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Il futuro di pornografia e voyeurismoSecondo Robert Sheckley, per troppo tempo ormai Roberto Quaglia non è stato famoso. Secondo Ugo Malaguti, è un genio. Roberto Quaglia, ovvero il rappresentante della fantascienza del nostro Paese più famoso all'estero e più sconosciuto in Italia, continua a fare tante domande e a rifiutare tutte le risposte.
Non credo proprio. Ritengo però che emergeranno sempre più nuove forme di pornografia, svincolate dal sesso genitale, nel quale la pubblica disposizione al voyeurismo si potrà felicemente incanalare. Ma cosa dico? Stanno già emergendo, e sono sotto gli occhi di tutti. La trasmissione televisiva Il Grande Fratello, apparsa per la prima volta sui teleschermi italiani negli stessi giorni in cui scrivo, è uno degli esempi più facili. E' inutile ripetere quanto da tutti già detto in proposito. Qualche parola in più si può spendere per il progetto televisivo attualmente in progettazione a Berlino, nel quale un individuo dovrà cercare di sfuggire per un periodo prefissato ad una banda di individui che lo braccheranno... Si tratta pari pari della trama di uno dei più noti tra i racconti di Robert Sheckley, Il prezzo del pericolo, con l'unica differenza che i giocatori perdenti non verranno uccisi se non metaforicamente. Ma secondo Sheckley, interpellato in merito, non ci vorrà molto prima che anche questo piccolo problema venga superato, per una più piena soddisfazione del voyeurismo collettivo. Anche perché la morte si preannuncia come il più papabile tra i candidati alla successione del sesso nel Regno dei Feticci Voyeuristici. La morte ed i suoi sottoprodotti, gli incidenti quasi-mortali. Già nascono come funghi trasmissioni televisive (chiaramente pornografiche) dove si mostrano individui mentre sono vittime di autentici incidenti. Alcune trasmissioni si specializzano sugli Incidenti Non Troppo Tragici e li condiscono con il classico sottofondo di risate. Poco importa che la vittima si sia magari rotta una gamba, la derisione è l'elemento morboso della faccenda, è ciò che in un film di pornografia sessuale sarebbe l'orgasmo. Altre trasmissioni più hard preferiscono gli Incidenti Che Per Un Pelo Non Ci Scappa Il Morto, dove si mostrano autentici gravi incidenti automobilistici, autentiche sparatorie, autentiche rapine, autentiche violenze di ogni genere, tutte (o quasi) con una sorta di pseudo lieto fino (cioè vittima grave o gravissima, liberamente amputata o sfigurata, ma tecnicamente non defunta). Ci sono già stati in passato sporadici film del tipo Gente Che Ci Lascia Davvero Le Penne, e possiamo stare certi che questo sarà un filone che tirerà sempre di più in futuro. Spremuto fino all'ultima goccia il filone dell'eros, solo l'altrettanto vasto campo del tanatos (tradotto in parla come mangi: la morte) avrà infatti di che nutrire l'umanità bisognosa di voyeurare in poltrona tra una giornata lavorativa e l'altra. I telegiornali lo sanno, e da tempo si sono già adeguati. Importante, anche in un telegiornale, è infatti prima di tutto suscitare i bassi istinti. Solo in secondo luogo, eventualmente, informare sui fatti. Oggi come oggi, in troppo pochi guarderebbero ancora un telegiornale non pornografico, e allora a chi la si vende la pubblicità? Ed ecco allora un terremoto in Turchia ammazzare 30.000 esseri umani. 30.000. Una cifra spaventosa. Un intero stadio di gente morta in un sol colpo. Magari però si fosse davvero trovata tutta in uno stadio! Immagina che scena, cumuli su cumuli di gente morta, 30.000 cadaveri uno sull'altro con torrenti, ruscelli e cascatelle di sangue che implacabilmente scorrono ad irrigare il prato sottostante... Una pacchia per tutti i telegiornali del mondo. Invece no. Un terremoto tipicamente seppellisce le vittime che produce, senza nessun riguardo per i telegiornali, e lo spettacolo va a farsi friggere. Che differenza c'è tra 30.000 morti e 40.000 morti? Emotivamente, nessuna. Alla gente in Italia non gliene frega giustamente niente di 30.000 morti in Turchia od altrove, anche se quasi tutti fingeranno di sì in virtù dell'ipocrisia che la società da ognuno richiede ed apprezza. Dopotutto, tutti i giorni muoiono nel mondo decine di migliaia di persone, e che senso avrebbe se tutti i vivi trascorressero tutto il proprio tempo a compiangere tutti gli altri che altrove comunque non per questo morirebbero di meno? Il telegiornale ti informa che in virtù di un disastro o l'altro un certo giorno ci sono stati in Turchia o altrove un po' più di decessi del solito, e la cosa per te finisce lì a meno che tu non abbia parenti o affini in Turchia o altrove... La gente è lievemente più saggia di quanto i giornalisti vorrebbero che fosse e non si commuove a vanvera per cose che non la tocchino davvero e da vicino.... o quasi. Il telegiornale infatti sa che deve suscitare i tuoi bassi istinti, altrimenti gli indici di ascolto dove vanno a finire?, e allora ecco che si getta a pesce sulla notizia di un bambino rintracciato vivo sotto le macerie e da quel momento in poi, come attraverso una sorta di colossale lente di ingrandimento, si concentra morbosamente e pornograficamente su quest'unico dettaglio rivestendolo di un'importanza gonfiata che appare immediatamente grottesca se paragonata al contesto di tragedia di migliaia di morti dei quali però non importa giustamente a nessuno che abiti in un'altra zona del mondo. Una grottesca lente d'ingrandimento, della stessa natura di quella che in un film porno tradizionale ti sbatte in faccia un lungo primissimo piano dei genitali che per dieci minuti vanno ossessivamente avanti e indietro nella dimenticanza più completa di tutto il contesto. Una efficace e crudele lente d'ingrandimento: il bambino si salva... subito grande felicità sulle bocche di tutti, ecco quando e come giunge l'orgasmo in questo tipo di produzioni pornografiche; il bambino viene estratto morto... subito dolore e tristezza... un altro tipo ancora di orgasmo... solo per quel singolo bambino alla faccia dei 30 o 40.000 altri morti senza volto né storia illusoria. In realtà, non è dolore vero, né sui volti dei giornalisti - i quali fingono il dolore così come una pornoattrice finge il piacere - né negli animi dei telespettatori, anch'essi fondamentalmente indifferenti al destino di quel bambino sconosciuto; prova ne è che si dimenticheranno di quella piccola vittima in pochi minuti, analogamente a come lo spettatore di un film porno dimentica rapidamente le evoluzioni sessuali dell'attrice con cui si è fuggevolmente immaginato di accoppiarsi mentre invece si masturbava. Tutto ciò, non è forse già abbastanza pornografico? Eppure, è nulla paragonato a quanto ci aspetta. L'obiettivo è l'assassinio in diretta, e ci siamo più vicini di quanto si creda. In effetti, una trasmissione porno con assassinio in diretta c'è stata proprio un paio di giorni fa, tempo soggettivo di chi scrive. Naturalmente, non si trattava di un assassinio organizzato dai responsabili della trasmissione. La nostra legislazione, notoriamente in ritardo rispetto alle necessità della gente, non lo permette ancora. Si trattava quindi di un assassinio legale, commesso in un paese dove la legislazione è forse più vicina ai bisogni della gente, dove comunque in certe circostanze è consentita la programmazione e la messa in atto di un omicidio, e dove quindi l'omicidio si è puntualmente compiuto all'ora prefissata. Per questa occasione la RAI, Radio Televisione Italiana, ha ben pensato di organizzare una trasmissione in diretta, della durata di parecchie ore, con conto alla rovescia in sovrimpressione sul video per rendere più drammatico l'arrivo del momento fatale dell'omicidio. Ne è risultato uno spettacolo unico, di rara intensità pornografica. L'occasione era stata fornita alla Rai Tivù dalla esecuzione capitale da parte dello Stato dell'Arizona, negli Stati Uniti d'America, di un cittadino americano accusato di avere ucciso la propria fidanzata sette anni prima, un certo Rocco Barnabei. Niente di strano, o comunque di straordinario. Tutti i momenti vengono mandate a morte persone negli Stati Uniti. Ancora di più ne muoiono tutti i giorni nelle strade delle loro città, notoriamente tra le più pericolose del nostro pianeta. Una massa indistinta di decessi continui che tuttavia non suggestionano più di tanto la fantasia dei telespettatori italiani (tranne che negli sporadici casi di strage tra alunni alle scuole medie). Il nome italiano di questo condannato a morte, tuttavia, rendeva il suo caso degno della morbosa attenzione dei media. In più, alcune incognite, come l'attesa dei risultati dell'esame del DNA che avrebbe dovuto scagionare il condannato a poche ore dall'esecuzione (è poi invece avvenuto il contrario), fornivano preziosi elementi di trama intorno ai quali costruire un buon avvenimento pornomediatico. Il risultato è stata una lunga, lunghissima liturgia di crescente grandiosa oscenità, uno spettacolo da non perdersi per qualsiasi voyeur che si rispetti. Attenzione: non voglio entrare qui nel merito dell'annoso problema se si debba o no applicare la pena di morte (cosa c'entrerebbe mai questo con pornografia e voyeurismo? comunque, detto tra noi en passant, la pena di morte non mi entusiasma affatto), né tantomeno sulle eventuali convenienze di ordine politico in merito alla realizzazione di una tale trasmissione. No. Mi riferisco al solo al risultato mediatico ed estetico che ne è risultato. Che poi tale spettacolo fosse o non fosse utile a qualcosa è un'altra questione. Poiché esiste ed è così diffusa, la pornografia è sempre evidentemente utile a qualcosa. Tornando all'esempio dell'omicidio in diretta RAI, tra decine di migliaia di persone che perdono la vita tutti i giorni ovunque (ricordo ai lettori che l'avessero dimenticato che prima o poi tutti si muore) se ne è scelto uno di cui si sapeva in anticipo l'ora esatta in cui sarebbe giunto il decesso, per di più superficialmente simpatico in virtù del nome italiano, e del fatto che la sua colpevolezza non fosse certa al 100%. L'effetto lente d'ingrandimento ha isolato quest'unica tragedia tra le migliaia che incessantemente si consumano e l'ha utilizzata per nutrire l'immaginazione di migliaia o milioni di telespettatori che a tal modo hanno potuto fuggevolmente provare il brivido di vedersi sfiorati dalla morte - la morte di qualcun altro - senza naturalmente correre alcun rischio o provare alcuna autentica e duratura pena. Per una manciata di ore, quello sconosciuto detenuto americano in attesa di esecuzione è diventato nell'immaginario dei telespettatori italiani l'unico morituro del mondo, l'agnello sacrificale delle ingiustizie del mondo e chi più ne ha più ne metta. Per facilitare ulteriormente l'immaginazione di chi guardava, l'avvenimento è stato quindi precedentemente condito con la trasmissione hardcore di un'autentica esecuzione per iniezione velenosa (la stessa morte che di lì a poco sarebbe toccata al Barnabei), filmata se non erro nello stesso carcere qualche tempo prima. Lo spettacolo porno si è fatto quindi anche hardcore, con una scena di morte reale senza trucco e senza inganno. E quando è stato il turno di Barnabei, ed il numero in sovrimpressione del conto alla rovescia segnava implacabilmente una sola manciata di secondi all'esecuzione, il telecronista italiano in diretta via satellite davanti al carcere non mancava di descrivere con linguaggio efficacemente visivo tutto quanto stesse di certo in quello stesso istante accadendo all'interno della stanza della morte - le ultime parole dell'uomo legato al letto, gli aghi inseriti nelle vene, il pentotal per addormentarlo e poi i veleni per fermare cuore e cervello... Un autentico spettacolo pornonecrofilo messo in scena dietro il robusto paravento della solidarietà con il morituro e la stigmatizzazione degli assassini, esattamente così come nella trasmissione tedesca di cui riferivo sopra lo spettacolo pornosessuale veniva facilmente contrabbandato dietro il paravento della prevenzione dell'AIDS. Per spingere più in là i limiti di ciò che è pornograficamente lecito realizzare ci vuole dunque Una Causa Importante in nome della quale realizzare i capolavori porno che si vuole. Comprendendo questo, ci rendiamo immediatamente conto delle incredibili opportunità che d'incanto si aprono per il futuro del nostro intrattenimento voyeuristico. Per rendere più efficace la lotta contro la pena del mondo, l'esecuzione in diretta diventerà presto un appuntamento fisso con i nostri telespettatori. In nome dei sacri valori dell'interattività, i telespettatori potranno ogni volta scegliere se inviare in tempo reale una loro email di solidarietà al morituro, una richiesta di grazia al governatore di turno od un messaggio di incoraggiamento al boia, pardon, il Datore Statale Di Pace Terminale.
In nome della lotta contro il cancro verranno inserite delle Webcam nei corpi di malati terminali per trasmettere in diretta Internet (o televisione - tanto tra qualche anno saranno la stessa roba) l'orribile avanzata del tumore. Ogni tanto - colpo di scena! - il distacco di una metastasi ripresa al rallentatore al microscopio. Una heartcam, ovvero una webcam cardiaca, permetterà di cogliere e condividere con i telespettatori il cruciale momento dell'arresto cardiaco, indispensabile per davvero comprendere quanto il cancro sia dannoso alla salute e quanto sia importante stroncarlo. Non fate caso ai messaggi dello sponsor. Per combattere la fame nel mondo, il varietà televisivo della domenica pomeriggio verrà stabilmente mandato in onda in diretta dal campo profughi più sfigato del momento. I ballerini danzeranno tra le vittime della carestia per rendere più evidente la misera condizione di chi ha tanto bisogno del nostro aiuto. Bambini biondi, paffuti e ricciuti offriranno ai più sfortunati bambini ossuti e panciuti regalini edibili offerti dagli sponsor. Per eliminare una volta per tutte la guerra dalla faccia dalla terra, si realizzeranno situation comedy in paesi dove una guerra sanguinosa è in corso, esponendo gli attori ai tipici e genuini pericoli che una guerra che si rispetti comporta. Ogni tanto un attore o un'attrice ci lascerà le penne, per una bomba, una granata o la pallottola di un cecchino, e a tutti i telespettatori sarà finalmente chiaro come non mai quanto la guerra sia davvero una cosa brutta, che vada eliminata per sempre dalla faccia della terra. Non ci sarà mai carenza di attori disposti a rischiare la loro vita per un po' di fama. Ma per mettere fine a tutte le guerre del mondo nessun sacrificio è eccessivo. Per promuovere la campagna a favore della donazione di organi, prenderanno piede le trasmissioni di autopsie in diretta. Vedano, vedano con i loro occhi, i telespettatori, organi macilenti di defunti che vengono gettati via in diretta davanti alla telecamera quando tanti altri esseri umani avrebbero potuto invece riceverli e vivere anche loro una lunga vita sana e prospera. Ma la vera apoteosi finale sarà la realizzazione di eventi mediatici con la messa in scena dei grandi classici del teatro - Shakespeare, Pirandello, Brecht, ecc. - in versione porno usando come palcoscenico autentici obitori, elevando così i miseri cadaveri al più dignitoso ruolo di elementi scenografici. Tutto ciò, naturalmente, da un lato per mantenere viva e popolare la cultura del Teatro (con la T maiuscola), e dall'altro, soprattutto, per manifestare solennemente in favore dell'abolizione della morte. Dopotutto, cosa c'è al mondo di più ingiusto della morte in sé? E qualsiasi evento mediatico che venga realizzato per il nobile fine di abolire la morte dalla faccia della terra non potrà che riscuotere il favore di tutti. Nonostante il proprio estremissimo contenuto pornografico, indispensabile per garantire all'evento i massimi indici d'ascolto. Voyeur di tutto il mondo, unitevi! Anzi, no. Siete già uniti. Davanti al televisore. Spegnere no, eh? |
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