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di Luigi Pachì e Silvio Sosio

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Speciale Seven Days

Ancora una volta torniamo a viaggiare nel tempo: ma questa volta possiamo tornare indietro solo di sette giorni. Accade in Seven Days, una delle serie televisive di fantascienza più recenti e più interessanti, prodotta dalla Paramount e trasmessa anche in Italia.

Altri crononauti del piccolo schermo
Sui viaggi nel tempo la televisione ha dedicato anche altre serie meno note, alcune di esse mai trasmesse nel nostro paese. E' il caso di ricordare Time Express, quattro episodi a colori di 50 minuti con Vincent Price, dove un misterioso treno trasporta i passeggeri indietro nel tempo.
Sette episodi di 30 minuti rappresentano lo sforzo, invece, di Time is the Enemy, serial per ragazzi dove un uomo attraversando la porta del suo attico a Londra si trova 150 anni indietro nel tempo, per l'esattezza nell'anno 1808, accusato d'essere una spia francese.
In Tv è anche approdata la risposta "povera" al noto film Back to the future, intitolata Time riders. Ma lo scarso budget ne ha fatto un breve serial di soli quattro episodi da 25 minuti l'uno, dove il viaggio nel tempo avveniva grazia ad una moto Yamaha 750cc.
Un ulteriore telefilm sui viaggi nel tempo è Time Trax, ventuno episodi da un'ora l'uno creati da Harve Bennett, già noto per la serie L'uomo da sei milioni di dollari. In Time Trax non vi è nessun uomo bionico che corre i 100 metri in 8.6 secondi e con un QI pari a 208. Ci troviamo invece nell'anno 2193 dove scopriamo che alcuni dei più temibili terroristi sono tornati indietro nel tempo, esattamente al 1993. Per i più curiosi il significato di Trax presente nel titolo è Trans-Time Research and Experimentation.
Va citato anche Timeslip, 26 episodi da mezzora ciascuno dove i due eroi di turno sono due ragazzini che viaggiano nel tempo attraverso un buco che li porta in maniera del tutto indolore in un altro tempo. Si tratta di un serial per teen-ager dove veniamo catapultati in quattro storie diverse, nell'arco dei 26 episodi prodotti, muovendoci dall'anno 1940 al 1970, fino ad arrivare al 1990.
Per concludere citiamo per dovere di cronaca il Time Lord per eccellenza, ovvero il Dottor Who, che si è mosso per oltre trent'anni di televisione avanti e indietro per lo spazio-tempo con la sua ormai celebre cabina telefonica denominata Tardis (Time And Relative Dimensions In Space). (LP)
Il viaggio nel tempo rappresenta per gli appassionati di fantascienza una delle tematiche più affascinanti, ben presente sia nel cinema che nella narrativa. Nella televisione questo tema dà l'opportunità di realizzare trame intriganti senza che siano necessari grossi investimenti in effetti speciali, ma allo stesso tempo presenta il rischio di invischiarsi in situazioni troppo complesse per essere affrontate nei cinquanta minuti di un episodio.
Tuttavia non mancano le serie che hanno ceduto al fascino del viaggio nel tempo, dal "classico" Time Tunnel di Irwin Allen (in Italia intitolato Kronos), al famoso Quantum Leap, passando per una vasta serie di episodi sull'argomento sparsi in altre serie, da Avengers a Doctor Who, e soprattutto a Star Trek, la cui nuova serie, si vocifera, dovrebbe essere in gran parte dedicata a questo argomento.
Una delle serie più recenti e più interessanti è Seven Days, trasmessa di recente anche in Italia dalla Rai. Prodotta dalla Paramount, che negli Stati Uniti la manda in onda sul suo circuito di TV locali, la UPN, la serie si compone al momento di due stagioni alle quali se ne aggiungerà almeno una terza, già programmata dalla Paramount.

Viaggi molto brevi


Se nei telefilm classici che abbiamo nominato il viaggio nel tempo poteva aver luogo avanti e indietro nel tempo per un numero di anni indefinito, l'idea di base di Seven Days è caratterizzata da un limite massimo di sette giorni. Un periodo breve, ma quasi sempre sufficiente per cambiare il corso degli eventi quando serve.
Ci troviamo di fronte quindi a un'uso del viaggio nel tempo molto diverso da quello al quale siamo abituati. Se il tema è stato in generale utilizzato soprattutto per portare lo spettatore in epoche storiche del passato (si veda Kronos e parecchi episodi di Star Trek), o per giocare sul tema dei paradossi temporali (come in Ritorno al futuro), Seven Days lo usa come una sorta di trasposizione sulla realtà del comando "annulla" tanto utile nel mondo dei computer. I protagonisti della serie non possono visitare l'antica Roma o impedire l'ascesa di Hitler, ma possono tentare di cancellare gli eventi particolarmente disastrosi nelle ore immediatamente successive.

Paradossi? No grazie

Il cast del telefilm
Il cast del telefilm
Come per ogni storia che abbia a che fare con i viaggi nel tempo, i paradossi saltano fuori a ogni angolo. La strategia adottata da Christopher Crowe, produttore della serie, in merito a questo problema è molto semplice: ignorarli completamente!
La serie incappa in almeno due paradossi gravi e in un errore di logica. Il primo paradosso è quello classico della sequenza causa-effetto: se il crononauta torna indietro nel tempo e modifica la storia per evitare la crisi che è andato a correggere, non esistendo più la crisi lui non verrà più inviato nel passato a correggerla. L'altro paradosso è quello della sovrapposizione temporale: il crononauta che torna indietro nel tempo dovrebbe trovare una copia di sé stesso. Questo in Seven Days non accade mai, senza che venga mai offerta una spiegazione. Un peccato, perché il problema avrebbe potuto essere aggirato facilmente o addirittura sfruttato per effetti accattivanti (immaginiamo Frank Parker che svanisce nel nulla nel momento in cui compare lui stesso proveniente dal futuro).
L'errore di logica riguarda il limite dei viaggi nel tempo: se è vero che ogni viaggio permette un salto di sette giorni, nulla impedirebbe di effettuare più salti in successione per tornare più indietro.
Si tratta comunque di problemi che sarebbe semplicissimo aggirare con qualche facile dialogo in "technobubble", nominando qualche improbabile legge fisica non ancora scoperta. Tutto sommato, il fatto di non affrontarli direttamente lascia agli sceneggiatori qualche margine di movimento in più e non sacrifica eccessivamente la credibilità della serie.

I punti di forza

Jonathan LaPaglia
Jonathan LaPaglia, l'interprete di Frank Parker
Oltre che all'intrigante idea di base, il successo della serie è dovuto a una particolarmente felice caratterizzazione dei personaggi e dei loro rapporti. Il personaggio principale, Frank Parker, è certamente disegnato in modo originale in un ruolo che continua a vacillare tra l'eroe e l'antieroe, tra il potenziale amante e lo scombinato corteggiatore. La sua è una figura che si muove tra i vaghi ricordi del ben noto Numero 6 de Il Prigioniero a quello dello stereotipato salvatore dell'umanità, in tutta la sua positività. E forse è questa la chiave principale del personaggio: al contempo eroe e prigioniero della sua condizione.
Le trame sono spesso basate sull'azione, con toni a volte drammatici e a volte decisamente brillanti. I personaggi che si muovono attorno a Frank Parker generano una rete di rapporti complessa che lascia ampi margini di creatività agli sceneggiatori: un ex compagno di servizio militare, una dottoressa russa bella e schiva, un capoprogetto responsabile e deciso, un professore meditabondo, un genio giocherellone, un agente governativo ossessionato. In questo schema, il rapporto più interessante è, come c'era da aspettarsi, quello tra il protagonista e la scienziata.

Il crononauta e la dottoressa

Olga Vukavitch
Olga Vukavitch
Frank e Olga portano avanti due diverse prospettive del mondo che gira loro attorno, ma nelle quali è facile scoprire molte similitudini. Entrambi sono essenzialmente soli. Olga è devota al suo lavoro, apparentemente con poca vita sociale. Frank è stato invece prelevato dalla Hansen Island Institution, dove era stato relegato perché reputato una minaccia per la società.
Entrambi sono già stati sposati: Frank è divorziato dalla sua ex moglie Patricia, che lui chiama Pat, e ha un figlio di nome Jimmy. Olga è stata sposata con uno scienziato, di nome Joseph, che come lei ha lavorato a un simile progetto sui viaggi temporali, ma in Russia. Scelto come crononauta, fu lanciato nella prima missione e non fece più ritorno.
All'inizio della serie il personaggio di Olga è fortemente caratterizzato da questa perdita: chiusa, scontrosa, mal sopporta le avance di Frank Parker. Questo rapporto si evolve durante la serie anche con sviluppi inaspettati, anche se, spesso, questi sviluppi vengono poi "annullati" dalle modifiche del corso temporale.
Uno degli episodi migliori, o quanto meno più divertenti, della prima stagione è Come Again?, in cui Frank è incastrato in un loop temporale ed è costretto a rivivere la stessa scena molte volte. Questo permette a Frank di effettuare piccole manipolazioni, come scoprire quali sono i fiori preferiti di Olga, o analizzare le sue reazioni se andassero fuori a cena da soli. E man mano che lui acquisisce queste informazioni le usa ogni volta che la scena si ripete per migliorare la sua posizione nei confronti della donna. Ma ogni tentativo è senza successo e alla fine lui ammette candidamente che lei gli piace molto, tirando fuori una parte del suo carattere che colpisce Olga positivamente. Purtroppo questa è la terza situazione del loop temporale, nella quale la donna, questa volta, viene uccisa. Frank, tornando indietro per la quarta volta non dice nulla di questi dettagli alla scienziata, rinunciando a rispondere a ogni singola domanda che si ripete esattamente uguale per l'ennesima volta.

La storia

John Ballard
John Ballard
La Backstep Operation è un segretissimo progetto militare americano nato sulla base di studi teorici sviluppati negli Stati Uniti dal professor John Ballard e in Russia della scienziata Olga Vukavitch, sugli effetti di dislocamento temporale collegati alla gravità. Lo studio dei rottami dell'astronave aliena schiantatasi sul suolo terrestre nel 1954 a Roswell, nel Nevada, hanno permesso la realizzazione pratica del progetto, sotto la supervisione dello scienziato Isaac Mentnor.
La base operativa del progetto Backstep, chiamata "Never Never Land", è ubicata da qualche parte nel Nevada, sotto massima copertura militare. Qui è stata realizzata una "sfera", alimentata da un generatore basato su tecnologia aliena che fornisce l'enorme quantità di energia necessaria per il salto. Anche così, però, l'energia è sufficiente soltanto ad effettuare un salto di sette giorni, sebbene teoricamente, con fonti di energia ancora più potenti, sarebbero possibili salti più lunghi.
Il progetto è gestito dal governo americano e i "backstep" sono sottoposti a un rigido protocollo che ne prevede l'autorizzazione solo in caso di eventi che mettano a rischio la sicurezza nazionale o planetaria.

Craig Donovan
Craig Donovan
Pilotare la sfera richiede un crononauta con caratteristiche ben precise. Il progetto Back-step è passato attraverso diversi tentativi conclusisi tragicamente prima di identificare un candidato adatto. Appena la sfera genera un'onda di compensazione temporale il crononauta si sente addosso gli effetti dell'energia generata dal reattore, come se fosse fulminato sulla sedia elettrica. Il pilota deve quindi essere in grado di agire con tempestività e precisione mentre viene sottoposto a un fortissimo e dolorosissimo stress fisico. Frank Parker, con la sua alta tolleranza al dolore e la sua quasi perfetta memoria fotografica ha dimostrato di essere il miglior uomo per questo compito.
Esiste un secondo crononauta, il Capitano Craig Donovan, addestrato a sostituire in caso di necessità Frank Parker, anche se, per un motivo o per l'altro, finisce sempre per restare a terra.

Bookmark
A causa dell'intrinseca instabilità del veicolo temporale l'atterraggio risulta sempre incerto. Il crononauta che pilota la sfera deve cercare di mantenere i punti di allineamento della sfera nelle tre dimensioni, ma questo non sempre è possibile, e può capitare di "atterrare" ovunque, persino nel mezzo di un parco pubblico. Può essere difficile in questi casi riuscire a salvaguardare il carattere di segretezza della missione, a meno di ricorrere a un po' di inventiva e di faccia tosta, per esempio dichiarando alla gente stupita che si tratta di un effetto speciale cinematografico per pubblicizzare un film di fantascienza dal titolo Marte contro il fisco...
Una volta atterrato, il crononauta deve comunicare con la base operativa e comunicare la sua missione. Il nome in codice con cui il crononauta si fa riconoscere è "Enigma" ("Conundrum" nell'originale inglese).

Isaac Mentnor
Isaac Mentnor
Il progetto è segretissimo, e tale va mantenuto. Di questo si occupano i G-men che gestiscono il progetto Backstep per conto dei servizi segreti e del Pentagono, a partire dal responsabile, Bradley Talmadge. L'unica struttura governativa che è a conoscenza del progetto è la NSA (National Security Association), oltre al Presidente degli Stati Uniti d'America. Il reparto che si occupa di sicurezza è guidato da Nathan (Nate) Ramsey, un uomo caparbio, altamente tenace e dogmatico. Fa spesso ricorso a telecamere segrete per sorvegliare i membri del progetto.

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