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di Franco Forte

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introduzione

Il fascino dell'autunno

Eccoci ancora qui, belli abbronzati e tonificati dopo un'estate di bagordi (per chi ha potuto permetterseli) e di sonnellini all'ombra delle palme. Come diceva la canzone, l'estate sta finendo, ma bando alla tristezza e alle lacrimucce, in fondo anche l'autunno ha il suo fascino.
Questo numero settembrino di Delos, narrativamente parlando, è ancora rigoglioso e illuminato dal sole dei Carabi. Ve l'assicura uno che di racconti ne ha letti parecchi, e che è sempre particolarmente felice quando può presentare al pubblico qualcosa di veramente notevole.
L'accoppiata che ho scelto per questo numero è composta da una vecchia conoscenza di Delos, Federico Gattini (ricordate il suo bellissimo Libero come un uccello?) e da una nuova conoscenza, Ivo Torello, un ragazzetto magro magro e crespo crespo che ha talento da vendere, e che non vuole perdere tempo a farsi conoscere progredendo a piccoli passi. Ma andiamo con ordine.

Il racconto di Gattini, E' la fine del mondo così come noi lo conosciamo (ma io sto bene), vi resterà impresso non solo per il titolo chilometrico. Ormai la maturazione artistica di Federico è giunta ai livelli che mi aspettavo, e attraverso un percorso narrativo in continuo crescendo è sfociata in questa storia cruda e delicata insieme, scritta con cipiglio e con la consapevolezza delle proprie potenzialità espressive. Senza indulgere alla barocca pedanteria che affligge buona parte della narrativa italiana che mi passa per le mani (sulle riviste, in Internet, nei concorsi letterari), Gattini riesce a imbastire una storia fatta di emozioni, con un protagonista in carne o ossa e con un finalino a sorpresa che assomiglia vagamente alla classica ciliegina sulla torta. Ma solo vagamente, perché in realtà nasconde quella parte oscura sempre presente nei racconti di Federico, che lui riesce a mimetizzare così bene con la sua prosa aggressiva, ma che inquieta i lettori e resta a galleggiare nella percezione di chiunque si avvicini alle sue opere.
E' la fine del mondo così come noi lo conosciamo (ma io sto bene) è giunto secondo a pari merito nell'ultima edizione del premio Alien, e se la giustizia avesse un nome (e un volto), forse avrebbe anche potuto vincere. Ma io credo che gli stimoli facciano bene alle persone, soprattutto a gente come Federico, quindi dico forza, non mollare, continua così e presto ti vedrò in cima al podio. Con un racconto che prenoto fin da ora per l'apparizione sulle pagine elettroniche di Delos.

Ivo Torello, per certi versi, mi ricorda molto Federico Gattini. Non di aspetto, ma certamente nell'architettura della prosa e del linguaggio. Questo suo racconto, Autodafé, giunto in finale all'Alien, mi è piaciuto non solo per l'originalità di certe parti della trama, ma anche per la sicurezza con cui Ivo ha saputo trattare un genere (e un argomento), che in mano ad altri sarebbe stato noioso, stucchevole e terribilmente scontato. Mi fa piacere, poi, sapere che questa è una delle prime prove narrative di Torello, altro promettente autore "scovato" dal premio Alien (e dal Lovecraft del '98) e pronto a fare il suo ingresso nel panorama degli scrittori di sf nostrana (i più sottopagati del mondo, ma che importanza ha?). Per gli amanti delle biografie, ecco qualche dato essenziale, dalla viva voce dello stesso Torello: "Sono nato a Genova il 4 gennaio del '74. Come molti, ho iniziato giovanissimo a leggere fantascienza, sedotto dagli Urania che trovavo in casa. Mi interesso (come profano) di medicina e biologia, sono moderatamente ipocondriaco e mi affascinano le potenzialità della carne più di quelle del silicio. Amo il cinema di Cronenberg, Fincher, Terry Gillian e i romanzi di Ballard, Sterling, Brussolo e Jeter (tanto per citare qualche maestro). Scrivo quasi per una sorta di compulsione e nella mia produzione si coagulano suggestioni malsane inevitabilmente legate, appunto, al biologico e al "carnoso". Al momento, oltre a lavorare nel campo della grafica, insisto a mettere su carta le idee che mi affliggono il cervello, con i risultati che oggi tutti potete giudicare".

Da parte mia, buona lettura a tutti e arrivederci al numero di ottobre, con altri splendidi racconti dei nostri mirabolanti autori.

Nei prossimi numeri di Delos leggerete (in ordine sparso) racconti di: Coltri, Montecamozzo, Fiocco, Del Santo, Perliti, Verde, Lamarca, Vernier, Nicotra, Tonani, Zunic, Vicchio, Cola, Fantelli, Nardini, Ubezio, Carignani, Catozzi, Zaffini.

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