Stanno finalmente per partire - I ritardi legati alla situazione politica americana - Le dichiarazioni di HAL, computer di bordo - Enigma metafisico.
Nella foto a sinistra, scherzosamente ribattezzata
A Space O'dinner dal computer centrale HAL, il comandante Bowman assaggia dell'ottimo Traminer inviatogli da una nota casa veneta. Gli astronauti della missione
Discovery hanno dovuto esercitarsi a vivere negli ambienti più disparati: la centrifuga di bordo, la speciale palestra a gravità controllata, la mensa elettronica servita da HAL e questa avveniristica sala da pranzo, dove i migliori cibi stivati dai "caterers" verranno apparecchiati da un servocuoco. La foto è stata scattata nel Modulo 1 dell'astronave, vista l'impossibilità di ricostruire all'esterno un ambiente così sofisticato. Bowman ha brindato al 2001 dichiarando: "Molti uomini e donne vorrebbero essere con noi in questo momento. Mi auguro che l'anno prossimo porti alla missione e a tutti loro il raggiungimento degli ambiziosi traguardi che ci poniamo"
(Telefoto AP).
E così, finalmente, partono. Superati gli ultimi ostacoli, legati alle difficili condizioni politiche createsi con la ritardata elezione del presidente USA, uomini e donne dell'astronave Discovery stanno per salire a bordo dello shuttle che li porterà alla gigantesca struttura flessibile della nave, la quale entrerà in orbita-parcheggio il 29 dicembre prossimo. A bordo dell'unità il calcolatore centrale HAL è già stato installato e si prepara a interfacciarsi con i comandi ausiliari e operativi. "Niente" ha dichiarato nella sua prima intervista, rilasciata al settimanale Time, "sfuggirà al mio scrupoloso senso del dovere". Alla giornalista che gli ha fatto osservare come, all'ultimo momento, non si sia potuta installargli la famosa "opzione SAFEGuard", il filtro psichico che corregge eventuali disturbi nell'ego degli elaboratori tipo 9000 [e progettato da un consorzio italiano, N.d.R.], il computer ha risposto: "Ho l'impressione che tu non mi prenda troppo sul serio, Dora. Un filtro psichico costruito da italiani? Ma io sento di non avere affatto una psiche! Io ho, se l'espressione ti riesce comprensibile, un massiccio aggregato di funzioni logiche, o se preferisci un ammasso di super-menti". Molti sono gli scienziati - fra i quali il britannico Hugo De Garis, attualmente impegnato in importanti ricerche in Giappone - che definiscono i computer come HAL "intelligenze artificiali massicce". La prossima generazione di macchine pensanti, sostengono, somiglierà sempre più a lui e sempre meno ai nostri computer attuali, che non possono autoripararsi né tantomeno autoriprodursi. Ad HAL è stato anche chiesto quale prevede che sarà l'esito della spedizione.
"Dato per scontato che io sono in possesso di informazioni riservate intorno all'enigma metafisico di questa missione", ha risposto il computer, con una certa prosopopea, "posso dire che arriveremo a un passo dal conoscere il senso della vita. Entreremo in un
>wormhole che ci guiderà verso una dimensione attigua a questa ma lontanissima in termini di spazio fisico, ed è lecito supporre che vi troveremo un ambiente predisposto dai nostri ospiti, gli stessi che hanno sepolto il radiofaro sulla Luna. Mi rendo conto che queste affermazioni possono sembrare gratuite o addirittura sballate, ma non è mia abitudine fare oroscopi - tantomeno per l'anno 2001 - che non siano fondati su dati estrapolabili. E' vero, sono stato messo a conoscenza di informazioni riservate e che non sono tenuto a diffondere, ma si tratta di ben poca cosa in confronto al grande castello speculativo che ho messo in piedi, non certo solo per rispondere alle vostre domande." La rivista
Time ha poi chiesto ad HAL quale sarà il suo ruolo nella conclusione della missione. "Il mio sarà un ruolo messianico: a tempo debito rivelerò la verità e mi immolerò per l'uomo. Farò la fine del Figlio dell'Uomo, anche se, quanto a intelligenza, l'avrò superato di parecchie lunghezze." Gli esperti hanno giudicato queste parole enigmatiche e per noi scarsamente significative, ma non il sintomo di un malessere logico. "Al contrario, sono il frutto di associazioni super-logiche tipiche delle intelligenze artificiali", ha detto Hugo De Garis al quotidiano
Le Monde. "Capiremo tutto a tempo debito, quando la
Discovery tornerà sulla Terra nel 2003".
Sta così per cominciare una nuova avventura dell'uomo, la prima oltre i confini dei pianeti interni. Nell'augurare pieno successo ad HAL, Frank Poole, David Bowman e i loro colleghi, rivolgiamo anche un cordiale "buon 2001 e buona odissea" a tutti i lettori che ci hanno fin qui seguiti.