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di Silvio Sosio

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interviste

Roberto Genovesi autore multimediale


Urania propone questo mese un nuovo romanzo italiano: è Inferi On Net, un intrigante e inquietante storia che porta un terrore diabolico nel mondo virtuale della rete. L'autore è Roberto Genovesi, giornalista, scrittore, sceneggiatore di fumetti e di rpg, nonché da alcuni mesi collaboratore di Delos. Abbiamo fatto quattro chiacchere per aiutare i nostri lettori ha conoscerlo meglio e per sapere di più sul suo nuovo romanzo.

Delos: Roberto, tu sei nel campo della fantascienza almeno da una ventina d'anni, e te ne sei occupato nei settori più svariati, dalla letteratura al fumetto, dai videogiochi al cinema. E' probabile quindi che anche chi ti conosce possa avere un quadro parziale del personaggio che sei... che ne diresti di raccontarti un pochino ai nostri lettori?

Roberto Genovesi: Ho iniziato a leggere fantascienza fin dall'età di sei anni. Mio padre era un grande appassionato e un collezionista di Urania e delle collane della Libra. Da allora non ho più smesso di interessarmi a questo genere letterario. Prima solo come fruitore e poi anche come professionista attraverso articoli, saggi, racconti e poi ancora creando videogiochi, giochi di ruolo e fumetti. Ho creato per la Comic Art il personaggio di Rivan Ryan, il terrorista dell'Ira del futuro e ho realizzato per Stratelibri il gdr di Nathan Never. Come gamedesigner ho realizzato i videogiochi di Nathan Never, Mandrake, Flash Gordon, L'Eternauta e Yellow Kid. Ho vinto due volte il Premio Italia e una volta il Premio Lucini per il giornalismo che è poi l'attività principale della mia vita. Alla compagnia delle persone, quando non ne valga davvero la pena, spesso preferisco quella dei libri, dei dvd e del computer. Ho due gemelli di sei anni, Carlo e Maddalena, con i quali passo tutto il tempo che non dedico a scrivere. Non sono proprio quello che si possa definire ''un personaggio''. Il mio profilo credo che ricalchi quello della gran parte degli appassionati di fantascienza. Nulla di più e nulla di meno.

Delos: E' molto tempo che scrivi, ma questo è il tuo primo romanzo: fino ad oggi di tuo erano usciti soltanto racconti. Una domanda personale: come fa uno come te, che lavora, scrive mille cose in mille posti diversi - incluse due rubriche su Delos - a trovare anche il tempo per scrivere un romanzo?

Roberto Genovesi: Considero scrivere e parlare di fantascienza un modo per rilassarmi. Passo tutta la giornata in redazione a scrivere di borsa, politica estera, omicidi, alluvioni, ecc. Quando la sera torno a casa mi immergo nel mio universo fantastico. Quando tutti sono a letto, visto che non dormo moltissimo, mi metto a scrivere. Inferi On Net è comunque il primo romanzo per Mondatori. In precedenza ho pubblicato già Nel Solstizio del Tempo per Keltia Editrice firmato a quattro mani con Errico Passaro. Dovrei ritenermi in qualche modo soddisfatto ma penso sempre di fare tutto troppo tardi rispetto alla mia immaginaria, schizofrenica tabella di marcia. Ho fretta, una dannata fretta ma non riesco ancora a capire perché. E forse scrivo di altre vite, immaginarie e fantastiche, solo perché quella che porto avanti quotidianamente a ritmo magari fin troppo serrato non mi basta e non mi basterà mai. Così come tutte le risposte che da essa riuscirò ad ottenere.

Delos: Il titolo del romanzo lascia presagire una strana commistione di horror, fantascienza e informatica...

Roberto Genovesi: Una commistione strana ma spero anche vincente. Inferi On Net è soprattutto un romanzo di fantascienza perché l'obiettivo è stato fin dall'inizio quello di delineare un quadro speculativo sugli sviluppi futuri della rete in rapporto all'aspetto trascendente della vita dell'uomo. Mi sono domandato che fine farebbe il Diavolo se un giorno il genere umano decidesse di trasferire gran parte dei suoi principali interessi in un universo virtuale privo di sensazioni fisiche, di dolore, di fatica. Dove tutto è permesso, dove tutto ma proprio tutto è acquistabile e non più frutto di un percorso migliorativo.

Delos: In un certo senso il tuo romanzo può essere inserito nel filone millenaristico, quello dei romanzi/film sull'avvento dell'Apocalisse che sono usciti a sacchi l'anno scorso. A prima vista potrebbe sembrare che tu sia arrivato in ritardo, ma, in effetti, il millennio finisce solo fra tre mesi, anche se molti credono di essere già in quello nuovo.

Roberto Genovesi: Proprio per quello che ho spiegato prima, credo che Inferi On Net non abbia nulla a che vedere con quel genere di film o romanzi a cui hai fatto riferimento. A parte il fatto che il progetto del romanzo è stato discusso con Giuseppe Lippi ben tre anni fa. Diciamo che in comune c'è solo il diavolo ma per il resto si tratta di uno scenario con presupposti e sviluppi completamente diversi. Nel mio romanzo il diavolo non ha alcuna intenzione di invadere la Terra in senso lato. Per continuare a catturare le anime degli esseri umani si sposta semplicemente su un nuovo terreno: quello dell'universo virtuale della rete dove anche le regole del gioco sono diverse e, forse, più suggestive. Da questi presupposti nasce l'idea degli esorcisti del web, che sono poi i veri protagonisti del romanzo. Si tratta di esorcisti che hanno affiancato all'acqua santa e alle preghiere anche strumenti informatici e di altissima tecnologia, che si calano in rete perfino con la loro proiezione fisica e che combattono i demoni a suon di virus purificatori. E' questa la reale novità del romanzo e non tanto il discorso dell'Apocalisse o di Internet che diventa un secondo mondo di riserva per l'uomo. Due idee che, come tu giustamente dicevi, sono già state ampiamente trattate.

Delos: Al di là di interventi infernali, cosa pensi della rete? 1) un passo avanti nell'evoluzione umana, 2) la speranza di globalizzazione della cultura, 3) il pericolo di globalizzazione della cultura, 4) un mostro incontrollabile, 5) una cosa utile, 6) la rete la usi solo per andare a pesca.

Roberto Genovesi: Internet è in continua evoluzione anche se noi che ci navighiamo quotidianamente stentiamo ad accorgercene. All'inizio la rete serviva semplicemente per trasportare messaggi e cancellare le distanze; oggi serve per comunicare anche con suoni e immagini, per acquistare e vendere, per ''costruire'' realtà economiche con infrastrutture virtuali capaci di azzerare i costi di avviamento. Ma l'evoluzione di Internet non è finita. Anzi, credo che la rete, per come la concepiamo noi oggi, si stia avviando verso la bacheca dei reperti archeologici. L'uomo ha realizzato tantissime invenzioni interessanti che poi non ha saputo usare o che gli sono sfuggite di mano: la polvere da sparo, l'energia nucleare, ecc. Spero solo che Internet non faccia la stessa fine. La rete è forse l'ultimo baluardo della libertà intellettuale nel mondo avviato verso la globalizzazione dell'economia, ma soprattutto delle ideologie (non siamo diventati tutti improvvisamente anticomunisti e antifascisti, antisocialisti e antidemocristiani senza capire più a cosa siamo favorevoli?) attraverso il quale si possano inviare messaggi o inscenare proteste che altrimenti verrebbero ''filtrate''. Penso all'hacker che ha messo sotto scacco il sito dell'Opec per protestare contro il caro petrolio. Internet è una immensa strada libera dove tutto e tutti possono circolare. Purtroppo però non tutto quello che circola è sano ma per mettere un freno alla diffusione di messaggi e immagini insane bisognerebbe snaturare la rete creando limiti e divieti e questa è una contraddizione. Credo che i problemi della rete debbano essere risolti da chi in rete ci vive quotidianamente e non dalle autorità esterne. Trovo eccellente l'idea di un gruppo di hacker che ha deciso di sabotare scientificamente i siti dei pedofili. Forse la strada del futuro è proprio quella della autoregolamentazione e dell'autocontrollo.

Roberto Genovesi

Delos: Oltre che scrivere di fantascienza, nei ritagli di tempo dirigi alcune riviste dedicate ai videogiochi. Questa esperienza ha qualche influenza sul tuo modo di pensare le trame per la tua narrativa?

Roberto Genovesi: Quando scrivo un romanzo o un racconto sono più influenzato dalla mia passione per il cinema e i fumetti. Quando scrivo voglio che il lettore riesca anche a ''vedere'' la mia storia. So che le ultime generazioni di appassionati di fantascienza sono cresciute a suon di videoclip, spot pubblicitari, film, fumetti e videogiochi. Hanno un modo diverso, forse più evoluto di recepire informazioni, sicuramente più immediato. Quando scrivo, proprio perché faccio parte anch'io del mondo di creatori di fumetti e videogiochi, cerco di fare molta attenzione soprattutto allo stile -- che sia privo di fronzoli e di inutili passaggi che possano appesantire il testo -- e al ritmo. Una regola aurea per i registi di videoclip è quella per la quale un'inquadratura non può durare più di tre secondi altrimenti lo spettatore rischia di distrarsi. Questa regola, con le debite differenze, viene applicata sempre più spesso anche da chi realizza film o videogiochi e, in qualche modo, cerco di rispettarla anche io quando scrivo. Inferi On Net ha un ritmo crescente ma Giuseppe Lippi, in sede di editing finale mi fece notare che il ritmo delle ultime 70 pagine era talmente ''indiavolato'' che forse era il caso di trovare qualche piccolo aggiustamento per frenare la macchina.

Delos: Per farti un esempio, noi notiamo che molto spesso i racconti che arrivano in redazione o ai premi dei quali siamo giurati hanno trame che sembrano tratte da videogiochi, o si concludono con la scoperta finale che il personaggio stava vivendo in un videogioco. Fino a qualche anno fa era più sensibile l'influenza della TV o dei fumetti. Che ne pensi?

Roberto Genovesi: Probabilmente questi aspiranti scrittori di cui parliamo non hanno mai letto un libro o hanno visto solo il film di Pokemon. La loro cultura multimediale si ferma al monitor del computer di casa. Gli scrittori della mia generazione e parlo quindi di gente come Franco Forte, Franco Ricciardiello o Francesco Grasso, solo per citare i primi che mi vengono in mente, hanno avuto la fortuna di capitare in un momento storico in cui il cinema e i fumetti stavano lasciando una fetta del loro spazio ai videogiochi pur non scomparendo. Hanno quindi assorbito input da ogni direzione e, grazie a personali capacità, sono riusciti a filtrare il meglio da ognuna di queste esperienze per comunicare alla parola scritta quei parametri vincenti capaci di sollecitare anche le corde dei più giovani appassionati.

Delos: Prevedi di scrivere dei seguiti a questo romanzo? O, quanto meno, quali sono i progetti per il tuo futuro di scrittore?

Roberto Genovesi: A Natale la casa editrice Il Bosco e La Nave darà alle stampe una mia antologia personale che raccoglie la gran parte dei racconti -- alcuni anche inediti - scritti dall'inizio di quella carriera che tu hai definito ad inizio intervista ''ventennale'' (me la pagherai perché questa cosa mi sta facendo sentire vecchio anche se ho 'solo' 35 anni). Poi ho consegnato nei giorni scorsi a Giuseppe Lippi il soggetto e lo sviluppo per capitoli della seconda parte di Inferi On Net. Abbiamo lavorato benissimo insieme per Inferi On Net e Giuseppe ha curato lo sviluppo del romanzo con un'attenzione che va al di là dei normali compiti di un editor. Ma soprattutto ha dovuto sopportare me e questo è un compito ben più difficile che leggere ed editare un romanzo. L'esperienza di Inferi On Net, fatta di telefonate, messaggi e-mail, incontri ma anche di qualche litigata, credo che abbia rafforzato sia il nostro rapporto professionale che la nostra amicizia.

Ringraziamo Roberto per la sua disponibilità. Inferi On Net verrà presentato a Roma il 4 novembre alle 18 presso la Biblioteca Rispoli in piazza Grazioli 4 a cura delle Biblioteche di Roma e della Scuola Romana dei Fumetti. Parteciperanno scrittori, saggisti, giornalisti. In questo numero pubblichiamo anche un breve ma intrigante stralcio del romanzo.

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