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di Vittorio Curtoni

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La Tribuna: Le macchina dell'infinito

Presentiamo le schede dei volumi esposti alla mostra "Le macchina dell'infinito: vent'anni di fantascienza a Piacenza", una carrellata storica sulla casa editrice che ha contribuito a "svezzare" la fantascienza nel nostro paese e che ha portato in Italia in prima edizione tutti i grandi classici della sf americana dall'età d'oro alla new wave.

Pagina 2: Galassia


GALASSIA 1, gennaio 1961: L. Sprague de Camp: LE AMAZZONI DI AVTINID

Primo fascicolo di "Galassia", all'epoca mensile (diventerà quindicinale all'inizio dei Settanta, per poi tornare mensile). Il romanzo in sé non è memorabile. Merita di essere ricordato soprattutto perché ha inaugurato una collana che, nei suoi diciannove anni di vita, ha dato un contributo fondamentale all'editoria fantascientifica in Italia.


GALASSIA 2, febbraio 1961: Fredric Brown: MARZIANI, ANDATE A CASA!

Fredric Brown (1906-1972) è notissimo come istrionico inventore di mini-racconti chiusi da fulminanti trovate, ma ha scritto anche decine di romanzi polizieschi e cinque romanzi di fantascienza. Questo, del 1955, è uno dei più esilaranti: i terribili "omini verdi" malati di voyeurismo perseguitano gli esseri umani, spiandoli persino al gabinetto, e non esiste garante della privacy capace di tenerli a freno...


GALASSIA 9, 15 settembre - 15 ottobre 1961: Autori Vari: PARRICIDIO E ALTRI RACCONTI

Un fascicolo di notevole valore per la storia della fantascienza italiana: un'antologia completamente dedicata agli autori del nostro Paese, curata da Roberta Rambelli, che ospita alcuni dei nomi più noti all'epoca (la Rambelli stessa, Andrea Canal, Sandro Sandrelli, Lino Aldani con lo pseudonimo di N. L. Janda, eccetera). Questo esperimento restò purtroppo un caso isolato per molti anni.


GALASSIA 26, 15 febbraio 1963: Ivan Efremov: IL CUORE DEL SERPENTE

Uno dei pochi esempi di "fantascienza sovietica" apparsi in Italia, a dimostrazione dell'interesse che "Galassia" nutriva anche per le produzioni considerate marginali. Oltre al romanzo breve di Efremov, questo fascicolo contiene racconti di due altri autori russi, Anatoli Dneprov e Valentina Zuravleva, di due italiani, Andrea Canal e Ugo Malaguti, e di un americano, Robert Sheckley: un cocktail davvero singolare e gustoso.


GALASSIA 31, 15 luglio 1963: Brian W. Aldiss: SEGREGAZIONE

Brian Aldiss, autore di fantascienza, di romanzi mainstream e saggistica, è ritenuto oggi uno dei più prestigiosi rappresentanti della narrativa inglese. "Galassia" lo ha sempre seguito con particolare attenzione, proponendo in Italia molte delle sue opere più significative. Questo è il primo numero della rivista interamente dedicato a lui. Ospita due racconti lunghi: Segregazione e Base per negoziati.


GALASSIA 46, 1 ottobre 1964: John Christopher: L'INVERNO SENZA FINE

Della cosiddetta "scuola inglese della catastrofe" John Christopher è stato uno dei principali artefici, un geniale analizzatore dello sfaldarsi dei tessuti sociali di fronte a immani disastri naturali. In questo romanzo abbiamo il ritratto di un mondo invaso dal ghiaccio e da un razzismo di segno capovolto, col predominio dei neri sui bianchi.


GALASSIA 51, 1 marzo 1965: Ugo Malaguti: IL SISTEMA DEL BENESSERE

Dopo diversi romanzi avventurosi apparsi sotto pseudonimo (Hugh Maylon) su "I romanzi del Cosmo" del milanese Ponzoni Editore, Ugo Malaguti, bolognese, figura fondamentale per la fantascienza in Italia, pubblica il suo primo romanzo "impegnato": una storia sociologica che si ispira ai modelli di "Galaxy" rileggendoli nella chiave di una sensibilità europea.


GALASSIA 59, 1 novembre 1965: Fritz Leiber: L'ALBA DELLE TENEBRE

Questo Gather, Darkness! apparve negli Stati Uniti nel 1943, ma dovettero trascorrere più di vent'anni prima che venisse tradotto in Italia (era stato annunciato nel 1954 su "Urania" col titolo L'era di Satana, ma non venne pubblicato). Forse perché affrontava con il vigore tipico di Leiber il tema della strumentalizzazione dell'apparato religioso a fini repressivi. La fantascienza si è occupata spesso di religione e persino di teologia, dimostrando di essere un genere narrativo nel quale l'impegno può benissimo coesistere con la pura e semplice ricerca del divertimento.


GALASSIA 77, maggio 1967: Giorgio Scerbanenco/Isaac Asimov: ... DI TUTTI I FUTURI DEL MONDO

Giorgio Scerbanenco è celebre soprattutto per essere stato uno dei padri fondatori del giallo italiano, ma ha compiuto anche alcune incursioni nella fantascienza, tra le quali restano particolarmente memorabili il romanzo Il cavallo venduto (1963) e il romanzo breve pubblicato su questo numero di "Galassia", L'anaconda. Il suo testo è accoppiato a due racconti di Asimov, Il crumiro e Condanna a morte.


GALASSIA 82, ottobre 1967: Ray Bradbury: IL POPOLO DELL'AUTUNNO

Con questo romanzo del 1962, Something Wicked This Way Comes, Ray Bradbury torna alle atmosfere cupe, tenebrose, di tanti suoi racconti fantastici scritti tra gli anni Quaranta e i Cinquanta: è ottobre, e il luna park arriva nella piccola città americana. Porta con sé qualcosa di malvagio, e la fine dell'infanzia per i giovani protagonisti di una storia sospesa tra l'incanto della poesia e l'orrore dell'incubo gotico.


GALASSIA 111, 1 febbraio 1970: Robert A. Heinlein: STARMAN JONES

Robert Heinlein, con una carriera letteraria iniziata nel 1939 e proseguita sino alla metà degli Ottanta (è scomparso nel 1988), è stato uno degli autori fondamentali della fantascienza americana. Starman Jones (1953) è uno dei suoi juveniles, cioè "romanzi per giovani adulti" per usare una definizione oggi in voga, pieno di colpi di scena, di ritmo, e di intelligenza narrativa. La copertina è di Ferruccio Alessandri.


GALASSIA 139, 1 aprile 1971: Frank Herbert: GLI OCCHI DI HEISENBERG

La fama acquisita da Herbert col ciclo di Dune, iniziato nel 1965 col romanzo omonimo e proseguito in una lunga serie di volumi, ha immeritatamente oscurato il resto della sua produzione, fertilissima di idee e di audaci estrapolazioni. Ne è ottimo esempio questo The Eyes of Heisenberg (1965), una storia di perfetta attualità, imperniata com'è sul tema dell'ingegneria genetica.


GALASSIA 143, 1 giugno 1971: Samuel R. Delany: BABEL-17

Samuel Delany, uno dei pochi autori di colore della fantascienza americana, è stato scoperto in Italia da "Galassia". Babel-17 è uno dei suoi romanzi più innovativi e potenti: imperniato sui temi del linguaggio e della linguistica, scava a fondo nei rapporti tra la percezione della realtà e il tipo di lingua e di strutture di pensiero che le creature senzienti usano per esprimerla.


GALASSIA 148, 15 agosto 1971: Roger Zelazny: SIGNORE DEI SOGNI

Anche Roger Zelazny, impeccabile stilista e rinnovatore della fantascienza americana, è stato tra i fiori all'occhiello della collana piacentina. Signore dei sogni è una preveggente anticipazione della realtà virtuale, narrata attraverso la tragica odissea di uno psicoterapeuta del futuro che finirà col perdersi nel mondo immaginario di una sua paziente. Un romanzo che rielabora in chiave fantastica le tesi dell'esistenzialismo.


Galassia 150, 15 settembre 1971: Piero Prosperi: AUTOCRISI

Architetto aretino, Piero Prosperi è stato uno degli enfant prodige della fantascienza italiana: ha cominciato a pubblicare giovanissimo su riviste e antologie professionali, e scrive ancora oggi con successo. Autocrisi, che nel 1972 vinse il premio come miglior romanzo italiano, tratta un tema a lui molto caro: il ruolo e l'importanza dell'automobile nella società moderna.


GALASSIA 152, 15 ottobre 1971: Philip K. Dick: IL CACCIATORE DI ANDROIDI

Prima edizione italiana del romanzo che ha dato il via all'enorme fortuna postuma di Dick, morto nel 1982. Si tratta infatti di Do Androids Dream of Electric Sheep? (1968), dal quale Ridley Scott trasse nel 1982 il celeberrimo film Blade Runner. Il romanzo è stato ristampato negli anni varie volte in Italia, con diversi titoli. All'epoca, Dick era un autore noto solo tra la cerchia degli appassionati di fantascienza.


GALASSIA 170, 15 luglio 1972: Thomas M. Disch: THOMAS L'INCREDULO

Thomas Disch, che negli ultimi anni ha preferito dedicarsi principalmente alla stesura di romanzi horror, è stato uno dei maestri della nuova fantascienza nei Settanta con romanzi come Campo Archimede (apparso su "Galassia") e con antologie come questa, compilata appositamente per l'Italia: sette fulgide storie di malinconia e spaesamento, da La gabbia dello scoiattolo a Casablanca a Piuma dalle ali di un angelo.


GALASSIA 231, 1 marzo 1978: Harlan Ellison: SE IL CIELO BRUCIA

From the Land of Fear (1967) è una delle rarissime antologie di Harlan Ellison tradotte in Italia: tre in tutto a oggi. Ex enfant terrible della fantascienza, uno dei pochi autori specializzati che siano riusciti a imporsi coi racconti disdegnando i romanzi, grande funambolo della lingua e straordinario artefice di invenzioni fantastiche, Ellison non ama coltivare buoni rapporti con gli editori italiani. Ed è un vero peccato.


GALASSIA 237, settembre 1979: David G. Compton: E SCESE LA MORTE

L'ultimo numero di "Galassia" ha un titolo stranamente preveggente... Peraltro del tutto giustificato dalla trama del romanzo, che narra di un complotto per eliminare il problema della sovrappopolazione ricorrendo a un'arma biologica. Compton è un autore inglese di notevoli capacità stilistiche, molto attento alle psicologie dei personaggi. E' stato pubblicato più volte da "Galassia".


BIGALASSIA 15, 1 febbraio 1973: Autori Vari: DESTINAZIONE UOMO - AMORE A QUATTRO DIMENSIONI

"Bigalassia", uscita per quarantacinque numeri tra il 1971 e il 1979, non è una collana di testi originali: i fascicoli invenduti di "Galassia" venivano assemblati a due a due, ricopertinati, e riproposti in edicola. Una strategia di riciclo sfruttata più volte dall'editoria di fantascienza. Questo numero contiene le prime due antologie di autori italiani curate da Vittorio Curtoni, Gianfranco de Turris e Gianni Montanari, apparse per la prima volta rispettivamente nel 1970 e 1971.

Le copertine sono tratte dal Catalogo di Ernesto Vegetti.


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