Una società può basarsi sulla sistematica violazione dei diritti di pochi, o molti, individui? Questo il tema a cui è dedicato il Premio Omelas è il concorso di narrativa indetto da un gruppo Amnesty International. Il premio è dedicato alla fantascienza e ai diritti umani.
Perché Omelas
Il premio Omelas prende il nome da un famoso racconto di
Ursula K. Le Guin, vincitore del premio Hugo, intitolato
Quelli che si allontanano da Omelas. Si tratta di un racconto molto breve, quasi una parabola, sul tema dei diritti umani. La domanda che il racconto si pone è la seguente: una società può basarsi sulla sofferenza, sulla sistematica violazione dei diritti di pochi, o molti, individui? La sofferenza e la riduzione in condizioni inumane anche di un solo essere umano sono un prezzo accettabile da pagare per la nostra felicità?
Nella città di Omelas tutti sono felici. È un po' semplicistico a dirsi così, ed è difficile da descrivere, perché descrivere la felicità è noioso.
Si potrebbe parlare della sua architettura armoniosa, al tempo stesso elegante e funzionale; si potrebbe dire delle molte botteghe dove gli artigiani lavorano senza fatica, fra l'ammirazione degli astanti; si potrebbe parlare delle giovani donne che si asciugano i capelli alla finestra, cantando piano.
Ma forse questo è un quadro troppo conservatore e tranquillo per molti.
Allora si potrebbe accennare al lieve odore di gros che si leva dai suoi caffè all'aperto, consumato da sottili narghilè intagliati; oppure dei padiglioni nel parco dove si svolgono pacifiche orge, senza che nessuno se ne senta offeso o ingelosito.
Ognuno può immaginare Omelas come più gli aggrada, perché la via che Omelas ha trovato alla felicità è difficile da concepire nei nostri termini.
Ma tutto questo quadretto potrebbe sembrare troppo buonista, troppo semplicistico. Gli abitanti di Omelas potrebbero sembrare come bambini, innocenti, sì, ma un po' stupidi e molto noiosi.
Bisogna allora sapere che in una delle cantine più buie sotto uno dei bei palazzi di Omelas, in uno stanzino umido dove non arriva la luce del sole, c'è un bambino di circa dieci anni. È nudo, sporco, e incatenato alla parete. Passa la maggior parte del tempo raggomitolato su se stesso, dondolando e gemendo.
A volte la porta in fondo allo stanzino si apre e qualcuno appare, con un secchio d'acqua e una ciotola di minestra. Il bambino a volte alza la testa, ma ha smesso da molto tempo di sperare che qualcuno lo porti via da lì.
Non sa perché è stato rinchiuso. Ha ricordi ormai vaghi di un altro tempo, in cui era amato e curato.
Tutta la felicità, la bellezza e la bontà di Omelas dipende dall'esistenza di quell'unico bambino infelice e sofferente.
Questo i cittadini di Omelas lo sanno.
Quando hanno quattordici o quindici anni gli viene spiegato come stanno le cose, e vengono portati a vedere il bambino.
Ne sono ovviamente sconvolti.
La maggior parte di loro torna piangente e furibonda alla luce del sole. Per qualche giorno si chiudono in casa, rifiutano di mangiare, scagliano per terra gli oggetti di cui si sono circondati. Ma poi si rendono conto delle necessità che impone la vita: che la felicità e la tranquillità e la libertà di molte persone dipendono dall'infelicità di uno solo di loro.
Sanno che se quel bambino dovesse venire liberato, le belle case di Omelas crollerebbero e il sorriso dei suoi abitanti si trasformerebbe in pianto, e la serenità della vita diventerebbe tormento.
È forse meglio essere infelici tutti, piuttosto che uno solo?
E poi, ragionano, il bambino ormai, anche se venisse liberato, non sarebbe più in grado di essere recuperato. È da troppo tempo rinchiuso là sotto. Sarebbe spaventato dalla luce e non sarebbe in grado di camminare, dopo essere vissuto rattrappito per tanti anni. Le sue ferite non potrebbero comunque essere sanate.
Per cui rimprendono la loro vita, certo meno sereni, certo meno semplici, con un peso in fondo al cuore, risolvendo di fare tutto ciò che possono per difendere la felicità di Omelas, perché il prezzo pagato non sia per niente.
È forse più credibile Omelas, adesso che vi è stato rivelato il suo lato oscuro?
Ma c'è una cosa ancora più incredibile di Omelas. Ed è il fatto che non tutti quelli che vengono portati a vedere il bambino tornano a casa, dopo averlo fatto, e si rassegnano a vivere felicemente a Omelas. Anzi, alcuni tornano a vedere il bambino una seconda volta, magari quando sono più adulti, e poi, senza dire niente e senza fare chiasso, da soli, se ne vanno dalla città.
Forse il luogo verso cui si dirigono è ancora più incredibile e inimmaginabile di Omelas. Forse non esiste nemmeno. Però sembrano sapere bene dove stanno andando, quelli che si allontanano da Omelas.
Il regolamento
Il Premio Omelas è dedicato alle opere di narrativa in lingua italiana o inglese che abbiano per tema i diritti umani e la fantascienza. Si può partecipare al premio con opere narrative inedite o edite in formato di racconto breve, racconto lungo o romanzo breve, purché il copyright sia di sola proprietà dell'autore.
Il concorso è diviso in due sezioni:
- sezione A: aperta a tutti con la sola esclusione degli organizzatori e dei membri della giuria finale;
- sezione B: riservata agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori (Per questa categoria farà fede una attestazione del Preside dell'Istituto dove frequenta lo studente, esibita in caso di vincita).
- Ogni autore può partecipare con più di un elaborato. Possono concorrere anche racconti che abbiano già partecipato ad altri premi o che siano già stati editi, purché il copyright sia di proprietà esclusiva dell'autore.
- Il contributo, da ritenersi una forma di versamento volontario come rimborso spese, è indicato in lire 20.000 per la prima opera di ogni sezione e in lire 5.000 per le successive. Il versamento va effettuato tramite vaglia postale intestato a "Amnesty International c/o Liliana Maniscalco, via Alberto Rallo, 14 - 90142 Palermo", pagabile presso l'ufficio postale Palermo 23.
Indicando la causale del versamento: "Premio OMELAS".
- Le opere vanno inviate in triplice copia all'indirizzo Premio Omelas, Amnesty International c/o Liliana Maniscalco - via Alberto Rallo, 14 - 90142 Palermo.
- I racconti devono pervenire entro il giorno 1 Marzo 2001.
- Una copia dell'elaborato dovrà riportare chiaramente le generalità complete dell'autore, inclusi numeri di telefoni fissi, recapiti postali e eventuali indirizzi e-mail, le altre copie dovranno essere anonime. Ogni copia dell'elaborato dovrà portare indicazione della sezione cui si intende partecipare. Ogni opera dovrà essere rilegata (una semplice pinzatura), e in ogni foglio dovrà essere indicato il numero di pagina.
- Gli organizzatori, pur assicurando la massima cura nella conservazione delle opere, declinano ogni responsabilità per smarrimenti, furti o danni di qualsiasi genere che potessero verificarsi prima, durante o dopo la manifestazione. Il materiale inviato non verrà restituito in alcun caso. Invitiamo i partecipanti a farne una copia da conservare prima di inviarlo.
- Ogni concorrente dovrà allegare alle proprie opere una busta aperta già affrancata con riportato sul davanti l'indirizzo dell'autore. Attraverso questa busta, la segreteria del Premio farà pervenire a tutti i partecipanti la classifica dei finalisti con la convocazione per la giornata di premiazione.
- Alcuni dei migliori racconti pervenuti saranno pubblicati sulle riviste telematiche Delos, Intercom e IT.
PREMI:
- 1° Classificato sezione A: L. 1.500.000(1) + targa + materiale sui diritti umani
- 2° Classificato sezione A: L. 750.000(2) + targa + materiale sui diritti umani
- 3° Classificato sezione A: L. 500.000(3) + targa + materiale sui diritti umani
- 1° Classificato sezione B: L. 1.500.000(1) + targa + materiale sui diritti umani
- 2° Classificato sezione B: L. 750.000(2) + pergamena + materiale sui diritti umani
- 3° Classificato sezione B: L. 500.000(3) + pergamena + materiale sui diritti umani
- Tutti i finalisti riceveranno un plico con materiale sui diritti umani in forma di briefing editi da Amnesty International e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
- TUTTI I PARTECIPANTI riceveranno un plico con materiale sui diritti umani e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
- La Pregiuria selezionerà le opere finaliste, da questa rosa verranno scelti i racconti vincitori dalla Giuria finale. La giuria è composta per metà da professionisti del settore e per metà da membri di Amnesty International esperti di fantascienza. Il giudizio della giuria è inappellabile.
Membri della giuria finale:
- Valerio Evangelisti, scrittore di fantascienza
- Piergiorgio Nicolazzini, agente letterario, Borderline Literary Agency
- Silvio Sosio, direttore Delos Science Fiction Magazine
- Ernesto Vegetti, presidente sezione italiana World SF Association
- Valentina Piattelli, responsabile pubblicazioni Amnesty International sezione italiana
- Anna Feruglio Dal Dan, traduttrice, socia attiva AI
- Andrea De Porti, socio attivo AI
- Enrica Lozito, scrittrice con lo pseudonimo di Enrica Zunic, socia attiva AI
- Tutti i dati personali dei partecipanti rimarranno strettamente riservati e non verranno diffusi a terzi. Partecipando al premio si autorizza la segreteria del premio a tenere traccia in formato elettronico delle transazioni avvenute. Si può chiedere che queste transazioni vengano cancellate dopo la premiazione.
- La partecipazione ai premi implica la piena accettazione di questo bando.
Note
(1) Il premio in denaro consiste nel 40% del montepremi di sezione fino a un massimo di Lire 1.500.000.
(2) Il premio in denaro consiste nel 20% del montepremi di sezione fino a un massimo di Lire 750.000.
(3) Il premio in denaro consiste nel 13% del montepremi di sezione fino a un massimo di Lire 500.000.
Tutti i numeri del premio Omelas
1 gruppo Amnesty International organizzatore -
6 gruppi Amnesty International sostenitori fortemente coinvolti nell'organizzazione -
16 attivisti Amnesty International coinvolti direttamente nell'organizzazione - oltre
50 persone hanno lavorato in vari modi dietro le quinte per mettere su Omelas - più di
500 le ore/uomo investite nell'organizzazione del progetto Omelas prima del lancio del concorso il 15 Settembre 2000 -
470 sono i motori di ricerca italiani e internazionali presso cui Omelas è stato registrato - oltre
1000 i fax inviati alle scuole - oltre
1000 i comunicati stampa inviati a agenzie stampa, quotidiani, riviste -
2000 i manifesti stampati -
20000 i pieghevoli stampati -
5000 i volantini fotocopiati -
3 i network radiofonici nazionali coinvolti
Amnesty International
Amnesty International è l'organizzazione non governativa, premio Nobel per la pace nel 1977, che lotta per la difesa dei diritti umani in tutto il mondo.
Amnesty International è un movimento internazionale indipendente da qualsiasi governo, parte politica, interesse economico o credo religioso. Possiede status consultivo presso le Nazioni Unite.
Amnesty International riveste uno specifico ruolo nel più vasto ambito della difesa dei diritti umani e incentra innanzi tutto la propria azione sui casi di singoli prigionieri.
Amnesty International si adopera per:
- la liberazione di tutti i prigionieri di coscienza, cioè coloro che, ovunque nel mondo, siano incarcerati per le proprie opinioni o per la loro origine etnica, il sesso, il colore della pelle, la lingua o la religione e che non abbiano promosso o fatto uso della violenza;
- processi equi e rapidi per i prigionieri politici;
- l'abolizione della pena di morte, della tortura e di ogni altro trattamento crudele, inumano o degradante;
- la cessazione delle esecuzioni extragiudiziali e delle "sparizioni".
Amnesty International si oppone anche agli abusi da parte di gruppi in conflitto con i governi.
Amnesty International svolge inoltre un'attività di educazione ai diritti umani, attraverso la quale promuove la conoscenza e l'adesione alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e ad altri strumenti sui diritti umani riconosciuti a livello internazionale e ai valori che sono in essi contenuti; sostiene l'indivisibilità e l'interdipendenza di tutti i diritti umani
Amnesty International annovera più di un milione di soci, sottoscrittori e donatori in più di 160 paesi e territori; vi sono 8.000 gruppi di volontari in più di 80 paesi. La Sezione Italiana conta oltre 60.000 soci e oltre 230 gruppi locali.
Amnesty International si fonda sull'autofinanziamento; a salvaguardia della sua imparzialità non richiede finanziamenti ai governi e comunque non li accetta.
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