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Carlo della Corte
Con la collaborazione di Renato Pestriniero - Questa introduzione è stata scritta da Vittorio Catani, il quale tuttavia non sarebbe stato in grado di presentare tutto il materiale concernente Carlo della Corte senza la determinante collaborazione di Renato Pestriniero.
Credetemi se vi dico che oggi, 7 marzo 2001, è con un enorme grumo dentro che mi accingo a redigere queste note. Il personaggio che voglio presentarvi è Carlo della Corte, altra "meteora" della fantascienza italiana (primi anni Sessanta), morto settantenne il 25 dicembre scorso, giusto il giorno di Natale. Intanto, ieri abbiamo tutti appreso che anche Luce d'Eramo ci ha lasciato. Aveva 76 anni, e da due settimane era ricoverata al Policlinico di Roma per una peritonite, poi sono sopraggiunte complicazioni cardiocircolatorie. Una scrittrice - una donna - davvero singolare, dotata d'una rara e coinvolgente carica di umanità; una vita vissuta come un romanzo, un'esistenza simbolo delle laceranti contraddizioni (anche ideologiche) del "secolo breve". Di lei ho già avuto modo di scrivere, presentando alcune sue opere nel Delos del mese scorso.
Pulsatilla sexuata (Sugar editore) fu la prima antologia italiana di sf pubblicata in una collana non specializzata. Essa era composta da dodici racconti: Il marito congelato, Star-mail, L'isola, Un incidente pedagogico, Il pianeta gemello, Apartheid, Una tragedia coniugale, I clandestini, Otto milioni di marchi, Pulsatilla sexuata, Lui, Un Far West di ghiaccio. Il resto della narrativa di science fiction di quest'autore fu, quantitativamente, pochissima roba: altri quattro o cinque racconti sparsi e alcune prefazioni. Nel 1996, importante risultò la cura - unitamente a Pestriniero - dell'antologia collettanea Cronache dell'arcipelago (il Cardo editore), contenente sedici racconti sf di scrittori italiani e stranieri aventi come tema la città di Venezia (tra i nomi presenti: A.E. van Vogt, Gustavo Gasparini, Pierfrancesco Prosperi, Giulio Raiola, Kim Stanley Robinson, Giorgio Scerbanenco, Sandro Sandrelli, Gabriella Scialdone).
Nel suo imprescindibile saggio Le frontiere dell'ignoto (Nord, 1977) Curtoni scriveva: "Della Corte ha assunto il modulo espressivo [della sf] a un livello generale e generico, accettandolo per quello che è: letteratura popolare nel senso migliore del termine, fantastica, immaginosa. L'unica concreta operazione dello scrittore è stata sul linguaggio, che è appunto diversissimo da quello dei professionisti anglo-americani, e riflette semmai una sensibilità in gran parte italiana, un'aderenza ai problemi del vivere quotidiano, che non sono tipici della sf." Le altre storie della raccolta hanno registri diversi, dalla patetica storia d'amore fra un "macho" italiano (esploratore interplanetario) e una creatura-pianta extraterrestre del genere Pulsatilla sexuata; fino all'avventura vagamente ballardiana di Un Far West di ghiaccio, dove la discesa nelle viscere della Terra corrisponde a una regressione temporale. Ovviamente non tutto, nel volume, ha la stessa brillantezza, ma resta il fatto di un approccio differente, e spesso riuscito, ai modelli.
La sua opera di poesia più recente è la traduzione inglese, apparsa a fine 2000 negli Usa, di Il viaggio finisce qui. Appunti per un romanzo in versi (1993). Sulla poesia di della Corte ha scritto Geno Pampaloni: "Sarebbe forse ora di riavvicinarsi a poeti per così dire irregolari che rifiutarono l'omologazione con la linea della poesia ufficiale. Carlo della Corte ci avrebbe un posto assicurato." Nel 1961, l'Autore scrisse I fumetti (Mondadori), uno dei primissimi saggi sull'argomento, uscito cioè in tempi in cui il fumetto era ancora considerato dai più roba di serie C per bambini. Tra i suoi maggiori successi di narrativa mainstream ricordiamo: I mardochei (1964), Di alcune comparse a Venezia (1968, vincitore del premio internazionale Veillon), Il grande balipedio (1969), Cuore padrone (1977, finalista al Campiello), Grida dal Palazzo d'Inverno (1980), Il diavolo, suppongo (1990, finalista premio Campiello e premio Comisso), ...e muoio disperato! (1992), A fuoco lento (1996). Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto. |