
Come ogni anno Roberto D'Onofrio è stato al Festival di Sitges e come ogni anno ci propone il suo reportage. Anche se - come ogni anno! - ci ha messo decisamente molti mesi a scriverlo, la sua rassegna dei gustosissimi b-movies di fantascienza e horror presentati al Festival è da una parte estremamente divertente, e dall'altra ci fa rabbia sapere cosa ci perdiamo: perché quasi nessuno di questi film raggiunge la distribuzione in Italia.
L'appuntamento autunnale con la cittadina spagnola di Sitges, insieme con quello di Cannes, è ormai entrato a far parte delle tappe fisse del mio "carnet" di cinematografaro, ma mentre il Festival francese alimenta ogni anno la mia antipatia nei confronti dei nostri campanilisti cugini d'oltralpe, Sitges rimane sempre un'esperienza piacevole e positiva.
La gustosa cerimonia di premiazione finale, in omaggio alla pellicola di chiusura:
Sabotage, spassosa rilettura della disfatta di Napoleone a Waterloo, con l'ingresso in sala di 38 soldati delle guerre napoleoniche, in alta uniforme, con annessa banda militare, mentre sul palco dell'auditorio del prestigioso Hotel Melia Gran Sitges era stato ricostruito l'accampamento del condottiero Francese, comprensivo di cavalli, galline e animali da cortile (vivi e schiamazzanti), ha confermato la mia iniziale impressione sul festival cinematografico Catalano: la sua costante evoluzione e crescita che, nel volgere di pochi anni, lo promuoveranno meritatamente tra le manifestazioni più importanti d'Europa, insieme con Cannes e Venezia.
La 33° edizione del festival ha avuto un occhio di riguardo per i serial killers, presentando opere quali:
American Psycho, Ed Gein, Cherry Falls e
Psycho Beach Party, ed è stata anche l'anno della consacrazione ad attore di razza del prolifico
Willem Dafoe, presente in ben quattro tra i films in concorso. Un tributo speciale è andato al grande direttore della fotografia e premio
Oscar Jack Cardiff, giunto a Sitges anche in qualità di presidente della giuria (insieme con la giovane attrice
Heather Donahue, sfuggita all'anonimato grazie alla sua intensa interpretazione in
The Blair Witch Project), mentre quest'anno la mostra allestita nell'ampio atrio dell'Hotel Melia è stata dedicata ai bellissimi pupazzi (quasi 200 pezzi) creati tra il 1910 ed il 1930 dal pioniere della "stop-motion animation"
Ladislaw Starewicz, di cui sono stati proiettati molti cortometraggi e cartoni animati.
Sempre più nutrito poi il settore delle opere del cinema di animazione (oltre 60 piccoli gioielli provenienti da tutto il mondo, includendo anche paesi come la Croazia ed il Cile), arricchito dalla presenza di tre fra i più grandiosi lungometraggi animati giapponesi dell'ultimo decennio: il tragico
Jin-Roh di Hiroyuki Okiura e gli spettacolari:
Blood, the last Vampire e
Neon Genesis Evangelion, diretti rispettivamente da Hiroyuki Kitakubo e Hideaki Anno.
Oltre alla consueta sezione dedicata ai cortometraggi, le due salette del "Brigadoon", nei pressi della spiaggia, hanno proiettato gratuitamente, per la gioia di un foltissimo pubblico, oltre 200 films in video o DVD, ripercorrendo quasi un secolo di cinema fantastico, da classici del cinema di fantascienza dei favolosi fifties come:
The Black Scorpion e
The Angry Red Planet, a cult movies di serie B quali:
Devil Girl from Mars e
Attack of the Crab Monsters, passando attraverso la cinematografia horror delle origini con:
Nosferatu di Murnau e
Dracula di Browning, fino ai più recenti:
Hellraiser e
The last House on the left, senza dimenticare i Monster Movies giapponesi con alcune chicche come la trilogia di
Rebirth of Mothra ed il purtroppo deludente
Godzilla 2000, di Takao Okawara.
Sempre in gran considerazione è stata tenuta l'Italia, con opere di Lucio Fulci (
Quella Villa accanto al Cimitero, I Fantasmi di Sodoma, Urla dal profondo), Bava (
La frusta e il corpo) e Renato Polselli (
Riti, magie nere e segrete orge del trecento), mentre il successo dei Porno Horror della scorsa edizione ha indotto gli organizzatori a proiettare a tarda ora alcune pietre miliari quali
The story of Joanna e
The Devil in Miss Jones 3, accostate a produzioni più recenti come
Vampira e
Curse of the Cat Woman.
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| D'Onofrio con Terry Gilliam |
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Ospiti di riguardo del Festival sono stati:
Tony Curtis, che nel corso di una cordiale conferenza stampa ha analizzato e messo a nudo i problemi della cinematografica attuale ("Il cinema contemporaneo è completamente dominato dalla televisione, oggi si lavora in una maniera radicalmente differente rispetto a 30 anni fa. Malgrado alcuni progetti interessanti, la stragrande maggioranza delle produzioni attuali è realizzata tenendo in considerazione il futuro sfruttamento televisivo, e la qualità ne subisce inevitabilmente!"), e l'eclettico
Terry Gilliam, in Spagna per le riprese del suo nuovo film:
The man who killed Don Quixote, con Johnny Depp, Jean Rochefort e Vanessa Paradis, che con Tony Curtis condivide le considerazioni su Hollywood: "Intendo mantenermi ai margini dei grandi studi cinematografici, le cosiddette Majors, perché esercitano una pressione continua sui registi, richiedendo sempre nuovi films, ma senza lasciarti libertà di espressione. Un progetto cui tenevo molto era l'adattamento cinematografico di un fumetto di David Miller,
Wachtmen, ma il film avrebbe dovuto durare cinque ore, ed i produttori non lo hanno accettato".
Al simpatico Gilliam chiediamo qualcosa di più sul suo ultimo lavoro: "Uno degli aspetti che mi hanno sempre affascinato del personaggio di Cervantes è la sua purezza, i suoi sogni epici che trattano della condizione umana, il suo idealismo. In un certo senso credo di essere stato anche io un Don Chisciotte tutta la vita", continua il regista, "già in
La leggenda del Re pescatore avevo inserito nella figura di Parry, interpretato da un meraviglioso Robin Williams, alcune caratteristiche dell'eroe cervantiano, ora ho finalmente avuto la possibilità di raccontare la mia versione dell'intera favola". Le riprese di
The man who killed Don Quixote sono iniziate in Spagna il 25 settembre scorso e continueranno per 18 settimane, dopo l'intera troupe si trasferirà a Londra per ulteriori sette giorni ed entro la prossima estate la pellicola, coproduzione europea tra Francia, Spagna, Germania ed Inghilterra, dovrebbe essere distribuita nelle sale cinematografiche.