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a cura di Marco Spagnoli

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Recensioni

Recensioni Film

IL 6° GIORNO - LE VERITA' NASCOSTE - BW2 - IL LIBRO SEGRETO DELLE STREGHE - L'ESORCISTA - EDIZIONE SPECIALE - LOST SOULS

Il 6° giorno

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Titolo Il 6° giorno

Titolo originale The Sixth Day

Produzione USA, 2000

Regia Roger Spottiswoode

Sceneggiatura Cormac Wibberley & Marianne Wibberley

Cast Arnold Schwarzenegger, Robert Duvall, Tony Goldwyn

Distribuzione Columbia Tristar

Durata 120' minuti

buono 
Dopo essersi scagliato nel suo ultimo film Giorni contati 'a mani nude' nientedimeno che contro Satana in persona, Arnold Schwarzenegger torna sul terreno più congeniale e perfino più credibile del cinema d'azione e di fantascienza. Diretto da Roger Spottiswoode, già autore di uno degli ultimi Bond (007 il domani non muore mai) Il sesto giorno è un film emozionante e divertente in cui 'Schwarzy' sembra tornare al passato, riprendendosi dalle molte legnosità dei film interpretati a cavallo del famoso intervento chirurgico. Ambientato in un futuro non troppo lontano, in cui è vietato fumare e clonare le persone (il binomio dà un senso anche di che tipo di società è quella immaginata nel futuro) e in cui l'unica deroga per l'ingegneria genetica è quella di potere clonare, invece, gli animali domestici, adeguandoli alle esigenze dei proprietari e quindi arrivando a renderli più piccoli, più grandi con i denti più o meno affilati e - perfino - intonati al colore della tappezzeria. Ovviamente in questo mondo dove i pagamenti si effettuano attivandoli con il pollice della mano e dove i frigoriferi dichiarano ad alta voce quello che manca e vengono comprati in rete dopo un'autorizzazione del padrone di casa, Arnold resta sempre il granitico di sempre, 'vecchia maniera', fumatore di sigari - ahimé - fuori legge e amante quantomeno focoso. Purtroppo, però, in qualche maniera viene coinvolto suo malgrado in un affare molto sporco e un brutto giorno scopre di essere stato clonato. Due Arnold allora lavoreranno contro una mini società di cloni clandestini che lottano per diventare liberi, infrangendo quella regola definita de Il sesto giorno (quello in cui Dio creò l'uomo) cercando di smascherare il giro illegale di clonazioni. Come in tutti i film di fantascienza, però, al di là dell'aspetto caratteristico dell'Action Movie quello che più piace è il dilemma etico legato al problema della clonazione. Un assaggio di filosofia infiocchettata e confezionata per un film hollywoodiano in grado, però, di porre degli interrogativi interessanti riguardo la possibilità di salvare la vita (dandogliene un'altra) ad un bambino malato in maniera terminale. Il sesto giorno ha molte lentezze e qualche incertezza stilistica, eppure è finalmente un film di fantascienza di qualità in cui Arnold Schwarzenegger torna ad un cinema spettacolare pieno di situazioni estremamente interessanti in cui l'ironia tipica legata al cinema dell'attore austriaco incontra in maniera adeguata le nuove istanze fantascientifiche legate alla bioingegneria. Del resto come lo stesso regista Spottiswoode ha fatto notare, se il secolo chiuso da poco è stato quello dell'atomo, quella che si sta aprendo è l'epoca dell'ingegneria molecolare e dell'etica legata allo stravolgimento delle leggi della natura. Anche se una certezza sola ci è rimasta. Arnold è ancora lui dopo tanto tempo e all'età di cinquantatré anni suonati.

Le verità nascoste

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Titolo Le verità nascoste

Titolo originale What lies beneath

Produzione USA, 2000

Regia Robert Zemeckis

Sceneggiatura Sarah Kernochan, Clark Gregg

Cast Harrison Ford, Michelle Pfeiffer, Diana Scarwid

Distribuzione Fox

Durata 129 minuti

ottimo 
Le verità nascoste è un grande omaggio - tributo al cinema della tensione di Alfred Hitchcock. Una pellicola intensa e piena di emozioni forti, dove tutti i meccanismi del brivido vengono innescati per fare saltare sulla sedia lo spettatore. E non è tanto la storia abbastanza inusuale a rendere spaventosa l'azione, quanto piuttosto una regia perfetta in cui Robert Zemeckis (Forrest Gump, Ritorno al futuro) non sbagliando nemmeno un'inquadratura, trascina il pubblico in un Luna Park del brivido assolutamente indimenticabile. Disseminando - come è giusto che sia - tante false tracce per depistare lo spettatore che per un po' presume ingiustamente di capire cosa stia succedendo alla tranquilla vita accademica di un noto studioso di genetica, la cui moglie crede di essere entrata in contatto con il fantasma della vicina trucidata - pensa - dal misterioso marito. In realtà il dramma che avvolge i protagonisti è molto più complesso e pieno di risvolti inquieti, tanto più che la pellicola è assolutamente esaltata dalla recitazione di una Michelle Pfeiffer in stato di grazia e - sicuramente - meritoria di un oscar per la sua alterazione continua di stati fisici e mentali. Da moglie dimessa del grande scienziato a mangiatrice di uomini estremamente sensuale, la Pfeiffer in un colpo solo riesce a cambiare volto ed espressione, trascinando con sé le paure e le pulsioni di un pubblico sempre più angosciato da una girandola di eventi apparentemente inspiegabili. E che eppure verranno spiegati, pur seguendo una morale molto americana (e in questo senso molto vicina al cinema di Hitchcock) in cui i cattivi verranno puniti, ma soprattutto l'adulterio verrà riscattato da un'inusuale solidarietà femminile. Harrison Ford, legnoso come al solito, viene coinvolto in un gioco di specchi semplicemente perfetto con una regia attenta a trasformare oggetti apparentemente semplici come vasche da bagno, cornici di fotografie e telefoni, in strumenti angoscianti al centro di un'azione terrorizzante che punta a spaventare lo spettatore con grande classe. Le verità nascoste è senza ombra di dubbio uno dei migliori thriller degli ultimi dieci anni dove la lezione del maestro non viene clonata come dal Gus Van Saint del remake di Psycho, ma digerita e sublimata in un film emozionante e unico proprio come aveva fatto (con stile ed esiti diversi) qualche tempo fa l'Atom Egoyan de Il viaggio di Felicia. Forse, Le verità nascoste non è un film in tema natalizio, ma siamo certi che farà un sacco di soldi. Non solo perché li merita, quanto - piuttosto - perché è uno dei pochissimi film veramente da vedere in questo Natale cinematografico scialbo più che mai.

BW2 - Il libro segreto delle streghe

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Titolo BW2 - Il libro segreto delle streghe

Titolo originale Blair Witch 2

Produzione USA, 2000

Regia oe Berlinger

Sceneggiatura Daniel Myrick & Eduardo Sánchez, Dick Beebe & Joe Berlinger

Cast Tristen Skyler, Jeffrey Donovan, Erica Lehrsen

Distribuzione Filmauro

Durata 90 minuti

discreto 
Meglio di così non poteva venire. Questa è davvero una certezza, con l'unico distinguo derivato dal fatto che se ci fossero stati degli altri attori maschi migliori le cose - probabilmente - sarebbero andate un po' meglio. Non basta Tristine Skyler (notevole la sua partecipazione nel doppio ruolo di fidanzata gentile e di strega direttrice del Sabba) a salvare la situazione di una pellicola dove tutto è affidato al talento di Joe Berlinger, un regista di documentari che usa i 32 millimetri come se fossero una macchina da presa a mano. Blair Witch 2 - Il libro segreto delle streghe non è un sequel di un film, quanto piuttosto di un fenomeno collettivo che tra Internet e sale cinematografiche ha conquistato mezzo mondo. Cinque ragazzi che vogliono seguire le orme dei loro eroi cinematografici, vivono una strana esperienza con cinque ore di buco. Un'amnesia spazio - temporale documentata dalle loro videocamere. Un incontro imprevedibile con il Male e con quella che si rivela per essere non solo una leggenda. Ed è questa ossessione per il documentario fotografico, queste accelerazioni narrative finalizzate a contestualizzare il mito in un ambito visivo e narrativo legato alle macchine da presa a legare questo seguito spurio al suo illustre predecessore . BW2 è un film che nasce sulla terra di confine tra la necessità di dare un seguito commerciale ad una storia e un'idea innovativa. Trasportare l'azione dal campo sperimentale a quello dell'horror classico. "Siamo tutti vergini" dichiara uno dei protagonisti della storia, quasi a ricordare il cinema dei Roger Corman dove sono gli innocenti le vittime predestinate dell'azione. BW2 per certi versi potrà sembrare un B - movie nato solo per clonare il successo del suo predecessore e sfruttarlo il più possibile in termini commerciali. In realtà questa pellicola è uno sforzo complesso per 'normalizzare' un esperimento spontaneo e riportarlo nei binari (tranquilli?) del cinema del terrore classico. Il risultato? Poco più che mediocre, ma come poteva essere diversamente quando l'aspettativa non risolta nel primo film ha pesato ancora così tanto sul secondo? Forse la risposta vera è che non si doveva tentare, ma adesso che c'è l'importante resta goderselo per quanto è possibile.

L'esorcista - edizione speciale

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Titolo L'esorcista - edizione speciale

Titolo originale The Exorcist

Produzione USA, 1973

Regia William Friedkin

Sceneggiatura William Peter Blatty

Cast Ellen Burstyn, Max von Sydow, Lee J. Cobb, Kitty Winn, Jack MacGowran, Jason Miller (I), Linda Blair, Reverend William O'Malley, Barton Heyman

Distribuzione

Durata 131' minuti

ottimo 
Dopo ventisette anni, in un altro dicembre, L'esorcista è campione di incassi in Italia. E non è difficile intuire perché. Pochi film hanno, infatti, terrorizzato il pubblico come L'esorcista di William Friedkin, il film che nel 1973 a poche settimane dalla sua uscita si piazzò come il più grande successo commerciale della storia del cinema, preceduto soltanto da Via col vento e Il padrino. Una pellicola che molti hanno tentato di emulare, funestata da due pessimi e ridicoli sequel (uno addirittura con Richard Burton come protagonista) e che adesso potrà essere superata soltanto da questa nuova versione integrale e restaurata. Ispirato dal romanzo di William Peter Blatty il film con protagonista Linda Blair, Ellen Burstyn, Max Von Sydow e Jason Miller fu girato da Friedkin sulla traccia dell'esorcismo di un ragazzo di quattordici avvenuto nel 1949 in Maryland. Un evento di cui Blatty venne a conoscenza mentre studiava all'università di Georgetown e cui si avvicinò nel 1967 per scriverne la storia. Nominato a dieci premi oscar, L'esorcista vinse soltanto due per la migliore sceneggiatura non originale e per il suono. Adesso il film ritorna nelle sale nella versione in cui il regista e il romanziere avevano sempre creduto sin dall'inizio e che - con il materiale aggiunto e restaurato - non solo approfondisce l'aspetto spirituale della storia, ma propone ancora un'altra serie di momenti terrificanti. "C'è voluto un quarto di secolo perché riuscissi finalmente a capire gli intenti di Blatty.' Dice Friedkin "e soprattutto c'è voluto tutto questo tempo perché arrivassi ad essere d'accordo con lui." William Blatty spiega, invece, qual è il senso di questa nuova terrificante versione del film: "Ritengo che tutti noi abbiamo imparato molto riguardo il Bene e il Male guardando questo film. Se da un punto di vista visivo è come una lunga corsa sulle montagne russe, sotto un altro aspetto più profondo e inconscio ti viene detto che nell'Universo esistono forze spirituali attive e presenti nella nostra vita. Alcune sono simpatiche, altre sono terribili. In fondo ti viene detto anche esiste un Dio in cui credere..." Sono undici i minuti aggiunti a questa nuova versione del film e tagliati in quella originale tra cui la scena più famosa chiamata La camminata del ragno in cui la protagonista Linda Blair che nel film ha il nome di Regan scende le scale muovendo le braccia proprio come fanno i ragni. Una sequenza spaventosa che Friedkin tagliò nella versione uscita nelle sale americane nel Natale del 1973 considerandola "troppo" per una pellicola che aveva raggiunto una tensione già molto elevata. Il budget previsto per quattro milioni e mezzo di dollari arrivò a circa dodici con il film girato a New York in un teatro di posa a venti sotto zero per consentire il maggiore realismo possibile. Sebbene il famoso compositore dei temi musicali di Mission Impossible Lalo Schifrin fu contattato in un primo tempo per la colonna sonora, Friedkin decise di dare, invece, una possibilità al giovane musicista Mike Oldfield che per il film scrisse la suite intitolata Tubular Bells. Adesso questa nuova versione restaurata e digitalizzata arriva nei cinema per spaventare ancora una volta e con lo scopo non troppo nascosto di rinverdire gli straordinari incassi di quasi trenta anni fa che in America in meno di un mese di programmazione ha già incassato oltre cento miliardi di lire.

Lost souls

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Titolo Lost souls

Titolo originale Lost souls

Produzione USA, 2000

Regia Janusz Kaminski

Sceneggiatura Pierce Gardner

Cast Winona Ryder, Ben Chaplin, Philip Baker Hall, John Hurt

Distribuzione Nexus

Durata 97' minuti

ottimo 
Quando il cinema rinventa se stesso, i risultati non sono mai così scontati. Nel bene o nel male c'è sempre qualcosa di imprevedibile e - se il film - è davvero buono, ecco allora che arriva la sorpresa. Questo è il caso di Lost souls che nonostante l'essere un'ennesima variazione sul tema di Satana che si incarna in un uomo e la presenza non certo invitante di Winona Ryder reduce dal devastante Autumn in New York è decisamente un film sorprendente e di grande qualità. Gran parte del merito va a Janusz Kaminski, regista esordiente e direttore della fotografia degli ultimi film di Spielberg come Amistad e Salvate il soldato Ryan. Il colore desaturato, le atmosfere angoscianti e - soprattutto - l'utilizzo della macchina da presa trasformano Lost souls in un film straordinario, molto, ma molto vicino agli esiti fatali de L'esorcista di William Friedkin. La storia, forse, può non presentare nulla di nuovo o quasi rispetto anche film recenti come Giorni contati, L'avvocato del diavolo, Stigmate e la stessa edizione restaurata del film con Max Von Sydow. Kaminski è quindi il cineasta in grado di fare la famosa differenza, tessendo e tirando le fila di una storia con un gioco sottile in grado di innescare tutti i meccanismi della paura. Forse la trama potrà sembrare facile e perfino a tratti banale, ma la sua messa in opera inchioda in molti momento lo spettatore in una rete sottile di terrore perché (proprio come nei classici quali Poltergeist, Shining e L'esorcista) è attraverso situazioni solo in apparenza normali e semplici che viene costruita una storia drammaturgicamente e cinematograficamente spaventosa con una Winona Ryder trasformata e adattissima al suo ruolo, con un Ben Chaplin credibile e con tutta una serie di comprimari scelti attraverso un casting assolutamente perfetto. Lost souls è la vera risposta alla domanda all'inizio di questa critica. Se c'è un regista che ha una visione e un'idea, il cinema può trasformarsi, sorprenderci e riportarci ad emozioni che credevamo sopite dalla normalizzazione di un horror modficato attraverso i geni 'malefici' del marketing a tutti i costi con ragazze dalle taglie forti di reggiseno e dal cervello fragile.

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