|
Limoncello o vaniglia?
Elfrida sentiva i suoi undici anni saltellare scintillanti, gonfiarsi uno dentro l'altro come fiocchi colorati nel vento notturno. Poteva ascoltare la loro musica chiacchierina, mentre si rincorrevano spavaldi nel cielo stellato. La sua prima volta! Era successo. Lila lo aveva già fatto da tempo e anche tutte le sue amiche. Se papino l'avesse saputo... l'avrebbe uccisa... Mentre correva in camera sua intravide di sfuggita la mamma: accarezzava con tenerezza Philip, gli bisbigliava parole sommesse dopo la consueta partita a scacchi. Si sedette sul guanto-poltrona. Si alzò. Si sedette. Si tolse da ogni dito le lunghissime Elastix e succhiò il sapore rappreso sotto ogni unghia: il sapore della sua prima volta! Passò il palmo della mani sui fittissimi riccioli rossi che scoppiettavano in testa come un incendio. Poi afferrò il casco e i guanti sensori e si guardò nel Magic Mirror: dentro gli occhi aguzzi e verdissimi sorrideva un impulso felino. Esplose in una risata vibrante e sonora. Si sarebbe calmata con un viaggio INSIDE. Programmò un ANTERIOR di tipo A: iniziò a fluttuare, feto cosciente nel liquido amniotico della sua prenascita. Papino l'avrebbe interrotta per la cena. La costringeva a mangiare, chiedendole di assaporare quelle orribili pietanze. Elfrida aveva prodotto due esposti all'Elettronic Teacher, ma senza risultati, l'esercizio di queste pratiche arcaiche era ancora tollerato. Papino era tremendamente antiquato! Era coordinatore di una setta di genitori per la DIFESA E TUTELA DELL'IDENTITA' INFANTILE e altre balle del genere. Aveva condotto una strenua battaglia contro la preoccupante diffusione del Magic Mirror... "deforma e corrompe l'identità psico-fisica infantile, causando danni irreparabili alla maturazione psicologica ed intellettiva". Tutti i componenti del suo gruppo vennero redarguiti dall'Elettronic Teacher Center e puniti duramente con cinquanta punti di dissuasione di Programma Rieducativo. In quel preciso istante papino iniziò a ritirasi in cucina, imparò a cucinare intrugli sempre più temibili che avevano accentuato la Depressione Disadattiva di mamma. Se li era strappati di dosso i cinquanta punti, uno alla volta, come spine dalla carne. Ormai ne mancavano dieci ed erano quasi pari lui, papino e lei, Elfrida. Le erano stati inflitti dieci punti di dissuasione per la sua partecipazione a una delle numerose baby-gang. Era stata scoperta da una delle maledette spie della setta di papi: uso e spaccio di Rossa-Trix. Del resto tutte le sue amiche lo facevano. Lila aveva fatto parte di tre baby-gang e nessuno aveva mai fiatato. Aveva lavorato duramente per annullare i dieci punti di dissuasione: lezioni-extra noiosissime, aveva ottenuto giudizi lusinghieri su ogni disciplina da parte dell'Elettronic Teacher, inoltre per un anno si era recata spontaneamente nella zona di aria purificata per svolgere un'iperventilazione rigorosa. Papino non ce l'avrebbe mai fatta! Aveva ripreso ad organizzare la setta dei genitori pazzi, stabilendo persino contatti personali con i nuovi adepti. Lei e mamma sapevano quale sarebbe stata la nuova battaglia: abolire l'uso di iniezioni ad aria compressa di Orax B. L'Anterior era terminato. Si recò nella sala d'accoglienza. Phil cantava una nenia dolce e lenta, mentre circondava con le braccia morbide il corpo nudo di mamma. Anche se papi non voleva ammetterlo, Phil aveva fatto molto per la Depressione Disadattiva di mami. Papino inizò ad urlare dalla cucina: - Uooovaaa frittteee! Splendide, perfette uova frittee! Elfrida? Ilca? Si presentò sulla porta: il grembiule biancheggiava rigido e ammutolito, mentre i lunghi riccioli grigi si ergevano in aria pronti a schizzare via da quella testa balorda se solo fosse stata data loro una remota possibilità. Si parò davanti, brandendo quell'odioso arnese ovoidale per il manico. - Bambine, ho qui le uooovaa fritteee! Dunque, a tavola! - Mamma sbattè le palpebre: due lacrime sgattaiolarono smarrite dagli angoli delle ciglia trasparenti; si torse le mani più volte e le passò sul cranio implume dove i tatuaggi fatti da Phil risplendevano nei loro colori brillanti. Poi si alzò sulle gambe tremanti. Papino guidò la comitiva in cucina... Uooovaaa fritteee! Elfrida avvertì un conato di vomito albeggiare alla bocca dello stomaco. Iniziò a mangiare... sapeva come fare: avrebbe deglutito ogni boccone pensando alla sua prima volta. Così avrebbe sfidato le uooovaa fritteee! e gli occhi scoccolati di Papino. Se solo avesse saputo che cosa aveva fatto l'avrebbe uccisa! Questa idea che dapprima l'aveva spaventata, ora era un centro pulsante di piacere che si allargava contornato dalle senzazioni straordinariamente eccitanti che aveva provato. Sul palato, sulla lingua, tra i denti la robaccia cucinata aveva il sapore morbido e agrodolce della sua prima volta! Mami covava in silenzio la Depressione Disadattiva, inghiottiva e osservava il vuoto. Solo Phil riusciva a diradare la malinconia di Mami: le partite a scacchi interminabili e appassionanti erano seguite da lunghe conversazioni in una lingua sconosciuta e dolcissima. Papino iniziò a lavare i piatti, mami si distese accanto a Philip e iniziò ad accarezzarlo con la punta delle dita e a baciarlo con le labbra socchiuse. Elfrida si ritirò in camera. Si sedette davanti al Magic Mirror: osservò le guance bagnate da efelidi, il nasino arricciato, le labbra socchiuse a forma di cuore. Spalancò gli occhi e sentì la rabbia che tambureggiava furente nelle ciglia e nella nuca fulva. Che cosa avrebbe dato per raccontare la sua prima volta a qualcuno! Invece doveva custodire il suo immenso segreto e proteggerlo dai possibili maligni attacchi di papi. Si infilò guanti e casco sensori e programmò un Posterior di tipo C. ... papi aveva sempre desiderato un funerale all'antica, era antiquato come il legno lucido della cassa in cui giaceva, cereo, con i capelli composti e pettinati come si conviene a un morto. Mami avanzava tristissima e muta sostenuta da Phil e lei, Elfrida era bellissima, nuda sotto un velo di pizzo nero, lungo fino ai piedi... lo alzava per gettare un sasso nella fossa, un sasso appuntito che forse poteva colpire papino in fronte e lacerare la sua pelle bianchissima... Se avete racconti che ritenete adatti per Delos, inviateli, in formato rtf, alla Redazione Narrativa di Delos, delos.script@fantascienza.com: saranno letti e accuratamente valutati dalla nostra selezionatrice Milena Debenedetti. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto. |