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Recensioni Libri

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RECENSIONI

Mary e il gigante - a cura di Carlo Pagetti

Departments

recensione di
Giuseppe Iannozzi

Autore Philip K. Dick

Titolo Mary e il gigante - a cura di Carlo Pagetti

Titolo originale Mary and the Giant

Edizione 2000 Fanucci , Coillezione Dick

Pagine 320

Prezzo L. 25.000

buono 
Philip K. Dick è noto ai più soprattutto per il romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (Blade Runner) da cui Ridley Scott ha tratto un superbo film; ma quando uscì il film fortemente voluto e curato nelle sue fasi iniziali dallo stesso scrittore, Dick era già morto per infarto. La sua fama fu postuma: nell'arco della sua vita scrisse qualcosa come cinquanta romanzi e centinaia di racconti. Solo da qualche tempo a questa parte la statura intellettuale di P. K. Dick è stata rivalutata, tanto che oggi è considerato a ragione autore di culto: gli appassionati sicuramente non possono non ricordare almeno La svastica sul sole, Ubik, I simulacri, Il disco di fiamma. Personaggio intellettualmente impegnato, negli anni Sessanta e Settanta ha scritto per lo più romanzi di fantascienza, una fantascienza cruda quanto mistica che rimane un caso unico nel panorama della SF. Il più autobiografico dei suoi romanzi è sicuramente Confessioni di un'artista di merda, romanzo dove l'autore mette in rilievo tutta la drammaticità della sua vita sempre in bilico fra le contraddizioni espresse dalla religione e quelle più concrete della società: di questo romanzo-testamento si può dire con piena certezza che è il testamento "spirituale" dickiano. Ma Dick, oltre ad essere uno scrittore di fantascienza, fu anche un profondo conoscitore della società americana: oggi la sua opera è stata apprezzata da personaggi di spicco come ad esempio da Fernanda Pivano (la più grande conoscitrice della Beat Generation alla quale ha dedicato saggi ormai entrati nell'olimpo della saggistica di classe), da Sergio Cofferati (il quale ha scritto una bellissima prefazione all'edizione italiana di Ubik), da Stefano Benni e da tanti altri. I riconoscimenti italiani sono tanti così pure quelli internazionali; a tale pro basti ricordare nomi come Ursula le Guin e Fredric Jameson.
Recentemente stanno uscendo per conto della casa editrice Fanucci parecchi romanzi inediti dello scrittore di culto: Mary e il Gigante è un esempio significativo che bene testimonia la grandezza culturale di P. K. Dick. Il romanzo è la cronaca di una vita e d'amore ambientata in una cittadina della California degli anni Cinquanta, anni tra i più controversi per l'America sia socialmente, sia culturalmente. Mary Ann Reynolds è una ragazza insoddisfatta della vita che conduce: intorno a sé non può fare a meno di notare le "peccaminose" ingiustizie sociali, ingiustizie che in un primo momento sembrano disgustarla ma che non può fare a meno di condividere (accettare) almeno in parte. Ha relazioni orgiastiche nel quartiere nero della cittadina (jazz, blues e rabbia in un concentrato sociale dissacrante quanto provocatorio degno del migliore scrittore esistenzialista Boris Vian autore di opere come "Sputerò sulle vostre tombe" e "La Parigi degli Esistenzialisti"), si lega sentimentalmente ad un uomo di colore, poi finisce con l'innamorarsi di un sessantenne gestore di un negozio di dischi. Mary e il Gigante racconta attraverso le traversie amorose, le difficoltà che si incontrano tentando di inserirsi in un contesto sociale predefinito, insomma racconta la "guerra fredda" in atto durante gli anni Cinquanta. E' un romanzo della fase decisamente più mainstream di Dick, lavoro che in vita non riuscì a pubblicare. Per quanti credono che Mary e il Gigante sia un romanzo punto e basta scevro di elementi tipici della SF, io direi che è piuttosto il contrario. Il talento narrativo di Dick in un romanzo come questo non si esaurisce nel mainstream: provate a leggere fra le righe e verrà fuori tutto un mondo convulso di "simulacri". Ancora una volta P. K. Dick ha dimostrato quella che è ormai la sua incontestabile fama di autore di culto.

Giallo Futuro 2000

Departments

recensione di
Giuseppe Iannozzi

Autore AA.VV.

Titolo Giallo Futuro 2000 - con una nota del Ministro della Pubblica Istruzione, Prof. Tullio De Mauro

Titolo originale

Edizione 2000 Fanucci , Scuola

Pagine 256

Prezzo L. 16.000

buono 
Il Ministro della Pubblica Istruzione, prof. Tullio De Mauro, nella prefazione alla raccolta antologica Giallo Futuro 2000 - Antologia di racconti gialli e di fantascienza scritti dagli studenti delle scuole italiane, dice: "... si è trattato di un'attività formativa collaterale e integrativa rispetto all'ordinario curricolo scolastico. Della qualità letteraria e tecnica dei racconti giudicheranno i critici. Al Ministro tocca solo dire che qui abbiamo il frutto di un'attività preziosa dal punto di vista della complessiva formazioni di quanti studiano nelle nostre scuole." La raccolta antologica di racconti edita dalla Fanucci, che inaugura con questo volume la collana Fanucci Scuola, se non presenta nuovi spunti degni di nota nel mondo della SF, rimane sicuramente un volume di un certo interesse almeno per i giovani appassionati di SF. Gli scrittori - ben più che esordienti - si mettono alla prova raccontando la loro dimensione umana più fantascientifica: sono presenti all'interno del volume il racconto che ha vinto il premio "Roger" per la fantascienza e quello che si è guadagnato il premio "Stanley" per il giallo. Il futuro raccontato da questi giovani è abbastanza da cliché; molti racconti rivisitano la storia per rileggerla: "E se il Nazismo avesse avuto la meglio?" Il leitmotiv di Giallo Futuro 2000 è quello di riscrivere la storia con un pessimismo leggero: emergono così immagini fantastiche di futuri possibili... e quasi tutti lasciano spazio alla speranza. Per dirla tutta, i giovani studenti (e scrittori) non vedono il futuro come una minaccia: riscrivono la storia ufficiale e la consegnano ad un futuro possibile, un futuro minaccioso dal quale è però possibile evadere.
L'antologia ha il merito di riunire, forse per la prima volta, sentimenti e visioni di studenti circa il futuro possibile ed impossibile della scienza della storia; la voce di questi giovani è ancora delicata, nulla affatto inquinata da tanti "ismi", ed è forse questa la qualità migliore ravvisabile in Giallo Futuro 2000. Comunque non è detto che fra i tanti autori presenti nel volume, un giorno non potrebbe emergere un grande scrittore di SF... magari più di uno. Una lettura sicuramente interessante per gli amanti della SF, soprattutto per quei giovani che sono ancora all'asciutto di SF o che la conoscono solo tramite film come 2001 Odissea nello Spazio e Blade Runner.

Continua




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