a cura di Giuseppe Iannozzi


AldissKubrickSpielberg Tre padri per un bambino robot

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CINEMA

Per dar vita ai mondi di A.I. sono stati realizzati, a partire dai disegni fatti da Chris Baker per Kubrick, oltre 100 plastici reali ed altri 100 computerizzati. La visione di un futuro prossimo nel quale i robot siano integrati nella vita quotidiana ha permesso di creare spettacolari androidi, alcuni interpretati da attori, altri meccanici. Grazie alla tecnica blue field, una tecnica che trasmette al pubblico la sensazione di penetrare i meccanismi interni di un essere vivente sintetico, i personaggi risultano assai credibili proprio come Kubrick desiderava che fossero. Uno dei set più complicati da allestire è stato quello della decadente Rouge City: la scenografia della città è stata costruita in teatro utilizzando i bozzetti più bizzarri realizzati da Chris Baker per Kubrick; molti edifici sono stati realizzati in scala, altri creati digitalmente e filmati su di uno speciale blue screen. La Industrial Light & Magic per accentuare l'illusione di una città enorme ha usato un ambiente virtuale-digitale dove gli attori potevano camminare ed essere ripresi a 360 gradi su un monitor che accoglieva tutto l'intorno. Il supergiocattolo di David, l'orsetto Teddy, è il frutto della combinazione di modelli e tecniche digitali: Teddy ha richiesto la progettazione di set muniti di mobili e luci speciali in grado di ospitare una preparata equipe di tecnici. Il numero delle scene in cui è presente, il livello di performance richiesto, la sua importanza nella storia e i tempi ristretti hanno reso Teddy una delle sfide più difficili che abbia mai affrontato, spiega Stan Winston, supervisore ai robot già creatore dei mostri preistorici di Jurassic Park. Kubrick acquistò i diritti di sfruttamento del racconto Super Toys Last All Summer Long di Aldiss per ricavarne un film, solo più tardi spiegò la sua idea a Spielberg e ora che Kubrick è morto, Aldiss dichiara di aver ceduto i diritti di sfruttamento del suo racconto a Kubrick solo perché in quel periodo non navigava nell'oro. In definitiva, l'ormai leggendario regista sarebbe stato il produttore di un film diretto da Spielberg, difatti la pellicola è presentata dalla Dreamworks come una Amblin/Stanley Kubrick production e alla fine del film, prima dei titoli di coda, è possibile leggere Dedicato a Stanley Kubrick. In alcuni momenti Spielberg tenta di riprodurre il sarcasmo dell'amico Stanley Kubrick, ma il risultato è appena appena apprezzabile. La colonna sonora è affidata alle amorevoli cure di John Williams che sfrutta le musiche di compositori classici come Strauss e Ciaikovsky: la scelta delle musiche è un'ulteriore conferma di come Spielberg abbia voluto conferire al film un'aura fiabesca.
Il film è già stato annunciato come uno dei più felici di Spielberg, ma per riuscire ad apprezzarlo occorre vederlo come un film di Spielberg senza illudersi di trovare nella pellicola un testamento kubrickiano, al massimo un omaggio di Spielberg all'amico regista scomparso ma nulla di più. A.I è balzato in testa alla classifica d'incassi in America: la pellicola ha conquistato $30,1M da una combinazione di 3242 sale ($9295 la media per sala), un risultato solo leggermente inferiore al precedente film di Spielberg Salvate il soldato Ryan ($30,6M al suo esordio, $216M totali). Comunque, inizialmente, le aspettative erano notevolmente maggiori e molti analisti prevedevano una cifra al botteghino intorno ai $45-50M nella prima settimana di programmazione. Nonostante il film sia classificato PG, ovvero ingresso gratuito per i minori di 13 anni, il pubblico è composto quasi totalmente da persone over 25. In Giappone A.I. ha esordito al botteghino con $12M di incassi: il pubblico nipponico ha accolto l'ultima fatica di Steven Spielberg con grande entusiasmo, per ora più grande di quello mostrato dagli americani, almeno per ora.

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