X-Men - L'uomo senza ombra - Titan A.E. - Final Destination - Zora la vampira
X-MEN
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Titolo X Men
Titolo originale X men
Produzione US, 2000
Regia Bryan Singer
Sceneggiatura David Hayter
Cast Patrick Stewart, Hugh Jackman, Ian McKellen, Halle Berry, Famke Janssen
Distribuzione Twentieth Century Fox
Durata 104 minuti
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    ottimo |
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Non c'è da stupirsi se
X-Men è in qualche maniera il miglior film ispirato ai supereroi capace di battersela forse solo con i
Batman dark di Tim Burton. Il lavoro di interazione tra il team creativo guidato dal produttore Tom De Santo e dal regista Bryan Singer e i milioni di fans tramite i fan club ha dato buoni frutti. Portata all'osso (la saga di
X-Men ha troppi personaggi per mostrarli tutti in un film) la storia si concentra sul difficile rapporto tra il Professor X e Magneto. Entrambi mutanti, entrambi terrorizzati dall'idiosincrasia degli uomini nei confronti di coloro i quali hanno subito le mutazioni genetiche, amici da anni, si sentono lontani nel trovare soluzioni per il loro futuro rapporto con l'umanità. Xavier è un assertore del dialogo. L'altro - avendo subito come ebreo l'Olocausto - non ripone fiducia negli uomini e sgomento dalla loro capacità di annientamento dei nemici, vuole scatenare una guerra contro di loro. Ma sulla sua strada ci sono gli
X-Men, un gruppo di giovani dai superpoteri guidati dal professor X. Il film parte dall'integrazione nel gruppo di Rogue e Wolverine e tra effetti speciali estremamente convincenti e una storia dal buon ritmo (la regia è tutto insieme al carisma e al fascino degli attori) Bryan Singer ha il grandissimo merito di avere realizzato un film non retorico e interessante sui supereroi. Una pellicola resa assai originale dal fatto che X e Magneto non sono nemici, né si odiano. Sono solo persone costrette a combattersi per le loro idee estremamente diverse. Entrambi vittime dell'odio e del razzismo degli uomini, reagiscono in maniera diversa.
X-Men è davvero un buon film. Un cartone animato sul grande schermo che senza esagerazioni e smagliature piace, diverte ed interessa. Lanciando in più un messaggio di tolleranza e di antirazzismo a tutti gli spettatori: la diversità è la ricchezza e non bisogna avere paura, né odiare ciò che non si conosce e non si capisce.
L'UOMO SENZA OMBRA
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Titolo L'uomo senza ombra
Titolo originale Hollow Man
Produzione USA, 2000
Regia Paul Verhoven
Sceneggiatura Andrew W. Marlowe
Cast Kevin Bacon, Elisabeth Shue
Distribuzione Columbia Tristar Pictures
Durata 114' minuti
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   buono |
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Animato dalla regia pruriginosa di Paul Verhoven,
L'uomo senza ombra unisce un tema caro alla fantascienza, alle suggestioni del gentil sesso, con attrici procaci e attraenti che finiscono per diventare più che un oggetto di attenzione per la mente ammalata di un brillante scienziato. Il dottor Sebastian Caine, infatti, guida un progetto segretissimo del Pentagono che studia per fini militari la possibilità di rendere invisibile le persone per un breve periodo per poi riportarle alla visibilità. Quando il progetto sta per essere concluso con successo sugli animali, Caine decide di sperimentare su di sé il siero, ma gli effetti non sono quelli desiderati. L'invisibilità è facile da ottenere in maniera stabile. Quello che non funziona, invece, è il procedimento per tornare indietro. Ora, e prendiamole come pulsioni di una mente crollata sotto lo stress di diventare una sorta di cavia (la tematica animalista nel film è fortunatamente molto forte) tutto quello che lo studioso sembrerebbe volere è quello di andare a fare il mandrillo in giro. Con l'ex compagna fidanzatasi ad un suo collaboratore, con la vicina di casa (stupenda, altro che ragazza della porta accanto...) e perfino con le sue collaboratrici che fino a qualche tempo prima non degnava di alcuna attenzione. Ora, il dubbio è lecito: servivano tanti soldi spesi per dare ad un uomo l'alibi per la mano morta e farla franca? Tanti maschi fanno i 'porconi' in giro nella piena visibilità, quindi - con la tematica antimilitarista tenuta a debita distanza - l'aspetto erotico e sexy della questione sembra prendere così poco spiegabilmente e immediatamente il sopravvento. Il resto è un
deja vu di cui cambia solo la modalità finale. Lo scienziato impazzisce e sono guai per tutti.
L'uomo senza ombra è un film supportato da degli effetti speciali straordinari mescolati ad una sensualità persistente che Verhoven governa nei limiti dei divieti. Complice la sempre bellissima Elisabeth Shue e le altre pupe del film che alleggeriscono con la loro avvenenza un film divertente e - a tratti - anche molto spaventoso.
TITAN A.E.
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Titolo Titan A.E.
Titolo originale Titan A.E.
Produzione USA, 2000
Regia Gary Goldman & Don Bluth
Sceneggiatura Ben Edlund e John August e Joss Whedon
Cast Animazione
Distribuzione Twentieth Century Fox
Durata 96 minuti
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 mediocre |
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Dopo
Anastasia e
Fievel Don Bluth decide - sbagliando - di cimentarsi con le saghe spaziali ambientate in un futuro così lontano (3128) ed eppure troppo vicino. La fantascienza alle spalle di questa pellicola che descrive la distruzione della Terra ad opera di un gruppo di alieni e la conseguente emarginazione del genere umano, è figlia di un lavoro di rappezzamento di tanti (troppi) film di ben altro spessore. Film d'animazione inferiore come emozione anche al peggiore episodio di Capitan Harlock o di Star Blazers,
Titan A.E. prende nome dall'astronave nascosta dal padre del protagonista. L'unica che potrebbe garantire la salvezza del genere umano dalle prepotenze e dalla derisione delle altre razze. Ma
Titan A.E. alla fine sembra solo un brutto film copiato e anche malamente da altre pellicole. E non importa quanto le animazioni siano innovative. Una storia tanto scura e tanto facile, ma non può essere risollevata nel suo aspetto formale...
FINAL DESTINATION
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Titolo Final destination
Titolo originale Final destination
Produzione USA, 2000
Regia James Wong
Sceneggiatura Jeffrey Reddick & Glen Morgan
Cast Devon Sawa, Ali Larter, Kerr Smith- Kristen Cloke
Distribuzione Nexo
Durata 90 minuti
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 mediocre |
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Vagamente spaventoso e decisamente incongruente,
Final destination racconta la storia di un gruppo di liceali americani che scampati grazie ad una strana premonizione ad un disastro aereo, vengono perseguitati dalla morte che vuole riparare all'errore di esserli lasciati sfuggire la prima volta. Il problema è che - come spesso capita quando si vuole razionalizzare al massimo uno dei grandi enigmi dell'esistenza - attribuendo alla morte una coscienza meccanica, il terrore si trasforma lentamente in ridicolo. Soprattutto, perché non si capisce come e perché la nera signora si sia lasciata scappare la prima volta questi ragazzetti nemmeno troppo simpatici. Senza poesia, senza gli ingredienti sexy e i riferimenti cinematografici che hanno fatto la fortuna di Wes Craven,
Final destination tratta la morte, come un artificio meccanico su cui formulare ipotesi azzardate, rivelatesi - udite, udite - probabilmente sbagliate in un finale tirato per i capelli. Un film mediocre che nonostante i toni enfatici, è afflitto da una trama troppo esile, che si scontra inesorabilmente con una realtà quotidiana per tutti noi molto più spaventosa della mera finzione cinematografica.
ZORA LA VAMPIRA
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Titolo Zora la vampira
Titolo originale Zora la vampira
Produzione Italia, 2000
Regia Manetti Bros.
Sceneggiatura Manetti Bros.
Cast Toni Bertorelli, Michela Ramazzotti
Distribuzione Cecchi Gori
Durata 90 minuti
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  discreto |
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Rappato e pieno di un buon senso dell'umorismo
Zora la vampira è un film intelligente che soffre della mancanza di mezzi e della mediocrità degli attori con cui è stato realizzato. A parte tre nomi da ricordare nel cuore: il grande Toni Bertorelli in un Dracula
retrò dalle profonde influenze cinematografiche, un'affascinante Michela Ramazzotti,
sexy e tagliente, uno straordinario Carlo Verdone che sembra uscito da un film americano. Ma le idee e questi tre bravi attori non bastano a raccontare la divertente storia di un principe delle tenebre ridotto al rango di extracomunitario qualsiasi, vittima dell'inflazione e della mancanza di passaporto, mentre brancola nella desolante periferia romana abitata da coatti e musicisti "in erba" (non nel senso di prato o di principianti...) che fondano la propria cultura sui
B movies. Tormentato da una regia discontinua,
Zora la vampira purtroppo non osa di più nel suo sperimentalismo, scivolando in una pellicola troppo simile a tante già viste, senza emularne né il talento, né lo stile visionario.