Bentornati! Accidenti, come siete abbronzati! Esaurite le vacanze, siete pronti a rituffarvi nei vasetti "Sotto Spirito" perfidamente offerti dalla vostra rubrica preferita? Bene, allora possiamo riprendere da dove ci eravamo lasciati... Poiché stavamo parodiando un maestro del sequel, sembra doveroso offrire, appunto, un seguito all'ultimo articolo. Eccoci quindi di nuovo insieme a sghignazzare alle spalle di Dan Simmons.
Il nostro amico Dan lo Sbudellatore, oltre agli indiscutibili pregi artistici per cui lo abbiamo elogiato (leccato?) a dovere il numero scorso, possiede un sagace intuito editorial/commerciale. Al pari di molti altri scrittori di successo, Simmons ha capito che il meccanismo dei sequel è, nel mercato della narrativa (non solo SF) un sicuro metodo per portare a casa la pagnotta. Diversamente da altri autori, però, lo ha capito
dopo aver scritto le prime opere (in particolare il romanzo iniziale del ciclo di
Hyperion). Perciò, quando si è trattato di mettere penna sui seguiti (
La caduta di Hyperion,
Endymion,
Il risveglio di Endymion), il truculento Dan ha dovuto compiere alcune acrobazie narrative degne del Circo Togni.
Certo, potremmo essere buoni con il sanguinolento Dan: in diverse opere (compreso Hyperion), il nostro cruento amico si scaglia contro gli editori che impongono romanzi commerciali e sequel "di cassetta", boicottando invece le opere più letterariamente valide. Potrebbe essere che anche il povero Dan sia stato vittima di un simile ricatto editoriale, e che il suo inconscio ferito lo abbia spinto a lasciare le incongruenze e/o stiracchiamenti nei suoi romanzi come traccia carsica (o sopita protesta) dell'affronto subito.
Ho detto
potremmo essere buoni... In qualche altra vita, forse. Qui siamo perfidi, e tali rimarremo. Ragion per cui una simile giustificazione non ci convince affatto. Il necrofilo Dan ci sembra un po' troppo cazzuto per cedere tanto bovinamente ai diktat di qualche editore. Un tipetto come lui, con arnesi da sbudellamento multiplo sempre a portata di mano, di certo non si fa mettere sotto così. Dev'essere stato consenziente.
E le toppe nei sequel, allora? Be', forse il geniale Dan ha capito che non sono un problema, grazie all'esistenza di una nutrita categoria di appassionati, i cosiddetti "mirror-climber-fan".
Gli appartenenti a questa singolare setta (più popolosa di quanto si possa pensare) sono persone che dedicano la loro vita a ricercare arzigogolate giustificazioni per le sviste presenti nelle opere dei loro autori preferiti. Sono certo che tutti voi conoscete, o frequentate, o avete discusso almeno una volta, con un mirror-climber-fan. Se non vi è mai capitato, be', mi dispiace per voi.
La patologia del mirror-climber-fan è, infatti, fantastica. Più la svista è enorme, più la giustificazione è artificiosa, fragile e assurda, più il fan gode. Le pretestuosità dei sequel, poi, per il mirror-climber-fan è il massimo piacere della vita. Si racconta di fan in estasi di fronte alla orripilante (soprattutto per la logica) clonazione di
Sigourney Weaver in
Alien 4, di orgasmi raggiunti alla spiegazione escheriana del paradosso temporale di
Terminator 2, di ebbrezze di piacere perverso prodotte dalle rivelazioni dinastico/botteghin/familiari nei prequel di
Star Wars...
I parti cerebrali dei mirror-climber-fan a volte sono così allucinanti che meriterebbero di essere raccolti in volume e pubblicati (in effetti, almeno a livello amatoriale, qualcuno lo ha già fatto). Si racconta che alcuni autori producano
volutamente sequel farciti di cazzate e si divertano poi un mondo a sentire le giustificazioni affannosamente concepite dai fan (come spiegarsi in altro modo, ad esempio, il sublime
Highlander 2?).
Ma torniamo al sadico Dan. Non è una pura applicazione della Legge del Contrappasso (chi di sequel ferisce...) che ci spinge a insistere nella parodia di Hyperion. Il fatto è che il romanzo di Simmons, scritto ormai da dieci anni, sembra oggi essere straordinariamente (e bizzarramente) profetico. Mentre lo leggevo, qualche giorno fa, mi domandavo come potesse suonare plausibile una fede come il Culto dello Shrike (descritto nel romanzo), una religione autoflagellatoria a dir poco, che prevede un pellegrinaggio masochista, fanatico, agghiacciante e da cui è difficile tornare vivi.
Poi però ho alzato gli occhi dal libro e mi sono guardato intorno. Tre lettere: GMG.
Simmons la sapeva lunga.
La caduta di SanPeteryon
di Dan Simmons (?)
Schizzi di sangue e bile. Morte in marcia al ritmo di un sonetto di Yeats. Non c'entra niente, ma adoro questi incipit.
Sul limitare del colonnato John Milton si imbatté in un gruppo di volontari. Indossavano una maglietta con la scritta "
Ero forestiero e mi avete accolto. Menomale non ero laziale". Vestivano di bianco e sudavano come facoceri.
- Dove sta andando, pellegrino? - chiesero.
Milton lasciò cadere il pesante sacco a terra. Rinchiusa nella tela grezza, Siri gemette. L'uomo ghignò.
- In udienza dal Wojt... - si morse la lingua, appena in tempo - In udienza. Devo far benedire alcune sante reliquie.
I volontari si scambiarono un'occhiata perplessa. Erano giovani, e non avevano l'aria molto sveglia. Davano l'impressione di essersi appena fatti una Santa Canna.
- Non ci sono udienze, oggi.
- Come sarebbe? - protestò Milton.
Uno dei volontari scosse la testa, spargendo tutto intorno tracce di sé come fosse un innaffiatore automatico di sudore.
- La basilica è deserta. Sono tutti a Tor Vergata per la veglia.
- Tor Vergata? E dov'è?
I volontari sorrisero. - Segua gli altri, pellegrino. - e si congedarono.
Milton si portò al riparo di una colonna e liberò Siri. La donna emerse dal sacco con aria dolorante.
- Devi avermi spaccato qualche costola. - ansimò, tra estatici schizzi di sangue e bile.
- Meglio. Il cervello riceve il dolore come frastuono e lo ristruttura come poesia.
- Ma che stronzate dici?
- Saranno pure stronzate, ma la gente paga per leggerle.
Lei lo zittì con un cenno brusco. - Lascia perdere. Che si fa?
Milton si carezzò il mento affilato come un coltello da macellaio, di quei begli arnesi dalla lama lunga con cui si sbudella, si disossa, si scanna e altre sensuali piacevolezze.
- Dobbiamo proseguire la missione. - meditò - Occorre cercare questa "Tor Vergata" e raggiungerla.
- C'è qualcosa che non capisco. - osservò Siri.
- Sarebbe?
- Nello scorso romanzo abbiamo fatto una strada della madonna per arrivare fin qui alla Basilica. Ci hanno detto che era il termine del pellegrinaggio.
- E con ciò?
- Be', allora da dove salta fuori questa mai sentita "Tor Vergata"? Non è coerente!
Dal cielo sereno, senza preavviso, venne giù un fulmine. Siri fu investita in pieno dalla scarica, sfrigolò come una costata sul barbecue, si contorse al ritmo di posse elettrico, poi si abbatté al suolo ridotta a un mucchietto di carne carbonizzata, gli occhi senza più ciglia a presentare la cornea bianca bollita e le unghie saltate via in un tripudio truculento di sangue e bile. Goduria.
- Temo che dovrò proseguire da solo. - commentò Milton.
In lontananza si scorgeva l'ingresso di una stazione della metropolitana. Con la disinvoltura di un eroe wagneriano, Milton fendette la folla e vi si diresse. Non fu semplice. Più di una volta l'uomo estrasse lo sventratore automatico, riuscendo a dominarsi solo un attimo prima di adoperarlo. L'addestramento lo aveva preparato ad affrontare situazioni simili, ma riuscire a tollerarle era ancora al di là delle sue capacità. Quelli che più detestava erano i cosiddetti "gamberi", cioè gli idioti che camminavano beatamente all'indietro senza curarsi di guardare dove mettevano i piedi. Ma odiava anche (continuando a classificarli nella tipica ecologia della folla) i "granchi", che si spostavano solo lateralmente cozzando l'uno con l'altro, le "meduse", che galleggiavano con incoscienza alla corrente della moltitudine, e le "ostriche", tizi ottusi che si abbarbicavano caparbiamente nelle strettoie intralciando il passaggio. Milton ne avrebbe fatto volentieri una zuppa mista, con ovvio contorno di sangue e bile.
In cima alle scale che portavano alla stazione la folla diventava compatta come asfalto appena versato dalla betoniera.
- Non riuscirai mai a prendere la metro, amico. - disse un tipo quietamente a cavalcioni della ringhiera come un Beowulf minimalista - C'è un milione di persone giù al binario.
Milton fissò di sbieco il tizio. Aveva capelli lunghi grondanti sudore, tratti da trucido di borgata, una fronte di due centimetri madida di sudore, occhiali scuri appannati di sudore, una "cavezza" dorata a 32 carati sul peli del petto pettinati col domopak e una t-shirt leopardata chiazzata dal sudore. Il caldo era post-impressionista come una stampa di Renoir.
- Ci conosciamo? - sibilò Milton.
- Io conosco te, agente John.
Milton socchiuse gli occhi. - Ti manda il Servizio?
- In un certo senso...
- La tua faccia non mi è nuova. - mormorò Milton - Togliti gli occhiali.
L'altro obbedì. Milton scorse un riflesso inumano sul fondo delle pupille, luccicante e alieno come una lirica di Dylan Thomas.
- Tu non sei umano. - accusò.
L'altro assentì amabilmente. - Con questa faccia? No, sono un cybrido.
- E che vuol dire?
- Non pretenderai che te lo riveli adesso! - protestò l'altro, scandalizzato - Siamo soltanto a pagina due!
Milton sbuffò. - D'accordo, non è importante... Ma dimmi... cosa fai qui? Mi segui?
- Una missione parallela, John. Sono qui da più di un anno.
- Un anno? - ripeté l'altro, incredulo - A far cosa?
- Tante cose. Soprattutto, aspettare l'apertura delle Porte Sante. - il cybrido scosse la testa - Riferire ogni fenomeno connesso. Al Comando ne hanno fatto una questione di vita o di morte.
- Non ne sapevo nulla. - ammise Milton.
- E' logico. Su questo punto il Comando è diviso. Ci sono tre fazioni in lotta tra loro: gli Scapoli, gli Ammogliati e i Puttanieri. Quando sono partito non erano d'accordo su nulla, tranne che sull'importanza dell'apertura delle Porte Sante. Stavano tutti sul fiato sospeso ad aspettare, e a discutere su cosa ne sarebbe venuto fuori.
- Sì, ho sentito le leggende. Se ne dicono tante, ma nessuno sa con certezza... - Milton squadrò l'altro con sospetto - E il tuo ruolo, in tutto questo?
Il cybrido prese fiato. - E' semplice, John. Dopo i primi segni di incipiente apertura, gli Scapoli avevano mandato l'agente Brick a tener d'occhio le Porte Sante. Brick disponeva di strumenti sofisticati che lo avrebbero avvertito quando le Porte fossero state pronte ad aprirsi. Purtroppo però Callaghan, il tecnico che aveva tarato gli strumenti, era stato corrotto dagli Ammogliati, e i sensori erano stati disposti al contrario, in modo che dessero l'allarme quando le porte si fossero chiuse. La sorella di Callaghan però era un agente doppio al soldo dei Puttanieri, i quali perciò erano stati avvertiti del complotto. Nel frattempo, le Porte Sante davano segno di stare per aprirsi. Approfittando del fatto che la bis-bisnonna dell'agente Brick, sotto copertura di rappresentante Tupperware, aveva ricoperto un ruolo importante nella cospirazione Tozzi-Albano-Fankù del '56, i Puttanieri hanno quindi ricattato Brick e lo hanno portato dalla loro parte. A questo punto le Porte hanno dato segno di stare per aprirsi. Perciò gli Scapoli hanno sguinzagliato le loro spie, gli Ammogliati mi hanno richiamato in Servizio, i Puttanieri hanno corrotto il cognato di mia zia, il cugino Walter e il cane del portinaio. A questo punto le Porte hanno dato segno di stare per aprirsi. Perciò gli Scapoli hanno gonfiato di botte Brick, gli Ammogliati si sono inchiappettati Callaghan, il cugino Walter è diventato un agente triplo, i Puttanieri hanno comprato Baggio e Rivaldo per la Coppa Uefa, e il cane del portinario mi ha cagato sul tappeto buono del soggiorno. Chiaro, no?
- Mi viene da vomitare. - commentò Milton.
- Perché non ti siedi, John?
- Non mi fido di te.
- Fai bene: neppure io mi fido di me. - il cybrido tirò su col naso - Comunque ora, che le Porte Sante si sono aperte, la missione di copertura è finita, così mi hanno ordinato di unirmi a te.
Milton roteò gli occhi, sconcertato. - Be', e allora?
- Allora cosa? - ribatté candidamente l'altro.
- Queste cazzo di Porte. Hai detto che si sono aperte. Be'? Che cosa ne è venuto fuori?
Il cybrido scrollò le spalle. - Niente.
- Niente!??
- Neanche una salsiccia elettronica.
- Non è possibile! - esplose Milton - Un'abbuffata di cospirazioni, spie e doppiogiochisti da far venire la diarrea a Le Carrè, e non c'era nulla da vedere? Ce la siamo menata per un romanzo e mezzo con l'apertura di queste cazzo di porte, e poi, quando finalmente si aprono, non esce un fottuto niente? Ma allora ci prendono per il sedere!
Nel cielo sereno cominciarono a serpeggiare minacciosamente lampi. Milton si fece improvvisamente pallido. Tacque.
- Forse è meglio che andiamo. - propose il cybrido.
- Ti seguo. - assentì Milton in un sussurro.
...
Le rade nuvole butteravano il cielo e sembravano pustole piene di pus sul dorso di un vaioloso; le case del quartiere erano ammassate l'una all'altra come iene sbavanti sulla carogna semispolpata di un mastodonte morto... E' vero, sto usando le stesse metafore del primo romanzo. E allora? Mi pagano per questo, quindi se non vi sta bene infilatevi uno spillone appuntito come supposta. Parola di Xerox-Simmons.
Via Merulana, San Giovanni, via Tuscolana. Il ruscello umano che fluiva verso Tor Vergata confluì in un rivolo più grande, poi in un torrente, quindi in un fiume, infine in un'immensa marea di pellegrini gravidi di zaini, sacchi a pelo, sandali di gomma e sudore. Milton e il cybrido avanzavano lentamente, oppressi dal peso della folla e dal caldo belluino. L'umidità era tale che i pellegrini si sciacquavano con l'aria e si asciugavano con il contenuto delle bottiglie di Ferrarelle.
- Quanto manca a Tor Vergata? - chiese Milton, ansimante, a un giovane a torso nudo, il viso color rivolgimento intestinale e la maglietta annodata in testa a mo' di turbante.
- Ancora sedici chilometri. Più o meno.
Milton rimase agghiacciato. - Ma è proprio necessario andarci a piedi?
- Ma certo, fratello. -- sorrise debolmente l'altro - E' bellissimo.
E svenne. Milton tentò di soccorrerlo, ma la folla era un muro impenetrabile come la redazione di una Casa Editrice.
- Lo calpesteranno! - gridò al cybrido.
- Non credo. Guarda bene.
Sorpreso, Milton si rese conto che parecchi tra i pellegrini che lo circondavano nella ressa avevano perduto i sensi per la fatica e il calore, ma restavano in piedi, violacei e disidratati, per il semplice meccanismo del castello di carte. Come zombie in un quadro di Munch, avanzavano inerti, sospinti dalla pressione della moltitudine.
- Come diavolo fanno a resistere? - chiese al cybrido, urlando per farsi sentire.
- I migliori mancano di convinzione, mentre i peggiori sono pieni di intensità appassionata.
- Che cazzo vuol dire?
L'altro scosse le spalle. - Non lo so, suonava bene.
- Dico davvero. - insistette Milton - Questo pellegrinaggio è un incubo. Cosa diavolo spinge questa gente a soffrire così? Io non riesco a capire...
Il cybrido puntò il dito. - Vedi quell'affare che tutti portano appeso al collo?
- La targhetta rettangolare? - azzardò Milton, confuso.
- Alcuni scienziati del Comando hanno una teoria. Dicono che si tratta di un parassita simbionte. Lo chiamano "crucimorfo", per via della croce disegnata sopra. Secondo la teoria, i parassiti prendono il controllo della mente degli ospiti, annullano la volontà e riducono gli infettati a livello di un gregge incosciente.
- Sangue e bile! Ma è vero?
Il cybrido scrollò ancora le spalle. - Stronzate. Sono solo pezzi di carta.
- Pacchi viveri! - gridava la voce da un megafono - Venite a prendere il vostro pacco viveri!
- Tieni, fratello. - urlò entusiasticamente una ragazza in faccia a Milton, lanciandogli addosso una scatola di cartone da trentacinque chili.
L'agente barcollò, ma la pressione di chi gli stava alle spalle gli impedì di cadere. Stupefatto, vide che i pellegrini intorno a lui, nonostante fossero oberati da zaini, stuoie e sacchi a pelo, si caricavano sulle schiene sudate il nuovo fardello e proseguivano soddisfatti.
- Non posso crederci! - balbettò - Questi masochisti accettano davvero di portarsi appresso per tutta la strada uno scatolo pieno di... - aprì il pacco, tirandone fuori, nell'ordine:
- num. 2 bottiglie di un'acqua marroncina prossima all'ebollizione;
- num. 6 tetra-pak mignon di succo di frutta ai mirtilli, gusto recentemente bandito dalla Convenzione di Ginevra sulla Limitazione delle Armi Chimiche;
- num. 4 panini bluastri farciti alla mortazza;
- 1 cornetto di gesso;
- num. 2 pere puteolenti color ardesia;
- 1 banana di pongo;
- un inginocchiatoio portatile con cilicio e rosario annesso in quindici profumazioni, mango e papaya compresi.
- Sono completamente pazzi. - commentò Milton.
Il cybrido annuì. - Di più. Io ho fatto qualche esperimento. Guarda...
Si avvicinò a un giovane. - Scusi... già che viene dai Fori... Mi porterebbe questo capitello? - propose con un sorriso, scaricando in mano al pellegrino un massiccio blocco di marmo scolpito.
L'altro accondiscese senza battere ciglio, e si allontanò barcollando per il peso, canticchiando tra i denti un inno religioso.
- Guarda ancora, John.
Il cybrido si accostò a un folto gruppo di pellegrini stranieri. Esibì uno smagliante sorriso e batté le mani per attirare l'attenzione. - Scusatemi tutti. Il Comitato per il Giubileo Pulito ha deliberato che i pellegrini debbano lasciare questa città più pulita di come l'hanno trovata... Ovviamente non si vuole distrarre il pellegrino dal suo impegno esiziale, cioè la preghiera. Si è quindi studiato il modo di ottemperare al dovere ecologico mentre si percorre il Santo Cammino. Ecco i vostri strumenti.
Il gruppo di stranieri si lasciò docilmente acconciare, e poco dopo camminavano ramazzando il selciato, ogni pellegrino con il suo bravo manico di scopa infilato su per il culo.
- Visto, John?
Milton era senza parole. - Si lasciano fare qualsiasi cosa... Non vedevo un rincoglionimento di massa simile dai tempi di Raffaella Carrà... Cosa... chi può averli soggiogati in questo modo? Il Wojtylhike?
Il cybrido abbassò la voce. - Per scoprirlo, dobbiamo arrivare a Tor Vergata. Andiamo...
...
Quando superarono il Raccordo Anulare il sole era un globo di sangue e bile appeso all'orizzonte. Il tramonto illuminò la moltitudine in marcia con una purezza crepuscolare degna di John Donne. Obliante e sottilmente iconoclasta. Velasquez. Gustav Mahler. Cazzo come sono colto.
La spianata di Tor Vergata pullulava di fiammelle e risuonava di canti sommessi come un'ode mozartiana. O forse erano lamenti. Nel buio incipiente migliaia di pellegrini si lasciavano bovinamente incolonnare nelle interminabili file per i WC chimici. Altri consumavano le loro razioni intorno a una chitarra strimpellata. Altri ancora si mangiavano le chitarre mentre qualcuno strimpellava le razioni alimentari.
Milton e il cybrido cercarono di raggiungere il centro della spianata, ma non c'era modo di avanzare se non calpestando teste e membra umane. Presto desistettero. Il flusso in arrivo si arrestò lentamente. Tra i pellegrini, i più resistenti si disposero per la veglia. Alcuni non facevano in tempo a distendere il sacco a pelo, e svenivano direttamente lì dove si trovavano. Altri si addormentavano in piedi come cavalli. Molti perdevano di vista (volutamente o no) moglie, amanti e fidanzate. Molti di più si ritrovavano con sconosciuti, di sesso imprecisato, nel proprio sacco a pelo.
Il caldo era scemato, ma l'umidità era ancora altissima: Milton vide, a poca distanza, una comitiva di cernie, ognuna col suo bravo cappellino del Giubileo, raccolta in un suggestivo coro gregoriano.
- Cosa ne pensi, John? - chiese il cybrido.
L'uomo torse le labbra una smorfia intensa come un andante di Sibelius. - C'è un piano diabolico in atto quaggiù, questo è certo. Annullamento dell'individualità, ipnosi collettiva, controllo delle masse... E, al centro di tutto, la leggenda del bianco Wojtyl....
- E' quel che pensa la fazione degli Scapoli. - l'interruppe il cybrido - San Peteryon per loro è un'incognita, una minaccia pendente sui loro piani per il futuro. Se avessero il controllo completo del Comando, avrebbero nuclearizzato la città da tempo...
- E gli altri cosa ne pensano?
- I Puttanieri credono che tutto andrà a puttane.
- E gli Ammogliati?
- Loro sono meno catastrofici. Credono che un intervento minimo possa riportare la variabile San Peteryon nello schema cartesiano delle loro equazioni spazio-tempo, in modo che l'evoluzione entropica post-giubilare si adegui alla percezione positiva del gradiente umano.
- Non ci ho capito un cazzo.
- L'hai detto. Temo di essere
io quell'intervento.
- Come?
Il cybrido si tolse gli occhiali neri. - Io sono un essere artificiale. Un gruppo di scienziati ha assemblato la mia matrice di personalità e l'ha innestata su un substrato organico in grado di sostenerla e di adattarvisi. I miei ricordi sono confusi, i miei processi mentali caotici. Sento di avere inclinazione per la musica e per i versi, e a volte mi vengono in mente strofe che forse sono istruzioni cifrate e nascoste nel mio subconscio. Evidentemente i miei creatori hanno timore di dirmi esattamente cosa vogliono da me. Oppure...
- Oppure cosa?
- Oppure chi scrive questa stronzata di romanzo non ha ancora deciso la trama, e non rivela niente prima di vedere quanti zeri ha l'anticipo per i prossimi volumi del ciclo.
Nel cielo nero saettò un lampo minaccioso.
- Forse è meglio dormire. - propose il cybrido, pallido.
...
Milton si svegliò con l'impressione di essere stato rinchiuso in un vapoforno Simac. Aprì cautamente gli occhi e si guardò intorno: la tragica spianata di Tor Vergata era una pietraia arroventata dal sole, ornata da radi alberi sparuti come capelli in testa a Cesare Ragazzi; i pellegrini, sudati come tapiri, facevano colazione tutto intorno, chi ravanando nei resti dei pacchi viveri, chi friggendo uova direttamente sull'asfalto; la coda per i WC chimici aveva superato la distanza Terra-Luna.
Il cybrido si stiracchiò al fianco di Milton. Durante la notte aveva tolto i pantaloni, e ora sfoggiava un paio di slip leopardati, calzini ugualmente maculati e maniglie dell'amore da far schiattare d'invidia Homer Simpson. Era meravigliosamente ributtante.
- Non sono più il giaguaro di una volta. - si lamentò, massaggiandosi le articolazioni - Sarà colpa del buco dell'azoto.
- Cosa facciamo? - grugnì Milton, di cattivo umore.
- Ho ricevuto istruzioni in sogno.
- E che aspetti? Dimmele, no?
Il cybrido appariva titubante. - Se proprio insisti... E declamò:
Io vengo dal Colosseo
Col vespino rosso bordeaux
De prima me fa 'na piotta
De seconda me se cappotta
De terza 'un ce lo so.
Milton represse un conato di vomito. - Che cazzo è questa roba?
- Non ci posso fare niente. Io sogno in versi.
- E ci capisci qualcosa?
- Mah... Penso che annunci l'arrivo di un nuovo agente trasferito attraverso il Teleporter del Colosseo. Il "Vespino", probabilmente, è il nome in codice di una superarma sperimentale... Il resto delle istruzioni dovrebbe riguardare la password per attivare l'arma.
- Può essere. - rifletté Milton - Sembra un sistema di equazioni differenziali... La derivata prima vale una piotta, ovvero 100 per Y, la derivata seconda si cappotta, cioè 1 su Y, e la derivata terza non è definita.
- Molto ingegnoso... - ammise il cybrido - C'è un'altra possibilità, naturalmente.
- Sarebbe?
- Che ci stiano prendendo per il sedere.
- Eccolo! Eccolo! - cominciò a gridare la folla. Come un organismo unico, la moltitudine fu percorsa da un'immensa contrazione. I giovani pellegrini si levarono in piedi, si misero a cantare e a battere freneticamente le mani.
- Che succede?
Il cybrido deglutì. - Credo che sia
lui.
- Dove?
- Laggiù, sul palco.
Milton tentò di farsi largo nella ressa, di saltare più in alto del groviglio di teste che lo circondava, ma lo spazio fisico era ridottissimo. Alla fine riuscì a scorgere una struttura architettonica futuristica, circondata da maxischermi e riflettori modello supernova. E, sul palco, gli sembrò anche di intravedere un puntino bianco, minuscolo a quella distanza.
- Allora? E' lui?
- Può darsi. Non si vede un cazzo. Dammi il fotomoltiplicatore.
Il cybrido assunse un'aria contrita. - Credo di essermici seduto sopra.
Milton fissò sbalordito la grottesca frittella di camme e lenti che l'altro gli porgeva. Alla fine lo gettò via disgustato.
D'improvviso, l'entusiasmo dei pellegrini sembrò raddoppiare d'intensità.
- Che succede?
- Credo che
lui stia parlando.
Milton aguzzò le orecchie, ma non riuscì a distinguere nulla oltre il boato indistinto della folla.
- Non capisco una parola! - protestò.
- Neanch'io. - assentì il cybrido - Credo che nessuno ci riesca... Ma non reggeranno a lungo a gridare così. Aspettiamo.
Attesero per ore. Le urla e gli applausi, i canti e i cori non scemarono finché il palco non si svuotò e fu chiaro che tutto era finito. Al limite estremo della spianata, moltitudini di pellegrini si rimisero lentamente in movimento come greggi per la transumanza.
- Tutto qui? - esclamò Milton - Questi idioti hanno sofferto due giorni da incubo per... per cosa? Per non vedere, non sentire un cazzo?
- Eppure sembrano soddisfatti. - considerò il cybrido.
- E' folle!
- Non credo. - disse una voce nota.
Milton si voltò. E rimase di sasso.
- Siri!?! Ma tu... tu sei morta!
La donna sorrise. - E con ciò?
- Come sarebbe? Non puoi essere qui! Non ha senso!
In cielo saettò un lampo. Milton sbiancò.
- Cioè... certo... - balbettò - ...chi vieta a personaggi morti di tornare... se serve alla trama...? Accomodati pure...
- Sei tu l'agente che viene dal Colosseo? - intervenne il cybrido.
- E tu sei l'entità ricostruita chiamata "Er Piotta"?
- Come hai fatto a accorgertene? - protestò l'altro - Non mi sono tolto gli occhiali!
Il sorriso di Siri si allargò. - Non crederai veramente che ti si possa prendere per un essere umano...
- Che intendevi, prima? - chiese Milton - Hai scoperto qualcosa che a noi è sfuggito?
La donna annuì, indicando i pellegrini. - Qui tutti hanno avuto ciò che volevano. Solo... ciò che volevano non è ciò che sembrava. Olofrasia estrema virata in moltitudine. Impressionismo. Keats.
- Non ci ho capito un cazzo.
La donna sospirò. - Non offrire mai una poesia a chi non è un poeta. Guarda...
Fece cenno a un gruppo di pellegrini ancora intento a cantare e a ballare. Erano quasi tutti di colore, e sprizzavano gioia a dispetto dell'evidente stanchezza.
- Khabil! Ehi, Khabil, vieni qui un momento.
Uno dei pellegrini, un colosso dalla pelle color carbone, si avvicinò gioviale.
- Vuoi ripetere ai miei amici quel che hai detto a me?
Il tizio annuì. - Io e i fratelli veniamo dalla Costa d'Avorio. E con noi ci sono ragazzi dalla Bolivia, dalla Nigeria, dal Marocco, dall'Albania, dal Vietnam, dalle Fiji... E' fantastico.
Milton considerò scettico il carnaio infuocato che li circondava. - Cosa ci sarebbe di fantastico, scusa?
Il nero sorrise con tranquilla saggezza. - Andiamo in giro liberamente. Siamo amici di tutti. Non c'è nessuno che ci insegua con le spranghe e che ci gridi dietro "vi rispediamo a casa vostra a calci in culo". Ti assicuro che è la prima volta... Ed è grande.
Milton non riuscì a ribattere, colpito. Ma Siri aveva già chiamato un altro pellegrino. Questa volta era una ragazzina, un visetto tondo punteggiato di efelidi, poca stoffa avvolta approssimativamente intorno a un corpo vivace ustionato dal sole.
- Tu e le tue amiche avete visto il Santo Padre, Teresa? - chiese Siri.
-
Chi? - balbettò lei, con aria vagamente fumata.
- Il Santo Padre. - ripeté la donna, scandendo le parole - Hai presente quel tipo vestito di bianco...?
La ragazzina si illuminò di comprensione. - Ah... No, troppo lontano. Ma non importa.
- Come, non importa? Non siete venute qui per vederlo?
La ragazzina rise. - Scherzi? Se era per quello potevo restare a casa. Sta tutto il giorno in televisione!
- Allora cosa fate qui?
L'altra strizzò l'occhio. - Si vede che non sei cresciuta in un paesino siciliano... Le ragazze della nostra età devono fare salti mortali per uscire di casa la sera, figuriamoci un viaggio. Questa cosa del Giubileo è una figata... Un pellegrinaggio religioso... Geniale: quei sauri dei nostri genitori si sono bevuti tutto... - si voltò indietro - Ehi, ragazzi, aspettatemi, passate questa canna! - e scomparve.
Milton fece per commentare, ma Siri lo zittì. - Non ancora. Guarda.
Due ragazzotti con i capelli verdi e occhiaie fino al mento svicolavano con agilità da felini da un cerchio di sacchi a pelo a un altro. Uno portava un tatuaggio "Mucho Papa" sul braccio, l'altro aveva cerchi pendenti su ogni appendice del corpo. Siri li bloccò con decisione. Loro sorrisero placidamente.
- Come avete dormito stanotte, ragazzi? Tutto bene?
I due rotearono gli occhi. - Dormire? Scherzi? Con tutte le pollastre assatanate che c'erano in giro?
Uno dei due compari batté il dorso della mano sul petto dell'altro. - Di', tu quante te ne sei fatte?
L'amico provò a contare sulle dita, si tolse le scarpe, ripartì per due volte, rinunciò.
- Credo di essermi scopato anche qualche paracarro, verso l'alba.
- Dovremmo farli più spesso, questi pellegrinaggi. - approvò l'altro.
- Scusate, ma il Santo Padre non predica la castità prematrimoniale? -- intervenne Siri.
-
Chi? - fecero i due all'unisono.
- Come, chi? Il tizio sul palco!
- Ah, il palco... -- il ragazzotto si carezzò i capelli verdi -- Nossignora, ero troppo lontano, non ho sentito il concerto... Vuol dire che mi comprerò il disco.
- Non si può scaricare in MP3? -- propose l'altro.
- Lasciate perdere. - Siri li lasciò andare con aria compiaciuta. Si rivolse di nuovo ai suoi compagni. - Vedete quei tizi con gli zaini mimetici, laggiù?
Milton seguì il suo sguardo. - Altri portatori di reliquie?
- Non esattamente. Sono napoletani che vendono gadget taroccati. Ho appena parlato con uno di loro: tra portachiavi del Papa, CD-Rom del Giubileo e Bibbia formato bancomat, ha detto di aver guadagnato tanto da comprarsi mezza Ischia...
- Vuoi dire che...
- Se non ti basta, prova a calcolare la somma spesa in pizzette e gelati da quest'oceano di ragazzi... - Siri annuì gravemente - Ti assicuro che in queste giornate tutti hanno trovato ciò che volevano.
- Be' ma... e il Wojtylhike?
- Secondo me gli abbiamo sempre dato troppa importanza. E non solo noi.
Milton meditò a lungo. Sembrava contrariato. - Troppo semplicistico, Siri. Che cazzo, ce la siamo menata per due romanzi per così poco? Possibile che sia solo questa la soluzione del mistero di San Peteryon?
- Per il momento. D'altra parte, se il nostro Dan cambiasse idea, potrebbe sempre dare un'altra spiegazione nel prossimo volume del ciclo... Ci sono già dozzine di editori pronti con l'anticipo.
Milton ebbe un attacco di nausea. - Piuttosto lo faccio a pezzi con lo Sventratore. - disse, incurante dei lampi che si accendevano minacciosi nel cielo.
- Ah, ma lui è pronto anche a questa evenienza. - assicurò Siri - Ha disposto di essere seppellito accanto a John Keats, sotto una lapide che reciti: "Qui giace un uomo il cui nome fu scritto su molti assegni."
I tre agenti si fissarono.
- E' un grande. - conclusero all'unisono.
FINE
(nota dal curatore: anche se la storia dovesse sembrarvi conclusa, vi antipiamo che il ciclo di SanPeteryon prevede un seguito nel ciclo Ermejo composto dai romanzi Ermejo e Il rigurgito di Ermejo.)