasmi di cosce pallide sapientemente allargate tra le stelle proprio in alto. Così appesa sopra un concerto di David Bowie lei si apriva lasciandomi cadere.
Io sono Demon e la luna è mia madre.

Come s'intuisce, nel caso della Santacroce, ma anche di Ferret, in realtà non siamo in ambito sf, bensì in una zona ad essa attigua; lo siamo a ben guardare perfino nel romanzo di Barnes (parlavo di scrittura mainstream). E dunque è proprio questo il punto, cioè è la stessa fantascienza che si sta trasformando. Da cui il paradosso: la sf "cresce" e introietta finalmente il sesso, ma lo fa quando ormai non è più se stessa. Perché è chiaro e sotto gli occhi di tutti che le contaminazioni letterarie stanno creando nuovi ibridi, si rimescolano linguaggi televisivi, del fumetto, gergali, etnici, degli spot; si assemblano giallo, sf, narrativa rosa, mainstream, romanzo storico, antiutopia, ucronia, western metropolitano, storie di guerra, horror, splatter, fantastico puro; si agita tutto per bene... e magari ne viene fuori una storia avantpop. O un'antologia "alla Brolli"; o una fanzine "di fantascienza" come la recente Avatar, ricca di nuovi umori e di racconti "estremi". Tutto comunque di grande interesse.
Perché probabilmente è proprio qui - come pure nella Grande Rete - che sta nascendo la nuova narrativa del Terzo Millennio: sia essa o meno erotica e/o fantascientifica.

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