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a cura di Marco Spagnoli

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Recensioni

Recensioni Film

MISSION IMPOSSIBLE 2

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Titolo Mission Impossible 2

Titolo originale Mission Impossible 2

Produzione USA, 2000

Regia John Woo

Sceneggiatura Robert Towne

Cast Tom Cruise, Thandie Newton

Distribuzione UIP

Durata 120 minuti

discreto 
Seguito della mortuaria e noiosissima pellicola diretta da uno stanco Brian De Palma, Mission Impossible 2 deve tutto al suo realizzatore John Woo. La storia abusata e tutt'altro che originale dell'agente segreto supertecnologico che deve affrontare un gruppo di terroristi in possesso di un micidiale virus non presenta infatti nessun appeal o rilevante elemento di novità. E' invece John Woo con il suo talento lirico per raccontare storie d'azione come moderna evoluzione dei western di Sergio Leone, a trasformare completamente Mission Impossible 2 in un esplosivo film di spionaggio ad alto numero di ottani. Complice anche il fatto abbastanza casuale che il regista proveniente da Hong Kong possa così insistere sulla congeniale tematica narrativa del doppio dove buono e cattivo - simili perfino fisicamente - possono interagire in ogni momento della storia. Come nel Face Off della coppia Cage - Travolta, in Mission Impossible 2 basta avvalersi di una maschera sofisticata per prendere le sembianze del proprio nemico. La visione cristiana di Woo serve a dimostrare che basta un rapido cambiamento di aspetto per arrivare a diventare qualcun altro. Solo le nostre convinzioni etiche ci possono differenziare dal nostro rivale. Più "bondiano" rispetto al film precedente MI2 insiste sui toni sensuali ed altamente erotici della storia. L'agente segreto Ethan Hunt, infatti, deve fare i conti con la propria passione per la bella ladra interpretata da una sensualissima Thandie Newton (L'assedio, Jefferson in Paris) e spingerla nel letto del suo ex collega e traditore che ha in mano il virus per riuscire a fermarlo. Poetico e spettacolare, lirico e violento, MI2 ha molto dei film d'azione degli ultimi anni. Da Entrapment a 007 Il mondo non basta, da Gioco a due a Face Off, il film conquista una dimensione narrativa in cui le immagini spericolate giocano a rincorrere un aspetto più intimista della trama. Da non sottovalutare inoltre i cameo di Rade Serbedjzia e di Antony Hopkins che aggiorna al 2000 il ruolo molto simile del M capo di Bond nei film di 007.

THE SKULLS

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Titolo The skulls

Titolo originale The skulls

Produzione USA, 2000

Regia Rob Cohen

Sceneggiatura John Pogue

Cast Joshua Jackson, Paul Walker, Lesile Bibb

Distribuzione K films

Durata 114 minuti

buono 
Da oltre duecento anni nei college universitari della Ivy League sono presenti - oltre alle normali associazioni studentesche - delle vere e proprie società segrete, da sempre una sorta di vivaio dei futuri presidenti, senatori, capitani della finanza e alti magistrati degli Stati Uniti. La più potente di queste organizzazioni è The skulls (i teschi) e questo divertente film diretto da Rob Cohen, racconta una storia ambientata proprio tra i suoi adepti. Joshua Jackson, attore noto per essere uno dei protagonisti della serie Tv Dawson's Creek , interpreta un ragazzo che è entrato al college grazie a molti sacrifici personali. Oberato dalle tasse universitarie (un anno di corso può arrivare a costare anche novanta milioni di lire!) vede risolti tutti i problemi quando riesce ad entrare a fare parte dei Skulls. Tra riti simil massonici e giuramenti di eterna fedeltà, il giovane affronta incredulo con gioia e circospezione un mondo dorato con la strada spianata verso il successo. Qualcosa accadrà, però, che lo costringerà a cambiare velocemente idea e a fare i conti con la realtà. The skulls non è un film eccezionale, soprattutto perché è afflitto da una trama eccessivamente semplicistica e prevedibile. Eppure, i temi narrati nella pellicola e una grande presenza scenica dei suoi protagonisti lo rendono una pellicola intrigante e interessante sul filone dell'horror sexy giovanilistico inaugurato da Scream e seguito da Urban Legend. I toni sexy del film, il suo sfiorare diligentemente una realtà pressoché sconosciuta come quella delle società segrete universitarie, rendono The skulls simile ad un drammone dell'ottocento britannico traslato fino ad arrivare ai giorni nostri. Una pellicola con tanti luoghi comuni dovuti - ahimé - al mirare ad un pubblico adolescenziale che non deluderà per il suo essere comunque girato bene e interpretato ancora meglio da un manipolo di giovani attori coadiuvati da collaudati veterani come William Petersen.

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