Dan Simmons
I file del nostro archivista Lanfranco Fabriani sono completi: una serie di schede per permettere ai lettori che ancora non li conoscano di scoprire e conoscere i più importanti e originali autori della storia della fantascienza, le loro opere più famose, cosa e dove cercare per approfondire.
Dan Simmons è un autore dalle due anime, o forse tre, horror da un lato, SF dall'altro. Forse è un autore degli anni novanta, gli anni in cui i generi sembrano trascolorarsi, perdere la loro netta individualità e fondersi l'uno nell'altro. O forse invece, più probabilmente è un diretto erede di Fritz Leiber, Richard Matheson e Robert Bloch, autori perfettamente in grado di attraversare i vari generi, scrivendo di horror o di sf o di horror e sf insieme ma principalmente con una solida cultura alle spalle che gli consente di stendere una rete di riferimenti tra i suoi romanzi e altre opere di rilievo della letteratura di lingua inglese..
Simmons nasce nel 1948 e si laurea nel 1971 e dopo un periodo di insegnamento in una scuola per bambini super dotati fa il suo esordio nel mondo della fantascienza con un racconto nel 1982. Questa è una data significativa, vuol dire che Simmons nasce letterariamente quando i grandi autori della generazione precedente della fantascienza, i Silverberg, i Delany, gli Ellison e molti altri hanno già iniziato da alcuni anni a diradare la loro produzione o a dedicarsi al fantasy, (si veda per tutti l'esempio di Silverberg). Al contrario, sulla scena americana è appena esploso il fenomeno
Stephen King, che rappresenta sicuramente un modello importante per Simmons. L' esordio di Simmons è fantascienza pura, ortodossa, con il racconto "The River Styx Runs Upstream" l'horror lo troviamo però quasi subito nel romanzo
Song of Kali del 1985 (ed. ital.
Il canto di Kalì, 1993 - IperFICTION , Interno Giallo/Mondadori, Milano, rist.
Urania 1288, Mondadori, 1996, e Bestseller Oscar, 1998). Sia l'ambientazione, Calcutta, descritta con una grande vivezza come un luogo di rischio e pericolo, mistero e abiezione, dove le forze del male si coagulano nel tentativo di rivivere e scatenarsi sul mondo, sia la stessa storia, affondano le loro radici nella tradizione più prettamente dell'horror, non certo nella fantascienza.
Nel secondo romanzo
Carrion Confort, 1983-85 (ed. ital.
Danza Macabra, 1992 - IperFICTION, Interno Giallo, Milano), è ancora maggiormente visibile il tentativo di
contaminatio tra i generi,. Qui ci troviamo di fronte a un miscuglio inestricabile di elementi provenienti dai due generi. Abbiamo dei mutanti, tema classico della fantascienza, ma questi mutanti, veri e propri vampiri psichici, sono in grado di controllare il cervello degli uomini, nutrendosi delle emozioni maggiormente intense, come la paura e l'odio. Il tema non è nuovo e probabilmente in realtà si potrebbero trovare degli antecedenti da assegnare alla fantascienza pura, quello che però accomuna il romanzo almeno parzialmente all'horror è soprattutto la scrittura di Simmons, che riesce a rendere con grande nitidezza un clima indubbiamente angoscioso.
Dopo la parentesi fantascientifica, e stiamo parlando di una fantascienza ai suoi più alti livelli, almeno rispetto agli anni ottanta novanta, e stiamo parlando di
Hyperion, troviamo altri tre romanzi:
The Hollow Man, 1992 (espansione di un racconto scritto dieci anni prima) dove troviamo
Dante e
T. S. Eliot mischiati a piene mani nella storia di un uomo dotato di poteri paranormali;
Summer of Night, 1991 e il suo seguito
Children of Night, 1992, due romanzi esplicitamente horror nel solco della tradizione di Stephen King.
Le opere più rappresentative
Se si chiede al lettore comune cosa ha sentito nominare di Simmons, la risposta sarà immancabilmente
Hiperion 1989
(ed ital.
Hyperion,1991 - IperFICTION , Interno Giallo, Milano; rist. 1993 - Bestsellers Oscar 350, Arnoldo Mondadori Editore, Milano e successivamente, 1997 - I Massimi della Fantascienza, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1999 - Classici Urania 267-268, Arnoldo Mondadori Editore, Milano). In questo caso il lettore non sbaglierebbe e questa è giustamente l'opera più famosa di Simmons. In effetti, il romanzo, vincitore del premio Hugo 1990 e il suo seguito,
The Fall of Hyperion, sono da considerarsi due parti di un unico romanzo che va sotto il nome di
Hyperion Cantos. Qui ci troviamo di fronte a un romanzo, o meglio due romanzi di fantascienza pura, fantascienza estremamente ambiziosa, ma fantascienza e possiamo considerare
Hyperion il capolavoro di Simmons, quello che ne ha svelato le doti stilistiche. La vicenda è complessa e difficilmente riassumibile, arricchita da mille suggestioni, alcune lasciate solo apparentemente sullo sfondo, altre annodate quasi casualmente nella trama della tela. In una galassia dominata dal genere umano, sette pellegrini sotto un minaccioso ombrello di venti di guerra che dovrebbe sconvolgere il cosmo, si recano sul pianeta Hyperion dove lo Shrike, una misteriosa entità in grado di viaggiare nel tempo si erge come promessa di una incerta e spaventosa trascendenza. La narrazione accompagna la strada del gruppo dei pellegrini ed è basata sulla stessa struttura dei
Racconti di Canterbury di
Geoffrey Chaucer: nel corso del viaggio, lungo e faticoso e non esente da pericoli, ognuno dei personaggi racconta una storia e il romanzo è costituito appunto da queste storie, narrate ognuna con uno stile e un linguaggio diverso a seconda del parlante. L'identità strutturale tra Hyperion e i
Racconti di Canterbury è ormai praticamente un luogo comune, ma il romanzo è molto più complesso nei suoi rimandi culturali e non ha caso, il titolo
Hyperion Cantos, richiama alla mente l'omonimo poema di
Keats che tratta della scomparsa dei vecchi dei e dell'avvento di nuove divinità.
Ancora un richiamo a Keats tornerà poi nei titoli dei romanzi successivi che terminano la quadrilogia della saga di Hyperion:
Endymion, 1996 (ed. ital.
Endymion, 1997 - Superblues, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, e successivamente 2000 - Bestsellers Oscar 1027, Arnoldo Mondadori Editore, Milano) e in
The Rise of Endymion, 1997 (ed. ital
Il risveglio di Endymion, apr 1999 - Omnibus , Arnoldo Mondadori Editore, Milano e gen 2000 - Bestsellers Oscar 1038, Arnoldo Mondadori Editore, Milano).
A proposito dell'ambivalenza e oscillazione di Simmons tra
science fiction e horror non sarà inutile notare che sia in
Hyperion che in
La Caduta di Hyperion, per le sue connotazioni, per il sentimento di angoscia e paura che l'accompagna, la figura dello Shrike non può non dirsi in qualche modo orrorifica.