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Tremate, tremate, il futuro è arrivato... e non è un futuro asimoviano
Come Philip Dick è capace di smontare la realtà e di far crollare tutte le certezze. Come Robert Sheckley è capace di riderci sopra. Ma per quanti paragoni si possano cercare, l'unica cosa certa è che Roberto Quaglia è unico. E forse è una fortuna.I veri amanti della fantascienza godono ogni giorno di più. Non perché nuovi superbi e sublimi romanzi di fantascienza appaiano nelle librerie. (tutt'altro!) Non perché i film di fantascienza siano finalmente i capolavori che potrebbero essere (giammai! - a parte rarissime eccezioni, il migliore dei film di fantascienza non arriva a suscitare un decimo delle emozioni di un discreto romanzo di fantascienza di qualche decina d'anni fa). No. I veri amanti della fantascienza godono per la più elevata delle esperienze che un amante della fantascienza possa ambire a provare: quella di vivere in una realtà fantascientifica.Il mondo somiglia ogni giorno di più ad un romanzo di fantascienza. Un bel romanzo di fantascienza. Il mondo quindi è sempre più bello, soprattutto perché non è solo sempre più bello, come in uno stucchevole cartone animato di Walt Disney, bensì anche sempre più brutto, come in un bel romanzo di Philip Dick. Non è quindi brutto in modo grigio e noioso, bensì brutto in modo variopinto, surreale, incredibile e tragicomico. Cosa vogliamo di più? Chi vorrebbe mai vivere in un cartone animato di Walt Disney, dove non si può fumare, scegliere il Male quando il Bene è inadeguato a fronteggiare le circostanze, pisciare e cagare (avete mai visto qualcuno andare di corpo in un cartone animato di Walt Disney?), fare del sano sesso e del sesso insano, oscillare liberamente su Internet fra siti culturali e quelli porno, avere un'idea originale e compiere un gesto inconsueto o inconsulto? Sta diventando di moda in Italia, tra i giovanissimi, uccidere i propri genitori. Il parenticidio è uno spunto letterario di grande effetto e notevoli tradizioni. (Una mattina di buon ora del giugno 1872 uccisi mio padre - un atto che, a quel tempo, mi fece una profonda impressione - Ambrose Bierce). Da un punto di vista artistico, fanno bene i media a spingere sull'argomento per amplificarlo, renderlo sempre più di moda e quindi innescare quel circolo virtuoso autoalimentante dell'emulazione che potrà eventualmente dare vita in futuro a situazioni interessanti: stermini di massa dei genitori da parte di ragazzine minorenni in cerca di un'identità, esecuzione dei propri genitori in diretta via Internet, con repliche in pay-per-view, edizioni de Il Grande Fratello con soli ragazzi che abbiano in precedenza ucciso almeno un genitore ciascuno. La tivù crea ciò che mostra, è per questo che la realtà diventa fantascientifica per forza. Quando in futuro si saranno tutti estinti gli animali belli a vedersi, le associazioni per la protezione degli animali belli a vedersi (avete mai visto qualcuno battersi contro lo sterminio di zanzare o di pulci?) ripiegheranno sugli anziani, anche se tutto sommato non si tratta di solito di soggetti poi troppo belli a vedersi, con grande fastidio della specie. La specie (quella umana, beninteso) è entusiasta di un fenomeno come quello del parenticidio di massa, utile a ringiovanire e rinvigorire i propri ranghi. Come nel regno animale agli erbivori vengono comodi i carnivori per fare fuori gli individui del gruppo più deboli e malati, così nel regno umano - rimasto privo di predatori naturali - fanno comodo le epidemie, le carestie le guerre e least but not last la moda ventura del parenticidio di massa. In quest'ottica i media, unici amplificatori possibili di un fenomeno per il momento circoscritto a pochi casi, si rivelano inaspettatamente per davvero al servizio della specie umana. Ma anche il parenticidio di massa prima o poi diventerà una routine noiosa alla quale nessuno presterà più attenzione, come è già oggi con i morti in autostrada nei week-end o le centinaia di migliaia di persone uccise da alcol e tabacco. Quando un modo di morire diventa troppo consueto perde il suo esotismo e diventa improvvisamente invisibile, nel senso che nessuno lo nota più. Ma una volta che la realtà diventa fantascientifica, non la smette più. La fantascientificazione del mondo è probabilmente un fenomeno irreversibile. Ed è per questo principio universale che ai genitori assassinati del futuro verrà garantita la clonazione post mortem. Un'ingegnosa trovata di qualche mente balzana che sarà innanzitutto utilissima per convincere anche i ragazzini più inibiti dell'utilità morale e spettacolare, oltre che ecologica, dell'indubbiamente arduo gesto del parenticidio. Ed in secondo luogo fornirà alle tribù umane un bel mucchio di nuova materia fresca sulla quale spettacolarizzare per qualche tempo. Sarà più facile per una giovane ragazza uccidere la propria madre, o per un ragazzino accoppare il papà, sapendo che a questo modo il genitore potrà venire clonato gratis, trasformato così da vecchio o vecchia rompicoglioni in giovane feto e poi piccolo bambino a carico degli sponsor. Già, perché i piccoli cloni dei genitori assassinati riscuoteranno l'interesse morboso e un po' pedofilo dell'umanità telespettatrice, e gli sponsor pagheranno fior di quattrini pur di poter associare i loro marchi ai cloni dei massacrati, simbolo di rinascita, di nuova vita e di speranza dopo tanto sangue e tragedia. Uccidere i propri genitori si trasformerà congruentemente per tutti in un'operazione felice anche da un punto di vista finanziario, indipendentemente dalla classe sociale ed economica di appartenenza. Oggi come oggi, solo i figli dei ricchi ci guadagnano qualche liretta a far fuori mamma e papà. Gli altri al massimo ereditano il mutuo, che non è proprio il massimo, soprattutto considerato lo stress ed i postumi legali che un parenticidio comporta. Un'altra moda di gran attualità al momento in cui scrivo è la catastrofe alimentare. Ora, c'è modo e modo di ritrovarsi in una catastrofe alimentare. Il vecchio modo, quello tradizionale, tanto caro ai nostri progenitori, è quello della carestia. La carestia. Uno dei personaggi principali della Bibbia, assieme alle locuste. Un'entità del tutto incomprensibile per un bambino moderno cresciuto a suon di spot di merendine e gite in supermercati senza fine. Una catastrofe del tutto fuori moda nell'immaginario del mondo moderno (quello ricco dove siamo noi). Siamo già e per sempre in un romanzo di fantascienza, quindi quando è tempo di una catastrofe alimentare, deve trattarsi di qualcosa di letterario e fantascientifico. Beh... non è infatti la sindrome della mucca pazza purissima science fiction? L'elemento tecnologico del fenomeno è evidente, e si tratta nientedimeno che del cosiddetto complesso di Frankenstein (così Isaac Asimov definì il plot proprio di così tanta letteratura di fantascienza dei frutti del progresso che si rivoltano contro chi li ha generati). L'epidemia tra le mucche è infatti una diretta conseguenza del fatto che le mucche che alleviamo per farci bistecche vengono nutrite - per risparmiare denaro - con le carcasse di altre mucche polverizzate, una doppia agghiacciante perversione poiché si costringe un animale erbivoro da milioni di anni a mangiare carne anziché erba, trasformandolo così in un carnivoro contro natura, per di più cannibale (come vi sentireste se vi dessero da mangiare vostro zio? - e sì che non siete erbivori!). Si tratta quindi di discreta science fiction con un pizzico di horror, che non guasta. Mancava l'elemento di mistero, ma per fortuna alla sindrome della mucca pazza è immediatamente seguita quella del maiale marcio, sì, insomma, l'epidemia di afta epizootica, che pone una serie di interrogativi non trascurabili: quale nesso c'è tra le due epidemie? Perché sono esplose in momenti così ravvicinati? Come mai entrambe in Inghilterra? Con tutti gli altri paesi che ci sono nel mondo! Quale sarà adesso la terza piaga prossima ventura, che colpirà ovviamente in Inghilterra anch'essa? Non ci sono più dubbi. La realtà ha una trama, ed è una trama di fantascienza. Il romanzo della realtà si fa più avvincente giorno dopo giorno. Due giorni fa (tempo soggettivo di chi scrive) l'annuncio tutto italiano - immediatamente diffusosi in tutto il mondo - della prossima clonazione di un essere umano. Non pensavo che il mio Pensiero Stocastico di un paio di anni fa sui vantaggi della clonazione umana avrebbe provocato conseguenze tali. Almeno non così in fretta. E' infatti immaginabile che lo scienziato italiano in questione, il dottor Severino Antinoni, non abbia fatto ricerche su Internet sul tema della clonazione umana, trovando il mio articolo in merito? E' immaginabile che egli non sia rimasto influenzato da quanto abbia letto, soprattutto in considerazione delle sue successive decisioni? E' infine immaginabile che tutto ciò avvenga al di fuori di una romanzo di fantascienza?
La clonazione ci sarà, così come ci saranno altre epidemie surreali e bizzarrie al di là dell'immaginazione di qualsiasi scrittore in carne ed ossa, poiché ci troviamo finalmente nel romanzo che tutti avremmo sempre voluto leggere, ed alcuni di noi avrebbero voluto scrivere. Dio è uno scrittore di fantascienza, e lentamente si sta impratichendo del genere. E poiché è evidente una trama, dobbiamo attenderci un intreccio tra i fili delle varie vicende. E allora, come in un libro di Frederik Forsythe, un colpo di scena connetterà clonazione ed epidemie animali, in uno sviluppo elegante che darà di che mangiare a milioni di ambientalisti alla ricerca di battaglie da combattere per non lasciare vacante nel romanzo la parte dell'antagonista. Anziché nei tradizionali corpi degli animali da allevamento, la carne verrà infatti direttamente allevata in sterminate vasche di coltura. La carne non crescerà più addosso agli animali, un luogo inaffidabile ed inappropriato, antigienico, degno di un'umanità primitiva e barbarica, bensì in asettiche ed igienissime vasche di coltura. Ciò comporterà eventualmente l'estinzione di mucche, maiali e compagnia bella, destino ormai inevitabile per qualsiasi mammifero che negli ultimi milioni di anni non abbia imparato a rendersi più che utile ai biechi esseri umani. Mucche e maiali andranno quindi a raggiungere nell'oblio dell'estinzione gli elefanti, le tigri, i rinoceronti e tutti gli altri mammiferi non propriamente domestici che per quel tempo avranno già provveduto a togliere il disturbo dal mondo. Con la clonazione della carne e le culture in vasche, anche la strategia di farsi mangiare dagli uomini non sarà più sufficiente ad una specie per sopravvivere alla virulenta espansione dell'umanità. Gli animalisti allora troveranno dove possono una nuova ragione di essere e combatteranno una nuova lotta per i diritti sessuali della carne. Alla carne di coltura sarà infatti impedita per ovvi motivi la riproduzione sessuale, e ciò fornirà utili spunti di lotta e di polemica con chi saprà identificarsi con la carne. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto. |