
La mummia, il ritorno - Synapse - Contenders - Serie 7 - La mossa del diavolo - Bait l'esca - Valentine
La mummia - il ritorno
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recensione di MS
Titolo La mummia - il ritorno
Titolo originale The mummy returns
Produzione USA, 2001
Regia Stephen Sommers
Sceneggiatura Stephen Sommers
Cast Brendan Fraser, Rachel Weisz, Arnold Vosloo, John Hannah, Patricia Velasquez
Distribuzione UIP
Durata 120' minuti
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   buono |
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Non è frequente, ma può capitare che un seguito di un film di successo sia - in qualche maniera - migliore del suo predecessore. Certo, messo definitivamente da parte l'afflato dell'originale in bianco e nero che il primo film di Stephen Sommers tentava alla meglio di replicare, l'orizzonte della nuova Mummia è più vicino all'Indiana Jones di Harrison Ford che ai classici dell'orrore. Del resto anche Boris Karloff aveva interpretato ben tre
sequels molto inferiori all'originale.
Stavolta, al di là della confezione formato famiglia del film, i motivi di interesse ci sono con un ritmo e una regia che non lasciano il tempo di soffermarsi sulle tante (piccole e grandi) scemenze cui assistiamo nel corso della storia. Certo,
La mummia - il ritorno è un film estremamente commerciale, ma è anche un prodotto divertente in cui le donne (e che donne!) sono le vere protagoniste. Tra flashback continui, con John Hannah che esaspera il suo essere diventato uno zio sullo stile di Pippo (l'amico di Topolino) sono, infatti, la bellezza di Rachel Weisz e dell'ex top model venezuelana Patricia Velasquez a dare vita ai momenti più interessanti della storia con un cinema d'azione stile
Matrix e
Charlie's Angels. Così con le battaglie digitali e non, con i duelli muliebri e non solo,
La mummia - il ritorno si propone come un film estivo dalla natura gradevole che mentre ai bambini può insegnare la passione per l'archeologia, per la storia e per la magia stile Harry Potter, agli adulti regala un paio d'ore di vera e poco pretenziosa spensieratezza . In attesa - chiaramente - delle storie che verranno e delle nuove mummie che vedremo di qui a poco...
Synapse
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recensione di MS
Titolo Synapse
Titolo originale Antitrust
Produzione USA, 2001
Regia Peter Howitt
Sceneggiatura Howard Franklyn
Cast Tim Robbins, Ryan Philippe, Claire Forlani, Rachael Leigh Cook
Distribuzione Medusa
Durata 100' minuti
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   buono |
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Non capita tutti i giorni che il cinema, anche quello più commerciale spinto dal successo e dall'evoluzione dei computer, riesca a sorprenderti, almeno un pochettino.
Questo è il caso di
Synapse film che - forse - la Medusa casa di distribuzione di proprietà di Silvio Berlusconi ha voluto scaramanticamente intitolare in maniera differente dall'originale e comprensibilissimo
Antitrust.
Thriller a metà tra il tecnologico e il politico,
Synapse con il suo ispirarsi liberamente alla figura tanti magnati della
New Economy sul modello di Bill Gates, è un film che fa riflettere: cosa accadrebbe se un
software in grado di integrare il mondo in maniera interattiva cadesse in mani sbagliate? E chi o che cosa sarebbero disposti a sacrificare gli eventuali programmatori di un prodotto del genere? Il Grande Fratello non è solo uno
show commerciale simbolo del cattivo gusto della nostra epoca, ma anche un rischio plausibile in un mondo altamente tecnologizzato dove ognuno di noi lascia costantemente decine di impronte digitali.
Synapse è un film abbastanza intrigante e sufficientemente imprevedibile, diretto da Peter Howitt, già regista di
Sliding Doors e interpretato da un gruppo di attori tutti molto bravi, con una storia attuale e inquietante in cui il controllo delle informazioni e delle vite delle persone può portare a nuove e raffinate forme di totalitarismo in nome del dio denaro, anziché di paccottiglia ideologica ormai stantia. Ma non è che ci sia da stare tanto allegri, perché i pericoli sono forse ancora maggiori.