
L'idea pseudoscientifica che il nostro universo non sia solo, ma che esiste, in modo alquanto misterioso, assieme ad altri universi, è strettamente legata al tentativo della nuova fisica di unificare la conoscenza. Fred Alan Wolf (Universi paralleli)
L'ucronia si addice al fumetto. Perché la visualizzazione grafica amplifica la suggestione di realtà alternative e mondi paralleli che gli scrittori di libri devono sforzarsi di evocare per mera forza di fantasia, spesso arzigogolando con le parole e i concetti. Così accadde che la DC Comics, allora National Periodical Publishing, cominciasse a sfornare
imaginary tales per Superman, Batman & co. a partire dal 1954, quando uscì
The Seduction of the Innocent, di Frederic Wertham, il libro di fetore maccartista in cui si accusavano i fumetti di fomentare la delinquenza e la perversione giovanile. Fra l'altro, lo psicologo che ne era autore, affermava che tra Robin e l'Uomo Pipistrello vi fosse un rapporto di criptomosessualità. Per evitare questo e altri più infamanti sospetti, agli artigiani del racconto per immagini si diedero disposizioni di calcare sulle novità, anche sperimentali, pur di conferire alle storie un alone "istruttivo". Ecco dunque viaggi nel tempo e, soprattutto, spostamenti in altre dimensioni, come ad esempio Terra 2, dove Superman ha sposato Lois Lane ed ha i capelli brizzolati alle tempie. Oppure vicende che, semplicemente, modificavano la
storyline principale e, per esempio, prospettavano la morte di un supereroe o una sua insolita situazione di vita. Sempre gettonato, ovviamente, il matrimonio fra Lois e Clark, o quello con la rivale di Smallville, Lana Lang. Unione, la prima, che sarebbe stata regolarmente celebrata nella serie canonica, molto più tardi, però, alla metà degli anni '90.
Chi volesse esplorare le ucronie di Superman & co., può leggersi
The Greatest 1950's Stories Ever Told, antologia che ha il pregio di un'introduzione ricca di riferimenti all'epoca in questione.
Il tema, comunque, non si esaurì con il passaggio della buriana sperimentale, fino a costituire un
subplot permanente nell'universo DC. Divenendo un contenitore di personaggi che, a volte, riciclavano semplicemente quelli vecchi col relativo costume. E' il caso di Jay Garrick, il Flash di Terra 2, che nella realtà aveva preceduto quello rinnovato da Gardner Fox e John Broome, con le fattezze di Barry Allen. Tanto che a metà degli anni '80 bisognò inventarsi un'apposita serie,
Crisis on Infinite Earths, per rimettere in ordine esistenze e connotati di alcuni supereoi.
Nel frattempo, la rivale Marvel entrava nell'ucronia con gli speciali di
What if?, che di volta in volta ipotizzavano sviluppi differenti per le proprie star. Cui la DC rispondeva con una nuova testata,
Elseworlds, nella quale è accaduto più o meno di tutto: Batman in versione vittoriana contro uno Jack lo Squartatore che agisce a Gotham City sul finire dell'Ottocento, Superman nel Medioevo, e simili.
Più di recente, l'ucronia nel fumetto va assumendo aspetti di più largo respiro, investendo la parte più traumatica della storia recente. Così due anni fa è apparso un
World War II 1946, di
Ted Nomura, che posponendo di sette anni lo scoppio dell'ultimo conflitto costituiva l'occasione per virtuosismi stilistici nell'invenzione di una tecnologia più avanzata di quella effettivamente in campo sullo scacchiere autentico delle ostilità.
Oggi succede qualcosa di simile con
Ministry of Space (Image Comics, $2.95), una serie in tre fascicoli subito impostasi nella cerchia degli appassionati per la firma dei testi da parte di Warren Ellis, creatore dello Spider Jerusalem di
Transmetropolitan, ritenuto un astro più che brillante nella costellazione iniziatica del fumetto. Non da meno i disegni, di Chris Weston, proveniente da quel laboratorio di nuove sortite che fu la pubblicazione inglese
2000 AD, sulla quale apparve Judge Dredd.
Lo sfondo reale di
Ministry of Space è uno dei capitoli più controversi che segnarono la chiusura del contenzioso bellico fra le grandi potenze. Nel 1945 gli americani vararono le cosiddette operazioni
Paperclip (fermaglio) e
Overcast (cortina di nubi), volte a convogliare e ad imboscare negli Stati Uniti le migliori menti scientifiche tedesche, ed in particolare gli esperti missilistici di Peenemünde, la base sul Baltico in cui erano state costruite le bombe volanti V1 e i razzi teleguidati V2. Prima che naturalmente giungessero i russi a fare piazza pulita del capitale umano di intelligenze.
La deviazione ucronica introdotta da Ellis e raffigurata efficacemente da Weston contempla l'ipotesi che i soldati dello zio Sam giungano troppo tardi a Peenemünde. Gli scienziati se li sono presi i britannici e, ad ogni buon conto, l'installazione viene bombardata dalle squadriglie di Sua Maestà. Dopodiché emerge la figura del protagonista, John Dashwood, asso giovanissimo della RAF, sopravvissuto alla Battaglia d'Inghilterra del 1941. Incontrando Chruchill, il militare gli rivela il suo sogno: dare entro quindici anni l'arrembaggio allo spazio, dove si combatteranno le guerre del futuro, con l'ingegno dei tedeschi catturati. La sprone gli deriva dalla portentosa e fulminea visione a 28 mila piedi di altezza della curva del mondo, quasi nella stratosfera, avuta su caccia Lancaster durante la Battaglia d'Inghilterra.
Per Dashwood si creerà così il Ministero dello Spazio, dagli ingenti fondi, il segreto della cui provenienza è il perno della trama. L'uomo perde le gambe nell'incidente di collaudo di un prototipo di aerorazzo nel 1950. Dopodiché la linea del continuum temporale alternato riserva più che sorprese una piacevolissima riproposizione della fantascienza classica. Colonie sulla Luna e su Marte nel 1963, una stazione spaziale intitolata a Winston Churchill, la verdeggiante campagna inglese assordata dai missili, come l'Ohio di Ray Bradbury in
The Martian Chronicles. Mentre il tratto di Chris Weston oscilla tra quello di Frank Hampson per Dan Dare, con un pizzico di Milton Caniff, e quello dei disegnatori della Fleetway, noti in Italia per la Collana Eroica. Ovvero, a parte il padre di Steve Canyon, pura
ligne claire all'inglese.