di Vanni Mongini


Klaatu Barada Nikto

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CINEMA

Continua il grande ciclo di articoli di Giovanni Mongini che esploreranno l'intero sistema solare, osservando gli astri attraverso due diverse lenti, quella della scienza e quella, un po' deformante, del cinema di fantascienza. Dopo la Luna, questo mese viaggiamo verso Marte.

Capitolo 2. I segreti del pianeta rosso

War of the Worlds
"Verso la metà del ventesimo secolo nessuno avrebbe creduto che l'attività umana potesse essere osservata così attentamente e con tanta penetrazione da intelligenze superiori a quelle dell'uomo. Eppure, attraverso gli infiniti spazi celesti, sul pianeta Marte, esseri dall'intelletto vasto e spietato, esaminavano la nostra Terra con occhi vogliosi tracciando, con fredda determinazione, i loro piani contro di noi. Marte dista dal sole 225 milioni di chilometri e, da secoli, si trova negli ultimi stadi del raffreddamento tanto che, di notte, la temperatura scende molto al di sotto dello zero anche al suo equatore. Gli abitanti di questo pianeta morente guardavano attraverso lo spazio con istrumenti di eccezionale precisione, cercando un altro mondo in cui poter emigrare... Di tutti i mondi che i marziani potevano osservare solo la nostra Terra era la più temperata e possedeva un'atmosfera nebulosa indice di fertilità. Gli uomini non sospettavano quale tremendo destino li aspettasse e non si rendevano conto che, dalle profondità dello spazio "qualcuno" li sorvegliava con tanto bramoso interesse..."
(La Guerra dei Mondi di Byron Haskin - 1953)

Marte con gli occhi della Fantasia

Nella pellicola del 1953 La Guerra dei mondi del regista Byron Haskin, prodotto da George Pal e liberamente tratta dall'omonimo romanzo di Herbert George Wells, i marziani invadevano il nostro pianeta per fuggire dal loro mondo ormai destinato alla morte certa.
Questa visione del rosso pianeta è quella classica che, fino a non molto tempo fa, era considerata la più attendibile, almeno in base alle osservazioni astronomiche che venivano compiute da Terra. Marte mantenne intatto il suo senso di mistero e non esiste ancora oggi in tutta la letteratura e cinematografia fantascientifica un altro pianeta così citato e che ha regalato alla fantasia tante storie e tante ambientazioni suggestive. Ancora adesso, come nel film di Tim Burton Mars Attacks!, i suoi marziani, piccoli e verdi, vengono quasi considerati con un misto d'affetto e di nostalgia. Gli esempi cinematografici e letterari potrebbero essere infiniti, d'altra parte non possiamo fare a meno di ricordare che l'esordio della ormai storica collana I Romanzi di Urania diventata poi, in seguito solo Urania, è avvenuto proprio con un romanzo ambientato sul rosso pianeta e cioè con Le Sabbie di Marte di Arthur C. Clarke e con Il Clandestino dell'Astronave di Lester Del Rey.

Mars Attacks!
I sogni dell'uomo avvengono attraverso i suoi pensieri, ingigantiti dalla forza dei suoi desideri, forgiati dal mondo che lo circonda. Iniziò con inciderli sulle rocce, proseguì scrivendoli sulla sabbia, sulla pietra e poi sulla carta e poi, quando i mezzi tecnici lo resero possibile, cominciò a dare forma ai suoi sogni facendoli vedere, mostrandoli su un piccolo e traballante schermo per poi passare al colore, al suono stereofonico, al cinemascope, al cinerama. Portandoli in tutte le case attraverso la televisione e le videocassette, abbandonando i primi rudimentali mezzi che gli permettevano di mostrarli in tutta la loro ingenua falsità ed affidandosi al freddo, tecnologico e matematico computer per trasformarli in immagini rutilanti e realistiche. Questo sogno ha il nome generico di cinema e Marte ne fu uno dei grandi protagonisti.
Ricordiamo il 1924 con Aelita (Mezhrobpom) diretto da Jakov Protazanov e tratto da una storia di Tolstoi. Come ogni buona aliena che si rispetti anche la crudele regina marziana Aelita può, attraverso una sofisticata apparecchiatura, osservare da vicino la Terra e, in questo modo, si avvede che uno scienziato ed il suo assistente stanno per giungere con un razzo su Marte. Lo scienziato si innamora di Aelita mentre l'assistente guida gli schiavi alla rivolta.
Non dobbiamo dimenticare, nel 1939, Mille chilometri al Minuto di Mario Mattioli, anche se il volo verso il pianeta s'interrompe quasi sul nascere. Ma uno dei primi esempi fu un piccolo film, nato da due produttori indipendenti e nato anche per far concorrenza al Kolossal Uomini sulla Luna (Destination Moon) che George Pal stava producendo.
Uscì pochi mesi prima del suo concorrente e la sua sceneggiatura fu modificata in modo che un viaggio sulla Luna diventasse, forse fin troppo audacemente, un volo attraverso gli spazi siderali fino al pianeta Marte. Si trattava di RXM Destinazione Luna (Rocketship XM) di Kurt Neumann (1949).
Cinque astronauti giungevano sul rosso pianeta per trovarlo abitato da umanoidi degenerati allo stato preistorico causa un conflitto nucleare globale. Nessuno dei terrestri si salveràperché anche gli ultimi tre superstiti, ripartiti con l'astronave in gran fretta, cadranno privi di carburante sulla Terra dopo aver avvertito il mondo dei pericoli del conflitto atomico.
Il finale assolutamente insolito rese e rende ancora oggi il film anomalo nella cinematografia del genere. Due anni dopo, nel 1951, il rosso e misterioso mondo torna alla ribalta con il film Volo a Marte (Flight to Mars) di Lesley Selander, girato a colori, una girandola di rossi e di viola intensi dovuti al Cinecolor, un tipo di colore meno realistico dell'ormai conosciuto Technicolor ma che dava alla pellicola degli effetti molto suggestivi.
Anche in questo caso gli astronauti giunti su Marte, usando la stessa astronave del precedente film, trovano degli abitanti di aspetto perfettamente umano ma questi hanno un livello tecnologico superiore a quello dei terrestri tranne che nel volo spaziale. Poiché il veicolo terrestre è sepolto sotto una coltre di neve, i marziani aiutano gli astronauti a costruire una seconda nave spaziale allo scopo di poter poi invadere il nostro pianeta. Accortisi della minaccia i terrestri ripartono portandosi dietro un ambasciatore marziano ed un'avvenente marziana ad uso e consumo del pilota del razzo...
I marziani ci rendono la visita nel 1953 con il classico La guerra dei Mondi (The War of the Worlds) di Byron Haskin, forse la più famosa invasione marziana cinematografica, oscar per gli effetti speciali.

Continua




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