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SPECIALE EQUIZZI |
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| Mariano Equizzi (foto: Alessandro Ruggeri) |
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Si è svolta nel mese di gennaio la terza edizione del Future Film Festival, il festival dedicato alle nuove tecnologie del cinema d'animazione. Sabato 20 gennaio il festival di Bologna ha dedicato un'intera serata a Mariano Equizzi, dopo la presentazione di Valerio Evangelisti sono stati proiettati alcuni lavori del gruppo di Equizzi: il documentario sull'opera di Karel Thole, l'episodio zero della nuova seria
New Order,
AgentZ,
Giubilaeum,
Scan e un clip tratto da
Syrena. Di particolare rilievo è il documentario dedicato a Karel Thole, un omaggio a un grande artista che ha letteralmente costruito il nostro immaginario. E' stato possibile realizzare quest'opera solo grazie agli eredi dell'artista, che hanno dato l'autorizzazione a girare il documentario, al lavoro di Ernesto Vegetti che ha selezionato le tavole da inserire, e alla collaborazione di Piergiorgio Nicolazzini.
Delos: Cosa hai visto al Future Film Festival?
Mariano Equizzi: Ho sopratutto partecipato alle conferenze con gli operatori di effetti speciali, in questo ambito Francesco Grisi della BUF compagnie mi è sembrato il più interessante.
Gli effetti speciali devono essere sopratutto una manifestazione dell'immaginazione, non semplicemente il frutto di ricerche accademiche.
 |  | Thole e Interact |
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di Dario Scavelli
La finalizzazione dell'opera di Mariano Equizzi su Thole è stata possibile grazie a Interact, la quale, ci riferisce Dario Scavelli, si è "fatta carico del processo produttivo noto come finalizzazione audio/video, ovvero trasposizione del progetto elaborato in After Effect nel DV o Beta".
Abbiamo sentito la Redazione di Interact per sapere di più di questa collaborazione.
Delos: Quale è la filosofia di Interact?
Interact: Interact è un progetto di comunicazione dai confini imprevedibili in
continua evoluzione.
Interact predilige proposte ispirate dall'innovazione e dal desiderio di esplorazione estrema del Cyberspazio, presta la propria rigorosa struttura tecnologica a sostegno di iniziative culturali avvincenti, non temendo di confrontarsi con i rischi conseguenti all'esposizione di linguaggi ancora poco frequentati.
La sua risorsa principale è la passione per la contaminazione e la manipolazione di poetiche e visioni da ricombinare in effetti proporzionati all'ottica Web.
Interact è un organismo diretto a smaterializzare la creatività umana e tradurla con fedeltà ed enfasi nello spazio virtuale.
Delos: Come e perché nasce la collaborazione con Mariano Equizzi?
Interact: Mentalità che si intendono a prima vista, entrambi dotate della prontezza di cogliere un sodalizio in cui si fondono e si amplificano da una parte il talento riconosciuto e irrequieto e dall'altra un ambiente ideativo ospitale ed emozionalmente coinvolto fino al midollo.
Interact: www.interact.it
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Delos: Hai trovato qualche cosa di radicalmente diverso rispetto a due o tre anni fa?
Equizzi: Non ho partecipato negli anni scorsi, ma credo che pian piano si stia trasformando in un Film Festival propriamente detto (l'assegnazione dei Gold Pixel è un sintomo di questa volontà) e l'organizzazione è molto preparata e attenta.
Delos: quali sono i nomi emergenti che hai incontrato al FFF, cosa promettono per il futuro?
Equizzi: Credo che escludendo i soliti Americani i veri emergenti-concorrenti siano i francesi non solo dal punto di vista creativo ma anche tecnologico, ma stiamo parlando di società che hanno investimenti da capogiro.

Delos: Quali opere hai presentato al FFF?
Equizzi: Syrena (il solo Clip da 5 minuti), AgentZ, Giubilaeum, Scan, e sopratutti Thole, l'opera sul lavoro di Karel e New Order, la serie sf di Interact.
Delos: che reazioni hanno suscitato al festival di Bologna?