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a cura di Silvio Sosio

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le inchieste di Delos

Fantascienza o fantasy

Leggete indifferentemente libri di fantascienza e libri fantasy, oppure prediligete decisamente uno dei due generi? Magari l'altro proprio non lo sopportate? Pensate che la fantascienza sia un genere da uomini e la fantasy da donne? Questa era la domanda della nostra inchiesta lanciata tre mesi fa, ed ecco le risposte più interessanti scelte fra le oltre cento che sono pervenute.

Meglio la fantascienza


Amo entrambi i generi perchè comunque riescono a distaccarmi dalla routine; certo ritengo la fantascienza più articolata rispetto al fantasy in quanto potendo operare su più piani (temporale, scientifico, sociologico, ecc.) può essere un valido strumento per veicolare idee "serie" - Daniele Benfenati

Leggo soltanto fantascienza. E per un motivo; è più reale della fantasy, la quale mi pare molto più adatta a cartomanti e astrologi. Se permettete la fantascienza è tutt'altro genere, spazia in tutti quelle che sono le tematiche più attuali della tecnologia e della scienza e in fondo ci aiutano a capirla meglio e a sdrammatizzare di più. Vedi polemiche sui cibi transgenici. - Marco Cioni

Spesso i confini tra fantascienza e fantasy sono molto evanescenti. Se con "fantasy" si intendono storie di magia, gnomi e incantesimi assortiti, allora preferisco decisamente il primo genere, che se non altro ha (o dovrebbe avere) un fondamento scientifico. Confesso tuttavia di aver gradito parecchio la miniserie di Douglas Adams su Dick Gently e la sua "agenzia olistica". - Frank O'Brain


La prossima inchiesta: La fantascienza è morta?
Io amo la fantascienza. La sua lettura ha accompagnato gran parte della mia vita (almeno quella culturale), e ad essa riconosco il merito di avermi acceso la mente su tante cose che forse altrimenti non avrei mai scoperto, nello stesso tempo in tanti anni non sono mai riuscito ad avvicinarmi alla fantasy se non a livello superficiale. Troppe volte ho trovato nella fantasy una sciatteria a livello della costruzione della trama, dei personaggi ed altro, che mi ha irritato e spinto a chiudere il libro. Ho sempre avuto l'impressione che la fantasy sia un genere di "passaggio" , verso qualcosa di più stimolante che é la Fantascienza, che richiede (sempre secondo me!) uno "sforzo" mentale superiore. Dunque, per farla breve, secondo me la Fantasy si ferma al "come" , mentre la Fantascienza arriva al "perchè". Spero di non aver offeso nessuno, e se volete ne possiamo discutere. - Pier Filippo Idda

Leggo fantascienza da quando ho imparato a leggere e non ho intenzione di smettere... Kubrick e Tarkovskij hanno scelto la fantascienza per fare i loro due capolavori e così pure, più recentemente, Ridley Scott... Forse sono stato condizionato anche da questo. Ma da qualche tempo non mi do pace perché non riesco più a trovare, per rileggerlo, un vecchio Urania di gioventù (di serie B e anche oltre) intitolato "La Pietra Sincronica"... Una space opera a sfondo più o meno filosofico, mi pare di ricordare... E' questa la passione vera. Quando ti piace Solaris e 2001, ma anche l'orrendo "Partenza da zero"... Una pagina di fantascienza è quello che non si potrà mai fare, ma si può tranquillamente immaginare: ricostruire nel proprio cervello, sinapsi su sinapsi, erigendo un personale e meraviglioso castello "nello spazio"... - Raffaele Cardamone

Io adoro la fantascienza e proprio non sopporto la fantasy (perché dovrebbe essere un genere da donne poi?) Il motivo per cui mi piace la fantascienza è che io sono una realista. Nella fantascienza c'è l'illusione che ciò che è raccontato un giorno potrebbe avverarsi, del resto scrittori di fantascienza del passato hanno anticipato molti degli sviluppi tecnologici che poi sono in realtà avvenuti, e descritto mondi che, se non nella forma, però nella sostanza non si distanziano molto da quello in cui viviamo. La fantasy invece è completamente falsa, niente di ciò che è scritto potrebbe mai avverarsi, in nessuna circostanza. Coerente con ciò non mi piace neppure quella fantascienza che prevede sviluppi tecnologici o sociali del tutto impossibili. Preferisco nettamente quella che a volte viene chiamata "hard science fiction". Il bello di leggere, o di guardare un film o un telefilm, è potersi immergere nella vicenda, impersonare il protagonista e vivere le sue avventure. Si sa che ètutto falso, ma è bello poter pensare che un giorno potrebbe accadere. Con la fantasy questo non è possibile, non potrebbe mai accadere. - Anna Feletti

Da adolescente appassionato lettore sia di fantasy (Brooks e Zimmer Bradley su tutti) che di fantascienza (con una venerazione particolare per Asimov), con il passare degli anni i miei interessi sono progressivamente venuti a mutare. Con un cammino simile a quello intrapreso da altre persone, ho iniziato a leggere sempre meno fantasy e sempre più SF, sebbene le avventure epiche raccontate da autori quali Bova, Heinlein o Hubbard mi lasciassero sempre più annoiato.
Questo processo di allontanamento dalla fantascienza ad un certo punto si è però interrotto bruscamente con la visione di "Blade Runner" di Scott e con la lettura di "Neuromante" di Gibson e del bellissimo ciclo della "Matrice Spezzata" di Sterling.
Ho scoperto nel cyberpunk la capacità di dipingere un mondo che ci è allo stesso tempo familiare e alieno. Una fantascienza non di evasione ma "engaged" che possa rappresentare un riferimento non solo per gli appassionati di questo genere letterario ma per tutti: l'unica avanguardia narrativa che sia stata finora capace di rappresentare in modo chiaro e brutale ciò che ci riserva nel bene e nel male (soprattutto nel male) il nostro prossimo futuro.
Il difetto del genere fantasy, e il motivo per cui sono ormai anni che ho smesso di esserne attratto, a mio avviso è proprio la sua incapacità strutturale di offrire al lettore seri spunti di riflessione.
Alieno il desiderio di infastidire i suoi estimatori, si può ben dire che il fantasy rappresenta il genere "adolescenziale" per eccellenza. A questo termine non intendo dare una connotazione negativa; bensì con esso tentare di sintetizzare la capacità della letteratuta fantasy di allontanare il lettore dalla sua quotidianità e permettergli di isolarsi dalle fonti di preoccupazione che lo crucciano, in un modo simile a quello impiegato da tanti autori degli anni d'oro della fantascienza. Proprio per tale sua caratteristica questo genere riesce ad attrarre in particolare l'audience femminile, tradizionalmente più interessata di quella maschile a questo tipo di evasione, come confermato, ad un livello letterario molto più basso, dal successo ottenuto presso il pubblico femminile dai romanzi rosa. - Stefano Puntoni

Rispetto a qualche anno fa, quando non mi ponevo grossi problemi di "etichette", devo dire che adesso, tra fantascienza e fantasy, preferisco nettamente la prima, probabilmente (sicuramente) per l'onnipresenza della seconda, almeno negli ultimi anni, soprattutto nel mercato anglosassone.
Fateci caso:
- scorrete qualsiasi "classifica dei più venduti" (es. su Amazon o Barnes&Noble), e quasi certamente ci troverete una netta prevalenza del fantasy, magari della serie "best-seller-a-gettone", come Terry Brooks o sim;
- quanti autori, anche autorevoli, di SCI-FI sono passati alla fantasy, temo ingolositi dalle migliori prospettive di marketing (vedi Le Guin, Tanith Lee,...)?
Di base, non ho alcun preconcetto: una storia ben scritta ed avvincente, personaggi ben caratterizzati, un'idea di base stimolante (ma almeno una, vi prego!!!!) possono coumque condurre ad un'opera valida, inidipendentemente dal fatto che si parli di cyber-spazio, astronavi o stregoni...
Tuttavia, a svantaggio della fantasy, secondo me, vanno proprio: l'enorme successo commerciale (almeno delle due ultime decadi), che ha condotto a biechi fenomeni di serializzazione e la relativa, illusoria "facilità" nello sviluppo di una storia (perdonate l'irriverenza, ma a me una vicenda in cui tutto si può risolvere a colpi di magia sembra la kantiana "notte in cui tutte le vacche sono nere", ovvero... bello sforzo?!?).
Inoltre, mi sembra che la SCI-FI, più o meno classica, possa offrire più spunti di riflessione agganciati al reale che non la fantasy, più "sfide", insomma, sia a chi la scrive, sia a chi la legge... come regola generale... poi può sempre esserci il "geniaccio" di turno che demolisce tutte queste belle teorizzazzioni... il guaio che non mi sembra di intravvederne... nè nel panorama della SCI-FI, né in quello della fantasy.
Mi sto perdendo qualcosa, forse???? - Daniela Farolfi

Prediligo decisamente la fantascienza, che ritengo essere, più che un genere letterario, un vero e proprio "metagenere" o "supergenere", capace di contenere al suo interno molti altri generi come il giallo, l'horror, l'avventura, il noir, oltre ad aver creato per proprio conto dei suoi sottogeneri ben noti agli appassionati, come l'hard science fiction, la soft science fiction, il cyberpunk, la fantascienza filosofica, quella psicologica, quella storica e si potrebbe continuare. Trovo che la fantasy sia un genere troppo limitato e per certi versi "immaturo", destinato a ripetere certi schemi all'infinto, nonostante abbia apprezzato, in passato, alcuni brevi racconti. Non credo che lo si possa definire un genere esclusivamente femminile, sebbene siano numerose le donne che vi eccellono. Certo la scienza è stata per lungo tempo territorio maschile e questo ha indubbiamente favorito tutti quegli scienziati che hanno voluto cimentarsi come scrittori di fantascienza. Ed è, soprattutto, l'unica letteratura che ci ricordi, quasi a ogni passo, la finitezza e la vulnerabilità della nostra stessa civiltà. Terminando, voglio citare quella che forse è la miglior definizione che sia mai stata data di questo metagenere: "La fantascienza è l'arte di parlare del presente, evocando il futuro." Per quello che può contare, la sottoscrivo. - Andrea Di Massimo

Leggo con una certa frequenza ambedue i generi, anche se, ultimamente, tendo a trovare la Fantasy troppo ripetitiva, generalmente scritta in modo "seriale" con stili che vanno dal banale al barocco (ma che dico!? il barocco è uno stile, e bisogna pur saperlo proporre, volevo dire invece stucchevole) e che non riescono più a condurmi nello stato d'animo "aperto al fantastico" che alcuni grandi autori (Zelazny tra tutti, ma anche Bear, Vance, Norton e altri, appartenenti purtroppo ad una generazione antecedente l'odierna che è puramente imitatrice o di Tolkien o di Howard e con la stessa fantasia di Theodore Geiger, quando analizzando i conflitti sociali formava le "tabelline aritmetiche" dell'agire della massa), sapevano innescare con le idee oltre che con lo stile (alla fin fine bisogna saper anche scrivere, cosa che, ahimè, per molti autori di Fantasy è diventato un optional quando non è una carenza insuperabile).
Penso di essermi tradito, ebbene sì! la Fantasy, tranne rarissime eccezioni, mi è diventata insopportabile, così troppo omologata e omologante, così priva di coraggio sia nelle idee che nel proporsi, coraggio che invece si trova (anche qui non troppo spesso, ma si trova)sicuramente più nella Fantascienza, grazie a buoni autori di ieri ma anche di oggi, con idee e capacità narrative, che non nascondono la loro ignoranza dietro "elementari e patetici" universi fiabeschi (basta coi Merlino, Re Artù, Maghi Supremi che sono tali solo per la noia che riescono a profondere, spade magiche, anelli del potere e padelle del fritto!).
Saluto, e mi scuso anche per la troppa irruenza che mi ha colto, ma ho voluto scrivervi tutto d'un fiato per esprimere con la massima sincerità perlomeno lo stato d'animo di un "deluso" dell'attuale stato della Fantasy (quella di un tempo riesco ancora a leggerla con gusto) e di un "non ancora deluso" lettore di Fantascienza. - nd

Meglio la fantasy


Fantasy e fantascienza sono entrambi figli del desiderio di andare oltre le frontiere della realtà. Assodato questo, quali sono le differenze tra i due generi? Secondo me la fantascienza impone uno sforzo minore, ambientandosi quasi sempre in un futuro che comunque parte dalla nostra realtà e segue uno sviluppo più o meno verosimile verso un mondo diverso ma derivato dal nostro. In essa si trovano speranze o incubi legati al nostro futuro.
Il fantasy invece non ha schemi. Può essere ambientato nel passato come nel futuro, nel nostro come in altri mondi paralleli, anche senza contatti col nostro. Richiede molta più fantasia per apprezzarlo e molto più spirito di adattamento. Contiene la nostalgia per ciò che si vorrebbe fosse il nostro mondo, il desiderio di magia, di superare i limiti della realtà.
E' solo una mia opinione, ma credo che il Fantasy arricchisca molto di più, soprattutto se vissuto nell'ambito di giochi di ruolo alla Dungeons & Dragons. Nostalgie di gioventù. Facevo il Dungeon Master per un gruppo di amici e quelle giornate di gioco inventando nuovi mondi e strane situazioni non li dimenticherò mai. Leggo sempre volentieri anche la fantascienza, soprattutto legata a Star Trek e Star Wars, ma un bel mondo fantasy mi attira molto di più. Avete mai letto libri di Terry Brooks o Robert Jordan, solo per fare due nomi di autori contemporanei? Shannara o la Ruota del Tempo non vi dicono nulla? Provateli. - Stefano Baccini

Prediligo il genere fantasy per il sense of wonder (senso del meraviglioso), per il fascino del sacro e del soprannaturale e per il ritorno del mito. Risponde di più al desiderio di evasione dall'arida civiltà dei computer. - Gianluigi Quaranta

Personalmente ho conosciuto prima il fantasy della fantascienza e devo dire che in realtà preferisco i romanzi che affondano le loro radici nei miti e nei racconti dei vari popoli, all'esplorazione dello spazio e di ciò che è ignoto. La cosa tuttavia che come Italiano mi da letteralmente sui nervi è come vengano rinchiusi nel "ghetto" i due generi, sia in libreria sia nelle scuole, per anni sono stato letteralmente diffidato dai professori a leggere Tolkien e simili perchè ritenuti poco istruttivi. Per quanto riguarda le librerie la situazione sta migliorando e sempre più spesso si trovano nuove uscite e reparti dedicati ai due generi affini, (perchè questo secondo me sono) per quello che riguarda la divulgazione del fantasy devo dire che siamo ancora lontani purtroppo dal trovare qualcuno, veramente impegnato nel fare un po' di ordine nel caos che regna tra tutte le uscite delle varie case editrici, non parliamo poi delle traduzioni di alcuni classici stranieri da noi del tutto inediti. - Giorgio Anzini

Sebbene io mi ritenga un grande appassionato di entrambi i generi, personalmente io leggo più fantasy che fantascienza, e per una serie di motivi ben precisi.
Leggere per me è un'evasione, più o meno come giocare una partita di un GdR. Per un paio d'ore (dato che ho l'abitudine di leggere tutto d'un fiato, senza interruzioni di sorta) mi isolo dal mondo e mi rifugio in quello dei libri.
Tuttavia, oltre a leggere amo guardare anche film (o telefilm) dei miei generi preferi e, siccome la scelta audiovisiva per la fantascienza è quantomai vasta, mentre i film fantasy si possono contare sulla punta di una mano, sono in qualche modo 'costretto' a immaginarmi i film nella mia mente (è però una dolce costrizione), leggendo appunto libri fantasy.
Inoltre, credo che il target di entrambi i generi sia cambiato nel corso del tempo: la fantascienza è riuscita a emanciparsi dall'elite, dalla nicchia di appasionati, riuscendo a divenire un genere di massa, e questo credo anche grazie al cinema, che l'ha resa accessibile ai grandi numeri. Cosa che non è riuscita a fare la fantasy, costretta ancora tra i ragazzi (in questo senso come fiaba un po' più dettagliata, alla Harry Potter) o ai ruolisti, a coloro che giocano di ruolo (che ha quasi sempre visto un'ambientazione fantasy). Infatti difficilmente la persona comune riconosce nella parola 'chierico' una specie di guerriero armato di bastone o mazza, riferendo il termine come ad una specie di fraticello esile e tutt'altro che guerriero.
Anche se Fantasy e Fantascienza sono molto diversi, tuttavia sono due branche della Letteratura Fantastica, molto più simili di quanto si possa pensare: l'immagine del cavaliere che, arma in pugno, affronta il drago, non è dissimile da quella del valoroso astronauta che, pistola laser (o faser o maser) in pugno, difende la Terra dal pericolo alieno: tutt'e due si basano sulla trasgressione del senso comune, di quel corpus nozionistico che sta alla base della cultura moderna, portando a ritenere come possibile (e addirittura probabile) ciò che comunemente riteniamo impossibile.
Secondo Propper, esistono quattro tipi di impossibilità:
1. Impossibilità di tipo tecnologico (ovvero non posso andare su Plutone poichè un mezzo spaziale che compisse il tragitto in un tempo relativamente breve non è stato ancora inventato; tuttavia, nulla esclude che un apparato tecnologico superiore, l'obbiettivo sia irraggiungibile)
2. Impossibilità di tipo teorico (ovvero non posso viaggiare più veloce della luce all'interno dello spazio normale, poichè tale affermazione deriva dalla Relatività, che fino ad ora, a grandi linee, si è rivelata esatta)
3. Impossibilità di tipo scientifico (ovvero non posso viaggiare lungo l'asse temporale, poichè tale viaggio andrebbe contro le leggi dell'Universo conosciute)
4. Impossibilità di tipo logico (ovvero se A è uguale a B, B è uguale a C, non posso affermare che A sia diverso da C, in quanto minerei i procedimenti logici che stanno alla base del mio pensiero).
Mentre spesso la Fantascienza viola i primi tre tipi di impossibilità (anzi, talvolta parte proprio dal concetto che i primi tre punti siano divenuti in qualche modo possibili), tuttavia lascia inalterato il quarto, rimanendo nei limiti della letteratura di tipo realistico.
Invece è proprio la letteratura fantastica in senso stretto, la fantasy, che violano il quarto punto, minando il nostro concetto di Universo, spingendoci a negare ciò che la Ragione ci suggerisce come valido, aprendo in questo modo le porte al Sovrannaturale, ad uscire da un mondo che se reale non è, almeno gli somiglia.
Ma in questo modo è tutto più difficile: mentre il presente è quello che è, il futuro viene creato ogni istante dalle nostre azioni, il passato è passato, e quindi non può mutare se non aprendo le porte all'impossibile.
Mentre la fiaba se la cava con un "C'era una volta...", che lasca sospeso il tutto in una specie di limbo temporale, attenuando la carica trasgressiva del Sovrannaturale, rendendolo quindi innocuo, facendoci rendere conto che il racconto che stiamo per leggere non è mai avvenuto, il fantastico ribalta la situazione, storicizzando il racconto, dandone limiti di tempo e di spazio, dotandola della carica dirompente necessaria per distruggere la concezione di Universo razionale che noi abbiamo. E in un mondo che segue la Scienza passo passo, in cui secolari certezze si sono sgretolate sotto i colpi del Progresso, almeno la fiducia in esso credo sia la colonna portante.
Esistono a mio avviso anche cause storiche per una tale divergenza: in un'epoca Post-Romantica, anzi oserei dire quasi Neo-Illuminista, tanti sono i progressi fatti in questo secolo dalla Scienza e dalla Tecnica, e dalla concezione che abbiamo di esse, quasi fino a mitizzarle, non lontano dall'idea di Dea-Ragione (pensateci: ormai la Scienza è responsabile del suo cambiamento, distrugge tutte le certezze che aveva, è in continuo rinnovamento), poco è il tempo da dedicare al passato. D'altronde questo è uno dei pregi dell'essere umano, essere perennemente con lo sguardo rivolto al futuro.
Tuttavia un discorso a parte meritano i personaggi, che nella fantasy, complici anche le serializzazioni, sono ben conosciuti a livello di immaginario collettivo: ad esempio Conan, che oltre a essere l'emblema della Sword&Sorcery, è anche il personaggio fantasy più conosciuto. Anche i vari Bilbo, Strider (o Grampasso alias Aragorn che dir si voglia) sono più o meno conosciuti.
Discorso diametralmente opposto riguarda la fantascienza: poca memoria per i personaggi (sfido a domandare a qualcuno chi è Lucky Starr, personaggio che meglio di altri credo rappresenti la serializzazione di una serie di romanzi), mentre ricordo di autori, come Isaac Asimov, Robert Heinlein, ecc. Nella fantasy pochi vanno oltre Tolkien, dimenticandosi di Robert Howard (autore dei vari racconti di Conan, e almeno dal punto di vista stilistico e dei contenuti, padre della Fantasy Eroica), Haggard, Munn, ecc.
Tuttavia, credo sia giusto leggere entrambi i generi, per avere una visione della vita che si allontani dal grigiore del presente. - Nazareno Piero Babudri

Io leggo solo ed esclusivamente romanzi FANTASY!!! Il fatto è che per me tra leggere romanzi di Fantascenza e leggere romanzi di attualità e un quotidiano o il corriere Guida TV non fà molta differenza. I racconti Fantasy, sarà perché l'ambiente medievale mi è sempre piaciuto, sarà perché un mago mi affascina di più di un alieno, sarà perché sono cresciuto leggendo i manuali di D&D, sarà per tutte questa cose messe insieme, io AMO la FANTASY! - Francesco Giachetti

Leggo di tutto, purchè sia scritto e tradotto bene. Però non potendo comprare tutto preferisco la fantasy, forse perchè amo le fiabe e i racconti che privilegiano le capacità dell'uomo e non solo le scoperte scientifiche, mi piacciono i racconti che interessano la magia, la comunicazione mentale ecc. non penso che ci siano generi per uomini e generi per donne, è però vero che ultimamente trovo più innovativi i libri scritti da donne, anche se molti dei miei scrittori preferiti sono uomini.

Sicuramente meglio il fantasy. Con questo non dico che la fantascienza sia da scartare. Semplicemente il contesto fantasy, a mio avviso, offre sicuramente trame più avvincenti. Probabilmente molti accaniti lettori di fantascienza giudicherebbero questa mia affermazione per lo meno avventata ma posso giustificarmi con una sola frase: il fantasy rispecchia esattamente il mio modo di pensare e di comunicare... - Gabriele Pancaldi

Io prediligo decisamente la fantasy, anche se non disdegno la fantascienza: anche se preferisco l'insalata non è detto che la carne non mi piaccia.
La mia prelidizione per la fantasy nasce da un presupposto: nonostante mi piacciano le telecomunicazioni, sto facendo il DU di telecomunicazioni al Politecnico di milano apposta, la storia mi ha sempre affascinato: quella antica e medievale in particolare. Poichè il fantasy è un genere che ambienta le sue storie nel periodo medievale, con questo genere mi trovo a mio agio. - Luca Pelorosso

A me mi piace molto la fantasy guerresca e il mio autore preferito si chiama John Marco e ha scritto un libro bellissimo che si chiama "Il Jakallo di Nar"... Vi consiglio di leggerlo perché è il libro fantasy più bello del mondo, anche più del Signore degli Anelli... - Elio Verde

Sono diverse perché...

A me piacciono tutte e due i generi. Quello della fantascienza è interessante perché spesso sono descritte cose che potranno accadere o accadranno anche nella realtà, oppure portano all'estremo ogni conquista tecnologica con l'aiuto sempre della fantasia, in questo caso su basi scientifiche alla realizzazione ogni forse irrealizzabile sogno tecnologico.
Il fantasy segna quel confine sottile fra il reale e l'irreale a volte fiabesco a volte leggendario. A tutti e due i generi però è richiesto una base di sentimento, anzi trovo che tutto riconduce a questo come un sottile filo che li avvolge, in Star Wars la forza che ci penetra, che sentiamo, quella del bene e quella del male, nella saga di Avalon il potere di poter percepire con il pensiero i sentimenti, in Star Trek l'avventura concepita come un aiuto per il genere umano.
Non penso che si possa distinguere un genere per uomini o donne, forse perché a me piace, e siccome amo disegnare, di solito questo storie sono sempre accompagnate da immagini bellissime sia fotografiche, che di disegno puro. - Cinzia Cavazza

Difficile scegliere fra queste due tipologie di scrittura! La fantasy ci fa sognare un universo antico e magico dove tutto può avvenire, dove si possono incontrare Eroi e draghi e maghi e tanto altro..Un universo guerriero e poetico che riporta la nostra fantasia ad antiche civiltà della terra, ancora sospese tra Storia e Leggenda... Questa remota umanità fa parte del nostro DNA: qualcuno non lo ricorda più, altri invece ne avvertono tuttora (più forte che mai) il richiamo forte e fascinoso e nella fantasy ritrovano questi mondi ancora incontaminati dalla tecnologia e in possesso di doni e capacità che si sono poi smarrite nell'avanzare del tempo e dello sviluppo umano ( quando cioé abbiamo cominciato a preferire l'uso di oggetti esterni a noi, piuttosto che capacità innate in noi).
La FS apre invece un discorso più ampio e più intenso sulle capacità umane di indagare e modificare il futuro e il presente, la volontà, a volte assai pericolosa, di manipolare la natura; riguarda insomma a grandi linee il desiderio dell'uomo di conoscere se stesso e l'universo che lo circonda per riuscire a inserirsi in un contesto globale e immenso come quello cosmologico. La FS risponde ai nostri desideri più segreti di svelare il Futuro - e il Passato - di ampliare i nostri limiti, per vedere fino a che punto ci si può spingere. Ritengo la FS la forma di narrativa più adatta ai nostri tempi: attraverso la narrazione fantastica o ironica o logica - tutte le forme stilistiche sono presenti nella FS, questa grande libertà espressiva e tematica la rende davvero moderna, di eventi o sensazioni riusciamo a volte ad avere davvero una percepzione globale della direzione da noi, Umanità, intrapresa con tutto ciò che ne può derivare nel Bene e nel Male.
Potrei addirittura paragonare la FS dei grandi nomi ai romanzi educativi e morali, di cui oggiogiorno si è persa memoria, travolti come siamo da Tamaro e Grisham; ci fa riflettere e immaginare allo stesso tempo, ci fa sognare e capire, ci insegna la tolleranza, a guardare più in là, più in alto, ad aprire insomma la nostra mente ad una ardente curiosità che ci rende vivi e profondamente, meravigliosamente Umani. - Scuderi Serena

Due facce della stessa medaglia


Fantasy o fantascienza!? Entrambe!
Sono un ragazzo di 17 anni e la mia passione sono i giochi di ruolo. Ora, molti penseranno che sono il classico fanatico di spade, maghi e draghi. Ebbene sì! lo sono. Ma non per questo disdegno la fantascienza, anzi, sto ultimamente leggendo "La notte che bruciammo chrome" di Gibson e, se siete ancora poco convinti della mia duplice fede (fantasy-fantascienza) vi dirò che uno dei miei giochi di ruolo preferiti è Cyberpunk ispirato dai libri del grandissimo Gibson. E secondo me è possibile conciliare fantasy e fantasienza, dirò anzi che i due filoni, anche se opposti come concezione possono e secondo me sono l'uno complementare all'altro. - Daniele libertazzi

Io leggo sia fantascienza sia fantasy ma non credo sia corretto, per me, dire che li leggo indifferentemente; preferisco la fantascienza che trovo forse più completa, composita e stimolante.
Non con questo intendo dire che un libro di fantascienza sia per forza di cose meglio di uno di fantasy: in entrambi gli ambiti esistono cose orride e altre di notevole bellezza.
La mia opinione e che in un certo senso questi due generi siano complementari: la fantasy dà forse più spazio all'uomo e al suo rapporto con se stesso e con gli altri mentre la fantascienza indaga principalmente sull'interazione dell'uomo col mondo e su come questa interazione si svilupperà. - Mario Coppi

Da bambino, scendendo lungo la riva del torrente incontro alle lucciole, amavo pensare che quei minuscoli lampi volanti fossero creature giunte da un altro mondo. Per chissà quale magia, chissà quale arcano evento. E in quelle stesse sere d'estate, quando, disteso sulle panche di pietra addossate alla chiesetta dell'oratorio, mi perdevo tra le stelle che punteggiavano il cielo come fuochi d'artificio, mi piaceva lasciarmi cullare dalla sensazione che lassù, di fronte a me, qualcuno, che forse mi assomigliava, stesse disteso a spiarmi. Ecco: io credo che una netta demarcazione tra fantascienza e fantasy non sia sostenibile perché la letteratura che comunemente definiamo "fantastica" - qualunque sia l'etichetta che amiamo attribuirle nel nostro irriducibile bisogno di classificare, distinguere, definire - non fa altro che esplorare mondi reali. Soggettivi - beninteso - riposti nel nostro cuore, nei nostri desideri e nelle nostre ambizioni, nei nostri timori, nella nostra evoluzione. Concreta, vibrante, vitale. Ma la voragine del tempo ne fa un mondo ormai spento, irraggiungibile. Per chi l'ha lasciata alle spalle, semplicemente, non esiste, per quanto se ne possegga la memoria. Le ossa conservate in un museo non sono altro - palesemente, oggettivamente - che un inerte reperto. Ma un tempo sorrisero al sole, nella veste altrettanto reale, straordinaria e irripetibile, di un essere umano. Viaggi nel tempo? E' sufficiente rinvenire casualmente in soffitta - o dovunque comunemente lasciamo che giaccia il nostro disordine - un oggetto che ci è appartenuto, una testimonianza che parli di una persona cara perduta, un ricordo e il viaggio si compie. Intimamente ma spesso in modo tanto coinvolgente da esser quasi tangibile. E questa stessa soggettività permea il mondo e le cose.
Così come, per altro, la letteratura in generale, la SF può e deve essere una buona compagna di viaggio, rischiarare l'orizzonte piuttosto che indurci a perdere l'orientamento. Ma proprio per questa ragione deve attingere a quei bisogni, a quella sensibilità interiore rispetto a cui alieno - ahimè - è, talvolta, proprio il mondo che ci circonda. La saggezza, in fondo, è costituita proprio da questo: saper tenere "i piedi per terra" conservando tuttavia la capacità di insinuare la testa tra le nuvole. L'uomo muore una prima volta quando perde la capacità di sognare. - Efisio Loi

Ho respirato fantascienza da quando nel 1976 hanno trasmesso Spazio 1999. E' stata la mia prima serie tv che ho visto e che tuttora mi appassione, proprio come Star Trek, Sapphire and Steel e il mitico Dr. Who. Purtroppo non so distinguere la fantascienza con il fantasy, ma penso che vi sia un linea sottile che li separa. Un serial come Star Trek, è si un telefilm di fantascienza, ma può essere anche una commedia (Triboli con i tribli) o un giallo (La magnificenza dei re) o introspettivo (Post Mortem di Star Trek: Voyager). Fantascenza o fantasy, le due facce di un unica medaglia? Sicuramente sì... cambia l'ambientazione, lo stile, le storie, una è il complementare dell'altro. L'unico fantasy che ho letto finora è il manga "Lodoss War". Non è che avrò equivocato? - Nunzio Palermo

Personalmente leggo entrambi i generi. Li considero un poco come due facce di uno stesso genere letterario il cui elemento caratterizzante può essere considerato il fatto di trattare di accadimenti non riscontrabili nella nostra realtà.
Oserei anche aggiungere che la differenza tra fantascienza e fantasy, risiede nel fatto che mentre quest'ultima ripropone, unitamente all'elemento fantastico, una una serie di antichi valori quali codice cavalleresco, onore, bene e male, la seconda, da questo punto di vista, risulta molto più libera da schemi prefissati.
Concludendo, trovo che la fantasy, offrendo sempre sempre una realtà in cui bene e male sono sempre ben definiti ed identificabili, soddisfa il lettore alla ricerca di certezze. La fantascienza, invece, rifiuta qualunque certezza, in quanto ogni romanzo offre una diversa e personalissima interpretazione della realtà, presente e/o futura. - Andrea Paventi

Il concetto di genere va superato

Sono entrambe aree di ricerca dell'immaginario personale dell'autore connesso tramite la lettura ai mondi intimi dei singoli lettori. Valide entro i limiti dei gusti personali. Ogni opinione estesa oltre il singolo è comunque vera nei limiti di una teorizzazione. Sempre molto meno del privato piacere di viaggiare autore e lettore one-to-one sia con car-fantasy sia con car-fantascienza. E' la complicità che conta nella più bella ricerca che ci sia: ogni lettore può così diventare autore. Conan non combatte il Mule perché non devono essere nemici. Il genere forse è un ghetto. Conta come è scritto e come di conseguenza è letto, ogni racconto. - Claudio Di Silvestro

(...) In sintesi trovo inutili i tentativi di definire in modo oggettivo i confini fra i generi. Nascono solo incomprensioni e alla fine ognuno attua una propria distinzione in modo forse inconsapevole. Guerre stellari, pittosto che Darkover o Pern (a seconda degli episodi o dei romanzi) sono perennemente in bilico fra i supposti generi. Opere fantasy contaminate da improbabili tecnologie future, affiancate da romanzi di fantascienza con una struttura narrativa tipicamente fantasy. Dov'è il confine? - Andrea Cannella

A dir la verità leggo sia autori di Fantasy che SF e non credo che la cosa sia legata al fattore del sesso o dell'età. Se la storia è intrigante il lettore sarà mandato avanti a proseguire la lettura e questo qualunque sia il genere letterario. Semmai c'è il problema del pregiudizio che la Fantascienza e la Fantasy riscontrano ancora oggi nella scuola e tra le persone in genere. Oppure vedete lo scarso rilievo della fummetistica italiana: i maggior autori italiani (Giardino, Liberatore, Pratt ed altri) hanno più successo in Francia o qui in Svizzera che in Italia.
Il problema è che tutte le letture non accademiche soffrono di un grande pregiudizio e non opporrei questi due filoni letterari tra di loro, ma sarebbe meglio valorizzarli entrambi presso il grande pubblico.
Per me un Robert Jordan o una Melanie Rawn sono pari ad Isaac Asimov o Anne McCaffrey. L'importante è la storia, non l'ambientazione. - Filippo Coppola

Sono entrambi generi letterari volti ad esprimere i sogni dell'autore: la fantascienza, specie se "positiva" o alla Jules Verne, i sogni riguardo al futuro dell'uomo come specie sapiens e tecnologica; il fantasy, i sogni che resteranno tali a meno di trovare il modo di stravolgere le leggi della scienza, in altre parole ciò che l'autore avrebbe voluto vivere.
La distinzione tra i due generi è tuttavia lieve. Pensate a Star Wars, che a prima vista pare di pura fantascienza: è in realtà un fantasy. E lo è in quanto è presente la magia, sotto il nome della Forza, e nonostante nell'ultimo film (episode I) si sia tentato di dargli una parvenza di scientificità, ciò non toglie il suo aspetto mistico e magico.
Concludo dicendo che io leggo molto volentieri entrambi i generi, con una predilezione per il fantasy puro, che spesso risulta più affascinante perché non tratta di un futuro al quale ci stiamo avvicinando e che sembra sempre meno lontano. - nd

L'una o l'altra purché buona

(...) In entrambi i generi la storia si svolge in un mondo migliore, che sia nel futuro o nel passato. Chi non avrebbe voglia di vivere nei luoghi in cui le storie prendono forma? In un genere le storie sono arricchite da spiegazioni scientifiche, a volte troppo, e nell'altro ci sono le strategie di guerriglia, ma come dicevo prima il bello di questi generi è che grazie a grandi personaggi possiamo quasi vivere in un altro mondo, che in ogni caso è sempre migliore di questo. - Luca Fondrini

Da circa 15 anni leggo indistintamente libri fantasy e fantascienza, secondo il mio modo di vedere, catalogare è sempre riduttivo. "Tre millimetri al giorno" di R. Matheson di che genere è: horror? fantasy? fantascienza? La risposta è UN BEL LIBRO!! - Michele Delmastro

Fantasy , Fantascienza... L'immaginario di un singolo che attinge ai sogni di tanti mai espressi al risveglio. Voli meravigliosi in mondi lontani e reali, vedi e vivi così la vita di chi con forza brandisce una spada o catalizza forze a te sconosciute o soltato dimenticate. Sei oggi però divenuto già grande per raggiungere la frontiera dove vivono esseri strani non più di te ai loro occhi. Scopri in un castello così come in una nave interstellare l'essenza dei luoghi radicalmente legati al tuo io desideroso di volare e vedere cose estreme.
Qualunque cosa tu legga, è per il desiderio smodato di non rimanere vincolato al limite del noto, per la voglia di poter viaggiare con la mente.
Ecco è così la vedo; così la mia mente osserva quei mondi inesplorati che visti parzialmente da un lato sembrano distinti tra loro ma che in realtà sono un unica terra incantevole. - Alex Perrella

L'una o l'altra purché femmina

Leggo indifferentemente fantascienza e fantasy.
Prediligo autrici americane ed inglesi femministe e poliedriche del tipo Tanith Lee e Ursula le Guin, senza però dimenticare della "vecchia generazione" la grande Leigh Brackett e prima ancora l'ineguagliabile Catherine L. Moore (saccheggiata da tutti, compreso Asimov). Tra gli uomini naturalmente Heinlein, F. Pohl e di più ancora Samuel Delany (che maschio non è, comunque). Al momento ho una vera passione per Lois McMaster Bujold ed il suo ammiraglio Miles Naismith Vorkosigan che meglio di tutte/i riesce a conciliare ironia, puntualità tecnico scientifica, attualità bioingeneristica, OGM, strategie militari ispirate a Sun Tzu e pratiche Tao... Perchè?
Trovo risposta nel prologo di "Vita activa" (La condizione umana) (anno 1958) di Hannah Arendt - una delle più grandi filosofe di questo secolo (fino al 2001 è sempre quello vecchio, vero?). Lei dice testualmente, dopo aver richiamato l'epigrafe scolpita sul monumento funerario di un grande sciennziato russo "L'umanità non rimarrà per sempre legata alla terra", "...qui come in altri campi, la scienza ha realizzato e confermato ciò che gli uomini avevano anticipato in sogni che non erano eccessivi nè vani.... ciò che era confinato fino allora in una letteratura non precisamente rispettabile, la fantascienza (alla quale, purtroppo, nessuno ancora ha dedicato l'attenzione che merita come veicolo di sentimenti e desideri di massa)..."
Perchè ci deve pur essere un modo per uscire da questa cloaca terrestre. Saluti, Karma - Carmela Apollaro

Leggo tutto, però sono deluso

Io sono un patito di fantascenza ma non disdegno neache la fantasy. L'unica cosa che non riesco a capire è il perchè negli ultimi anni non si riesca più a leggere un racconto che non sia piatto, scialbo, sempre simile a qualcosa di già letto, sarà che io divoro praticamente le publicazioni del genere... un consiglio per i vari autori, cercate qualche nuova idea. - Angelo Muscas

Non credo sia molto importante parlare o distinguere tra la fantascienza e la letteratura fantasy. Il vero dilemma almeno per quanto mi riguarda sta tutto nella scienze-fiction, soprattutto in quella degli utlimo anni, in cui sempre meno mi riconosco. Non ci sono più i Dick e i Simak di una volta. - nd

Abbasso la differenza!

Questa parte della domanda ha suscitato reazioni molto vivaci: per qualche ragione, ipotizzare che il genere fantasy possa essere preferito dalle donne ha dato l'impressione di una domanda a sfondo sessista.
Dobbiamo allora precisare che non avevamo nessuna intenzione del genere. Del resto, crediamo che si sia sessisti quando si presume un qualche tipo di superiorità o di inferiorità di un sesso rispetto all'altro, non quando si ipotizza semplicemente una differenza di gusti. Nessuno obietterebbe all'affermazione che i quotidiani sportivi sono letti soprattutto dai maschi e le riviste di arredamento e di moda hanno un pubblico prevalentemente femminile. E non crediamo certo che leggere fantasy o fantascienza sia meno rispettabile che leggere i giornali di cui sopra, anzi!
Ancora non sappiamo, comunque, se il genere fantasy sia più apprezzato dalle donne rispetto alla fantascienza. E' invece abbastanza chiaro che, a tutt'oggi, la fantascienza è apprezzata soprattutto dagli uomini, come conferma anche un nostro recente sondaggio che vede le utenti di Fantascienza.com ferme al 16% del nostro pubblico, contro una media del web del 30%.

Dovrebbe esistere ancora una letteratura per uomini e per donne? Trovo il quesito molto anacronistico. Un buon libro di qualunque filone sia stigmatizzato e da chiunque sia scritto: donna, uomo o gay, se prende, se ha contenuti interessanti, se è scritto con il cuore può appassionare.
Io non ho preferenze fantay o fantascienza ma vado per momenti. Nella lettura non mi piace essere razionale, ma andare per sensazioni e stati d'animo così come per ogni arte: musica cinema teatro ecc.
Pazienza preferire fantasy piuttosto che fantazcienza ma uomo o donna proprio non ha senso.
Chi fa queste distinzioni farebbe meglio a pulire i cessi e non avere più diritto a leggere un rigo. - Elio Bert

(...) Presunte differenze sul sesso del target dei lettori mi paiono veramente insostenibili. Conosco Uomini e Donne che leggono Fantasy e Fantascienza. Invece penso di poter sostenere che è più facile iniziare a leggere il Fantasy in una più giovane età rispetto alla Science-Fiction. Un ragazzino credo che possa trovarsi spaesato di fronte ad un libro di William Gibson, ma può benissimo avere un facile accesso a tutta la letteratura Fantasy in generale. Fanno eccezione alcuni racconti di Asimov scritti proprio per un pubblico giovane. - Dalamar il Nero

Istintivamente mi sembra un'idiozia classificare sf&f come generi "da uomini o da donne". La nostra preferenza può andare alla hard-boiled sf xchè ci interessiamo maggiormente ai risvolti tecnici di qt. branca, o alla f +fantastica xchè preferiamo universi il + distante poss. dal nostro. E qt. non implica caratteri +m o +f di un genere risp. all'altro.Io pref. la sf (LeGuin+Bujold+Asimov+Zelazny+...)... ma solo xchè spesso la f si dimostra ripetitiva (vedi il 194603° duello contro i Nemici Malvagi&Senz'anima di Drizzt Do'Urden o la Serie Infinita di Deverry) - Paola Benuzzi

Ciao, mi chiamo Patrizia e ho 25 anni. (...) Per quanto riguarda l'affermazione secondo cui la fantasy sarebbe da donne e la fantascienza da uomini la ritengo vagamente offensiva e un po' ghettizante. In fondo esistono moltissime autrici di fantascienza così come vi sono autori di fantasy, e viceversa; quindi perchè anche fra i lettori non dovrebbe essere così? - Patrizia Zecchin

Dunque, innanzi tutto eliminiamo subito il concetto che una potrebbe essere più apprezzata dalle donne (fantasy) perchè non ci trovo un nesso... la fantascienza è apprezzata, letta, scritta da moltissima gente a prescindere se sono maschi, femmine, o altro. - Diero Salata

Abbasso le inchieste!

Fantascienza o fantasy, coca cola o fanta, marmellata o nutella? Quando la smetteremo con il vizio tutto italiano di percepire le varietà come contrapposizioni? Non vi pare che sia un atteggiamento piuttosto datato, e non vi sembra che sarebbe ora di smetterla con simili disquisizioni e dedicare i nostri sforzi a produrre della buona letteratura fantastica? - Fabio Calabrese

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