
Le conferenze di Vittorio Catani sono spesso un evento nell'evento: seguire le cavalcate di Catani nella cultura generale e del fantastico, seguendo il filo dei suoi ragionamenti attraverso una sequenza di riferimenti e di idee è sempre un'esperienza affascinante. Questa volta pubblichiamo il suo intervento tenuto al Convegno "Le fantasie della scienza - La scienza ha bisogno di narrazioni?", organizzato a Torino l'11 giugno 2001 dalla LN-Libri Nuovi (Trimestrale di attualità libraria) con l'Associazione Culturale Nautilus, e CS - Coop. Studi Libreria Editrice.
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| Nicoletta Vallorani (foto di Anna F. Dal Dan) |
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Il Convegno si è svolto nell'aula A del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco (Universita' di Torino), dalle dieci circa fino alle ore diciotto, con un intervallo per il pranzo. Sette relazioni, più una introduzione; dibattito nel pomeriggio. Programma:
- Ore 9.45, Melania Gatto (redazione di LN-LibriNuovi): Introduzione
Prima sessione: Contenuti socio-politici di scienza e fantascienza
- 10.15 Luigi Cerruti: Frontis nulla fides. Apparenza e realtà della comunicazione scientifica
- 10.45 Luca Masali: Ucronia, l'Oggi che non è
- 11.15 Pausa
- 11.45 Vittorio Catani: La fantascienza in Italia tra scienza e cultura umanistica
- 12.15 Piero Galeotti: Fondamenti scientifici della fantascienza
- 13.00 Pausa pranzo
Seconda sessione: Fantascienza e comunicazione
- 15.30 Danilo Arona: Impatto sul pubblico di generi"'contaminati"
- 16.00 Pausa
- 16.15 Nicoletta Vallorani: Fantascienza impura: linguaggi e temi meticci nell'immaginario di domani
- 16.45 Anna Feruglio Dal Dan: Fantascienza e diritti umani: il mondo al di là delle colline
- 17.15 Dibattito
- 18.00 Conclusione dei lavori
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| Danilo Arona (foto di Anna F. Dal Dan) |
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Le relazioni - c'era da aspettarselo - si sono rivelate tutte interessanti; anche quelle più specifiche. Per esempio, il prof. Cerruti si è diffuso sul tema cruciale della comunicazione nella scienza odierna, rivelando l'esistenza di una realtà insospettata e mostrando una vis polemica (e "comunicativa") notevole. Accattivante anche quanto illustrato dal prof. Galeotti sul Progetto SETI (collegato alla probabilità di altre forme di vita nell'universo). Gli interventi più direttamente connessi con la sf meriterebbero tutti una citazione, dalla approfondita conversazione di Nicoletta Vallorani sui linguaggi meticci nella sf odierna, al complementare discorso di Arona sul cinema, al percorso ucronico tra il serio e lo scanzonato di Masali, fino alle caratteristiche - richiamate da Anna Dal Dan - del concorso per racconti "Omelas", incentrato sui diritti umani, voluto da Enrica Zunic' e Emiliano Farinella, e sponsorizzato da Amnesty International.
Aggiungo che sentir invocare il binomio "sf e diritti umani" personalmente mi lascia tuttora quasi incredulo, dopo decenni di martellamenti generalizzati sull'escapismo fantascientifico e dopo la auto-emarginazione di una letteratura che adesso viene invece chiamata a parlarci anche di "noi qui-ora" (salvi pochissimi casi: la rivista Carmilla, le storie di Evangelisti, alcuni autori, qualche iniziativa).
Tornando al Convegno, entro settembre è prevista la pubblicazione dei relativi atti, da parte di LN-Libri Nuovi: lettura che mi sento di raccomandare caldamente per la varietà, serietà e impegno del tutto. La manifestazione è stata conclusa da un dibattito condotto da Silvia Treves in modo stimolante (a testimonianza, la... reticenza dei presenti a terminare la seduta).
In definitiva un evento importante, che avrebbe senz'altro meritato una maggiore affluenza di pubblico. Ad ogni modo il clima di serenità, la gradevolezza del tutto, la presenza di alcuni appassionati di fantascienza giunti anche da Milano e dintorni, e non ultimo un pranzo collettivo che sembrava più una riunione di vecchi amici, sono risultati vincenti.
Mi resta da accennare a LN-Libri Nuovi, e in particolare agli organizzatori Silvia Treves e Massimo Citi. Silvia - per chi ancora non lo sappia - è la vincitrice del già citato concorso Omelas, insomma una persona che con libri e scrittura convive da anni. La libreria pubblica la rivista LN-Libri Nuovi nonché una antologia annuale, Fata Morgana, che presenta firme affermate accanto a esordienti. Insomma una gamma di attività culturali a vasto raggio - spesso anticonvenzionali - anche in campo fantascientifico, e di cui si può avere un'idea visitando il sito
www.arpnet.it/cs.
1. Premessa
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| Il numero 1 di Urania Rivista |
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Un osservatore esterno potrebbe pensare che, in un genere come la fantascienza - "
science" +
"fiction" - il rapporto fra le due componenti "dichiarate" (scienza, narrativa) sia scontato, pacifico.
Ma una occhiata appena più approfondita rivela l'ambiguità, i contrasti e addirittura la conflittualità creatisi nel corso del tempo, all'interno dell'
entourage fantascientifico, dal rapporto fra scienza e narrativa. Già la traduzione/reinvenzione italiana del termine ne è una spia: "fantasia" e "scienza". Una sorta di ossimoro: può mai essere scientifica una fantasia, o fantastica la scienza?
Nel nostro Paese, la moderna
science fiction viene introdotta "ufficialmente" nel 1952, tramite la collana mondadoriana
Urania (ma c'erano già stati altri tentativi, e precursori). In Italia questo genere letterario, però, venne subito a incontrarsi, e scontrarsi, con una mentalità, una cultura, una situazione sociale, del tutto diverse da quelle americane.
Questo mio intervento verte pertanto su due punti essenziali: